Dead Cells, la recensione 118

Dead Cells è il mix perfetto tra un metroidvania e un roguelike, che riesce a dire la sua nonostante la spietata concorrenza

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   06/08/2018
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Dead Cells s'incastra alla perfezione in un filone che va per la maggiore sulla scena videoludica indipendente, quello dei metroidvania. Negli ultimi anni ne sono usciti moltissimi di grande qualità, tanto da poter affermare che il genere non sia mai stato così ben rappresentato. Guacamelee, Hollow Knight, Owlboy, Axiom Verge, ma anche i più recenti Iconoclasts, La-Mulana 2, Chasm e gli imminenti Death's Gambit e Guacamelee 2, tanto per citare qualche nome, hanno arricchito e fatto evolvere la formula canonizzata dai Metroid per Super Nintendo e da Castlevania: Symphony of the Night, dando agli appassionati molto da giocare. In uno scenario così affollato è davvero difficile risaltare, ma il gioco dei francesi Motion Twin non solo non teme la concorrenza, ma riesce anche a ritagliarsi un ruolo di primo piano. Cerchiamo di capire come e perché.

Trama

Disponibile già da metà 2017 nella sezione Accesso Anticipato di Steam, Dead Cells è il tentativo più riuscito di fondere le meccaniche dei metroidvania con quelle dei roguelike (es. Rogue Legacy, Enter the Gungeon, Spelunky). Il risultato è così soddisfacente da aver prodotto un vero sottogenere, quello dei roguevania, che smentisce tutti quelli che consideravano impossibile mescolare due filosofie di design così diverse. Inizialmente la storia che fa da sfondo al gioco è davvero labile. La brevissima introduzione, che si ripete dopo ogni morte, mostra un mucchio di cellule che prendono forma umanoide all'interno di un'umida e angusta prigione sotterranea. Giocando dovremo rispondere alle classiche domande che perseguitano gli eroi senza memoria: chi siamo? Dove ci troviamo? Perché continuiamo a reincarnarci? Per scoprirlo non ci resterà che esplorare da cima a fondo i tredici livelli che compongono il gigantesco castello di cui siamo prigionieri.

Tra le novità aggiunte alla versione finale di Dead Cells spiccano proprio alcuni contenuti relativi al lato narrativo, ossia delle nuove stanze in cui si trovano messaggi scritti sui muri, cadaveri, celle chiuse, diari e quant'altro che, se esaminati, aiutano a comprendere il retroscena della nostra condizione. Rimane ovviamente la possibilità di parlare con i vari personaggi che s'incontrano nel corso dell'avventura, ossia dei commercianti di oggetti o di anime, che regalano brevi accenni al nostro passato, pur non svelando mai troppo. In questo senso la narrazione è condotta in modo simile a quanto si è visto nella serie Souls, con il giocatore che deve sommare le informazioni e riempire i buchi per ricostruire una serie di fatti che non vengono mai completamente spiegati. Alla fine non aspettatevi niente di originalissimo, nonostante alcuni eventi siano abbastanza intriganti.

Gameplay

Nel corso dei mesi il gameplay di Dead Cells è cambiato moltissimo. Ricordando in particolare la prima versione che abbiamo avuto modo di analizzare, a cui dedicammo un Provato risalente ormai a più di un anno fa, stupisce come tutto sia rimasto simile, ma al contempo sia cambiato enormemente.

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Dead Cells è forse uno dei titoli che più si è beato dell'Accesso Anticipato e del rapporto nato tra la comunità e gli sviluppatori, con questi ultimi prontissimi a recepire i consigli ricevuti e a cambiare direzione quando ritenuto necessario. Ora, mettersi a fare un elenco delle differenze tra le varie versioni pubblicate sarebbe abbastanza inutile. Sappiate solo che Dead Cells era un gran gioco allora ed è un capolavoro oggi. Nella prigione sotterranea in cui si risveglia l'eroe senza nome e senza volto si trovano le prime armi, che rappresentano al contempo tre diverse filosofie di gioco e le altrettante caratteristiche principali del personaggio. Il giocatore può scegliere due tra un'arma da mischia (es. spade, mazze), un'arma a lunga gittata (es. archi, incantesimi) o uno scudo. L'equipaggiamento che si può reperire esplorando è completamente casuale, scelto tra ciò che si è scoperto e si è sbloccato nel corso delle partite precedenti, spendendo le anime dei nemici dal commerciante che si trova nelle aree d'intermezzo dei livelli. Tutti gli oggetti disponibili vengono mostrati all'interno di alcune ampolle appese nell'area iniziale.

