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Arcania: Fall of Setarrif, recensione

Con la purificazione dell'anima di Rhobar terzo resta una sola cosa da fare: eliminare una volta per tutte il male

RECENSIONE di Mattia Armani   —   03/11/2011
Arcania: Fall of Setarrif
Arcania: Fall of Setarrif
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Versione testata: PC

Realizzare un RPG appena profondo oggi non dovrebbe essere un problema, né rappresentare una sfida particolarmente costosa. Un paio di bivi, qualche dialogo triviale e un po' di carattere nelle parole di eroi e nemici. Purtroppo Arcania: Gothic 4, dopo circa 20 minuti di gameplay quasi aperto, tralasciava tutto ciò portandoci lungo un corridoio in gran parte spoglio. Certo, c'erano un paio di ambienti aperti, qualche golem robusto e alcuni scontri peculiari. Ma in sostanza si trattava di qualche minuto di gameplay sperduto in diverse ore di combattimenti ripetitivi e coronati da un finale deludente. Con Arcania: Fall of Setarrif, Spellbound, ora sotto l'ala di Nordic Games che ha acquisito JoWood, tenta di migliorare l'offerta con un'espansione standalone che serve da epilogo e chiude tutte le questioni rimaste in sospeso.

Verso il gran finale

Rhobar terzo è infine seduto sul trono e la situazione sembra finalmente essere sotto controllo. Ma che fine ha fatto la città di Setarrif e dove sono finiti tutti gli eroi del reame? Nel caos generato da una guerra incombente e da creature infernali tutti se ne sono dimenticati.

Arcania: Fall of Setarrif, recensione

E dove si è ritanato il demone che controllava Re Rhobar III? Queste e altre domande frullano nella testa dei "responsabili" del regno, ma come tutti i "responsabili" anche quelli di Arcania sono restii all'azione vera e propria e quindi indovinate chi dovrà tornare a vedere se è tutto a posto. Noi ovviamente, non ce ne fossero già capitate abbastanza da quei tranquilli giorni in cui pensavamo che un paio di pecore e un arco sarebbero stati più che sufficienti per accasarci con la top model del villaggio. Dal punto di vista del coinvolgimento, e questo è subito evidente, il lavoro degli sviluppatori è debole. L'engine è sempre valido ma gli ambienti sono meno curati con texture hd affiancate a elementi in bassa risoluzione che compromettono la resa globale. Inoltre le locazioni sono estremamente simili a quelle del capitolo principale, se escludiamo una striminzita giungla, con i dungeon che sono ancora più anonimi e la distrutta Setarrif che sembra generata automaticamente da un computer. Il problema maggiore però è sul fronte narrativo. Si parte con una cut-scene anonima che inquadra un paio di colate di lava per arrivare a una schermata che ci permette di caricare il personaggio usato in Gothic 4 o di sceglierne uno tra tre preimpostati che sono guerriero, mago e arciere. L'intro è tutta qui con il personaggio relegato al ruolo fantoccio senz'anima che esprime il proprio sbiadito carattere in un paio di situazioni di contorno.

Schiva, piega, scansa, tuffati e schiva

Iniziamo il titolo già corrazzati con tonnellate di forzieri difesi da mostri estremamente deboli. Ovviamente si tratta di un escamotage, che peggiora ulteriormente il grado di coinvolgimento in quest'espansione stand alone, volto a consentirci di utilizzare da subito il crafting per potenziare ulteriormente l'equipaggiamento.

Arcania: Fall of Setarrif, recensione

Per quanto riguarda il combattimento la formula è la medesima di Gothic 4, lenti incantesimi da evitare, combattimenti corpo a corpo da risolvere il prima possibile pigiando come forsennati e colpi caricati da evitare con la capriola. E' ovviamente possibile colpire a distanza, con frecce e incantesimi, e sono sempre efficaci combinazioni come incantesimi del ghiaccio e frecce. Infatti rallentare e bersagliare con l'arco consente di sterminare molti nemici prima che questi si avvicinino. Ovviamente tornano anche le rune, che garantiscono poteri a tempo come una maggior velocità di corsa, e non mancano le svariate pozioni che consentono di velocizzare ulteriormente l'esperienza e che per questo sono fondamentali se avete intenzione di vedere come va a finire il tutto senza soffrire troppo. D'altronde partire con il personaggio che ha delle skill già pompate infatti elimina la sensazione di crescita e ammazza senza pietà il bilanciamento rendendo quest'espansione ancora più piatta del titolo principale. Gran parte di Arcania: Fall of Setarrif è infatti poco più di un déjà vu con i nuovi mostri che sono versioni di poco cambiate di quelli vecchi, combattimenti piuttosto facili e situazioni estremamente ripetitive. Per fortuna qualcosa di nuovo c'è. Si tratta della possibilità di usare i nostri alleati per vivere alcuni flashback di quanto accaduto a Setarrif poco prima del nostro arrivo. Questo ci consente di utilizzare le skill dei personaggi che ci troviamo a controllare, ma la possibilità è stata sprecata con missioni brevi, lineari e povere di mordente.

