Cellule morte 25

Dead Cells è uno dei più promettenti indie pubblicati quest'anno in Accesso Anticipato

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   28/05/2017

Spruzzare un po' di metroidvania, spremere un po' di roguelike e aggiungere un po' di souls-like; mettere il tutto in una teglia 2D e cuocere in Accesso Anticipato. La ricetta sembra una di quelle che fanno scoppiare la pentola.

Cellule morte
Gli oggetti sbloccati appaiono in queste ampolle poste all'inizio del gioco

Come far convivere insieme tante filosofie di gioco differenti? In realtà ai Motion Twins, cooperativa di sviluppatori con già all'attivo decine di produzioni, la maggior parte delle quali per sistemi mobile o giocabili da browser, il piatto sembra essere riuscito alla perfezione, tanto da lasciare increduli. Si inizia senza troppi preamboli con un mucchio di cellule che ridà vita a un corpo morto. Non sappiamo perché ci troviamo prigionieri in un umido dungeon, non sappiamo perché c'è un tipo che ci dà consigli su come iniziare a giocare e, più in generale, non sappiamo proprio chi siamo. Le uniche certezze sono la spada arrugginita che impugniamo e la possibilità di prendere immediatamente un'arma secondaria, scegliendo tra un arco di legno e uno scudo. Prima di addentrarci nel dungeon sperimentiamo brevemente il semplice sistema di controllo, con un tasto per l'arma primaria, uno per l'arma secondaria e uno per il salto. In aggiunta a questi c'è un tasto dedicato alle interazioni, che si usa per aprire porte, acquistare oggetti, attivare alcuni segreti e così via. Quando si trovano delle armi legate alle abilità, bombe o potenziamenti temporanei, si sommano al gruppo altri due tasti (vi consigliamo vivamente di giocare con un controller, anche se in realtà si riesce a giocare tranquillamente anche con la tastiera). La grafica è completamene in pixel art e in certi casi stupisce per il dettaglio, soprattutto a fronte di animazioni fluide e realizzate ottimamente. In più di un'occasione ci ha ricordato quella di Slain, non tanto per i singoli oggetti, quanto per lo stile complessivo dal sapore fortemente gotico. Ma è proprio arrivato il momento di entrare in azione e capire in quale guaio ci siamo cacciati e come uscirne fuori.

Abbiamo provato il roguevania Dead Cells: una grande sorpresa per tutti gli appassionati del genere

Primi passi

Mossi i primi passi tra gli oscuri corridoi della segreta che ci ospita, ci imbattiamo subito in alcuni nemici: un arciere, un mutante viole spara bombe e una strana creatura verde che ci salta addosso togliendoci una grossa quantità d'energia. Dopo averli debellati raccogliamo il bottino che fanno cadere: delle gemme, spendibili nei negozi sparsi per il mondo di gioco, e una sfera dell'anima.

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La grafica è realizzata davvero bene

Per capire cosa farne di quest'ultima, e delle sue compari che si trovano ammazzando i mostri, dobbiamo arrivare alla fine del livello, dove in una zona d'intermezzo uno strano personaggio ci consente di spendere le sfere raccolte per sbloccare nuovo equipaggiamento o potenziare quello che abbiamo già. Si tratta di una meccanica fondamentale di Dead Cells, che ne caratterizza l'intero gameplay. All'inizio si dispone infatti di pochi e scarsi mezzi, con armi deboli ed extra limitati che rendono faticosissimo avanzare nei livelli. Lo sblocco di nuove armi e strumenti permette però di "allargarsi", ossia di superare con più agilità situazioni altrimenti complicatissime. Sì, perché primo livello a parte, Dead Cells è dannatamente difficile, addirittura bastardo in alcuni frangenti. Comunque riavvolgiamo il nastro e torniamo al nostro eroe, che avevamo lasciato nella segreta iniziale. Esplorando un po' il livello scopriamo che oltre a saltare possiamo anche arrampicarci sulle sporgenze. La natura roguelike della mappa è evidente da alcuni piccoli dettagli, come dei vicoli ciechi posizionati in strano modo o dei teletrasporti, che servono per tornare sui propri passi nel caso si sia sbagliata strada o si voglia esplorare l'intero livello prima di proseguire, messi troppo vicini tra loro per essere stati progettati da mano umana. Scopriamo anche degli elementi da metroidvania, ossia dei mucchi di cellule a terra e dei sarcofagi elettrici, che diventeranno utilizzabili quando avremo sbloccato delle abilità nei livelli successivi.

