Acer Predator Triton 500, la recensione 10

Abbiamo testato a lungo il nuovo modello di punta della serie Predator di Acer, il Triton 500: un portatile dalla componentistica estrema dedicato ai giocatori più esigenti. Ecco la nostra recensione.

RECENSIONE di Pierpaolo Greco   —   03/05/2019

Indice

Appena un mese fa stavamo recensendo su queste stesse pagine uno dei portatili di punta di ASUS: una macchina dalle prestazioni eccezionali rivolta a tutti quei giocatori per cui il budget non è mai stato un limite. Si trattava dell'ASUS ROG Zephyrus S GX531 che avevamo promosso a pieni voti pur evidenziando alcuni suoi importanti difetti. Appena due settimane dopo, in redazione ha fatto capolino un altro gran pezzo di hardware, questa volta firmato ACER e praticamente rivolto allo stesso identico target: i player che non vogliono badare a spese, hanno bisogno del non plus ultra per quello che concerne la componentistica ma non possono, per scelta o costrizione, puntare a un desktop. Il computer in questione è l'ACER Predator Triton 500 modello PT515-51 con cui abbiamo passato una decina di giorni in piacevole compagnia per spremerlo fino in fondo con svariati benchmark e gli ultimi videogiochi disponibili sul mercato. Quella che segue è la nostra recensione, frutto di questo corposo test, che potete tranquillamente confrontare con quella dello Zephyrus per avere un immediato metro di paragone tra due macchine che si posizionano sul mercato con gli stessi identici obiettivi e offrono numerose feature identiche ma anche alcune, importantissime differenze che ne hanno decretato il differente giudizio.

Le specifiche e la componentistica hardware

Partiamo dalla coppia di componenti cruciali per ogni PC che si rispetti. Il Triton 500 monta l'onnipresente Intel Core i7-8750H di ottava generazione, famiglia Coffee Lake da 2,2 GHz di clock base, in grado di arrivare fino a 4,1 GHz in modalità core singolo o 3,9 GHz quando vengono sfruttati tutti e 6 i nuclei. Il processore supporta ovviamente l'hyperthreading per un massimo di 12 thread. La scheda video discreta presente nel portatile è una NVIDIA GeForce RTX 2080 con 8 GB di memoria GDDR6 e configurazione Max-Q. Come ben noto si tratta della versione "depotenziata" del chip più potente attualmente prodotto da NVIDIA appartenente alla famiglia Turing. La frequenza di lavoro del core è praticamente dimezzata a riposo (735 MHz contro i 1380 MHz della versione desktop) mentre in modalità turbo raggiunge al massimo i 1095 MHz contro i 1590 MHz dell'edizione standard. Tutto questo si traduce in una riduzione enorme del TDP che è di soli 80 Watt contro i normali 150 Watt, così da favorire l'autonomia della batteria. Anche la frequenza della RAM è leggermente abbattuta verso il basso: 6 GHz a differenza dei consueti 7 GHz. A questa scheda video discreta si affianca ovviamente la GPU integrata nella CPU: una Intel HD 630 anche se in realtà questa è disattivata di default a meno che non venga effettuato uno switch a livello di BIOS; ma su questo torneremo più avanti. Il PC arrivato in redazione per il testing presenta il quantitativo massimo di RAM installabile: 32 GB di DDR4 che viaggiano a 2394 MHz e occupano entrambi gli slot presenti sulla scheda madre. Anche l'hard disk è nella configurazione massima disponibile: 1 TB totale raggiunto attraverso un setup RAID-0 basato su due dischi SSD da 512 GB di Western Digital con collegamento M.2 NVMe. Per quanto riguarda i collegamenti di rete, il Triton 500 presenta un doppio chipset Killer: l'AC 1550i che gestisce il Wi-Fi con il supporto al protocollo AC, sia l'E3000 che gestisce il collegamento LAN Gigabit tramite la classica presa di rete RJ-45. Il Bluetooth montato è versione 5.0.

