Bella ciao  54

Sniper Elite 4 ci rimette nei panni di Karl Fairburne, ma stavolta lo scenario bellico è quello italiano

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —  9 mesi fa

Archiviata la campagna africana del terzo capitolo, Rebellion ha pensato bene di passare allo scenario italiano per Sniper Elite 4, mandando l'agente speciale Karl Fairburne a indagare presso alcune località del sud e del centro Italia per recuperare i piani di un devastante missile teleguidato che i nazisti hanno messo a punto e che rischia di cambiare le sorti della seconda guerra mondiale. I luoghi che visiteremo nel gioco hanno nomi fittizi ma si basano su paesi realmente esistenti, caratterizzati da panorami suggestivi che vengono enfatizzati soprattutto durante le sequenze di dialogo che precedono ognuna delle otto missioni che compongono la campagna in single player. Durante tali sequenze potremo interagire con determinati personaggi al fine di evidenziare sulla mappa obiettivi secondari in grado di rendere l'esperienza più complessa, sfaccettata e finanche duratura: procedendo dritto per dritto al livello di difficoltà normale è infatti possibile completare la storia nel giro di sei ore o anche meno, ma dedicandosi alle quest secondarie e aumentando il livello della sfida le cose andranno decisamente più per le lunghe.

Sniper Elite 4 rappresenta un altro passo in avanti per la serie di Rebellion, ma ci aspettavamo di più

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

Duro, determinato e infallibile, Karl Fairburne si trova in Sniper Elite 4 ad avere a che fare con una situazione molto difficile, che vede da una parte gli alleati e il loro rapporto non sempre idilliaco con i partigiani, dall'altra le truppe italiane e naziste che controllano il territorio. Le novità rispetto al precedente episodio vengono messe in bella mostra fin dalle prime battute, sebbene non si tratti in alcun modo di meccanismi rivoluzionari rispetto al gameplay tradizionale della serie.

Nella fattispecie, è ora possibile arrampicarsi su determinate superfici ed effettuare eliminazioni silenziose da un appiglio con il coltello, mentre sono scomparsi i motori a scoppio che consentivano, una volta accesi, di poter sparare con il fucile di precisione mascherandone il rumore per evitare di allertare i nemici. Gli sviluppatori hanno piuttosto puntato in modo ancora più convinto sull'elemento della libertà d'azione, nel senso di poter scegliere l'approccio che preferiamo nell'ottica del completamento delle missioni, aspetto questo introdotto proprio con Sniper Elite III: sono quasi del tutto spariti i muri invisibili e gli errori di level design che affliggevano le esperienze passate, gli scenari sono stati resi ancora più grandi e dotati di diversi percorsi, ognuno con postazioni e insidie differenti ad attenderci. Volendo combattere rimanendo nascosti, colpendo dalla grande distanza, dovremo per forza di cose giocare d'attesa: all'interno di ogni zona c'è un qualche evento che crea un gran fracasso, che si tratti di aerei che volano ciclicamente a bassa quota o di un cannone che spara contro degli obiettivi, e facendolo coincidere con il rumore dello sparo potremo eliminare i bersagli senza far scattare l'allarme, a patto ovviamente che le vittime non si trovino troppo vicine l'una all'altra. Prima di imbracciare il fucile, tuttavia, sarà meglio usare il binocolo e marcare tutti i soldati, i veicoli e gli eventuali oggetti infiammabili presenti sulla scena, così da poterne controllare la posizione in qualsiasi momento e attuare rapidamente la strategia migliore per neutralizzarli o sfruttarli.

Azione o pianificazione?

