Quella sporca ultima meta

Blood Bowl 2 scende in campo con nuovo motore grafico e con un'intelligenza artificiale riscritta da zero

RECENSIONE di Mattia Armani —   22/09/2015
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Blood Bowl 2 è l'atteso seguito di una delle punte di diamante della line-up Cyanide, un titolo coraggioso che si rifà a uno dei giochi di strategia da tavolo più particolari in circolazione. L'ambientazione è quella di Warhammer Fantasy ma è riletta in chiave ironica per giustificare l'esistenza di una lega di football in cui si scontrano umani, goblin, nani, bestie del caos, elfi, orchi e troll. Da una parte, in sostanza, c'è l'anima sportiva fatta di ruoli come lanciatore, ricevitore, difensore e via dicendo mentre dall'altra ci sono le regole di un classico strategico a turni basato su tabellone diviso in caselle, regolato da tiri di dado che decidono il successo di un'azione, combattuto a suon attacchi che possono rendere inerme un avversario e influenzato da modificatori tipici dei giochi di ruolo. Questo mix ha consentito al primo Blood Bowl di vendere un milione di copie, un successo che rappresentano con molta probabilità il motivo fondante di questo seguito.

Un motore grafico e una nuova interfaccia sono l'ottimo biglietto da visita Blood Bowl 2

Una questione razziale

Un campo lungo ventisei quadretti è il teatro delle partite di Blood Bowl 2, che iniziano con il classico lancio della moneta seguito dal calcio d'avvio. Chi riceve la palla può muovere tutti i suoi atleti e tentare di sfondare le difese avversarie con l'obiettivo di andare in touchdown. I giocatori possono scontrarsi con gli avversari a portata di attacco oppure possono cercare di muoversi il più possibile allungando anche il movimento massimo di un paio di quadretti, con il rischio però di capitombolare malamente.

Quella sporca ultima meta

Tra gli attaccanti e il loro obiettivo c'è ovviamente la squadra avversaria il cui compito è quello di recuperare la palla, rovesciare il flusso di gioco e segnare un punto. Anche senza conoscere il football, capire le regole di base è una questione di pochi attimi e parte del merito va all'interfaccia completamente rifatta e decisamente intuitiva. A complicare le cose, invece, ci pensano le otto razze disponibili che sono tutte caratterizzate da specifiche abilità che vanno a impattare direttamente sul gameplay. Inoltre ogni giocatore possiede specificità uniche, che spesso sono chiaramente visibili in modelli ben caratterizzati e talvolta molto differenti anche per dimensioni. Per esempio il troll ha la particolarità di poter lanciare un compagno più piccolo, ma da stupido bestione quale è c'è il rischio che decida di mangiarselo. Ci sono poi le caratteristiche fisiche, visibili in una carta che appare a schermo quando si seleziona un giocatore, che influenzano la precisione nei lanci e la distanza percorribile, elemento a dir poco vitale nell'economia di gioco, costringendoci a preservare i membri più meritevoli del team per sfruttarli al meglio. Infine troviamo le dinamiche passive che permettono ai giocatori di una squadra di sgambettare automaticamente gli avversari che passano loro vicini. Questa meccanica è una delle più importanti visto che consente di piazzare i giocatori in modo strategico così da rendere difficile l'avanzamento degli avversari, anche se c'è sempre la percentuale di fallimento che può permettere a un agile runner di cavarsela. Tra le novità di questo seguito c'è un'intelligenza artificiale riscritta da zero che parte con calma nelle prime partite della campagna per farsi gradualmente più aggressiva sfruttando meglio le possibilità offerte dal sistema di gioco. Il comportamento degli avversari non è sempre impeccabile ma a quanto pare è destinato a migliorare nel tempo grazie a un sistema di feedback che potrebbe addirittura sfociare nell'apertura dello scripting dell'intelligenza artificiale alla community. Eventuali gaffe dei giocatori, comunque, non sono sempre imputabili al codice.

