Reprobates: L'Isola dei Dannati - Recensione  0

È un gran periodo per le avventure grafiche.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   08/10/2008

Nel mondo dei videogiochi si fa tanto parlare di narrazione, di trama e di come spesso titoli tecnicamente eccellenti risultino penalizzati da storie di fattura mediocre, che si esauriscono in qualche abusatissimo cliché (basti pensare a Crysis, tanto per fare un esempio celebre). Negli ultimi tempi, narratologicamente parlando, il genere che più ha avuto il coraggio di sperimentare è stato quello delle avventure grafiche. Probabilmente, non potendo contare su valori produttivi troppo elevati e vista la sua natura, formalmente molto rigida e difficilmente rinnovabile, la sperimentazione è diventata un obbligo, un modo per mettere in luce le caratteristiche di un genere che molti utenti, decisamente poco accorti, vorrebbero morto insieme ai titoli storici della Lucas e che, invece, osservandolo bene appare vivo e vitale, oltre che pieno di titoli interessanti, di cui Reprobates è un fiero rappresentante.
Il filmato iniziale mostra un incidente d’auto mortale, in cui un treno colpisce in pieno l’auto del protagonista, il quale si risveglia su un’isola con un campanile misterioso e popolata da altre persone, tutti vittime di incidenti mortali e tutti provenienti da epoche e nazioni differenti. Cosa sta succedendo? È una specie di purgatorio (anche se è stato abolito)? Siete morti o cosa? Perché ogni volta che la campana suona tre volte ci si addormenta e si fanno degli incubi “vividissimi” (e decisamente letali)? Perché al risveglio ci sono sempre nuovi “ospiti” mentre qualcun altro è scomparso? Una vocina interiore vi avrà già suggerito che per scoprirlo non resta che giocare.

Quer pasticciaccio brutto dell’isola misteriosa

Reprobates è un avventura grafica molto classica nell’interfaccia, in cui il tasto sinistro del mouse serve per prendere, combinare o usare gli oggetti, il tasto destro per esaminarli e il tasto “E” della tastiera per evidenziare le uscite da una schermata; niente che un qualsiasi appassionato non conosca già alla perfezione e non abbia provato in qualche altra avventura (varianti a parte possiamo considerarla un’interfaccia “standard”, un po’ come i tasti WASD per i giochi d’azione). L’interfaccia cambia soltanto durante un sottogioco, che appare in determinati momenti e si ripete più volte nel corso dell’avventura, in cui bisogna guidare una sfera lungo un percorso al fine di far calmare il protagonista.

sono tutte persone con una loro cultura e una loro storia, hanno caratteri differenti e, nonostante alcune forzature, sono verosimili e molto “umani”

Quer pasticciaccio brutto dell’isola misteriosa

Graficamente ci troviamo di fronte a un lavoro altalenante. Se da una parte alcuni scenari sono poveri di dettagli, dall’altra ce ne sono di abbastanza confusi causa “sovraffollamento” che rendono un po’ una pena cercare oggetti. Ad esempio in uno dei primi sogni bisogna prendere una barra di ferro ben mimetizzata con lo sfondo che non salta subito all’occhio. Va però detto che in altri casi ancora, ci si trova di fronte a locazioni di grande impatto, ben costruite e affascinanti, per quanto fisse. L’altalena qualitativa si ripete per i personaggi che, nonostante l’ottima caratterizzazione visiva e le belle texture dei volti, presentano dei movimenti piuttosto legnosi e mancano di dettagli soprattutto negli arti, i quali ricordano molto quelli già visti in titoli di qualche anno fa. Fortunatamente i problemi tecnici non riescono ad affossare Reprobates che, dopo un avvio un po’ lento, spicca il volo e tiene incollati fino alla fine grazie a ben altre qualità, tra cui una profondità tematica (avete presente quella caratteristica sventolata in ogni dove ma di cui regolarmente si disinteressano tutti?) inusuale per un videogioco. Ma procediamo con calma.

