Samurai Warriors Chronicles 3, recensione

Koei Tecmo e Omega Force ci riprovano con l'ennesimo musou a tema samurai. Ce n'era davvero bisogno?

RECENSIONE di La Redazione    —   07/07/2015
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Il musou è vero e proprio oggetto di culto in Giappone, un genere tanto bistrattato in occidente quanto venerato in patria, che porta ogni anno all'uscita di nuovi titoli quasi tutti uguali a se stessi nel design e nelle meccaniche di gioco. Le console portatili non possono certo esimersi da tal espressione ludica, ed ecco allora che i soliti noti di Omega Force e Koei Tecmo sfruttano lo strapotere di Nintendo 3DS per regalarci una nuova incarnazione della serie Samurai Warrior, classico musou a tema tradizionale giapponese, con armi e costumi d'epoca. Tuttavia, nonostante la formula sia sempre quella con tutti i suoi limiti e le sue debolezze, gli amanti del genere continuano imperterriti ad acquistare il nuovo titolo di turno e siamo sicuri che proprio per la sua portabilità, anche questo Samurai Warriors Chronicles 3 non farà eccezione.

Samurai Warriors Chronicles 3 per Nintendo 3DS è l'ennesimo musou che non cambia in nulla la formula

Solita formula

Il sedicesimo secolo fu un periodo transitorio per il Giappone, con spagnoli e portoghesi che iniziarono a frequentare la terre del sol levante portando con sé il cristianesimo e l'introduzione delle armi da fuoco, così come le tattiche militari europee che si rivelarono poi fondamentali nel disegnare il nuovo equilibrio di un Paese che di costantemente diviso tra tumulti e guerra civile.

Samurai Warriors Chronicles 3, recensione

Furono molte le casate che in quel tempo tentarono di sopraffare le altre nel tentativo di imporsi guadagnandosi il titolo di shogun con le armi e con il sangue e Samurai Warriors Chronicles 3 ci catapulta in un contesto analogo. Dopo aver dato nome e un minimo di personalizzazione estetica al nostro alter ego virtuale entriamo subito nel vivo dell'azione al servizio di Dosan Saito che deve difendersi non dimeno che da suo figlio, determinato a ucciderlo pur di prendere il potere e governare sui suoi territori. Scegliere nome, espressione, taglio di capelli e tipi di voce non è il solo modo che abbiamo di personalizzare l'avventura, visto che durante le scende di intermezzo tra un capitolo e l'altro verremo interpellati più e più volte per rispondere a delle domande o a dare un parere al reggente, per dare così una sorta inclinazione caratteriale al personaggio e influenzare anche il grado di gradimento dei superiori nei nostri confronti. Ci troveremo ad entrare in contatto non solamente con personaggi frutto di finzione, ma anche con generali e daimyo realmente esistiti durante il sedicesimo secolo, come Shingen Takeda e Kenshin Uesugi. In effetti se si è appassionati di storiografia giapponese, grazie al gran numero di generali, comandanti e ufficiali che andremo ad affrontare il titolo Tecmo Koei è pieno di spunti interessanti, ma quando si tratta gameplay le idee sono veramente poche. Croce e delizia di tutti i musou è il sistema di combattimento estremamente semplificato che affida al tasto Y e X rispettivamente l'attacco normale e quello più potente, con l'aggiunta di una mossa speciale da utilizzare in concomitanza al riempimento dell'apposito indicatore. Questo si ricarica piuttosto rapidamente in base alle combo collezionate, molto facili da mettere a segno vista la presenza di molti nemici su schermo. Senza prodigarsi in difficili sequenza di mosse si arriva tranquillamente a inanellare serie di centinaia di colpi che accorciano drasticamente i tempi di ricarica riempendo la barra in tempi brevissimi. Una buona variazione almeno dal punto di vista estetico è data dalle differenti armi da padroneggiare che danno luogo a combo diverse in base ad esempio all'utilizzo della singola o doppia katana, oppure di un'alabarda.

