Avengers Endgame, la recensione 118

La recensione di Avengers: Endgame, film Marvel Studios in uscita da oggi nelle sale cinematografiche. Ora che è tra noi, l'abbiamo recensito (senza spoiler).

RECENSIONE di Christian Colli   —   24/04/2019

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E alla fine ce l'abbiamo fatta, la recensione di Avengers: Endgame arriva subito dopo la visione al cinema anche se questo giorno sembrava non arrivare mai. Abbiamo sperato che arrivasse in fretta, segnando i giorni sul calendario, contando le ore, i minuti e i secondi che ci separavano dalla prima proiezione, schivando spoiler e anticipazioni, analizzando i trailer fotogramma per fotogramma, e ora che questo giorno è arrivato un po' ci dispiace, perché significa mettere la parola fine a un decennio di storie che ci hanno ispirato, incollato alla poltrona, emozionato e qualche volta, perché no, anche un po' deluso. Film di intrattenimento, i cinecomics Marvel Studios, ma non per questo meno importanti per chi li ha amati e ha riconosciuto nei protagonisti un modello da imitare in un momento in cui di eroi, nella vita vera, ne avremmo veramente bisogno.

Consapevoli che ci aspettano tanti nuovi film in un futuro ancora nebuloso, ma sicuramente molto diverso da quello cui ci hanno abituato Kevin Feige e la Disney in questi anni, abbiamo preso posto al cinema in piena notte e, un po' commossi e un po' titubanti, abbiamo visto scorrere quel logo bianco e rosso inconfondibile...

Ricominciare da Thanos

A fine spettacolo, al termine di Avengers 4 qualche lacrimuccia l'abbiamo anche versata, ma abbiamo anche riso parecchio, sorriso a mai finire e inarcato qualche sopracciglio, in un turbinio di emozioni che ci ha travolto fin dai primissimi minuti. Scrivere questa recensione senza cadere nel tranello degli spoiler non è stato facile, anche perché riteniamo che Avengers: Endgame sia proprio un film che andrebbe visto senza conoscere nulla della trama. Nell'anno trascorso dall'uscita di Avengers: Infinity War, il web si è riempito di teorie, congetture, leak e anticipazioni; dobbiamo ammettere che i registi Joe e Anthony Russo, Disney, Marvel Studios e tutto il cast sono riusciti ad arginare le fughe di informazioni al meglio delle loro possibilità, giocando soprattutto sui trailer montati ad arte che attingono soprattutto ai primi minuti della pellicola. In questo modo, siamo riusciti a goderci lo spettacolo facendo un salto nel buio, ed è stato infinitamente più appagante, soprattutto perché alcuni colpi di scena non ce li aspettavamo proprio.

Senza anticiparvi nulla di importante, possiamo dirvi che Avengers: Endgame inizia proprio dove finiva il precedente Avengers: Infinity War, in un universo mutilato dallo schiocco di Thanos. I Vendicatori rimasti, forti della nuova, potentissima alleata che è Captain Marvel, decidono di andarsi a riprendere le gemme dell'infinito per annullare la tragedia: succede veramente nei primi quindici minuti di film come sbandieravano i registi ma, considerando che i titoli di coda compaiono dopo circa tre ore, potete facilmente intuire che le cose non andranno come sperato. E nonostante le condizioni cupe e disperate in cui versano il mondo e gli eroi superstiti, è incredibile che quelle tre ore scorrano come acqua limpida, intrattenendoci ogni minuto senza perdersi in gag sbilanciate o momenti di fanservice puramente commerciale: ci sono scene che indurranno il pubblico a esultare o applaudire in ogni sala, ne siamo certi, ma sono soprattutto omaggi, riferimenti e citazioni pensati per i fan che hanno vissuto l'evoluzione di questo universo cinematografico film dopo film.

Perché i cinecomics targati Marvel sono film di intrattenimento, lo abbiamo già detto, ma questo non significa che si possa negare l'importanza e l'impatto che hanno avuto a livello commerciale, ideologico e socioculturale in questi dieci anni, portando al cinema un pubblico sempre più numeroso, ispirando un'intera generazione di registi, scrittori e spettatori. I fratelli Russo, dunque, hanno scelto di omaggiare la storia del Marvel Cinematic Universe in un film che, nella lunga tranche centrale, ripercorre le pellicole che lo hanno preceduto e i momenti topici che hanno segnato non solo una storia dipanatasi attraverso ventidue film, ma anche un cast che è cresciuto insieme ai personaggi interpretati. Il punto di forza di Avengers: Endgame, infatti, è quello di essere un film profondamente personale che si concentra soprattutto sui pochi eroi sopravvissuti allo schiocco, esplorando le conseguenze che esso ha avuto su di loro e il modo in cui hanno deciso di venire a patti coi loro fallimenti.