A ciascuno il suo

Preso il controllo del personaggio si inizia a girare un po’ per l’isola alla ricerca di cose da fare e personaggi con cui parlare. I primi dialoghi non svelano molto, se non la confusione che regna in tutti quelli che stanno condividendo l’esperienza del protagonista, ma fin da subito si notano dei particolari interessanti. Ad esempio ogni persona ha un suo luogo di provenienza e, pur parlando in inglese (in italiano ci sono fortunatamente soltanto i sottotitoli), mantiene il suo accento locale, protagonista compreso. La parte migliore, comunque, è la caratterizzazione più profonda del solito che gli è stata data: sono tutte persone con una loro cultura e una loro storia, hanno caratteri differenti e, nonostante alcune forzature, sono verosimili e molto “umani” nei sentimenti che manifestano. Descriverli tutti non è possibile, ma è bene fare almeno un esempio: un personaggio piuttosto burbero, che maltratta tutti gli altri, si invaghisce di una ospite avvenente e leggermente disinibita (curiosità: è di Torino, parla in inglese con un accento estremamente marcato e crede di essere finita in una specie di reality…) che arriva sull’isola il secondo giorno. L’uomo manifesta nei suoi confronti un trasporto ambiguo, che si sviluppa nelle diverse sequenze di dialogo e che è costruito in modo decisamente credibile.
Di esempi se ne potrebbero fare diversi altri, ma rischieremmo di dilungarci eccessivamente. Quello che va notato è che in Reprobates i personaggi non sono soltanto dei pezzi del macro puzzle che divide dalla risoluzione dell’enigma complessivo, ma creano delle sottotrame interessanti, sviluppate soprattutto attraverso i dialoghi, da seguire a parte rispetto alla trama principale. Non mancano inoltre i riferimenti diretti alla realtà, che arricchiscono ulteriormente lo spessore della fauna umana che vive sull’isola.

Gli indifferenti

La ricchezza narrativa si paga un po’ dal punto di vista degli enigmi. La necessità di far seguire al giocatore le varie storie che fanno da contorno a quella principale e la volontà di non inserire enigmi troppo alieni al di fuori del contesto onirico, hanno limitato un po’ la varietà degli stessi, almeno nei primi giorni passati sull’isola, sacrificandoli e strutturandoli in modo da costringere il giocatore a fare continuamente avanti e indietro tra le locazioni. La situazione migliora nelle già citate sequenze oniriche, più lineari e, in quanto sogni, più libere dai vincoli della verosimiglianza che gli sviluppatori si sono evidentemente imposti per le sequenze sull’isola. Alla fine, a importare maggiormente è l’interesse che il titolo riesce a mantenere elevato dall’inizio fino alla fine.

non mancano momenti traumatici e scene di nudo, ma senza scadere mai nel volgare o nel gratuito

Gli indifferenti

Buona parte del fascino di Reprobates è dovuto alla scelta di mantenerlo su toni adulti, sia nei dialoghi che visivamente, senza farlo dirottare verso l’infantilismo o, peggio, verso temi adolescenziali (ci dispiace, ma l’amicizia non risolve tutti i problemi). Non mancano momenti traumatici e scene di nudo, ma senza scadere mai nel volgare o nel gratuito e, anzi, tutte inserite in contesti che gli regalano una loro consequenzialità logica e una loro dignità precisa nell’economia narrativa. Per fare un esempio veloce ma indicativo, prendiamo la gestione dell’igiene: due delle donne, dovendo andare al bagno, controllano l’accesso per non far entrare nessuno (i personaggi abitano dentro dei bungalow metallici senza porte), mentre la ragazza meno timida si fa la doccia senza preoccuparsi di chi entra o chi esce. Sembrano dettagli da poco e, nel secondo caso, anche piuttosto pruriginosi, ma in realtà ci raccontano qualcosa in più su quei personaggi rendendoli più “veri” e portandoli ben oltre la dicotomia bene/male che caratterizza la maggior parte dei personaggi videoludici. Non è poco per un titolo uscito così in sordina.

Commento

Reprobates è un’avventura appassionante che riesce a mantenere vivo per tutto il corso della storia grazie al suo calderone di sottotrame e personaggi ben sviluppati. Peccato per i difettucci, di natura essenzialmente tecnica, che faranno sicuramente storcere il naso a più di una persona. Decisamente consigliato.

Pro

  • Narrazione appassionante
  • Dialoghi ben scritti
  • Personaggi non banali
Contro
  • Pixel hunting
  • Sull’isola bisogna fare troppo avanti e indietro
  • Tecnicamente sotto gli standard del genere

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: 1,5 GHz
  • RAM: 512 MB
  • Scheda video: compatibile con le DirectX 9.0c
  • Scheda audio: compatibile con le DirectX 9.0c
  • Sistema operativo: Windows 2000 / XP / Vista
  • Hard Disk: 1,7 GB
Requisiti Consigliati
  • Processore: 2,4 GHz
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q6600
  • RAM: 3 GB
  • Scheda video: GeForce 8800 GT
  • Sistema operativo: Windows Vista