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All’aperto

Senza troppa fatica superiamo il primo livello, spendiamo le sfere dell'anima accumulate, ci curiamo e affrontiamo il secondo livello, ossia una specie di villaggio desolato da attraversare per arrivare al castello, il nostro vero obiettivo (o visitare le fogne, che non mancano mai). Qui le cose si complicano: i nemici sono più presenti e si fanno più duri.

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In certe occasioni ci sono molti nemici contemporaneamente sullo schermo

A quelli già incontrati se ne aggiungono altri, come una strana creatura che se non uccisa ci insegue per tutta la mappa teletrasportandosi, dei pipistrelli infernali difficili da colpire al volo e un pupazzo di allenamento immobile e indifeso, che dota i suoi compari di un'armatura magica che li rende intoccabili. È qui che moriamo la prima volta, tornando mestamente nel dungeon iniziale, dove dobbiamo ricominciare l'avventura. Fortunatamente dopo ogni morte non tutto è perduto, dato che l'equipaggiamento sbloccato rimane e, spendendo sfere dell'anima in alcuni potenziamenti, più tardi scopriremo di poter conservare anche parte dei soldi raccolti e di poter iniziare con armi migliori di quelle base. Il secondo giro nel dungeon è un ottimo modo per verificare il funzionamento della generazione procedurale delle mappe e scoprire nuovi dettagli, come delle piccole rune poste sul pavimento o nelle pareti che, se distrutte o attivate, danno accesso a oggetti speciali o aprono portali che conducono a livelli segreti dove bisogna superare delle difficili prove per ottenere dei bonus di grande valore. Senza dilungarci troppo, dopo qualche tentativo e qualche altra morte, superiamo il primo boss, non difficilissimo, sbloccando il potere di generare dei rampicanti dalle cellule sul pavimento di cui parlavamo prima. Esploriamo altri ambienti come le fogne, dove si trova il primo boss davvero duro e dove dei funghi mefitici e altre creature putride ci rendono la vita uno strazio; o come i bastioni, dove dei profondi e letali baratri fanno emergere con maggior vigore la natura platform del gioco. Alla conclusione della prova eravamo stupiti di quanto il tutto funzionasse alla perfezione, nonostante la macedonia di generi sia evidente.

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Conclusioni

Dead Cells è ancora in Accesso Anticipato e mancano dei mesi per avere la versione finale, che comprenderà più livelli, più oggetti e nuove funzioni, come le statistiche di gioco. A differenza però di altri titoli che vengono lanciati incompleti su Steam, si presenta già in ottima forma, ossia senza grossi bug e perfettamente giocabile. L'unico problema è che gli otto livelli attuali finiscono, lasciando con la fortissima voglia di giocare quelli mancanti. Di nostro possiamo dirvi che se siete appassionati dei cosiddetti roguevania, Dead Cells rischia di essere il miglior esponente del genere degli ultimi anni. Avevamo qualche dubbio riguardo alla generazione casuale delle mappe, ma dopo aver giocato per qualche ora possiamo affermare che, nonostante la natura casuale sia evidente, gli ambienti sono comunque affascinanti, ben caratterizzati e soprattutto variegati, grazie all'utilizzo di alcuni elementi fissi intorno ai quali vengono costruisti. Insomma, fatevi un favore e giocateci, perché ne vale davvero la pena.

Multiplayer.it

Lettori (46)

8.6

Il tuo voto

PRO

  • Un ottimo miscuglio di generi
  • Curato, nonostante sia in Accesso Anticipato
  • Ottimo sistema di crescita

CONTRO

  • Quanto manca per i nuovi livelli?