Ritorno a Faeria 11

Con Faeria è arrivato anche il turno del "board card game"

RECENSIONE di Marco Salemi —   05/04/2017

Indice

Il 2017 è certamente l'anno dell'esplosione dei giochi di carte collezionabili e Faeria, del team belga Abrakam, si butta nella mischia provando a distaccarsi dalla massa con una struttura di gioco profondamente diversa che unisce il board game ai giochi di carte collezionabili.

Ritorno a Faeria

Del resto oggi c'è solo l'imbarazzo della scelta: su tutti troneggia Hearthstone di Blizzard ma ci sono anche altri titoli che ne riprendono le basi differenziandosi solo per alcune meccaniche come, ad esempio, il giapponese Shadowverse di Cygames o The Elder Scrolls: Legends e Gwent che invece attingono dall'ambientazione di The Elder Scrolls e The Witcher; insomma, chi più ne ha più ne metta. Allora a cosa si deve la nicchia di sostenitori che si sta ritagliando Faeria e che gli ha portato più di 500.000 giocatori attivi? Ricordiamo le basi: nella parte bassa c'è il vostro affascinante avatar Folletto turchese (uno dei tanti disponibili) protetto nella sua bolla di vetro, nella parte alta invece c'è il vostro avversario e, a dividervi, c'è acqua e una griglia composta da 31 esagoni sui quali è possibile, a ogni turno, piazzare un pezzo di terra e dei servitori su di essa. Per vincere occorre far arrivare i servitori dal vostro nemico e abbassare i suoi punti vinta da 20 a zero. Ogni turno il gioco fornisce faeria, il mana necessario per pagare il costo di evocazione delle vostre carte, siano esse servitori o magie, ma nei quattro angoli della griglia di gioco ci sono altrettante fontane che ne producono continuamente e sarà vitale controllarle per averne un quantitativo maggiore. Come? Piazzando un servitore in un qualunque esagono adiacente ad esse. Ecco quindi che ci ritroviamo a giocare due giochi differenti che agiscono in sinergia: uno di piazzamento dei territori e l'altro, più familiare, fatto di combattimenti delle creature e di magie a supporto. Di sicuro non è il più facile dei giochi di questo tipo che abbiamo provato ma, entrando nello specifico, cerchiamo di vedere cosa rende Faeria un gioco così sfidante.

Faeria riesce con successo a mescolare elementi del board game alle carte collezionabili

I coloni di... Faeria

La parte di piazzamento di Faeria ha un ruolo fondamentale che potrebbe inizialmente spiazzare i giocatori meno avvezzi a una complessità di gioco così significativa, vi basti pensare che al normale costo delle carte, per poterle lanciare, dovete aggiungere il necessario requisito di territorio che può essere di tipo diverso: neutrale, foresta, deserto, montagna e lago, tutti (tranne il neutrale) identificati rispettivamente dai colori verde, giallo, rosso e blu. Non finisce qui, una creatura appartenente ad un determinato colore ha anche un altro requisito di evocazione e dovrà essere piazzata solo sul territorio del proprio colore. Ricapitolando, tre sono i parametri da tenere sotto controllo: il costo in faeria, il costo in quantità di territori specifici e il posizionamento della creatura sul giusto territorio che, attenzione, deve essere il vostro territorio e non del nemico.

Ritorno a Faeria

Le carte sono la parte del gioco, come detto, in cui ci sentiremo subito a casa ma, anche qui, occorre specificare bene la loro tipologia cominciando da quelle che rimangono permanentemente a terra, che sono di due tipi, le creature e le strutture. Le creature hanno un punteggio di attacco e di difesa e possono avere Provocazione che costringe le altre adiacenti ad attaccarle, Ultime parole che si attiva alla morte, Dono che si attiva al suo ingresso in campo, Schianto che permette di spostarsi di X caselle in linea retta solo all'evocazione, Carica che mantiene costante l'abilità appena descritta, Balzo che consente alla creatura di muoversi di due caselle scavalcando qualsiasi cose gli si pari di fronte e Volare (tanto caro ai vecchi giocatori di Magic: l'Adunanza) che permette di passare su esagoni dove non è presente alcun territorio. Le strutture, diversamente, hanno solo dei punti vita e, oltre a condividere alcune abilità con le creature, ne hanno alcune proprie come Produzione, che all'inizio di ogni turno attiva il suo effetto, o Attiva, che invece viene attivata da noi quando vogliamo rispettando le condizioni scritte. Le altre carte presenti sono le magie per le quali basta pagare il costo in faeria e avere i territori necessari per essere lanciate ed attivate immediatamente: oltre a tutte le abilità precedentemente citate, le regole specifiche delle carte sono sempre scritte in maniera chiara nel riquadro sotto l'illustrazione.

Questione di scelte

Spieghiamo il gameplay di base: è possibile cambiare le carte a inizio partita (il classico "mulligan") e si ricevono 3 mana per turno, inoltre, chi inizia per secondo riceve Esplora, una carta neutrale a costo zero che fornisce 2 faeria e, se quanto detto finora vi sembra ancora poco, Abrakam ha ben pensato di dare al giocatore, a ogni turno, una rosa di scelte possibili davvero notevoli: potrete aggiungere un mana in più, pescare una carta, piazzare due esagoni neutrali o uno specifico.