Se sulle prime l'approccio tattico e riflessivo appare interessante, ben presto opterete tuttavia per qualcosa di più movimentato, avvicinandovi alle guardie e sfruttando magari il loro percorso di ronda per isolarle, attirarle accanto a un cespuglio con un fischio o lanciando un sasso, per poi farle fuori tramite una spettacolare finisher corpo-a-corpo, anch'essa enfatizzata dalle ormai immancabili killcam a raggi X. Tutti gli aspetti che riguardano il sistema di combattimento a media e breve distanza, in generale, sono stati sostanzialmente migliorati, ponendo così per gran parte rimedio alle mancanze di Sniper Elite III: ci si può appostare ed esporsi per aprire il fuoco, l'eliminazione fisica come detto funziona bene e in più di un'occasione tali risorse si rivelano fondamentali per poter proseguire nelle missioni senza bloccarsi.

Certo, lo sniping rimane anche stavolta, per forza di cose, la tecnica da preferire e i colpi messi a segno trattenendo il fiato (tecnica che consente di stabilizzare il mirino e avere una previsione certa del punto che andremo a impattare) verranno valorizzati in modo tanto spietato quanto spettacolare attraverso le già citate killcam a raggi X, che mostrano la devastazione provocata dai nostri proiettili sulle ossa, i muscoli e gli organi interni dei malcapitati che decideranno di incrociare il nostro cammino. Rimane, quantomeno al livello di difficoltà normale, un certo sbilanciamento per quanto concerne l'abbondanza di proiettili e risorse da trovare in giro (nelle casse oppure frugando i cadaveri), nonché soprattutto l'irrilevanza delle granate e dei vari esplosivi che è possibile piazzare in giro, e che finiremo per usare davvero di rado. Un discorso del genere può inoltre essere fatto per la possibilità di caricarsi in spalla i corpi dei nemici uccisi al fine di nasconderli alla vista: la connotazione delle mappe raramente rende utile tale pratica, e più in generale il sistema di checkpoint frequenti (coadiuvato peraltro dalla presenza di salvataggi manuali) conferma la natura tutt'altro che frustrante o punitiva del titolo Rebellion, che da questo punto di vista strizza l'occhio anche al più spregiudicato degli approcci "trial and error". Certo, bisogna sottolineare come l'intelligenza artificiale sia tarata per accordarsi alle dinamiche stealth del gioco: non aspettatevi mai di avere a che fare con delle cime, sebbene finire sotto il fuoco nemico sia quasi sempre fatale (basta subire due raffiche per incorrere nel game over e l'energia non si ripristina in automatico, bisogna ricorrere a bende o kit medici) e in diverse situazioni la capacità delle truppe ostili di organizzarsi, cambiare appostamento e avvicinarsi alla nostra ultima posizione sia sorprendente. Allo stesso modo, lo stato di allerta o allarme conclamato non implicano l'aver rovinato irrimediabilmente il corso di una missione: perché i nemici tornino alle loro faccende basterà allontanarsi, nascondersi e aspettare qualche minuto.

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Le modalità multiplayer

Sniper Elite 4 conferma la validità del comparto online che avevamo apprezzato nel precedente episodio, offrendo non solo due modalità cooperative (le missioni della campagna e un survival a ondate), ma anche sei differenti modalità competitive: il tradizionale deathmatch da soli o a squadre, l'interessante "Re della Distanza" (in cui si sommano le distanze delle varie uccisioni per il punteggio) anch'esso da soli o a squadre, la modalità territoriale "Controllo" (in cui bisogna conquistare e controllare delle risorse per racimolare punti) e infine la variante del deathmatch "Attraversamento vietato", in cui le due squadre non possono entrare in contatto per via di una zona della mappa non attraversabile. Abbiamo avuto modo di provare l'offerta online nella sua interezza, apprezzandone l'indubbio potenziale nonché l'inaspettata dinamicità delle situazioni: parliamo di scontri fra cecchini in cui però rimanere semplicemente appostati non paga, visto che gli avversari vedranno il riflesso del nostro mirino dalla distanza e potranno individuarci. Bene anche la solidità dell'infrastruttura, visto che durante i nostri test non si riscontravano problematiche dovute al lag o tempi d'attesa eccessivi per il matchmaking.

