Miscreated - La recensione 5

Il survival di Entrada è uscito dall'Early Access... oppure no?

RECENSIONE di Luca Olivato   —   06/01/2019

Se siete appassionati di survival è probabile che abbiate sentito parlare di Miscreated, eterna promessa del genere in grado di vendere, ad oggi, la bellezza di mezzo milione di copie. Noi ce n'eravamo interessati in tempi non sospetti, quando DayZ stava esplorando dei territori in cui altri titoli avrebbero avuto in seguito un successo strepitoso. Torniamo ad occuparcene ad anni di distanza perché è finalmente finita la fase di Accesso Anticipato e, per quanto il gioco sia ancora in Beta, ci troviamo di fronte ad un prodotto venduto come completo. Ma sarà proprio così?

Alone in the Orca island

Dalla schermata iniziale si può scegliere solo il sesso dell'avatar: un po' poco, ci saremmo aspettati quantomeno di poterne modificare colore della pelle, pettinatura e altri aspetti basilari che titoli simili consentono di personalizzare. Ciò fatto veniamo catapultati in un punto a casaccio, dotati solo di una mappa cartacea e di una torcia. L'obbiettivo, come sempre in questi casi, è uno solo: non morire. Bisogna tenere sotto controllo il livello della salute, quello della fame, della sete, della temperatura corporea e delle radiazioni. Il gioco è infatti ambientato in un'isola post-apocalittica popolata principalmente da mutanti e animali selvaggi, naturalmente dotati di istinti ben poco raccomandabili. Non c'è alcun tutorial: se in altri titoli è un'assenza che non avremmo nemmeno menzionato, la cervellotica assegnazione dei tasti in Miscreated l'avrebbe reso apprezzabile. Con il tasto I, comunemente utilizzato per l'inventario, si sceglie quale posizione adottare, mentre per avere accesso alla schermata del personaggio serve premere, nelle impostazioni standard, la lettera G. Da qui si può impostare l'equipaggiamento ed entrare nella schermata di crafting. L'interfaccia grafica, concettualmente simile a quella di altri survival, richiede un po' di pratica e non ci è sembrata particolarmente user friendly: a volte certi elementi non sono selezionabili, altre ancora non si riesce ad eseguire l'azione desiderata. Il tab di creazione presenta otto macrocategorie suddivise a loro volta in aree tematiche; girovagando per il mondo si possono trovare progetti che rendono lo rendono ancora più ricco, come nuove ricette per drink o medicinali.

Hardcore loot

La scarsa intuitività di Miscreated non si ferma alla mappatura della tastiera (fortunatamente modificabile). La carta geografica, per esempio, non può essere visualizzata a schermo intero, ma va letta spostando la visuale in prima persona (che è quella che si userà più spesso, pur essendo disponibile anche una telecamera alle spalle del protagonista) e abbassando lo sguardo, come se si dovesse guardare un oggetto che si tiene in mano. La raccolta delle risorse è poco precisa perché non ci sono effetti visivi che evidenzino gli hotspot. Se ci avviciniamo ad un frigorifero per verificarne il contenuto lo sportello non si aprirà; se frughiamo in una scrivania il contorno non ne verrà evidenziato; se strappiamo del tessuto da un cuscino questo non subirà alcuna variazione alla forma o al colore. Vien da sé che si finisce col premere furiosamente il tasto di azione in prossimità di ogni possibile nascondiglio, con la speranza che un avviso (in inglese, non è al momento prevista la localizzazione in italiano) ci segnali che abbiamo riempito lo zaino con qualcosa di interessante. Il problema è che di cose interessanti ce ne sono davvero ben poche: può essere necessario vagare per minuti per trovare dei semplici ramoscelli necessari per costruire un'accetta. La scarsezza del loot è una delle lamentele maggiormente presente nei forum (particolarmente attivi) e bisogna riconoscere che setacciare un intero condominio solo per trovare delle mele marce e una Pepsi può non essere gratificante per tutti gli utenti. Dall'altro lato si tratta di una scelta coerente con il taglio hardcore che permea l'intera produzione.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Sistema operativo: Windows 10 Pro 64 Bit
  • Processore: AMD Ryzen 7 2700X
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 2080
  • Rete: fibra 70 Mega
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows 7 64 Bit
  • Processore: Intel Core i5-6600K o AMD Ryzen 3 1300X
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 780 o AMD Radeon R9 285
  • DirectX: Versione 11
  • Rete: Connessione Internet a banda larga
  • Memoria: 20 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX Compatible
Requisiti consigliati
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i7-4790 o AMD Ryzen 5 1500X
  • Memoria: 12 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 o AMD Radeon R9 290X
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 30 GB di spazio disponibile