Ritorno a Faeria

I mazzi, da massimo 30 carte, possono essere composti da quanti colori si vuole e molte carte hanno requisiti di territori doppi, tripli o quadrupli come, ad esempio, la fortissima per quanto assurda magia Tre Desideri che, per essere lanciata, ha bisogno di 3 mana e 2 territori di ciascun colore e che vi fa guadagnare 3 punti vita, oltre a ricevere una copia di 3 carte del mazzo avversario riducendone il costo di 3 faeria. Senza nulla togliere ai folli mazzi multicolore, è più facile prendere confidenza con le caratteristiche di un colore solo supportandolo al massimo con carte neutrali (che hanno solo il costo in mana). Iniziare in questo modo vi servirà per capire le differenti caratteristiche dei vari colori: il verde generalmente tende ad aumentare la forza e la costituzione dei servitori alleati o a far guadagnare punti vita, il rosso ha molte carte e servitori che infliggono danni diretti all'avatar avversario o alle sue creature, il blu ha meno necessità di avere territori costruiti in quanto può evocare servitori con la caratteristica Acquatico che possono passare sui laghi o sull'acqua non coperta da territori e, infine, il giallo ha le caratteristiche classiche della velocità, quindi con servitori con carica e creature più piccole da sacrificare per potenziarne altre. Non c'è limite nemmeno al numero di faeria accumulabile e, se vi chiedete cosa ve ne fareste di tanto mana, sappiate che ci sono anche carte il cui costo è maggiore di 20 e che le partite, generalmente, sono ben più lunghe di quelle di Hearthstone, mediamente di 15 minuti, cosa che non lo rende molto fruibile a chi ha poco tempo.

Uno stile fatato

Come avevamo già evidenziato nel nostro provato di qualche tempo fa, le illustrazioni hanno uno stile molto particolare e sembra talvolta di trovarsi davanti ai quadri di una mostra di pittura. La rarità non è difficile da individuare attraverso il rombo colorato nella parte bassa della carta, inoltre anche il tipo della carta è facilmente riconoscibile visto che la parte alta del bordo ha una forma diversa a seconda che si tratti di una magia, di un servitore o di una struttura. L'interfaccia grafica è stata migliorata rispetto alla fase di accesso anticipato così come i menù di gioco e i tutorial che hanno subito modifiche utili alla navigazione e alla costruzione del mazzo.

Ritorno a Faeria

Il comparto musicale è di buon livello e le varie melodie presenti fanno sapiente uso di pianoforte e violini senza diventare mai monotone. La campagna in singolo propone delle sfide contro l'intelligenza artificiale di difficoltà crescente ma risulta molto interessante la presenza dei puzzle in cui dovrete cercare di capire come vincere in un determinato numero di turni. Superare queste sfide vi dà accesso a premi come le monete di gioco utili all'acquisto dei forzieri contenenti le carte (niente buste finalmente!). A tal proposito vale la pena ricordare che il gioco è diventato completamente gratuito e che gli acquisti si possono effettuare, oltre che con denaro reale, con le monete e con le gemme a prezzi abbastanza nella media e, allo stesso modo degli altri giochi di questo tipo, è anche possibile distruggere le proprie carte per ottenere cristalli utili a crearne altre. Steam mette anche a disposizione un pacchetto a pagamento che, per € 31,99, vi dà 10 forzieri con le carte, 3 forzieri mitici (al cui interno ci sono le carte mitiche, corrispettivo delle dorate di Hearthstone, e dorsi delle carte unici), 3250 gemme, un mese di Goki (una sorta di assistente minatore che vi porta 5000 monete subito, aggiungendone altre giornalmente per un mese) e uno speciale dorso. Le altre due modalità di gioco sono la classica partita classificata e la modalità Pandora, una sorta di Arena in cui farete il mazzo scegliendo le carte tra una rosa proposta. Il titolo, completamente localizzato in italiano, è uscito per PC e iPad e il team di sviluppo sembra intenzionato a voler dare una forte impronta eSport competitiva tanto da aver organizzato, nella sola fase di accesso anticipato, tornei con in palio oltre 30.000 dollari di premi. Per concludere, vi diciamo che per l'estate è prevista un'avventura che aggiungerà carte, una modalità cooperativa e nuovi scontri con l'intelligenza artificiale.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i5-4690K 3.50Ghz Core
  • 16GB Ram
  • Scheda Grafica NVIDIA GTX 1060
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows 7/8/8.1/10 (32-bit or 64-bit)
  • Processore Intel Core2 Duo 2.2GHz/AMD A4-7300
  • 4 Gb Ram
  • Scheda Grafica qualunque scheda con 1gb VRAM
  • Spazio su disco richiesto 3 Gb
Digital Delivery
Steam, Sito Ufficiale
Multiplayer.it

8.0

Lettori (2)

8.6

Il tuo voto

Faeria è un gioco di carte diverso dal solito, molto più difficile degli altri, visto che sbagliare il piazzamento di una terra può causare l'impossibilità di evocare le proprie creature e quindi la sconfitta. Le meccaniche sono particolarmente originali e divertenti e vincere una partita è molto gratificante, visto che la parte di fortuna è ridotta davvero al minimo. Tuttavia, ci sentiamo di consigliarlo principalmente ai giocatori che hanno molto tempo a disposizione.

PRO

  • Fusione tra board game e trading card game perfettamente riuscita
  • Stile grafico e musicale rilassante
  • Meccaniche intriganti

CONTRO

  • Forse troppo difficile per chi è abiutato a Hearthstone
  • La durata della partita talvolta è eccessiva