Intel Core i5-10600K: la recensione del successore del 9600K 27

Vediamo come si comporta sul campo il nuovo processore da 6 core di Intel

RECENSIONE di Mattia Armani —   20/05/2020

Indice

La recensione dell'Intel Core i5-10600K ci mette di fronte a un processore da 6 core e 12 thread che insegue prestazioni sensibilmente superiori al 9600K, suo diretto predecessore, sfruttando l'Hyper-Threading e frequenze sensibilmente superiori. Sia chiaro, siamo ben lontani dagli estremi del 10900K, ma il passo in avanti, combinato con un processo produttivo ancora vincolato ai 14 nanometri, comporta comunque consumi superiori che generano inevitabilmente temperature più alte. Ed è qui che entra in gioco la dissipazione migliorata delle nuove schede madri Z490 che oltre al socket LGA 1200, per fortuna compatibile con i dissipatori per le schede madri LGA 1151, porta alcune novità interessanti sul fronte della connettività.

Chipset, specifiche e configurazione

Le novità del chipset Z490 includono anche lo standard PCIe 4.0, ma come ormai sappiamo bene non è destinato ai processori Comet Lake-S e guarda invece ai futuri processori Rocket Lake-S. Lo mettiamo da parte, quindi, guardando a novità invece fruibili come WiFi 6 integrato, Bluetooth 5.1, LAN 2.5Gbps con la possibilità di arrivare a 10Gbps sui modelli di lusso, ottimizzazioni importanti per l'overclock, spessore aumentato per il dissipatore integrato della CPU e supporto nativo per RAM a 2933MHz. Questo, però, è riservato ai processori Core i7 e Core i9 mentre il Core i5-10600K resta ai 2666MHz che, pur superabili facilmente con profili di overclock e quant'altro, ci mettono di fronte a quello che sembra essere un Core i5-9600K pompato. Ma ci sono differenze rilevanti che includono un incremento della cache da 9 a 12MB e un balzo notevole nelle frequenze base.

Passiamo quindi parlare del protagonista della recensione, il Core i5-10600K che scavalca il 9600K con l'Hyper-Threading e con frequenze più elevate che salgono da 3,6GHz a 4,1GHz nel caso del clock base e vanno da 4,6GHz a 4,8GHz in Turbo Boost. Niente Thermal Velocity Boost quindi, ma un TPD che sale comunque fino a 125W anticipando consumi effettivi superiori ai 95W. Per il resto le linee PCIe sono sempre un massimo di 40 e l'obiettivo è quello di dominare la fascia media, quella dei sei core, sfruttando anche ottimizzazioni specifiche che in questo caso includono Mount & Blade II: Bannerlord, Remnant: From the Ashes e una modalità di Total War: THREE KINGDOMS che sfrutta l'architettura Intel per in funzione di fisica e animazioni gestite dell'intelligenza artificiale.

Intel Core I5 10600K

Per la nostra prova su strada abbiamo usato una GIGABYTE Z490i AORUS ULTRA Mini-ITX, una soluzione di piccola taglia che si deve necessariamente accontentare di un solo slot PCIe e rinuncia a qualche vezzo, limitandosi a un'illuminazione spartana su un lato. Ma non è di certo un modello al risparmio. Le fasi di alimentazione sono solo 8, come per le altre Z490 Mini-ITZ, ma i MOSFET sono da 90 ampere e il PCB è bello spesso, con 10 strati. Non mancano inoltre comodità legate al chipset Z490 come la LAN da 2.5GB, il WiFi 6 integrato e dissipatori belli spessi su backpanel, V. Inoltre sfoggia un supporto posteriore in metallo che restituisce una sensazione di robustezza notevole. Pur piccola non manca di doppia uscita video per la GPU integrata, anche se questa è l'ormai datata Intel UHD 630, e sfoggia ben cinque porte USB 3.2, oltre a due USB standard, di cui una dedicata al flash del BIOS. E non manca nemmeno il pulsante Q-Flash. Tra l'altro si tratta di un modello che supporta ufficialmente il PCIe 4.0, inciso a chiare lettere nel metallo della scheda, ponendosi come possibile investimento in vista di Rocket Lake. Ora, però, è tutto di Comet Lake S, con una soluzione in grado di spingere i nostri 16GB di memoria G.Skill Trident Z istantaneamente a 3600MHz con il relativo profilo XMP. Per la GPU abbiamo invece optato per una GIGABYTE GeForce GTX 1660 SUPER Gaming OC, guardando a una configurazione perfetta per il 1080p ad alto framerate.