Quella sporca ultima meta

Gli atleti di Blood Bowl 2 appartengono a razze molto diverse che sono mosse da pulsioni differenti come nel caso dei nani che si chiudono in una difesa molto efficace, degli skaven che puntano tutto sulla velocità o degli orchi che preferiscono il confronto diretto al contrario degli elfi che, anche per questioni di caratteristiche fisiche, prediligono un approccio meno violento. Noi possiamo ovviamente mescolare i vari approcci, tenendo conto delle peculiarità della fazione scelta, oppure provare a perfezionarne uno. Tutto ciò in un titolo che ci permette di aspettare gli avversari, di calcolare i movimenti e di posizionare la squadra per giocare sui lanci lunghi ma ci consente anche di provare a stendere quanti più nemici possibile, magari ricorrendo a trucchi e incantesimi, per lanciare un corridore verso il touchdown. Arriviamo dunque all'azione di blocco, ovvero l'interazione fisica tra i nostri giocatori e quelli avversari, che è uno degli elementi più complessi del gameplay di Blood Bowl 2. Con il blocco è possibile spingere un avversario in un quadrato adiacente e decidere se seguirlo spostandosi di un quadretto nella stessa direzione o meno. Ma quando si decide l'azione, che è ovviamente influenzata dalla stazza e dalle caratteristiche degli atleti, vengono tirati uno o più dadi che determinano gli esiti, non sempre positivi, selezionabili dall'attaccante. Le possibilità includono la caduta del giocatore colpito, lo stordimento di quest'ultimo, una semplice spinta che apre un varco nella difesa avversaria oppure eventi nefasti come la caduta di entrambi i giocatori coinvolti e il nulla di fatto. Alcune abilità possono infatti proteggere gli atleti ed ecco perché è ancora più importante piazzare gli uomini giusti nei punti giusti tenendo anche conto della posizione. Un giocatore spinto fuori dal campo, infatti, finisce nelle braccia del pubblico e il pubblico di Blood Bowl è di quelli poco raccomandabili.

Gioco di squadra

La dimensione multigiocatore è ovviamente importante e in questo seguito può contare sulla possibilità di creare competizioni personalizzate e un mercato online di giocatori, che possono anche infortunarsi o ritirarsi aggiungendo un pizzico di pepe al tutto. Inoltre la formula a turni consente a due utenti di sfidarsi senza problemi sulla medesima piattaforma per scontri vecchio stile, magari accompagnati da birra e patatine che vanno a braccetto con il fooball. Ma uno degli elementi di Blood Bowl 2 che più colpisce è indubbiamente la Campagna. Cyanide ha saggiamente deciso di sfruttare l'ambientazione per regalarci una corsa lunga quindici partite verso la vittoria sportiva finale. La Campagna, una sorta di modalità carriera arricchita dalla componente narrativa, è tutta incentrata sui dialoghi dei due commentatori e pur essendo modesta è capace di aggiungere profondità all'esperienza.

Quella sporca ultima meta

Tra l'altro la storia è differenziata a seconda della fazione scelta, resa più speziata da eventi casuali come l'invasione di campo e condita dai già citati commentatori e da animazioni che spesso includono un bel po' di violenza. La crudezza è parzialmente disinnescata dai toni ironici, dalla grafica colorata, dai modelli da cartoon e dalle cheerleader, ma è comunque marcata ed è capace di regalare un po' di drammaticità ai numerosi momenti di suspance che si creano mentre il nostro giocatore passa vicino a nemici pronti a stenderlo durante una corsa verso l'area. Dopo il primo match che fa da tutorial possiamo creare la nostra squadra, tenendo a mente che le finanze sono limitate e gli atleti di punta costano davvero molto. Giocatori centrali, come il massiccio ogre, sono il fulcro della squadra ma possono fare ben poco senza il supporto di un team capace di arginare i corridori avversari che, come nel caso dei Blitzer, possono compiere due azioni inanellando combinazioni letali come corsa, recupero della palla e volata verso il touchdown in un singolo turno. Una situazione disperata, in sostanza, può trasformarsi in un punto in men che non si dica e lo stesso vale per gli avversari che non possono essere mai sottovalutati, dato che un lancio lungo verso un compagno smarcato può garantire un punto facile. Ciononostante le partite possono farsi belle lunghe e alcuni turni risultare drammaticamente lenti; Blood Bowl 2 non è un gioco per tutti. Inoltre la dimensione gestionale non è delle più complesse in circolazione, ma d'altronde si gioca in campo tra orchi sudati e palle di fuoco. In ogni caso gli extra sono numerosi tra incremento di livello dei giocatori, acquisti, gradimento dei fan, sponsor, falli e conseguente corruzione arbitri. Inoltre il multiplayer è condito con statistiche dettagliate, stadio di casa, motto della squadra, svariate livree, tornei, mercato online e possibilità di vedere i replay della community attraverso la Cabal TV.

