La recensione di Warhammer: Vermintide II 36

Fatshark ci riporta a combattere orde di Skaven e creature del Caos nel nuovo capitolo di Vermintide

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   16/03/2018

Indice

Disponibile da pochi giorni su Steam, ma già capace di vendere oltre mezzo milione di copie: Warhammer: Vermintide II è partito con la marcia giusta, con l'impeto furioso di chi ha qualcosa da dimostrare e magari anche di cui farsi perdonare, a due anni e mezzo dal lancio del primo capitolo. Si torna a controllare i cinque eroi di Ubersreik, catturati dall'esercito nemico dopo il tracollo della grande città ma determinati a riorganizzarsi per liberare il mondo dalla minaccia dei feroci uomini ratto e delle forze oscure che ne accompagnano l'avanzata. Il tutorial del gioco ci mette nei panni del soldato Markus Kruber, in una serie di sequenze che ci vedranno liberare i nostri compagni di avventura effettuando nel frattempo un "ripasso" del sistema di controllo, lo stesso del primo episodio ma con l'aggiunta di un'abilità speciale che è possibile attivare quando il relativo indicatore è pieno. Formata di nuovo la squadra, gli eroi trovano rifugio nella fortezza di Helmgart, dove pianificano una nuova offensiva che li porterà ad affrontare il nemico all'interno di tredici differenti mappe.

La marea nera

In termini strutturali e concettuali, Warhammer: Vermintide II si pone come il classico "more of the same", andando a riproporre la formula che così bene aveva funzionato con il capitolo d'esordio, ispirata in modo palese alle meccaniche di Left 4 Dead, ma arricchendola sotto alcuni importanti aspetti. In primo luogo l'introduzione di tre specializzazioni per ogni personaggio, che si sbloccano al raggiungimento di determinati livelli di esperienza e consentono di cambiare in modo anche abbastanza radicale non solo l'aspetto ma anche l'approccio del combattente: il già citato Markus Kruber parte come un Mercenario, ma può diventare anche un Cacciatore o un Cavaliere a Piedi; il guerriero nano Bardin Goreksson è di default un Ranger Veterano, ma può trasformarsi in uno Spaccaferro o addirittura uno Sventratore; l'elfa Kerillian inizia come una Custode dei Sentieri, ma può diventare una Ancella o un'Ombra.

Victor Saltzpyre è un Capitano dei Cacciatori di Streghe, ma può passare alla specializzazione Cacciatore di Taglie o trasformarsi in uno Zelota; infine Sienna Fuegonasus, una Maga Guerriera, può diventare una Piromante o assumere la forma Fuori Controllo, scatenando i propri poteri legati al fuoco. Ogni mestiere vanta un'abilità passiva, una mossa speciale e perk sbloccabili differenti, ma non è detto che una classe più avanzata si presti meglio al vostro stile rispetto a quella di default: tutto dipende, appunto, dal modo in cui preferite combattere. Vi piacciono le armi pesanti o quelle rapide e leggere? Preferite colpire dalla distanza o in maniera ravvicinata? Volete un vantaggio contro i boss o un'abilità che vi permetta di nascondervi all'occorrenza? Dopo qualche ora di gioco probabilmente vi sarete fatti un'idea di quale sia la soluzione migliore per il vostro personaggio.

Cambio di scenario

Un'altra importante novità di Warhammer: Vermintide II risiede nel design degli scenari: le tredici mappe disponibili sono sostanzialmente più vaste, sfaccettate e interessanti rispetto a quelle del primo episodio, con alcuni scorci davvero suggestivi e un senso di verticalità inedito, che viene messo in campo in più di un'occasione per caratterizzare in maniera forte determinate zone delle location. Ci si trova talvolta a scalare delle montagne, innevate o meno; a discendere da colline nel mezzo di una splendida ma insidiosa foresta; a seguire i sentieri fra le piantagioni di un'ambientazione completamente aperta e soleggiata. Il grado di interazione è anche qui piuttosto limitato, è vero, ma gli sviluppatori hanno pensato bene di introdurre un meccanismo casuale nella generazione delle orde per rendere ogni partita differente.

Ciò significa che non avrete punti di riferimento precisi: ogni volta che percorrerete le strade di una specifica mappa, non saprete se e quando sentirete suonare il corno delle forze nemiche, che richiama frotte di Skaven di base, corazzati, armati con mitragliatrici o lanciafiamme; ma anche guerrieri del Caos di vario genere, incluse alcune unità enormi e dotate di armature pesanti, che vi daranno non poco filo da torcere specie durante le prime partite. A ciò si aggiungeranno dei miniboss sulla falsariga dei Tank di Left 4 Dead, appartenenti a quattro diverse tipologie e anch'essi richiamati nella mappa in modo casuale: i Troll della Bile, enormi mostri che vomitano bile velenosa; i due diversi Rattogre, topi decisamente troppo cresciuti; e infine gli Abomini del Caos, creature tentacolari e raccapriccianti. Il bestiario del titolo di Fatshark si è insomma arricchito di numerose figure, a vantaggio della varietà delle situazioni e del grado di sfida, certamente non banale e regolabile su quattro livelli: Recluta, Veterano, Campione e Leggenda.