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Il portatile presenta una tastiera a membrana standard, posizionata nella parte superiore dello chassis inferiore, così da lasciare ampio spazio per poggiare i polsi e per l'alloggio del trackpad. Una soluzione che stacca con forza questo Triton 500 dallo Zephyrus testato qualche settimana fa e che ci ha fatto largamente preferire l'ACER per quello che concerne la comodità d'uso. Peccato soltanto che la tastiera presenti solo 3 zone d'illuminazione, largamente al di sotto di qualsiasi configurazione gamer che siamo soliti trovare nelle tastiere meccaniche o in altri portatili per giocatori, e persino inferiore alla tastiera a quattro isole montata nello Zephyrus già citato. La corsa dei tasti è da 1,7 mm con un buon ritorno e una discreta forza necessaria per la pressione. Abbiamo particolarmente apprezzato, tra l'altro, la scelta di offrire una diversa scalanatura del WASD così da renderlo immediatamente riconoscibile anche al buio e senza retroilluminazione attivata. Quest'ultima, tra l'altro, è particolarmente visibile grazie al design semi-trasparente della plastica adottata per la copertura dei tasti. Manca completamente il tastierino numerico per questioni di spazio e sulla destra troviamo una singola colonna di tasti dedicati alla gestione dell'audio e all'avvio rapido dell'applicazione di ACER utile per gestire le feature avanzate del portatile. Anche il trackpad installato nello chassis è abbastanza standard con il classico orientamento 16:9, la copertura in vetro e delle dimensioni di circa 10,5 x 6,5 cm. Su questo fronte si sarebbe potuto fare sicuramente di più almeno per quello che concerne la larghezza visto l'ampio spazio libero dello chassis. Non è invece presente un lettore di impronte digitali né la telecamera IR per il riconoscimento del viso: il che significa che non è possibile sbloccare il portatile utilizzando i dati biometrici. Nella parte superiore della tastiera troviamo i due immancabili speaker stereofonici. Niente di eclatante o fuori dalla norma: la dinamica è accettabile per quello che concerne medi e alti, mentre i bassi sono particolarmente carenti. Il range del volume è buono ma visto lo spessore del portatile forse si poteva fare qualcosa di più: non si va oltre i 75 db. La webcam è installata sulla parte superiore della cornice dello schermo, supporta la risoluzione 1080p a 30 FPS e offre una qualità standard: buona in presenza di luce, mediocre in situazioni di scarsa luminosità.

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Mancano ancora una manciata di dati riguardanti il Predator Triton 500, a partire dalla sua batteria interna che misura una carica massima di 84 Wh e 5400 MAh che può essere alimentata attraverso il piccolo alimentatore incluso nella confezione che misura appena 180 Watt di potenza e presenta dimensioni decisamente ridotte rispetto alla media della categoria. E proprio parlando di dimensioni, il portatile misura 36,0 x 25,8 x 17,9 cm con un peso di circa 2,1 Kg. Il suo spessore gli consente, tra l'altro, di avere un'eccezionale fornitura di porte che ha un'unica, importante assenza. Nel Triton 500 troviamo infatti 2 porte USB 3.1 Tipo-A, una singola porta USB Tipo-C con supporto Thunderbolt 3, una Mini DisplayPort 1.3, una HDMI 2.0, due attacchi mini-jack da 3,5 mm per cuffie e microfono e la presa RJ-45 per l'ethernet. Purtroppo non troviamo un ingresso per schede SD che avrebbe sicuramente aiutato nella gestione dello spazio libero e durante l'editing video o fotografico, soprattutto alla luce delle eccezionali prestazioni di questa macchina. Come al solito teniamo per ultimo lo schermo che rappresenta uno dei principali punti di forza di questo Triton, soprattutto nell'inevitabile confronto con lo Zephyrus. Si tratta di un pannello da 15,6 pollici, tipologia IPS, prodotto come di consueto da AU Optronics. Il refresh rate massimo supportato è 144 Hz con 3 millisecondi dichiarati di tempo di risposta. Non ci sono certificazioni colore e stando a una manciata di test ci aggiriamo sul 95% del gamut sRGB e il 70% dello spazio colore AdobeRGB, quindi assolutamente nella media di questa tipologia di schermi. Ci sono però un paio di elementi molto interessanti da sottolineare: questo schermo supporta G-Sync per una gestione ottimale delle frequenze del display in funzione della velocità di rendering della scheda video e presenta una luminosità estremamente vicina ai 300 nit dichiarati dal produttore. Siamo tra i 290 e i 315 a seconda delle porzioni dello schermo con un contrasto che si avvicina agli 800:1. Tra l'altro, grazie alle cerniere montate sullo chassis, il monitor può essere aperto fino a 180°: è una feature che non utilizzerete mai, ma che risulta molto comoda visto che di fatto non c'è un'apertura "massima" con cui poter utilizzare il portatile. Allo stesso tempo continuiamo a sentire molto forte la limitazione legata alla massima risoluzione supportata: esattamente come detto nella recensione dello Zephyrus di ASUS, un computer con questa componentistica interna è praticamente sprecato in FullHD e speriamo di vedere quanto prima dei restyling con monitor in grado di arrivare almeno a 1440p visto che per utilizzare qualsiasi risoluzione superiore al 1080p dobbiamo per forza rivolgerci a monitor esterni perdendo di fatto l'elemento della portabilità. Peccato anche per l'assenza di supporto all'HDR che, vista la luminosità potenziale del display, sarebbe potuta essere un'aggiunta di grande impatto visivo.