Chi arriva ultimo...

Le regole del gioco da tavolo ci sono tutte e ci troviamo di fronte a un prodotto piuttosto complesso che ci permette di muovere svariati personaggi per turno, chiedendoci di anticipare le mosse di altrettanti atleti avversari. Il tutto condito da finezze dell'interfaccia che rende tutto più facile evidenziando con un segnalino rosso gli atleti che hanno già compiuto la loro azione. Considerando l'evoluzione degli strategici a turni sarebbe stato senza dubbio possibile aumentare il numero di azioni disponibili, soprattutto in fase difensiva, ma la complessità è comunque elevata tra differenze di razza, imprevisti che influenzano la partita e la parziale casualità dei tiri di dado.

Quella sporca ultima meta

Inevitabilmente questi elementi rendono il bilanciamento assoluto piuttosto difficile da raggiungere ma l'anima ruolistica dell'esperienza compensa questa lacuna e ci offre un titolo particolare che, al contempo, ha il non trascurabile pregio di esaltare l'anima strategica del football. Il nuovo motore grafico garantisce un salto netto rispetto al primo capitolo e il design e la cura per il dettaglio sono cresciuti in modo altrettanto sostanziale. Cinque stadi massicci e gremiti di tifosi inferociti ospitano decine di giocatori caratterizzati da innumerevoli e deliziose animazioni. Si parte con la semplice corsa con tanto di telecamera action per arrivare a svariate scenette cruente che includono uppercut, calci volanti, violenza in abbondanza e arbitri goblin dallo sguardo malevolo che probabilmente provano un sadico piacere nell'osservare cariche di unità motorizzate, assassini che accoltellano alle spalle, potenti colpi di tacco, goblin che saltano su corpi inermi, fulmini che piovono dal cielo e palle di fuoco. La corsa differenziata per ogni modello è un altro elemento che cattura l'attenzione assieme a dettagli come i sinuosi tentacoli del minotauro delle Bestie del Caos che ondeggiano ipnotici rendendo questa particolare unità una delle più riuscite. Purtroppo il fatto che due razze extra, nello specifico gli Elfi Silvani e gli Uomini Lucertola, siano vincolate alle prenotazioni ha fatto storcere il naso a più di un fan nonostante la consapevolezza che saranno acquistabili successivamente come DLC. E per quanto riguarda lo stivale d'Europa, la nota negativa è la totale mancanza della lingua italiana. Inoltre la telecronaca non è serrata, le battute non sono particolarmente efficaci e la colonna sonora prova a essere epica ma purtroppo finisce per essere trascurabile. I commenti dei telecronisti, comunque, sono fondamentali per creare atmosfera al pari dei numerosi e piuttosto ben realizzati effetti sonori.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo Windows 7
  • Processore Intel Core i5 4440
  • 16 GB RAM
  • Scheda video GeForce GTX 780

Requisiti minimi

  • Sistema operativo Windows Vista, Windows 7, Windows 8
  • Processore Dual Core 2.5 GHz
  • 3 GB RAM
  • Scheda Video Radeon HD 5670/ GeForce GTX 260
  • Connessione necessaria per l'attivazione del gioco

Commento

Versione testata PC Windows, --------
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 44,99 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori (9)

7.2

Il tuo voto

Più ricco, più spettacolare e più coinvolgente, Blood Bowl 2 non cambia la ricetta di base ma parte con una marcia decisamente diversa rispetto al primo capitolo della serie. Il comparto tecnico ha compiuto un passo in avanti notevole e l'interfaccia funziona decisamente bene, al netto di qualche incertezza che speriamo venga risolta con le prime patch. Purtroppo la componente gestionale non è tra le più complesse in circolazione ma trova un suo senso nel multiplayer che, complice il mercato online dei giocatori, promette longevità in abbondanza.

PRO

  • Il salto tecnico rispetto al primo capitolo è a dir poco notevole
  • Fazioni caratterizzate anche nell'approccio alla partita
  • Contenuti in quantità e infrastruttura online
  • Una lunga campagna differenziata per le otto razze disponibili
CONTRO
  • La componente gestionale non è sviluppata al massimo
  • Qualche opzione difensiva in più non ci avrebbe dato fastidio
  • Dialoghi non sempre brillanti e colonna sonora trascurabile