Miscreated usa il CryEngine 3

C'è poco da dire riguardo il setting: il pianeta terra è reduce da una guerra nucleare e la razza umana si è ridotta a sopravvivere a Orca Island, un isolotto abitato da non più di 50 giocatori (questo il massimo numero di utenti che i server di Entrada possono ospitare in contemporanea). Si tratta di un aspetto in cui Miscreated non delude: non tanto per la varietà di location, il cui buon assortimento è coerente con la morfologia del territorio, quanto per gli effetti particellari che il motore di Crysis riesce a garantire. La luce che filtra tra le foglie di un albero, la pioggia che imperversa con le raffiche di vento, il dolce passaggio crepuscolare tra il giorno e la notte sono tutte immagini degne di nota che rendono gradevole l'esplorazione. Molto meno brillante la popolazione, sia in fatto di creatività nel design (si incontrano perlopiù dei mutanti senza braccia e degli insetti giganti), sia a livello realizzativo, con animazioni al limite dell'accettabile per un titolo del 2018. Le sezioni di guida non sono sembrate rifinite con la giusta cura e anche la varietà di nemici è veramente troppo bassa (abbiamo contato due tipi di mutanti, un cerbero, dei ragni esplosivi e delle cavallette giganti, in una partita di circa quattro ore).

Desolazione è il termine giusto per descrivere il paesaggio. Che si stia passeggiando per le strade di un paese, per le rovine di un ospedale, sulla pista di decollo di un aeroporto, tra le camerate di una caserma, il leitmotiv non cambia: troveremo sempre e solo automobili abbandonate (qualcuna delle quali ancora in funzione, con i giusti ritocchini), carcasse di aeroplani, letti lerci, lavandini distrutti. Qua e là il rumore di qualche umanoide ci ricorda che non siamo gli unici esploratori della zona e, ad essere fortunati, può capitare persino di incontrare altre persone in carne ed ossa. Nelle nostre partite, con stupore, abbiamo trovato parecchia collaborazione, frutto della consapevolezza che a poco servirebbe prendersi a mazzate, ma non è detto che siano tutti armati di buone intenzioni. Il PvP è infatti un'arma pericolosissima: si rischia di perdere tutto quanto costruito in decine di ore a causa di un giocatore di cui non ci si è accorti e che magari ha trovato un fucile da pochi minuti. Basta poco per passare al creatore: un colpo alla testa potrebbe essere sufficiente, anche se mirare dalla distanza non è così facile. Scordiamoci quindi un'azione "frenetica" alla PUBG, anche perché si trovano pochissime armi e ancor meno munizioni, quindi il grilletto va premuto con estrema parsimonia. Né, al momento, è possibile evitare lo scontro tra esseri umani, perché non ci sono server dedicati al solo PvE.

Meglio morire

La morte è un vero e proprio dramma perché si perde tutto quanto si è realizzato sino a quel momento per essere resuscitati, completamente spogli, in un punto a caso della mappa. Qui arrivano le brutte notizie, perché su quest'ultima non è evidenziata la posizione corrente del giocatore: quindi, per recuperare quanto perso, nella speranza che nessuno sia nei paraggi e ne abbia approfittato, bisogna orientarsi con i cartelloni (o l'esperienza). Quest'opzione scellerata, figlia mal riuscita della politica elitaria di Entrada, risulta deleteria soprattutto nel caso di cooperazione. Per poter creare un clan è necessario trovarsi faccia a faccia con un amico e, anche così facendo, al momento del raggiungimento del server non è detto che si nasca in prossimità dei compagni. Esiste un rudimentale GPS (Survivotron) che indica le coordinate e che semplifica un po' la vita, ma è davvero troppa poca cosa. Morire è facilissimo: per l'eccessiva fame, per delle tempeste radioattive, per un salto fatto da pochi centimetri d'altezza... Purtroppo il gioco non è esente da bug di varia natura che, per quanto non rendano impraticabile l'esperienza di gioco, rischiano a volte di comprometterla. Una possibilità offerta è quella di costruirsi la propria abitazione, un rifugio sicuro in cui custodire i propri beni, ma il base building non ci ha affatto convinto, soprattutto per via della limitatezza dell'inventario, di suo già compromessa dal fatto che ci si porta sempre appresso una buona dose di acqua, cibo e medicinali.

Versione testata
PC Windows 1.0 BETA
Digital Delivery
Steam
Prezzo
22,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (5)

7.3

Il tuo voto

Miscreated non offre moltissime cose da fare, a parte, naturalmente, sopravvivere, dettaglio tutt'altro che trascurabile visto le molteplici insidie che mettono a repentaglio la salute del giocatore e le conseguenze deleterie della morte. L'azione è molto rarefatta e si passerà la maggior parte del tempo ad esplorare la mappa alla ricerca del materiale da costruzione e di qualche oggetto raro. Dal punto di vista estetico ci sono degli ottimi spunti, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni, mentre i nemici soni pochi e poco variegati. Per gli sviluppatori, dopo essere arrivati alla pubblicazione (forse un po' prematura, nonostante la lunga gestazione) del gioco nella sua forma finale, inizia ora il compito più difficile: saper offrire con contenuti ad intervalli regolari e migliorare i numerosi difetti che abbiamo segnalato nella recensione.

PRO

  • Gli amanti del genere survival troveranno pane per i loro denti
  • Ambientazioni molto curate

CONTRO

  • Modalità cooperativa praticamente impossibile
  • Interfaccia utente e crafting da migliorare notevolmente
  • Pochi contenuti