Trofei PlayStation 4

Sniper Elite 4 consente di sbloccare sessantatré Trofei, platino incluso. Per ottenerli bisogna completare gli otto capitoli della campagna, potenziare le armi al massimo salendo di grado, mettere a segno un numero crescente di uccisioni, dedicarsi con convinzione agli obiettivi secondari ed eliminare i nemici in modi differenti.

Il bel paese

Se le lande africane del terzo capitolo non si prestavano benissimo alla valorizzazione delle ambientazioni, per le località italiane di Sniper Elite 4 vale l'esatto contrario: il nostro paese vanta uno straordinario patrimonio artistico e architettonico, che sfortunatamente il titolo Rebellion riesce a sfruttare solo in parte. Per rendere davvero memorabile uno scenario bisogna infatti far sì che il giocatore possa "viverlo" appieno, cosa che Ubisoft ha sempre fatto molto bene con il franchise di Assassin's Creed, permettendoci non solo di vedere una mera cartolina sullo sfondo ma di esplorare, interagire, arrampicarci, accedere agli edifici più significativi.

Capita dunque che le cose migliori si vedano solo nelle fasi statiche delle missioni, con qualche panorama evocativo, mentre il resto è infarcito di asset abbastanza generici, al netto stavolta di una grande attenzione nei confronti delle texture, tutte ben definite e senza svarioni. Alcuni elementi, tuttavia, risultano ancora terribilmente "old-gen", in particolare la modellazione dei personaggi e i loro capelli: Fairburne, ad esempio, ha un aspetto troppo generico e un'acconciatura di plastica. In linea di massima, a questa serie manca ancora qualcosa per poter competere con le produzioni tripla A, e Sniper Elite 4 non fa abbastanza per colmare il gap. Su PlayStation 4 Pro il gioco gira con un frame rate sbloccato, ma i momenti di maggiore fluidità corrispondono solo alle fasi di briefing, laddove con l'arrivo di qualche nemico sullo schermo ci si sposta immancabilmente verso i trenta fotogrammi al secondo. Il supporto per l'HDR è ben visibile e aumenta in modo sostanziale lo spettro cromatico, specie verso le tonalità scure, cosa che abbiamo potuto apprezzare a maggior ragione utilizzando un televisore OLED. Per quanto riguarda infine il comparto audio, le musiche fanno bene il proprio lavoro e il tema principale riarrangiato "all'italiana" è molto suggestivo, mentre il doppiaggio risulta di buona fattura, con un Roberto Draghetti anche qui affidabile e convincente, peccato solo per qualche livello audio sballato durante alcuni dialoghi e per un bug che al momento impedisce di disattivare i sottotitoli.

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Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

7.3

Lettori (14)

7.4

Il tuo voto

Sniper Elite 4 rappresenta un altro passo in avanti per la serie di Rebellion, ma un passo che immaginavamo potesse essere più deciso e determinato rispetto alla realtà di un prodotto sì solido e piacevole, ma troppo poco distante da quanto già visto quasi tre anni fa con il terzo episodio. Gli sviluppatori hanno indubbiamente migliorato alcuni aspetti dell'esperienza, su tutti il combattimento ravvicinato e la libertà di movimento nell'ottica di mappe di dimensioni generose, dotate di vari percorsi e approcci possibili, ma alla fine dei conti anche la rinnovata impostazione di Sniper Elite III si è trasformata in qualcosa di lineare e prevedibile, peraltro incapace di sfruttare a fondo il fascino dell'ambientazione italiana e viziato da una distanza tecnica con le produzioni tripla A che a questo punto temiamo possa essere incolmabile.

PRO

  • Gameplay ampiamente collaudato
  • Buona offerta in ambito multiplayer
  • Campagna solida e compatta, missioni non lineari...

CONTRO

  • ...ma non ci vuole molto a completarlo
  • Tecnicamente si muove fra alti e bassi
  • Poche novità di rilievo