Il basket secondo EA

La serie NBA Live ritorna anche quest'anno con una nuova edizione. Riuscirà a soddisfare le aspettative dei fan?

RECENSIONE di Massimo Reina   —   05/10/2015
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C'era un tempo, neanche troppo lontano, in cui EA Sports dominava la scena delle simulazioni di basket con la sua serie NBA Live. Poi però difficoltà tecniche, errori di progettazione e altri fattori l'hanno portata a vivere una crisi profonda e il crollo dei consensi, elementi che, assieme alla bravura della concorrenza, hanno dato vita alla situazione attuale: monopolio assoluto da parte di 2K Games e del suo NBA 2K. Fra cancellazioni e tentativi maldestri di rilancio, solo la scorsa stagione, con NBA Live 15, la serie è sembrata dare timidi segnali di ripresa e aver imboccato la strada giusta per tentare una difficile risalita verso un livello consono alla sua fama. Il gioco, infatti, nonostante si sia dimostrato un prodotto al di sotto delle aspettative, ha lanciato comunque alcune buone idee sul campo, sulle quali l'azienda canadese ha deciso di porre le basi anche per questo nuovo capitolo intitolato NBA Live 16.

NBA Live 16 prosegue la sua faticosa risalita, ma resta ancora molto lontano dalla concorrenza

Basket per tutti

Semplicità e immediatezza sembrano essere state le due parole che hanno ispirato il lavoro del team di sviluppo. Il risultato si traduce sul campo in un gameplay orientato, come l'anno passato, verso uno stile di gioco più arcade che simulativo, mancante di quella profondità e di quel realismo che caratterizzano NBA 2K16, e dunque adatto a chiunque voglia cimentarsi con questo sport (virtuale) senza "perdersi" in ore e ore di duro allenamento. In tal senso il titolo può essere apprezzato fino in fondo quasi da subito, complice anche la possibilità di utilizzare una serie di opzioni e slide per personalizzare l'esperienza. Che ciò sia un bene o un male dipende da diversi fattori, su tutti probabilmente i gusti degli utenti. Appurato quindi che il gameplay di NBA 2K resta inarrivabile e stilisticamente diverso, la pietra di paragone per NBA Live 16 diventa inevitabilmente il suo diretto predecessore.

Il basket secondo EA

Rispetto ad esso si registrano alcune migliorie nei movimenti, nelle azioni e nel controllo degli atleti, ma in generale pregi e difetti sono rimasti quasi invariati. La giocabilità risulta comunque tutto sommato fluida, il ritmo è buono, a parte nei ribaltamenti di fronte dove tutto avviene con una certa pesantezza di fondo, e il movimento della palla restituisce una discreta sensazione di realismo. Dal canto loro, i campioni digitali si gestiscono abbastanza bene col pad, nonostante qualche latenza ogni tanto nella risposta ai comandi. Soprattutto a quelli che richiedono la combinazione di due o più tasti per essere eseguiti: in quel caso i cestisti sembrano colpiti da improvvisa demenza senile e non svolgono (o lo fanno a metà) certi ordini. Durante i nostri test, in un paio di circostanze ci è capitato ad esempio di lanciarci in corsa verso il canestro e, nonostante tenessimo premuto l'apposito pulsante, ad un lieve cambio di direzione per disorientare un avversario, il nostro giocatore non ha più eseguito né un tiro né una schiacciata. In altre circostanze analoghe, invece, tutto è andato per il meglio, e l'atleta che controllavamo ha compiuto delle autentiche prodezze. La nostra sensazione è quella che in certi casi il motore grafico debba completare un'animazione troppo lunga prima di poter partire con la successiva, e questo crea qualche problema. Per quanto concerne il collettivo, quello gestito dal videogiocatore applica schemi e strategie stabilite in precedenza, o modificate in tempo reale a partita in corso attraverso la croce direzionale. Idem quando viene impartito un ordine specifico al singolo giocatore o viene chiamato un blocco tramite la pressione del dorsale LT.

Il basket secondo EA

Senza gli input dell'utente l'intelligenza artificiale alterna invece movimenti d'attacco o interventi difensivi razionali, ad altri assolutamente fuori contesto, quasi non leggesse sempre bene l'azione. Quando poi gestisce un'intera squadra, specie a livello di difficoltà Superstar, in difesa opera bene, ma in avanti tende ad adottare pochi schemi offensivi. Strategie quasi sempre atte a forzare la manovra con azioni verso il centro dove, complice qualche dormita di troppo dei difensori non controllati al momento dal giocatore (il passaggio automatico da un compagno all'altro non sempre è immediato, meglio farlo in manuale), certi automatismi e i parametri tecnici dei cestisti più famosi, riesce sovente ad avere la meglio. Anche dai tre punti l'intelligenza artificiale è quasi infallibile, specie se deve rimontare o prendere il largo, e se effettua tiri di questo genere con qualche specialista, come lo scorso anno è capace di fare nove canestri su dieci conclusioni. Da questo punto di vista NBA Live 16 sembra a tratti ricordare il PES di Konami di qualche tempo addietro, dove Messi o Cristiano Ronaldo erano quasi "immarcabili" e non sbagliavano praticamente mai, rendendo complicato cercare di difendere. Non che il videogiocatore non possa fare altrettanto: il nuovo sistema di tiro "guidato", che prevede una sorta di "metro" con sopra un cerchietto dentro al quale bisogna fermare per tempo un punto bianco per incrementare la percentuale di realizzazione, aiuta abbastanza. Il consiglio è pertanto quello di andare nelle opzioni e impostare questa funzione, scegliendo quella che prevede la combinazione del tempismo di tiro con le capacità dell'atleta per determinare la riuscita della conclusione, così da rendere meno scontato un canestro.