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L’applicazione Acer PredatorSense

Pre-installata nel computer abbiamo trovato l'applicazione di ACER essenziale per gestire una serie di elementi avanzati del portatile a partire dalle frequenze di clock della GPU, passando per la gestione della retroilluminazione della tastiera, per arrivare fino alla regolazione della velocità di rotazione delle tre ventole installate nello chassis. L'app, che prende il nome di PredatorSense, può essere avviata rapidamente anche attraverso il tasto dedicato della tastiera (è presente un ulteriore tasto per attivare al volo il turbo, ovvero il preset massimo di overclock della GPU), è particolarmente facile da utilizzare ed è suddivisa in tutta una serie di tab in funzione dell'argomento. Abbiamo trovato particolarmente ben fatta la sezione di monitoraggio delle frequenze, della tensione e della temperatura di CPU e GPU che presenta una modalità di visualizzazione molto chiara e ha uno storico abbastanza longevo. Ci saremmo invece aspettati qualcosina di più sul fronte dei settaggi avanzati di frequenze e velocità delle ventole. Al di fuori di una manciata di preset e di una opzione molto elementare di gestione della velocità di rotazione, non c'è altro, mentre magari sarebbe stato utile poter impostare la velocità in funzione di determinati valori di temperatura.

Acer Predator Sense

Design e sistema di raffreddamento

A prima vista l'ACER Predator Triton 500 si presenta come un portatile di dimensioni decisamente ridotte a fronte dei suoi 15,6 pollici di schermo, quasi sul confine di un ultrabook, se non fosse per lo spessore generoso. La scocca è completamente in metallo e alluminio, ad eccezione della cornice dello schermo che fa invece largo uso di plastica. Il risultato di questa scelta di design ci ha convinto a metà. Il computer restituisce infatti un senso tattile di grande solidità, unito a un'estetica particolarmente sobria e affascinante che si limita ad evidenziare la sua natura gamer attraverso il logo sul retro dello schermo e la colorazione blu intensa dei led e dei radiatori che si intravedono dalle feritoie posteriori e laterali. Allo stesso tempo però, il portatile è forse un po' troppo anonimo nel suo design e soprattutto si nota una certa flessione al centro della tastiera e nella cornice dello schermo che denota una necessità da parte di ACER di risparmiare qualcosa da qualche parte. Il display, in particolare, appare molto sensibile ai piegamenti e, pur essendo molto ben bilanciato nella sua apertura grazie alle ottime cerniere, tende davvero troppo a flettersi se viene sollecitato al centro della cornice. Come specificato nel paragrafo precedente, lo spessore omogeneo del portatile ha permesso al produttore di offrire una generosa fornitura di porte, decisamente migliore del suo concorrente analizzato in precedenza. Se quindi lo Zephyrus di ASUS è sicuramente più appariscente e interessante in termini di design, questo ACER Triton risulta molto più concreto e meglio equipaggiato; diciamo più in linea con le esigenze di un giocatore.