E quello del fallimento, che delinea la figura dell'eroe più dei suoi successi, è un tema preponderante grazie al quale i fratelli Russo, con l'aiuto degli sceneggiatori Steven McFeely e Christopher Markus, sono riusciti a restituirci alcune tra le interpretazioni più coraggiose e convincenti di queste icone dell'immaginario cinematografico e fumettistico. Avengers: Endgame è quindi un film estremamente articolato, a volte metareferenziale, che si distacca in modo netto dal canovaccio di Avengers: Infinity War. In quest'ultimo, complice anche la necessità di disporre sulla scacchiera oltre venti personaggi che prima di allora non avevano mai interagito, si soffriva un po' il lineare susseguirsi di combattimenti e scene d'azione, mentre in Endgame i pochi protagonisti scampati alla Decimazione - che guarda caso sono i Vendicatori originali, i fondatori - hanno molto più tempo per respirare e risolvere le sottotrame lasciate in sospeso, spesso in modo tutt'altro che scontato.

La fine di un'era

Venendo a patti tra di loro e con loro stessi, i Vendicatori si ritrovano ad affrontare prima di tutto i loro demoni, mossi sempre dalla voglia di riscatto e di giustizia che ha animato le loro gesta per ventuno film prima di questo. Come dicevamo, Avengers: Endgame ripercorre la cosiddetta "saga dell'infinito" omaggiando le pellicole precedenti e, contemporaneamente, contestualizzando meglio alcuni momenti cruciali o certi snodi che un tempo ci erano sembrati poco chiari in un carosello di comparse, citazioni e guest star assolutamente da capogiro. Avengers: Endgame è un fumettone che prende vita come mai era successo sul grande schermo, uno di quei crossover che leggiamo almeno un paio di volte l'anno, ma che solo raramente riescono a mantenere la coerenza e la coesione strutturale che possiede l'opera definitiva dei fratelli Russo. Thanos direbbe che è una sceneggiatura perfettamente bilanciata, come tutto dovrebbe essere.

Si ride e ci si commuove e ci si arrabbia e il cinema questo dovrebbe fare. Avengers: Endgame lo fa e lo fa così bene che, siamo sicuri, riuscirà comunque a far discutere per mesi, se non per anni. Soprattutto la parte centrale, nonostante sia spiegata con chiarezza nella sua logica fantastica, potrebbe spiazzare chi mastica pochi fumetti e non è abituato a certi voli pindarici, ma chi invece è cresciuto a pane, Vendicatori e X-Men, non potrà fare a meno di sorridere per tutto il tempo.

Il merito è anche e soprattutto del cast in grande spolvero, ma come abbiamo detto il minor numero di personaggi su schermo ha consentito ai fratelli Russo di gestire meglio ogni interazione, ogni rapporto, ogni conflitto: è stata la grande prova di attori come Chris Evans, Chris Hemsworth o Scarlet Johansson, ormai perfettamente calati nelle loro parti, per non parlare dei sempre bravissimi Robert Downey Jr. o Mark Ruffalo. In realtà, è difficile non restare a bocca aperta durante l'atto conclusivo, ma soprattutto durante i titoli di coda che, ancora una volta, omaggiano questo lunghissimo ciclo di film e un cast assolutamente stellare: raramente ci è capitato di vedere così tanti attori di prim'ordine nella stessa pellicola o nelle stesse scene.

E la cosa ironica, ed è importante sottolinearlo, è che Avengers: Endgame, al netto di un primo atto che rappresenta la proverbiale calma prima della tempesta, è un film che si prende i suoi tempi e non sciorina scene d'azione a catena. Dà anzi largo spazio ai dialoghi, all'introspezione, alla crescita di personaggi che abbiamo imparato a conoscere in questi anni e che ancora dovevano dirci qualcosa, prima di completare il loro percorso. Va da sé che le ultime scene, l'immancabile battaglia finale, sono uno spettacolo sensazionale, un'incredibile vortice di effetti speciali, computer grafica - non sempre chiarissima, è giusto precisarlo - e momenti assolutamente esaltanti che non sono soltanto obbligatori, ma meritati.

Il finale di Avengers: Endgame chiude un importante capitolo non tanto del Marvel Cinematic Universe - che proseguirà, seppur in modo diverso e genuinamente imperscrutabile - ma del cinema di questo decennio. È un finale agrodolce che probabilmente colpirà dritto al cuore i fan di questo o quel personaggio, ma a nostro avviso Avengers: Endgame si conclude in modo perfetto, senza la solita scena dopo i titoli di coda che, anzi, fanno storia a sé, con le firme degli attori che hanno interpretato i Vendicatori originali. E ora si volta pagina.

Multiplayer.it

9.5

Alla fine della recensione Avengers: Endgame rappresenta la degna conclusione di un'opera che ha rivoluzionato il modo di concepire i blockbuster, una storia durata dieci anni che i fratelli Russo, Kevin Feige e un cast straordinario ci hanno raccontato con un rispetto e un'intensità che non potranno fare a meno di commuovere e divertire i fan che sono saliti a bordo con Iron Man e non sono mai scesi da quel treno. Praticamente Il ritorno del Re o Il ritorno dello Jedi di questa generazione, Avengers: Endgame riesce in un'impresa titanica con qualche sbavatura microscopica che sparisce tra i fin troppi momenti in cui viene voglia di alzarsi ad applaudire.

PRO

  • Bilancia perfettamente azione, drammaticità e umorismo
  • Ci sono momenti semplicemente iconici
  • Dedica molto spazio all'introspezione

CONTRO

  • Alcune scene d'azione tendono a essere caotiche e un po' confuse
  • Nessuna scena dopo i titoli di coda che anticipi il futuro del Marvel Cinematic Universe

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