Obiettivi Xbox One

NBA Live 16 offre ai giocatori 33 obiettivi per un totale di 1.000 G, da ottenere nelle varie modalità di gioco. Per esempio è necessario creare una squadra in Ultimate Team in cui tutti i giocatori abbiano una valutazione GEN di almeno 78, bloccare una schiacciata, segnare 100 punti in una singola partita con un solo giocatore, oppure ottenere uno score del 100% nei tentativi dai tre punti con un atleta, e con minimo 10 tentativi.

La stella nascente della NBA

Chiusa la parentesi dedicata alla giocabilità, è tempo di analizzare le modalità di gioco offerte da questa edizione 2016 del titolo di basket di EA. Da questo punto di vista il prodotto propone il solito, sostanzioso contorno di contenuti. Una volta superata la breve fase introduttiva, che fa rivivere un frammento di un match fra gli Oklahoma City Thunder e i Cleveland Cavaliers, si accede all'area principale del gioco. Dal classico menu a finestre è possibile quindi muoversi velocemente di modalità in modalità. Queste sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto alla scorsa edizione, offrendo poche novità e non certo eclatanti. Abbiamo quindi NBA Rewind, dov'è possibile rigiocare per intero o per una porzione le più avvincenti sfide NBA del torneo passato, vestendo i panni di un singolo giocatore o quelli dell'intero team, cercando di ricrearne i momenti clou o di riscriverne la storia.

Il basket secondo EA

E poi, in ordine sparso, le partite online, Stagioni testa a testa e NBA Live Ultimate Team, che permette agli utenti di creare la propria squadra ideale collezionando carte-atleti del presente e del passato, oltre a coach, elementi gestionali e divise. Gli acquisti e gli scambi sono basati su un particolare sistema di compravendite tramite monete che si guadagnano in relazione alle prestazioni del team. Rising Star consente invece agli appassionati di vestire i panni di una stella nascente della pallacanestro, e di costruirne la carriera: dal draft fino all'Olimpo della NBA a suon di buone prestazioni. Rispetto all'edizione 2015, nel creare da zero il proprio alter ego virtuale si può utilizzare la nuova funzione GameFace HD, per apporre il proprio volto su quello del personaggio. Per farlo si può scaricare una app, indispensabile per scansionare il proprio viso prima di inserirlo nel gioco dal menu Crea un Giocatore, e applicarla sulla giovane stella. Visto che la prima volta che l'abbiamo usata, l'applicazione è crashata, mentre la seconda, pur riuscendo nell'impresa di scansionare e inserire il volto in NBA Live 16, è venuto fuori un mostro, è probabile che il nostro dispositivo non fosse adatto allo scopo; vi invitiamo pertanto a dare un'occhiata al sito ufficiale di EA dove è presente un elenco di quelli compatibili. In termini tecnici, gli sviluppatori hanno inoltre migliorato il sistema di livellamento dell'atleta, sul cui sviluppo tecnico ed atletico pesano maggiormente ruolo e stile di gioco utilizzati, piuttosto che fattori casuali nella distribuzione dei punti abilità conquistati.

Il basket secondo EA

La sua progressione è inoltre più rapida, anche se l'attribuzione (o sottrazione) di PA in partita da parte della CPU, è ancora troppo legata a situazioni predefinite da soddisfare. Così una penetrazione con finalizzazione improvvisata dall'utente viene premiata con un solo punto, rispetto magari a una più schematica palla rubata in difesa. Tornando alle modalità, immancabile, ovviamente, quella Dynasty, che permette all'utente di impersonare un General Manager per gestire in campo e fuori una franchigia NBA. Anche quest'anno, pur mancando della profondità e della completezza dell'equivalente presente in NBA 2K16, la modalità resta divertente da giocare, grazie anche alla grande mole di contenuti offerti come sempre da ESPN. Dulcis in fundo, abbiamo LIVE Pro-Am, che consente di utilizzare il proprio giocatore creato per Rising Star anche nelle modalità multigiocatore Corsa LIVE e Circuito Estivo. Con la prima è possibile unirsi ad altri utenti in sfide di cinque contro cinque a 21 punti in campi al coperto e all'aperto. Con la novità Circuito Estivo bisogna invece mettere insieme una vera e propria squadra di amici e affrontare in co-op dei team formati da autentiche superstar della NBA, spostandosi di volta in volta per gli Stati Uniti; dal Rucker Park di New York allo HoopDome di Toronto, fino alla Venice Beach di Los Angeles. Questa opzione è adatta per accumulare premi, in quanto più difficile sarà la sede di una gara, migliore risulterà la ricompensa in termini di punti abilità o per comprare nuovi gadget coi quali personalizzare il proprio giocatore. Nonostante qualche problema di stabilità nelle connessioni, la nostra esperienza con questa doppia modalità è stata positiva, ed è indubbio che LIVE Pro-Am ha ottime potenzialità che EA potrebbe raffinare e sfruttare anche in futuro.