La strada per la vittoria

Un'esperienza come quella proposta da Warhammer: Vermintide II sa essere davvero entusiasmante sulle prime, ma rischia poi di stancare laddove non vengano introdotte delle novità; che è poi quello che per molti versi è accaduto con il primo episodio. Per fortuna il gioco ci terrà impegnati per alcune decine di ore solo per sbloccare tutte le mappe e le classi; per non parlare dei già citati livelli di difficoltà, che portano con sé un arricchimento del loot. A tal proposito, è stata fortunatamente messa da parte la discutibile soluzione dei dadi in favore di casse premio che possono diventare più preziose sulla base di alcuni bonus da completamento, e che contengono nuove armi ed equipaggiamento per il nostro personaggio.

Il sistema funziona bene, è completamente privo di microtransazioni e rilascia nuovi oggetti in modo discretamente generoso, consentendoci di modificare la dotazione del nostro combattente già dopo il primo successo. Sul fronte del crafting, tutti gli oggetti inutilizzati possono essere fusi, così da ricavare le materie prime necessarie per costruire nuove armi oppure per potenziare quelle in nostro possesso, con sezioni dedicate anche alle proprietà di ogni strumento e alle eventuali illusioni che vogliamo applicarvi. Purtroppo da questo punto di vista l'interfaccia risulta un po' macchinosa e bisogna fare qualche esperimento per capire il funzionamento di ogni singola feature. Peccato: un approccio più semplice e immediato avrebbe rappresentato un'ulteriore freccia nell'arco del titolo di Fatshark, specie nei confronti di chi si avvicina per la prima volta alla serie.

Combattimento spettacolare

Warhammer: Vermintide II prende insomma i punti di forza del primo episodio e li enfatizza, smussando qualche spigolo dell'offerta originale e arricchendo la struttura sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Il sistema di combattimento è solido, specie quando si affronta un singolo avversario, ma tende ancora a diventare un po' scivoloso e inconsistente quando di fronte a noi si erge una vera e propria marea di nemici. Abbiamo molto apprezzato alcuni aspetti tecnici, come le reazioni che accompagnano amputazioni o decapitazioni degli Skaven o delle altre tipologie di unità ostili, così come alcuni dettagli dei protagonisti, che però sul fronte delle animazioni obbediscono alla tradizionale regola della funzionalità online rispetto alla gradevolezza.

Visto in movimento, il gioco fa certamente colpo e riesce a guadagnare un po' di personalità, pur scadendo nel generico in alcune occasioni per via di asset non propriamente originali e infilati un po' a caso nello scenario. Non brillante l'effettistica: il fuoco a terra o sui nemici è bruttino, così come l'acqua e, soprattutto, la pioggia: derive old-gen che denotano un budget chiaramente non al livello delle produzioni più blasonate, e che fanno coppia con qualche glitch un po' troppo frequente (l'effetto "ragdoll impazzita", principalmente), che pensavamo sarebbe stato risolto dopo la beta. Sul fronte tecnico sono davvero tante le regolazioni disponibili, il che significa che il gioco può girare su di un'ampia gamma di configurazioni, risultando però leggermente esigente quando si impostano i valori al massimo.

Considerata l'importanza dei sessanta frame al secondo, nel nostro caso abbiamo optato per una risoluzione di 1440p con tutto su ultra, a parte la qualità delle ombre e l'antialiasing (impostato su FXAA), ottenendo una fluidità non rocciosa ma piuttosto stabile anche nelle situazioni più complicate, che per Vermintide II significano letteralmente centinaia di personaggi contemporaneamente sullo schermo. Ottime le musiche, capaci di valorizzare ogni situazione e di partire con un coinvolgente crescendo quando stanno arrivando i nemici, così come abbiamo trovato convincenti i dialoghi in inglese, sottotitolati in italiano. Abbiamo giocato utilizzando sia il connubio mouse / tastiera che il controller di Xbox 360, perfettamente supportato in-game ma non altrettanto per quanto concerne l'interfaccia delle casse o del crafting fra una missione e l'altra, operazioni che con il pad diventano lente e legnose.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 6600K
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1070 Jetstream
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 2300, AMD FX 4350
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 460, AMD Radeon HD 5870
  • Memoria: 6 GB di RAM
  • Hard disk: 45 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8, Windows 10 a 64 bit
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i7 3770, AMD FX 8350
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 o 1060, ATI Radeon serie R9
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Hard disk: 45 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam
Prezzo
27,99 €
Multiplayer.it

8.2

Lettori (18)

8.6

Il tuo voto

Warhammer: Vermintide II non rivoluzione l'esperienza dell'action cooperativo di Fatshask, ma la arricchisce sotto diversi aspetti, rendendola più varia e interessante. L'introduzione delle specializzazioni per ogni personaggio, le tante armi disponibili, il bestiario dei nemici più ampio, le nuove e suggestive mappe concorrono a disegnare un quadro di grande solidità. Visivamente sono stati fatti dei sostanziali passi in avanti, sebbene sussistano elementi meno brillanti, ma è soprattutto sul fronte del gameplay e della struttura che il gioco ha qualcosa da dire. Il matchmaking, funzionale e rapido, garantisce partite emozionanti, impegnative, con un'enfasi sulla collaborazione fra i giocatori che fa sempre, inevitabilmente, la differenza fra vittoria e sconfitta.

PRO

  • La formula funziona ancora benissimo
  • Più bello, più ampio, più vario del primo episodio
  • Le specializzazioni aggiungono ulteriore spessore all'esperienza

CONTRO

  • Sistema di combattimento a tratti ancora inconsistente
  • Alcuni elementi grafici sotto tono
  • Qualche legnosità dell'interfaccia