Il gioco che visse due volte

Full Control ci riprova con una versione riveduta e corretta di Space Hulk

RECENSIONE di Mattia Armani —   21/11/2014
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Indice

Massicci soldati in armatura si muovono in fila indiana lungo uno stretto corridoio. Rumori sinistri provengono dall'oscurità e non sono solo gli scricchiolii di una vecchia stazione spaziale. Qualcosa è in agguato e aspetta di lanciarsi contro quelle che per sua sfortuna non sono inermi vittime. Sono Space Marine Terminator, impavidi esploratori che si infiltrano nei meandri degli Space Hulk per compiere missioni di recupero e pulizia. Attività pericolose, queste, visto che gli Space Hulk, definizione che nell'universo di Warhammer 40.000 si applica a ogni genere di relitto spaziale, sono infestati da temibili creature.

Il gioco che visse due volte

Stiamo parlando dei Genestealer, degli Alien dell'universo di Warhammer 40K che, come gli xenomorfi di Giger, sono rapidi e sono letali se si avvicinano in corpo a corpo. Ed è questo l'elemento centrale di un gameplay a turni pensato per un gioco da tavolo decisamente adatto alla trasposizione videoludica. Stupisce che lo Space Hulk di Full Control sia stato, in 17 anni, l'unico titolo a fare uso di questa licenza ma se non altro l'attesa ci ha restituito un buon prodotto che si adatta bene alla struttura a missioni e al multiplayer asimmetrico combattuto tra Genestealer e Terminator. Quest'ultimo, tra l'altro, offre anche la possibilità, non comune, di giocare in modalità asincrona, inviando la propria mossa per poi chiudere il gioco, aspettare quella dell'avversario e riprendere la partita quando è possibile. Ma Space Hulk è anche un gioco che si accontenta di trasporre il gioco da tavolo in chiave digitale e non sfoggia una grande varietà di meccaniche se rapportato agli strategici a turni moderni. Proprio per questo gli sviluppatori hanno rilasciato la versione Ascension che, forte di un anno di feedback, è a tutti gli effetti un update 2.0 di Space Hulk con nuove missioni, armi, abilità, poteri, opzioni di personalizzazione, evoluzione dei personaggi e miglioramenti estetici. L'unica cosa che manca, al di la dell'adattamento in italiano, è il multiplayer, probabilmente accantonato per non avere limiti nell'opera di ampliamento del gameplay. Viste le potenzialità è un vero peccato anche se i contenuti inseriti in questa Ascension Edition promettono di compensare la mancanza della sfida online con innumerevoli ore di gioco.

Space Hulk torna in versione riveduta e corretta con tante cose in più ma anche qualcosa in meno

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • OS: Windows 7
  • CPU: Core i5 4440
  • RAM: 16 GB
  • GPU: GeForce GTX 780
Requisiti minimi
  • OS: Windows 7
  • CPU: 2 GHz Dual Core
  • RAM: 2 GB
  • GPU: GeForce 400+, AMD Radeon 4000+
  • HD: 4 GB di spazio libero
Requisiti consigliati
  • OS: Windows 7
  • CPU: 2 GHz QuadCore
  • RAM: 4 GB
  • GPU: GeForce 500+, AMD Radeon 5000+
  • HD: 4 GB di spazio libero

Partita a scacchi con la morte

Alla base, il gameplay è il medesimo della versione originale e include già finezze come raffiche in movimento, possibilità di indietreggiare, modalità di guardia ben studiata, svariate modalità di attacco, interfaccia intuitiva e una difficoltà piuttosto elevata. Tutto questo nella versione Ascension è rimasto invariato ma sono state aggiunte opzioni di personalizzazione dei Terminator, poteri psichici, armi e un sistema di evoluzione dei soldati con tanto di albero delle abilità. L'avanzamento consente di differenziare i soldati dotandoli di armi specifiche come la spada potenziata, fondamentale nel pericolosissimo corpo a corpo, e di potenziare resistenza, efficacia e capacità di percepire i nemici. E la differenziazione si estende ai Genestealer che si distinguono gli uni dagli altri grazie a tentacoli nutritivi, acido e uncini. Ma non è il caso di fare liste asettiche. L'approccio migliore per farsi un'idea dell'offerta è quella di inquadrare nell'insieme il nuovo Space Hulk che si prefigge di mantenere l'equilibrio dell'originale ampliandone esponenzialmente la complessità. La prima fase prevede la selezione della squadra o delle squadre che devono poi essere dispiegate in campo in alcuni spazi preimpostati. Alcune missioni richiedono Terminator specifici come quello armato di lanciafiamme che può dare una ripulita ai condotti da dove sbucano i Genestealer, lo specialista in corpo a corpo che ha qualche possibilità di opporsi a un attacco in corpo a corpo o il Librarian che è dotato di poteri psichici. Ma non è sufficiente tenere conto dei ruoli.