La partita come in Tv

Passando ad altro, gettiamo uno sguardo sulla parte tecnologica. Dal punto di vista grafico NBA Live 16 fa registrare ulteriori passi in avanti rispetto all'edizione scorsa. L'accordo di partnership con ESPN impreziosisce ancora una volta il confezionamento del prodotto, con delle schermate pre-gara e una regia sul campo in perfetto stile televisivo. Quest'ultima, fra inquadrature ad hoc, stacchi veloci sui primi piani degli atleti dopo un canestro o un fallo, e gli highlight dal taglio cinematografico delle migliori e peggiori azioni fra un tempo e l'altro, aiutano a immergersi ulteriormente nell'atmosfera del match.

Il basket secondo EA
Il basket secondo EA

In tal senso un ruolo chiave lo esercitano chiaramente gli atleti virtuali, riprodotti in maniera molto realistica in ogni loro dettaglio: dai tatuaggi al taglio dei capelli, dai monili che indossano al sudore che cola dalla loro fronte, fino ai movimenti personalizzati dei campioni più famosi. Le animazioni ci sono sembrate più convincenti rispetto a quelle della scorsa edizione, coi cestisti che presentano corsa e gesti più naturali. Nonostante questo, riteniamo che per alcuni tipi di movimento ne manchi ancora qualcuna di raccordo, e talvolta capita di vedere gli atleti passare da una posa all'altra in un lampo, a seconda del cambio d'azione, o al contrario, faticare a farlo perché prima il motore deve finire di caricare quella in corso. Per quanto riguarda le arene di gioco, sono ben realizzate e popolate da un pubblico "vivo", capace di restituire visivamente un'atmosfera credibile, com'è lecito aspettarsi da una simulazione sportiva di questa importanza. E questo non solo dal punto di vista coreografico: la folla reagisce a quanto avviene sul parquet, muovendosi di conseguenza ad un'azione ben riuscita o sbagliata, accompagnando la manovra e le giocate dei propri beniamini anche a livello sonoro. L'audio risulta globalmente buono, anche se non "pieno", con i diversi effetti campionati direttamente all'interno delle arene di gioco. Il brusio del pubblico, seppur non potente, gli applausi, le urla di incitamento, ma anche le musiche, il rumore del pallone o quello delle scarpe che stridono sul parquet, tutto è fedele a quanto avviene in una vera partita di basket. Per il resto, senza infamia e senza lode la telecronaca in inglese di Mike Breen e Jeff Van Gundy, visto che è praticamente identica a quella della scorsa stagione, eccezion fatta per la presenza di qualche nuova frase a commento delle statistiche relative alla stagione passata e ai campioni Golden State Warriors. Ottima, infine, la colonna sonora, dalle sonorità come sempre quasi esclusivamente rap e hip hop, e che vanta fra gli autori artisti del calibro di Fashawn feat. Busta Rhymes, Your Old Droog e Jamie xx feat. Young Thug & Popcaan, presenti con la bella I Know There's Gonna Be (Good Times).

Commento

Versione testata Xbox One
Digital Delivery PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 59.90 €
Multiplayer.it

6.4

Lettori (9)

7.0

Il tuo voto

Doversela vedere ogni anno con l'edizione stagionale di quel mostro sacro che è NBA 2K, cercando al contempo di ricostruire una serie dalle fondamenta, non deve essere certo una passeggiata. Eppure Electronic Arts continua a provarci, a fatica ma con la giusta dose di impegno e umiltà. Da questo punto di vista, NBA Live 16 manca di quel senso di realismo totale che invece è in grado di restituire la concorrenza, dalla quale rimane distante anni luce. Restano alcuni parziali punti di forza: una giocabilità immediata e divertente, una buona confezione e un'interessante sezione LIVE Pro-Am. Insomma, ripetere i fasti di un tempo resta al momento un miraggio, ma con questo capitolo la serie compie un passo in avanti rispetto a NBA Live 15. Fermo restando, ovviamente, che di lavoro da fare ce n'è ancora parecchio.

PRO

  • Grafica più rifinita e piacevole a vedersi
  • Giocabilità immediata, buona per chi cerca un tipo di divertimento veloce
  • La modalità LIVE Pro-Am ha grandi potenzialità
CONTRO
  • Poche novità di rilievo nelle modalità di gioco classiche
  • L'intelligenza artificiale mostra ancora delle incertezze, soprattutto nel gioco di squadra
  • Animazioni nel complesso buone, ma incomplete in alcuni movimenti di raccordo