Covid Simulator, la recensione di un gioco che ci spiega il funzionamento dei contagi

La recensione di Covid Simulator, un gioco pensato appositamente per spiegarci il funzionamento dei contagi e come risparmiare sulla sicurezza lo favorisca

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   23/01/2022
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I videogiochi hanno una capacità enorme e unica di rappresentazione della realtà, perché possono non limitarsi ad appiattirla in un linguaggio fatto di parole o immagini, ma dispongono dei mezzi per riprodurla, ovviamente in forma semplificata, attraverso delle meccaniche che, sommate tra loro, formano dei sistemi dalla forza discorsiva enorme e pervasiva. Nel loro semplice mettere in scena certe dinamiche, i videogiochi possono diventare una voce critica fortissima e fare chiarezza anche su un macro evento come una pandemia, pur continuando a esercitare la loro funzione ludica, come fatto da Covid Simulator.

Simulazione pura

Covid Simulator ha una grafica spartana, ma qui ciò che conta sono le dinamiche di gioco, non quanto sia bello da vedere
Covid Simulator ha una grafica spartana, ma qui ciò che conta sono le dinamiche di gioco, non quanto sia bello da vedere

Di base Covid Simulator non offre un vero e proprio obiettivo. Come il titolo fa intuire, simula la diffusione della pandemia di COVID-19, in questo caso all'interno di un'azienda di cui il giocatore può impostare tutti i parametri, a partire dal numero d'impiegati e dal tasso di vaccinazione. L'unico fattore di sfida, se così lo vogliamo definire, è la gestione della velocità di diffusione dei contagi, che può essere maggiore o minore a seconda dell'oculatezza delle nostre scelte e degli investimenti fatti in sicurezza.

La libertà d'interazione del giocatore è in realtà molto ampia, e riguarda tutti gli aspetti della struttura lavorativa, che può plasmare come in un normale sandbox. Quindi possiamo spostare i mobili degli uffici per garantire o meno la distanza di sicurezza, possiamo fare lo stesso con i tavoli della mensa, con i lavandini e con qualsiasi altro oggetto di arredamento del gioco. Possiamo assumere o ridurre il personale, acquistare sanificatori o stabilire regole di comportamento.

Inoltre abbiamo un certo margine d'intervento anche sui dipendenti, che possiamo dotare o meno di mascherine (di livello di efficacia differente a seconda del prezzo), a cui possiamo cambiare gli orari lavorativi per evitare assembramenti, che possiamo favorire o meno nelle vaccinazioni, arrivando a imporre addirittura una specie di green pass per continuare a entrare a lavoro.

Insomma, possiamo andare a toccare moltissimi fattori, tutti capaci d'influenzare a loro modo i contagi, aumentandone la velocità o riducendoli drasticamente.

Come giocarci

Covid Simulator è giocabile senza spendere nulla: su itch.io è scaricabile una versione gratuita, quasi identica a quella a pagamento. Se volete supportare gli sviluppatori potete comunque acquistare la versione a pagamento, che costa davvero poco (4,99 dollari). Il gioco arriverà su Steam il 25 gennaio 2022 e probabilmente avrà lo stesso prezzo della versione itch.io.

Cosa accadrebbe se?

I comportamenti privati influenzano i contagi
I comportamenti privati influenzano i contagi

In realtà a Covid Simulator non interessa molto inviare messaggi positivi o negativi, anche se, nella sua silenziosa adesione alla realtà (le meccaniche di diffusione sono completamente basate su dati statistici e medici reali) riesce comunque a farlo in modo più convincente di quei videogiochi che te li spiattellano in faccia. Ciò che gli interessa davvero è essere il più accurato possibile, arrivando così a dimostrare una tesi di fondo molto precisa: l'aumento d'investimenti in sicurezza e la buona informazione possono aiutare a frenare i contagi, pur non potendo impedirli del tutto, soprattutto in presenza di varianti più aggressive (è possibile impostare anche quelle: alpha, beta e omicron, mutandole nel corso di una singola partita).

Per farlo lascia il giocatore libero anche di esplorare l'altro lato della barricata, quello dei negazionisti del virus, consentendo di fare propaganda no vax all'interno degli uffici o favorendo la produttività sulla sicurezza, così da fare più soldi facendo però ammalare e, di conseguenza, morire più persone.

Le statistiche sui contagi sono la parte più interessante del gioco
Le statistiche sui contagi sono la parte più interessante del gioco

In tutto questo si inseriscono anche i fattori esterni, determinati dai comportamenti privati dei singoli lavoratori, che vanno a influenzare moltissimo i risultati. Alla fine della simulazione il gioco consente di salvare le statistiche della propria partita in un formato studiabile, per capire i vari fattori che hanno influito sul risultato ottenuto. Se vogliamo ci troviamo di fronte alla possibilità di applicare in modo rigorosissimo il metodo scientifico all'interno di un videogioco, con ogni esperimento che può essere replicato per confermare la tesi di partenza o smentirla (o per elaborarne una diversa in itinere). In questo Covid Simulator appare riuscitissimo perché non ci dà delle verità preconfezionate, ma ci pone innanzi a dei fatti, determinati dalle nostre stesse scelte e convinzioni.