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Passando al design interno, il Predator presenta il medesimo problema di gran parte dei suoi concorrenti: sostituire o comunque potenziare RAM e hard-disk è un'impresa estremamente difficoltosa e comunque impossibile se non si vuole invalidare la garanzia visto che l'apertura del fondo della scocca porta all'esposizione del solo sistema di raffreddamento e della batteria: tutto il resto della componentistica richiede la rimozione della scheda madre. E parlando proprio della dissipazione, il Triton presenta tre diverse ventole con velocità massime distinte: una è specifica per la CPU e può raggiungere poco meno di 5000 giri al minuto, le altre due sono invece dedite al raffreddamento della GPU e raggiungono 6000 e 7000 RPM. Tutte quante condividono il medesimo design delle lame con spessore da 0,1 mm e 59 palette con un orientamento specifico per massimizzare la portata d'aria riducendo al minimo il deposito della polvere. Queste tre ventole entrano in contatto con numerose heatpipe, due della quali attraversano tutta la scocca, così da sfruttare l'intera l'area interna del computer e puntare alla massima dissipazione teorica. Troviamo poi quattro radiatori, due molto generosi sul retro del computer che vengono investiti dall'aria fredda in ingresso e uno per lato che subiscono il calore maggiore visto che sono installati in prossimità delle bocchette di uscita delle ventole. Nel complesso, il design adottato da ACER ha restituito eccellenti risultati in termini di dissipazione, ma lo stesso non si può invece dire per la rumorosità.

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Predator Triton 500 Agw 05 Feature 1920 Cooling

Partiamo dai dati positivi: durante tutti i nostri benchmark, il computer non ha mai presentato delle instabilità, dei freeze o dei riavvii improvvisi di Windows 10 con la CPU e la GPU che hanno toccato rispettivamente i 93° e i 77° centigradi al massimo, indipendentemente dall'intensità dei test adottati o dalla lunghezza delle sessioni di gioco. Il rovescio della medaglia, esattamente come avviene con lo Zephyrus di ASUS, è dato dal rumore prodotto dalle ventole che diviene molto rapidamente assordante sfiorando i 55 db con il preset Estrema e la dissipazione al massimo della sua forza bruta. Giocare in ambienti silenziosi senza l'utilizzo delle cuffie è praticamente impossibile e anche utilizzando il preset più silenzioso durante la semplice visione di un film, il sottofondo delle ventole è sempre ben percepibile e vicino ai 30 db. Allo stesso tempo, la decisione di posizionare la tastiera sull'estremità superiore della scocca inferiore, impedisce al computer di sfruttare l'area al di sotto del monitor per dissipare adeguatamente il suo calore e il risultato è che dopo appena 15-20 minuti di una qualsiasi sessione di gioco, la scocca raggiungerà temperature talmente elevate da rendere il computer inutilizzabile se poggiato sulle gambe con conseguenze anche sull'esperienza d'uso relativa alla tastiera. Non potendo misurare direttamente la temperatura dello chassis, ci siamo dovuto arrangiare con alcuni test e video presenti su internet e sembra che si possano raggiungere tranquillamente temperature comprese tra i 50 e i 60 gradi per quello che concerne tastiera e scocca inferiore. Davvero troppo per poter giocare con un certo grado di piacevolezza. Preparatevi quindi a dotarvi di joypad oppure di mouse e tastiera esterni, con magari il portatile appoggiato su una superficie a qualche decina di centimetri di distanza da voi.

