Ridiamoci sopra 26

Scambio di battute prima di rimettersi in marcia

RECENSIONE di Andrea Rubbini   —   19/03/2015

Indice

Questa che state per leggere è la recensione del secondo episodio di Tales From The Borderlands. La serie completa è composta da cinque episodi in lingua inglese. Il testo è ragionevolmente privo di anticipazioni.

Il cinema d'animazione (interattivo) di Telltale spazia con disinvoltura dalla tragedia alla commedia, e quasi sempre dimostra di avere una dimestichezza notevole con gli strumenti narrativi. Al primo episodio di Tales from the Borderlands mancavano solo i popcorn in omaggio ad accompagnare il mix di comicità e azione che dall'inizio alla fine incalzava lo spettatore-giocatore fino all'introduzione in punta di climax del carismatico Zer0.

Nel complesso i personaggi dovevano ancora trovare una loro collocazione forte, ma come apertura della serie rientrava nello standard di Telltale, che segue ormai da anni una formula precisa. Perciò non dobbiamo stupirci se questo secondo episodio, Atlas Mugged, cala parecchio di tono. Anche questo fa parte della tradizione episodica di Telltale, che soffre nei capitoli centrali per poi decollare di nuovo sul finale. Dopo una scorpacciata di adrenalina ci tocca quindi partecipare a due ore di calma (quasi) piatta, con la sensazione che gli scrittori abbiano fatto del loro meglio per stiracchiare la storia piuttosto che mandarla avanti. Per quanto riguarda la struttura, Fiona e Rhys continuano ad alternarsi nel racconto dei fatti passati, modificando ogni tanto gli eventi per mettere se stessi in buona luce. All'interno di questi flashback ci sono sezioni in cui entrambi sono sulla scena insieme agli immancabili comprimari, Vaughn e Sasha, e altri momenti dedicati alla linea narrativa di ognuno di loro. Molto probabilmente questo alternarsi di punti di vista continuerà fino all'ultimo episodio, quando li vedremo entrambi in azione nel presente e tutti i pezzi saranno stati posizionati sulla scacchiera. C'è infatti una notevole quantità di comprimari, oggetti del desiderio e trame secondarie che si intersecano con il racconto principale e, se gli sceneggiatori riusciranno a tenere le fila di questa complicata matassa, potrebbe uscirne un racconto di azione e riscatto più che decente. Vedete quindi che non mancano gli ingranaggi in moto dietro le scene; eppure il meglio dell'episodio è tutto concentrato nei primi dieci minuti, quando musica e regia fanno esplodere la scena promettendo faville. Faville che purtroppo si fanno attendere invano sino alla svolta finale.

Atlas Mugged inizia con un intenso momento di cinema d'animazione, poi rallenta e perde potenza

In attesa che l'avventura ricominci

Dicevamo. Dopo un inizio che inchioda alla sedia, il vento cessa e la storia entra in stallo, più o meno. Approfittando dei tempi dilatati, nuovi antagonisti e comprimari fanno la loro entrata in scena, ampliando un cast già molto ricco per una mini serie. C'è posto anche per qualche momento introspettivo tra Fiona e Sarah, ma per lo più Atlas Mugged fa un punto della situazione e cerca di fissare nella mente del giocatore i punti fondamentali intorno ai quali ruoterà l'intera vicenda che, almeno esternamente, si concentra sulla ricerca di una chiave del Vault. Ma cosa fanno i personaggi, nel frattempo? A parte qualche fuga, passano il tempo scambiandosi battute a raffica. L'umorismo è infatti la cifra stilistica principale di questa serie, e nel secondo episodio non c'è praticamente un passaggio nel quale gli sceneggiatori abbiano tralasciato di inserire almeno un pizzico di ironia.

Ogni persona ha un proprio senso dell'umorismo, ma siamo sicuri che saranno in molti a farsi almeno una risata nel corso di Atlas Mugged. E comunque le battute hanno il garbo e l'acume necessari a farne un momento di leggerezza sempre ben accetto. Grazie soprattutto all'esilarante Handsome Jack, fantasma di un personaggio di Borderlands che solo Rhys può vedere, e grazie al quale il protagonista maschile della serie ha guadagnato quello spessore che secondo noi gli mancava. Purtroppo il potenziale di questo alleato/antagonista è ancora tutto da esplorare, e sembra trattenuto con le briglie. Potrebbe essere un ciclone, invece si limita a fare da contrappunto verbale alle battute di Rhys. Ma il vero difetto di Tales from the Borderlans è l'assenza di scelte significative. Se in altri giochi di Telltale si rifletteva fino all'ultimo secondo prima si scegliere una risposta di dialogo, qui si finisce per cliccare sulla prima che capita sotto gli occhi, tanto è bassa la posta in gioco. Anche i momenti di azione sono stati ridotti a passaggi brevissimi, lasciandoci visitare in compenso qualche schermata in più. Per quanto riguarda la visione cibernetica di Rhys e il denaro di Fiona, se qualcuno si aspettava un maggiore approfondimento rimarrà deluso. Tellatale aveva un'ottima occasione per espandere il sistema di gioco grazie a queste caratteristiche dei suoi personaggi principali, ma evidentemente non è ancora il momento per un cambiamento nella formula. La beffa più grande in questo senso è l'inventario, che si riempie mano a mano di oggetti ai quali non abbiamo mai accesso, ma che i personaggi useranno da soli al momento giusto, magari in un episodio successivo. Se soprassediamo su questi aspetti, ormai noti, ci rimane comunque un episodio di raccordo senza grinta che rinforza i propositi di chi preferisce aspettare che la stagione sia finita prima di decidere se comprarla o meno in un colpo solo.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore Intel Core i7 2600
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
Requisiti minimi
  • Processore Core 2 Duo 2 GHz o equivalente
  • RAM 3 GB
  • Scheda video ATI o NVIDIA con 512 MB RAM
  • Direct X 9.0c
  • Sistema operativo Windows XP SP3
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

6.5

Lettori (14)

8.3

Il tuo voto

Atlas Mugged ha un'ironia leggera che fa scorrere l'episodio senza fatica. Purtroppo, dopo i primi entusiasmanti dieci minuti, la storia temporeggia per mettere in moto nuovi ingranaggi e introdurre il resto del cast. L'azione e l'interazione sono scarse e, quando ci sono, sono poco significative. Per il momento vi consigliamo di aspettare che sia uscita tutta la serie prima di decidere o meno se fa per voi.

PRO

  • Rhys è finalmente un personaggio completo
  • Tante battute, e tutte al momento giusto
  • L'inizio è un bel momento di cinema d'animazione

CONTRO

  • Interazione superflua
  • La storia perde quasi subito la spinta
  • Abilità dei personaggi trattate in maniera superficiale