Problemi di telecamera

A livello ludico, le meccaniche accessibili e semplificate rendono irrilevante il tipo di arma equipaggiata, ma il tutto diventa interessante in chiave varietà visto che all'interno di ogni scenario ci ritroviamo a guidare un party di personaggi verso gli obiettivi e possiamo prendere controllo di ognuno a piacimento. Nulla di innovativo visto che lo switch rispetta gli standard dei titoli Omega Force, ma risulta comunque un'introduzione adeguata a dare un po' di vigore a un combat system altrimenti tedioso e molto ripetitivo.

Samurai Warriors Chronicles 3, recensione

Per portare a termine la campagna ci sono voluta più di otto ore, che giocate tutte con lo stesso personaggio sarebbero risultate ancora più pesanti. Dopo un paio di ore, infatti, tutti i limiti dei musou emergono puntualmente pronti a farci storcere il naso su combattimenti sempre tutti uguali a se stessi, con decine di nemici controllati da un'intelligenza artificiale pressoché nulla che ci si parano davanti aspettando solamente di essere macellati. Allo stesso modo ogni livello è strutturato allo stesso modo del precedente, con le ambientazioni divise in sezioni successive da sbloccare solamente quando si soddisfano specifici obiettivi, come uccidere un nemico particolarmente forte, difendere una struttura chiava dall'assalto dell'esercito nemico o distruggere specifici punti di interesse. Sbloccando le varie sezioni e conquistando terreno si arriva poi ai boss, piuttosto scialbi e privi di mordente. Tuttavia il vero problema di Samurai Warriors Chronicles 3, ancor più del gameplay, è la mancanza di un secondo stick analogico nel Nintendo 3DS classico che rende ingestibile la telecamera. Se non si possiede un New Nintendo 3DS o un Circle Pad Pro ci si ritrova con la visuale che va per conto suo e solo agganciando il nemico si riesce a rimettere le cose a posto. Purtroppo però il targeting è automatico e ci siamo trovati in più di una situazione ad essere ciechi sulla posizione dell'obiettivo principale dato che venivamo indirizzati su un avversario qualunque. Oltre alla storia, vi è anche la Challenge Mode una gara contro il tempo per completare obiettivi, uccidere nemici e guadagnare punti, accompagnata da un sistema di ranking dove vengono registrati i punteggi ottenuti ad ogni sfida e confrontati in classifiche globali. All'inizio di ogni partita l'orologio parte con un conto alla rovescia di cinque minuti, ma con il completamento dei vari obiettivi vengono aggiunti preziosi secondi al conteggio permettendoci di migliorare il punteggio. A livello tecnico Samurai Warriors Chronicles 3 si difende discretamente grazie a un lavoro curato sui modelli e sulle animazioni di vari protagonisti che va a cozzare con quello approssimativo svolto su tutti gli altri combattenti, uno la fotocopia dell'altro. Allo stesso modo le ambientazioni sono spoglie e poco dettagliate. Da segnalare infine che il titolo è completamente doppiato in giapponese con sottotitoli e menu in inglese.

Commento

Multiplayer.it

5.7

Lettori (5)

7.0

Il tuo voto

Ancora una volta Tecmo Koei e Omega Force ci mettono di fronte a un titolo che mostra tutti i limiti dei musou, sempre uguali a se stessi e molto monotoni sul lungo periodo. La campagna da più di otto ore di Samurai Warriors Chronicles 3 si trasforma quindi in una maratona estenuante fatta di battaglie tutte uguali con obiettivi progressivi che ci portano allo scontro con il boss di turno, con in aggiunta una telecamera ingestibile in assenza di Circle Pad Pro o del New Nintendo 3DS. L'ambientazione giapponese e il contesto storico che lega gli eventi è sicuramente interessante, ma ci sentiamo di consigliare il titolo solo e solamente a chi dei musou non ne può proprio fare a meno.

PRO

  • Campagna principale longeva
  • Buona varietà delle armi
CONTRO
  • Telecamera ingestibile senza Circle Pad Pro o New Nintendo 3DS
  • Gameplay piatto e monotono
  • Solo in inglese