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Benchmark, videogiochi e autonomia

E arriviamo finalmente all'elemento centrale della nostra recensione: i benchmark e una raccolta di videogiochi che abbiamo provato. A titolo informativo, abbiamo fatto girare tutti i software che trovate elencati poco più in basso, utilizzando il preset Veloce dell'app PredatorSense senza toccare manualmente alcun tipo di settaggio, ventole comprese. La risoluzione adottata è sempre 1080p senza l'ausilio di schermi esterni (a meno che sia specificato diversamente). Inoltre abbiamo sempre disattivato il vertical sync mantenendo però attivo G-Sync con l'obiettivo di avere un valore di frame rate il più plausibile possibile. Troviamo infine essenziale evidenziare che il preset Estremo dell'applicazione, che abbiamo utilizzato per alcuni test interni, presenta alcune incongruenze probabilmente dovute a driver non maturi o a qualche tipo di throttling delle frequenze che non siamo però riusciti a registrare attraverso i software utilizzati. Il risultato è che spesse volte con questo preset si ottengono valori inferiori persino del preset standard, senza alcun overclock. Anche per questo motivo abbiamo preferito utilizzare l'opzione intermedia. Partiamo con i benchmark tradizionali.

  • 3DMark - Time Spy -> 7025 Punteggio globale; 7386 Punteggio grafico e 5504 Punteggio CPU
  • 3DMark - Time Spy Extreme -> 3337 Punteggio globale; 3542 Punteggio grafico e 2515 Punteggio CPU
  • 3DMark - Port Royale (Ray Tracing) -> 4050 Punteggio globale/grafico
  • 3DMark - NVIDIA DLSS FullHD -> 30,85 FPS senza DLSS e 43,60 FPS con DLSS
  • 3DMark - NVIDIA DLSS 4k -> 8,52 FPS senza DLSS e 16,51 FPS con DLSS
  • VRMark - Orange Room -> 7908 Punteggio globale; 172,39 FPS Frame rate medio
  • VRMark - Blue Room -> 2482 Punteggio globale; 54,12 FPS Frame rate medio
  • PCMark 10 -> 5467 Punteggio globale; 8524 Essentials; 6940 Productivity; 7499 Digital Content Creation

3Dmark Time Spy
3DMark Time Spy
3Dmark Port Royale
3DMark Port Royale
3Dmark Nvidia Dlss
3DMark NVIDIA DLSS Feature Test
Vrmark Blue Room
VRMark Blue Room
Pcmark 10
PCMark 10

E passiamo ora ai videogiochi.

  • Assassin's Creed Odyssey - Preset grafico Massima -> 45 FPS medi; 17 FPS minimi; 73 FPS massimi
  • Final Fantasy XV Windows Edition Benchmark - Preset grafico High -> 7417 Punteggio globale
  • The Division 2 - Preset grafico Ultra -> 7441 Punteggio globale; 83 FPS medi; 94% GPU; 62% CPU
  • Shadow of the Tomb Raider - Preset grafico Massima -> 10353 Resa fotogrammi; 67 FPS medi
  • The Witcher 3: Wild Hunt - Preset grafico Ultra -> Tra 72 e 105 FPS
  • Battlefield V - Preset grafico Ultra e Ray tracing abilitato -> Tra 33 e 81 FPS
  • Metro Exodus - Preset grafico Massimo e Ray tracing abilitato -> Tra 35 e 66 FPS

Assassins Creed Odyssey
Assassin's Creed Odyseey
Final Fantasy Xv Windows Edition
Final Fantasy XV Windows Edition Benchmark
Tom Clancys The Division 2
The Division 2
Shadow Of The Tomb Raider
Shadow of the Tomb Raider

Ad un confronto diretto è evidente come lo Zephyrus di ASUS risulti praticamente sempre di qualche punto percentuale più performante del Triton di ACER. La motivazione più plausibile sembra legata a un design del sistema di raffreddamento che ha permesso ad ASUS di montare una versione di RTX 2080 con un TDP leggermente superiore (90 watt) e quindi frequenze di lavoro spinte verso l'alto. È anche possibile che le temperature di esercizio generalmente più elevate incidano in sporadici fenomeni di throttling, soprattutto per quello che concerne la CPU e questo spinga verso il basso le performance dei benchmark e dei giochi più esosi. Sia chiaro che parliamo di valori davvero modesti che non hanno conseguenze palpabili sugli scenari d'uso reali ma, considerato il budget richiesto per portarsi a casa questo portatile e la fascia di mercato a cui punta, è scontato che il confronto debba essere fatto anche in termini di performance pure.
Passando invece alla batteria, abbiamo svolto i nostri test utilizzando il preset Normale con la luminosità dello schermo impostata al 50%. Utilizzando il portatile in condizioni molto leggere - browser web, YouTube, Netflix, VLC e un editor di testo - non siamo mai riusciti ad andare oltre le 2 ore e 40 minuti di autonomia prima che il portatile andasse in standby automatico. Provando a fare del semplice editing fotografico o video, utilizzando Adobe Photoshop o Adobe Premiere, ma senza avviare il rendering, siamo scesi a circa 80 minuti di autonomia. Ovviamente il massimo del consumo della batteria si tocca avviando un qualsiasi videogioco tra quelli utilizzati per i nostri test. In questi casi siamo abbondantemente al di sotto dell'ora di autonomia con alcuni casi limite, tra cui Assassin's Creed Odyssey, che porta il computer all'esaurimento dell'energia in appena 40 minuti.

