Submerged: Hidden Depths, la recensione

La recensione di Submerged: Hidden Depths per Stadia, un gioco di esplorazione che punta sulla bellezza del suo mondo per offrire una tranquilla navigazione

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   10/12/2020
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Submerged: Hidden Depths è un gioco diverso, quasi liberatorio nella sua essenzialità, come vedremo nel corso della recensione. In un mondo di open world caciaroni e giochi online incentrati sulla competizione, Uppercut Games ha deciso di andare di nuovo controcorrente e dare un seguito a Submerged (2015) riprendendone la formula per ampliarla e migliorarla. Ci troviamo quindi di fronte a un gioco incentrato completamente sull'esplorazione e sulla contemplazione, in cui non ci sono combattimenti o attività mondane a distrarre dallo scenario, e il cui gameplay invita continuamente a osservare e, magari, fermarsi, ma senza mai bloccare il giocatore.

Storia

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Submerged: Hidden Depths racconta la storia di Miku, già protagonista del primo episodio, che, insieme a suo fratello, in questo seguito in ottima salute e anche utilizzabile in alcune sezioni, decide di fermare la Massa, o pianta nera, un gigantesco rampicante velenoso per gli esseri umani che sta prendendo il controllo della città in rovina in cui si svolge l'avventura. L'unica a potercela fare è proprio la protagonista, dotata di un potere che la rende immune agli effetti nefasti dell'icore della pianta e che le consente di trasformarne l'essenza maligna in bellissimi fiori. In termini di gioco il tutto si riassume nel dover esplorare la città per andare alla ricerca di dieci semi, dotati di un potere tale da distruggere la massa.

I primi minuti di gioco sono gli unici a essere guidati, nel senso che servono per presentarci lo scenario e per introdurci alle poche meccaniche che dovremo considerare per riuscire nella missione.

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Trovato il primo seme, ci verrà indicato il luogo in cui si trova il secondo, ma di fatto saremo liberi di andarcene in giro dove vogliamo, magari alla ricerca degli altri semi o di qualche oggetto nascosto. Lo scenario è completamente sommerso dalle acque, quindi l'esplorazione avviene per la maggior parte del tempo in barca. Quando i due ragazzi raggiungono un luogo visitabile a piedi, devono prima trovare il punto di attracco e quindi ormeggiare la barca. Solitamente non è difficile individuare dove si trovano i semi, visto che si tratta di grosse rovine dominate dalla Massa, mentre per scorgere i luoghi che contengono alcuni oggetti speciali bisogna fare più attenzione, anche se va detto che non sono essenziali per finire il gioco. Ad aiutarci nell'individuazione dei nostri obiettivi c'è un cannocchiale, ma sinceramente lo abbiamo usato pochissimo, perché non ci siamo mai sentiti davvero persi. Del resto basta aprire la mappa per vedere quali aree non sono ancora state esplorare e avere quindi una direzione da seguire.

Gameplay

In ogni caso, scesi dalla barca Miku o suo fratello devono esplorare la rovina di turno in lungo e in largo. Per farlo possono correre di qua e di là e aggrapparsi a sporgenze e piattaforme alla maniera di un Nathan Drake o di una Lara Croft. Il tutto viene gestito in automatico, quindi non c'è alcun pericolo di cadere di sotto. Non è possibile neanche lanciarsi dalle piattaforme, quindi non c'è da temere di sporgersi troppo o di fare una mossa sbagliata sfracellandosi. In questo senso Submerged: Hidden Depths è un titolo davvero amichevole, che non mira a sfidare il giocatore in alcun modo. Nemmeno i piccoli puzzle di cui sono disseminate le mappe rappresentano mai un grosso problema, visto che nella maggior parte dei casi richiedono di portare un certo oggetto in un certo punto per sbloccare un dato passaggio e basta. In effetti qualcosa di più da questo punto di vista lo si poteva fare, tanto per aumentare la varietà, ma immaginiamo che la volontà degli sviluppatori fosse proprio quella di non fermare mai il giocatore troppo a lungo, per non rompere il flow dell'avventura.

Submerged Hidden Depths 02

Dal punto di vista narrativo Submerged: Hidden Depths racconta la sua storia con piccole sequenze d'intermezzo e attraverso dei testi legati agli oggetti nascosti. Questi ultimi sono addirittura facoltativi, perché non c'è nessun obbligo di trovarli, ma in qualche modo arricchiscono l'esperienza e danno al giocatore qualcosa da fare di contestuale al mondo di gioco. Se vogliamo è lo scenario stesso a dirci moltissimo su quanto avvenuto in passato e a dare un senso alle nostre fatiche. Proprio l'osservazione delle rovine della nostra civiltà la parte migliore dell'esperienza: Uppercut Games, pur non disponendo di risorse illimitate, è riuscita a creare degli scorci molto belli, che da soli valgono il viaggio. In alcuni casi i limiti produttivi si vedono tutti, ma fortunatamente non guastano l'impressione generale di una direzione artistica consapevole e molto determinata, che riesce a esprimere la grandiosa bellezza di un mondo in cui l'essere umano, vittima di sé stesso, può solo rimirare la distruzione che ha creato. Una nota a parte merita l'ottima colonna sonora, pensata per cullare le sensazioni create dal gameplay, senza distrarre dall'esplorazione. Davvero un gran bel lavoro.

Commento

Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (8)

9.2

Il tuo voto

Submerged: Hidden Depths va preso per quello che è se lo si vuole apprezzare davvero: un gioco descrittivo e pacato, che evita in tutti i modi di creare conflitti. È come viaggiare su acque chete, dedicando il tempo ad ammirare la volta celeste invece che a combattere con le onde che vogliono rovesciare la barca. Naturalmente ci rendiamo conto di come non sia un gioco per tutti. Soprattutto coloro in cerca di sogni di onnipotenza e di scariche di dopamina dietro a ogni angolo non lo gradiranno moltissimo, ma la nostra esperienza è stata davvero piacevole e ci ha fatto riflettere su come, ogni tanto, sia bello anche solo rallentare e guardarsi intorno, esplorare luoghi meravigliosi e lasciarsi trascinare dalla corrente.

PRO

  • Mondo affascinante tutto da esplorare
  • Non si combatte
  • Ottima colonna sonora
CONTRO
  • A tratti troppo semplicistico
  • Qualche puzzle più complicato gli avrebbe fatto bene