Più che un'espansione una riduzione

Il tutto dura circa 5 ore. Non poche per un'espansione ma decisamente poco corpose e prive di novità rilevanti. Infatti come avrete intuito dalle parole spese in precedenza i contenuti non sono esaltanti. Certo, se avete apprezzato la trama del primo capitolo qui troverete la conclusione di molte vicende che hanno avuto inizio in Gothic 4.

Arcania: Fall of Setarrif, recensione

Inoltre i dialoghi, doppiati in inglese e sottotitolati in italiano, non mancano e talvolta sono anche più divertenti rispetto a quelli del capitolo precedente. Ma nella maggiorparte dei casi le parole dei personaggi restano incapaci di coinvolgerci e per di più a questo giro le cut scene e le inquadrature dei dialoghi sono, senza mezze parole, di qualità infima. Insomma, Arcania: Fall of Setarrif ci offre un paio di situazioni, una pecora impicciona, bivi fasulli nei dialoghi e la possibilità di guidare qualche altro PG oltre al nostro. Oltre a questo troviamo il medesimo combat e il medesimo crafting del primo capitolo ma con meno ricette, meno oggetti, meno piante, meno minerali e via dicendo. In soldoni l'offerta non è sufficiente a giustificare la spesa di 15 euro quando ci sono interi giochi di ruolo di ottima qualità che si trovano a un prezzo più conveniente. Dal punto di vista estetico l'engine resta valido, sebbene ormai su PC si sia già passati alla generazione successiva, ma Spellbound è riuscita a peggiorarne la resa con masochistico impegno. Ottima l'illuminazione, buone alcune texture e decisamente ricca la vegetazione, per quanto ancora inficiata da qualche elemento poco credibile o sgranato. Al contrario le texture del terreno lasciano vistosamente a desiderare e il contrasto con l'ottima qualità del personaggio principale ne esalta i difetti. A questo vanno aggiunte locazioni meno ispirate, più piccole e meno rifinite, le scene di intermezzo insulse, i dialoghi inquadrati a casaccio e le strutture decisamente anonime, incomparabili con quanto visto in Gothic 4. Inoltre le ombre generate dal sole, che seguono credibilmente il movimento della luce, ora si spostano scattando visibilmente e in questo modo rovinano quasi completamente la suggestione generata da uno degli elementi più curati dell'engine. Per fortuna, si fa per dire, il danno è minimo visto che gli spazi aperti sono stati ridotti a piccoli e anonimi cortili per polli. L'ottima vegetazione lascia infatti presto spazio a scenari ripetitivi e al solito anonimo dungeon che ci porta verso lo scontro finale, ricco di mostri ma decisamente povero di fantasia.

Conclusioni

Multiplayer.it
5.0
Lettori (24)
4.0
Il tuo voto

Una serie di quest anonime, organizzate alla vello di pecora, ci porta attraverso una serie di combattimenti decisamente facili anche alle difficoltà più elevate. L'equipaggiamento è già al massimo possibile, le pozioni fioccano e la strada è guidata per tutta l'avventura che è stata privata anche di quei pochi ambienti aperti presenti in Gothic 4. Insomma, con Arcania: Fall of Setarrif Spellbound è riuscita a peggiorarsi troncando la sensazione di crescita, eliminando la sfida e soffocando le potenzialità dell'engine grafico. L'unico elemento positivo, tenendo conto che la sequenza finale è uno scempio e che non ci sono colpi di scena, è la possibilità di scoprire come va a finire la storia. Ma il finale, ve lo anticipiamo, vi lascerà l'amaro in bocca.

PRO

  • Le vicende lasciate in sospeso da Gothic 4 trovano finalmente una conclusione

CONTRO

  • Un ottimo motore grafico utilizzato decisamente male
  • Grado di sfida nullificato
  • Locazioni anonime e quest insignificanti

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • OS: Windows 7
  • Processore: Intel Core i7 920
  • RAM: 6 GB
  • Scheda video: GeForce GTX 570 GLH

Requisiti minimi

  • OS: Windows XP / Vista / Windows 7
  • Processore: Intel Core 2 Duo a 2.8 GHz / AMD Athlon II x2 a 2.8 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: GeForce 8800 GTX
  • Spazio su disco: 5 GB

Requisiti consigliati

  • OS: Windows XP / Vista / Windows 7
  • Processore: Intel Quad Core a 3 GHz / AMD Phenom II x4 a 3 GHz
  • RAM: 4 GB
  • Scheda video: GeForce GTX 250
  • Spazio su disco: 5 GB