Il gioco che visse due volte
Il gioco che visse due volte

Ogni soldato ha caratteristiche ed equipaggiamento che determinano le sue capacità di azione. Un buon tiratore con riflessi non eccellenti deve essere messo in grado di ingaggiare il nemico sulla distanza. Invece un marine robusto ed equipaggiato con una powersword è il candidato migliore per l'avanguardia. Ma non è semplice fare si che tutto si incastri mentre si attraversano gli angusti corridoi di uno Space Hulk. Aspettare troppo significa aumentare il rischio che i nostri marine vengano colpiti ed è preferibile muovere il proprio contingente prestando attenzione a coprire condotti, porte e corridoi. Ma tenere in considerazione tutte le possibilità non è cosa semplice, soprattutto quando ci si ritrova a manovrare dieci grossi Space Marine in corridoi larghi un quadretto mentre i Genestealer continuano ad arrivare all'infinito, mentre l'obiettivo deve essere raggiunto nel minor tempo possibile e mentre il Terminator che ci serve in quel momento è in fondo alla coda, bloccato dai suoi compagni. In questi frangenti, alla già complessa formula si aggiunge un pizzico di Tetris e Space Hulk: Ascension si tramuta in una sorta di gioco degli scacchi reinterpretato in versione claustrofobica. Un gioco che trasforma le mappe, arrivate a un totale di oltre cento suddivise in tre campagne combattute da tre capitoli differenti degli Space Marine, in puzzle di difficoltà variabile, tutte da affrontare studiando con attenzione tempistiche e ordine di avanzamento dei nostri Space Marine. Ma anche armandosi di cautela felina in alcuni frangenti è impossibile evitare il contatto diretto con i Genestealer. Il sistema di combattimento si basa su tiri di dado invisibili e in caso di fallimento gli attaccanti si avvicinano in men che non si dica, spesso eliminando con un singolo colpo il marine che si trovano di fronte. Ne deriva una difficoltà globale piuttosto elevata che spesso ci costringe a riprovare più volte missioni più complesse alla ricerca della giusta combinazione di idee e di colpi. Sommando questa dinamica all'enorme numero di mappe si ottengono decine e decine di ore di gioco che, soprattutto nel caso in cui il giocatore non sia un amante sfegatato della strategia, possono includere qualche momento di frustrazione. I livelli, comunque, non hanno una durata eccessiva e non mancano missioni speciali a regalare ulteriore varietà a un titolo che già compie un netto balzo in avanti rispetto al predecessore, ampliandosi nelle meccaniche RPG e dotandosi di un comparto grafico decisamente più rifinito. Non siamo certo a livelli da mascella a terra ma tra nuovi effetti, texture più dettagliate, animazioni migliorate, effetti luce avanzati e migliorie all'interfaccia il cambiamento è netto e regala una marcia in più all'azione, regalandoci lampi di luce e getti di fuoco molto piacevoli da vedere, e anche all'atmosfera. Ed è quest'ultima a sostenere l'inevitabile lentezza del gameplay strategico a turni. La tensione è un filo conduttore tra un'azione e l'altra. Un qualcosa che trasforma l'attesa e la fase difensiva in un'emozione viva e non in una sterile attesa. E a beneficiare delle migliorie tecniche è anche la particolarità principale dello Space Hulk pubblicato l'anno scorso, quella telecamera in prima persona che consente di ammirare da un'altra prospettiva l'azione. Si esaltano difetti come il sangue la cui resa non è per nulla convincente ma la telecamera occupa un piccolo riquadro in alto a destra e richiama efficacemente svariati film di fantascienza. Abbastanza per combinarsi con l'assillante rumore di fondo che attraversa gli Space Hulk e regalare una marcia in più a un comparto tecnico che poggia su basi modeste.

Digital Delivery
Steam
Prezzo
27,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (1)

8.3

Il tuo voto

Se dal punto di vista tecnico è comunque difficile dirsi esaltati, le novità dell'Ascension Edition di Space Hulk sono tante e ampliano corposamente il gameplay rispetto all'originale. Restano il rammarico di vedere un'evoluzione venduta come un titolo standalone e la mancanza del multiplayer. Ma a sopperire ci sono ben tre campagne che ci portano a affrontare oltre cento missioni quasi tutte ben studiate e tutte colme di nemici sempre pericolosi.

PRO

  • Gameplay decisamente più profondo
  • Oltre cento missioni per tre lunghe campagne
  • I miglioramenti estetici sono evidenti ma...

CONTRO

  • ...dal punto di vista tecnico siamo ancora lontani dagli standard odierni
  • Multiplayer rimosso in blocco