Acer Predator Triton 500 Main

C'è da considerare che anche questi risultati piazzano il Triton immediatamente al di sotto dello Zephyrus nonostante monti una batteria decisamente più capiente. La motivazione è molto semplice: il portatile ACER supporta G-Sync che abbiamo sempre mantenuto attivo durante i nostri test e soprattutto utilizza sempre e soltanto la scheda video discreta, la GeForce RTX 2080 Max-Q. In realtà è possibile passare al settaggio Optimus di NVIDIA che "depotenzia" il display eliminando G-Sync e ritoccando qualcosa della sua luminosità e soprattutto abilitando lo switch dinamico della scheda video per passare alla Intel HD 630 quando possibile. Il problema è che per effettuare questo switch è necessario intervenire sul BIOS e quindi riavviare ogni volta la macchina: questa soluzione software ci è sembrata talmente macchinosa da risultare praticamente inutilizzabile in condizioni d'uso normali. È scontato però che se decide di abilitare questa opzione, è possibile aspettarsi un'autonomia maggiore del Triton rispetto allo Zephyrus essendo la componentistica praticamente identica a fronte della maggiore capienza della batteria nel computer di ACER.

Acer Predator Triton 500 Main2

Ultima nota a margine: quando il computer è scollegato dalla rete elettrica è possibile utilizzare soltanto il preset Normale, probabilmente per ottimizzare al massimo i consumi, ma ci ha lasciato interdetti il fatto che una volta collegato il computer alla rete, i due preset overclockati non possano comunque essere selezionati fintanto che la batteria sia almeno al 40% della sua carica. Molto probabilmente ACER ha dovuto adottare questa soluzione, abbastanza limitante a dirla tutta, per evitare un assorbimento eccessivo da parte dell'alimentatore esterno che, con i suoi 180 Watt, potrebbe non essere in grado di ricaricare e alimentare contemporaneamente il Triton quando spinto al massimo.

Prezzo
2999 €
Multiplayer.it

8.4

Il Predator Triton 500 è un portatile che ci sentiamo di promuovere a pieni voti. La componentistica interna di fascia altissima, l'eccellente schermo con refresh rate da 144 Hz con supporto al G-Sync, le ottime prestazioni con qualsiasi videogioco e la grande stabilità garantita dal sistema di raffreddamento, rendono la macchina prodotta da ACER, una scelta praticamente perfetta per il giocatore esigente che non ha problemi di budget. E se è pure vero che sul fronte puramente prestazionale e anche per quello che concerne il design e la qualità costruttiva, questo portatile è qualche gradino più in basso dello Zephyrus di ASUS con cui ci siamo confrontati più volte, la maggiore comodità della tastiera, la fornitura più generosa di porte, il supporto al G-Sync, e il prezzo generalmente più economico, giustificano a nostro parere una votazione superiore di qualche decimale.

PRO

  • Prestazioni eccellenti grazie una componentistica interna di fascia altissima
  • Lo schermo ha un'ottima luminosità, un refresh rate da 144 Hz e il supporto al G-Sync
  • La fornitura di porte è molto generosa...

CONTRO

  • ...ma sentiamo la mancanza di un ingresso per le schede di memoria
  • Il sistema di raffreddamento è estremamente rumoroso
  • La cornice dello schermo flette moltissimo