Dead Cells 02
Il commerciante di anime

I recipienti vuoti rappresentano oggetti o poteri non ancora trovati. La scelta dell'equipaggiamento, che comprende anche bombe, torrette e abilità attivabili, e quella dell'assegnazione dei bonus alle caratteristiche (brutalità, tattica e sopravvivenza) tramite pergamene, anch'esse sparpagliate nei livelli, è fondamentale per definire il proprio stile di gioco. Per fare un esempio, possiamo affrontare un arciere parandone i colpi con uno scudo, per poi ucciderlo con un fendente, oppure possiamo rotolargli alle spalle per dargli una coltellata letale, o ancora possiamo starcene comodamente su di una piattaforma rialzata lasciando che sia una torretta alimentata dalla nostra energia a fare il lavoro sporco per noi, o ancora possiamo colpirlo da lontano con il nostro arco, oppure possiamo lanciargli una bomba congelata e poi finirlo a colpi di spada. Insomma, a seconda dell'equipaggiamento posseduto possiamo scegliere approcci completamente differenti ai pericoli. Il fatto che gli oggetti siano assegnati casualmente e che si possa investire su quelli posseduti per migliorarli (sempre nelle succitate aree d'intermezzo), rende consigliabile specializzarsi in più stili differenti, in modo da non ritrovarsi mai in difficoltà, con cioè a disposizione solo oggetti che non sappiamo usare.

Ciò aggiunge una grandissima varietà al gameplay, che rende i livelli affrontabili in modo spesso diversissimo da partita a partita. Varietà arricchita da un'insieme di altri poteri e caratteristiche che determinano la possibilità di intervenire sul personaggio in modo profondo e articolato, nonostante il sistema di crescita sia davvero semplice da capire e usare, grazie a un'interfaccia agile e sempre chiarissima. I nemici di loro fanno il resto, dotati come sono di schemi d'attacco e poteri unici e capaci di mettere più o meno in difficoltà in base alle loro combinazioni. Ad esempio il già citato arciere non rappresenta una sfida imprescindibile se preso da solo, ma provate a sommargli gli stregoni dei Bastioni o i funghi delle fogne profonde e vedrete che diventeranno molto più pericolosi. Comunque sia, in totale ci sono una quarantina di nemici comuni, più quattro boss, con questi ultimi che hanno dei livelli dedicati e che sono abbastanza vari, anche se non molto difficili da battere, a parte quello finale.

Livelli

La progressione dei livelli in sé non è lineare, nel senso che trovando alcune rune che danno poteri supplementari, come quello di sfondare alcuni pavimenti o quello di saltare sulle pareti, è possibile seguire diverse diramazioni. Diciamo che in ogni partita di Dead Cells, ammesso che si arrivi alla fine, si possono affrontare sei o sette livelli di difficoltà crescente più tre boss.