Intel Core I5 10600K 3

Prestazioni, temperature e overclock

Come anticipato, il Core i5-10600K non si avvicina agli estremi del Core i9-10900K, un processore che fa squadra a parte guardando a overclocker e utenti smaliziati più che all'uso quotidiano, ma consuma comunque ben più del predecessore con 110W che si traducono, sotto sforzo, in circa 73 gradi di temperatura massima con un dissipatore a torre di fascia media. Non proprio fresco, quindi, anche se siamo entro i limiti di un processore consumer di fascia media che mantiene 32 gradi in idle, si aggira intorno ai 71 gradi con applicativi impegnativi e viaggia tra i 50 e i 60 gradi in gioco. Ma prima di arrivarci passiamo dai classici benchmark sintetici partendo con 4047 punti ottenuti in CPU-Z che danno la misura del vantaggio complessivo rispetto al 9600K con i suoi 2900 punti circa. Parliamo di un salto di oltre trenta punti percentuali che ritroviamo negli 8369 punti ottenuti dal 10600K in Time Spy, laddove supera anche il 3600X e di quasi un migliaio di punti. In questo caso però a fare la differenza sono le frequenze che vedono anche il punteggio single thread di CPU-Z arrivare a 539 punti contro i circa 520 del 9600K. Non male considerando che siamo a meno di dieci punti dal Core i7-9700K, cosa che si riflette anche in POV-Ray, con 496PPS, e in Cinebench R20 dove i 494 punti in single thread e i 3694 punti in multi-thread confermano prestazioni in alcuni simili a quelle del 9700K. Qui tra l'altro siamo sopra anche al 3600X al lancio, anche se nel frattempo quest'ultimo ha guadagnato terreno e può vantare la superiorità nel test Maxxon. Con Handbrake invece si registra un sostanziale pareggio, con un vantaggio minimo per il 10600K che arriva 110fps con un filmato 1080p in formato H264.

Intel Core I5 10600K 4

Passando ai videogiochi l'Hyper-Threading ha un peso relativo, ma le frequenze in alcuni giochi si fanno sentire garantendo un incremento prestazionale avvertibile rispetto a 9600K, evidende negli 80fps in tomb raider confrontati con i 75 del Core i5-9600K. Leggermente meno del 3600X che viene però superato, seppur di poco, in The Witcher 3. Inoltre il 10600K ottiene qualcosa in più anche con Rage, svettando di tre frame per secondo sul modello della concorrenza, fregiandosi di un vantaggio discreto con A Plague Tale: Innocence. Si va valere in ogni campo quindi e può guadagnare ovviamente qualcosa in overclock. Spingendo il boost su tutti i core di 100MHz, dal BIOS della AORUS ULTRA Z490I è possibile arrivare a 300MHz in più con un click, perde una manciata di punti in single core, ma guadagna un 2.6% di prestazioni conoverclock minimo che porta il VRM a un massimo di 39 gradi. Più che sostenibile quindi, senza bisogno di dissipatori particolarmente costosi. Ma dobbiamo counque tenere conto del fatto che arrivare a 4,6GHz su tutti i core si traduce in un consumo di 121W e in un aumento della temperatura di 7 gradi, destinato a crescere esponenzialmente una volta superati i limiti massimi della CPU. Anche considerando i limiti, non possiamo non apprezzare lo sforzo di Intel per riaprire i giochi nella fascia media con un processore imperfetto, e più costoso del 3600X con 262 dollari di prezzo consigliato, ma capace di misurarsi con la concorrenza, stracciando senza mezzi termini il suo predecessore.

Il Core i5-10600K non porta grandi novità ma compie un bel passo in avanti con un incremento single core rilevante, non certo estremo ma sufficiente a riaprire i giochi con una concorrenza che si ritrova superata in diversi campi. Inoltre vanta un netto guadagno rispetto al 9600K in termini di potenza bruta, mettendo a frutto la combinazione tra Hyper-Threading e frequenze per affiancarsi alla concorrenza arrivando a superarla laddove il clock ha un peso rilevante. Tornando al confronto con il 9600K parliamo di un buon 25% cavalli in più combinati con i progressi di di un chipset che garantisce qualche vantaggio anche in termini di overclock. Il prezzo, però, è di 262 dollari che non sono pochi considerando l'assenza di PCIe 4.0 e la necessità di cambiare scheda madre passando a una serie non proprio economica.

PRO

  • L'Hyper-Threading garantisce prestazioni complessive vicine a un 9700k a un prezzo inferiore
  • Incrementi sensibili anche nelle prestazioni single core
  • Si riapre la sfida per la fascia media

CONTRO

  • Prezzo superiore alla concorrenza e consumi elevati
  • Serve una nuova scheda madre nonostante le poche novità
  • Il supporto nativo per la memoria si ferma a 2666MHz