Per scoprire tutti i segreti e sbloccare tutti gli oggetti bisognerà comunque giocare più volte e superarli tutti, anche ripetendoli lì dove necessario. In totale, per avere tutti i contenuti, ci vogliono quasi sessanta ore di gioco (considerate però che per sconfiggere l'ultimo boss ci vuole molto meno, con il tempo che varia a seconda dell'abilità del giocatore). Comunque sia, la generazione casuale degli scenari, pur sottoposta a dei precisi vincoli stilistici e di map design (ad esempio il livello dei bastioni sarà sempre costruito in senso orizzontale, mentre la torre dell'orologio è sempre realizzata in verticale), aiuta a non sentire mai il senso di ripetitività che si può trovare in altri roguelike. Oltretutto il ritmo molto rapido dell'azione, con il protagonista che corre, rotola, si arrampica sulle pareti e quant'altro, rende l'esplorazione sempre interessante e dinamica, anche quando si iniziano a riconoscere alcuni pattern precisi che regolano l'algoritmo. Ad aiutare ci pensano anche i numerosi segreti di cui sono pieni i livelli, diversi anch'essi di partita in partita. Infine, se tutto ciò non vi bastasse, c'è la possibilità di affrontare delle sfide giornaliere tramite quali competere contro gli altri giocatori a chi fa più punti in un singolo livello casuale, uguale per tutti, nel più breve tempo possibile.

Volendo possiamo citare anche la modalità speed run, ossia la presenza in alcuni livelli di porte che si chiudono se si fa passare troppo tempo. Per aprirle e ottenere gli oggetti che proteggono, compresi alcuni progetti di armi e abilità, bisogna letteralmente sfrecciare per i livelli, evitando i nemici invece di combatterli.

Grafica e sonoro

Dal punto di vista tecnico Dead Cells è una gioia per gli occhi e le orecchie. La bellissima pixel art delle creature e degli scenari non raggiunge la raffinatezza di un Owlboy, ma risulta sempre adeguata e animata alla perfezione. Non mancano poi oggetti e scenari di grande bellezza, tra guardiani giganti, campane, specchi d'acqua che riflettono il paesaggio circostante. Notevole anche l'uso della palette cromatica, varia, ricca, ma dosata in modo tale da non dare mai fastidio e da mantenere inalterata l'atmosfera dark da cui è pervaso l'intero gioco. Insomma, ci troviamo di fronte a quello che complessivamente possiamo considerare un ottimo lavoro, soprattutto in virtù del fatto che i livelli non sono fissi ma generati casualmente.

Una nota di merito va anche all'ottima colonna sonora, fatta di brani azzeccati e ben suonati, che accompagnano l'azione in modo egregio, ma che al contempo riescono a emergere nei momenti giusti senza risultare mai ridondanti o fuori luogo. Idem per gli effetti sonori che, insieme alle belle animazioni, rendono alla perfezione il feedback dell'azione che si sta compiendo, sia essa il semplice correre o il colpire i nemici con la spada.

Mod

La versione PC di Dead Cells ha un punto in più rispetto alle altre: il supporto delle mod. Nel workshop di Steam se ne trovano già molte da scaricare, ma altre arriveranno sicuramente con la versione finale del gioco. In particolare vi segnaliamo alcune mod pensate per aumentare il già alto livello di sfida, che possono tornare utili quando si è finito il gioco.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows 7+
  • Processore: Intel i5+
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia 450 GTS / Radeon HD 5750 o superiore
  • DirectX: Versione 9.1+
  • Memoria: 500 MB di spazio disponibile
Requisiti consigliati
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia GTX 460 / Radeon HD 7800 o superiore
Digital Delivery
Steam
Prezzo
24,99 €
Multiplayer.it

9.2

Lettori (46)

8.6

Il tuo voto

Dead Cells è un titolo eccellente che vi consigliamo senza remore, soprattutto se vi piacciono i metroidvania e i roguelike. Ha come unico difetto i pochi boss, ma per il resto riesce davvero a catturare e a farsi rigiocare più volte fino a che non si sono sbloccati tutti gli oggetti e non si conosco a menadito tutti i segreti di cui è letteralmente infarcito. Bello da vedere, solido nel gameplay e con tantissimi tocchi di classe, fatichiamo davvero a trovare un motivo per il quale non abbiate già fatto l'acquisto.

PRO

  • La generazione procedurale dei livelli funziona benissimo
  • Grande varietà
  • Gameplay solido e dalle meccaniche rifinite
  • Tecnicamente ottimo

CONTRO

  • I boss non sono molti e non sono nemmeno molto difficili