The Council: Complete Edition, la recensione 33

Dopo la pubblicazione della Complete Edition, tiriamo le somme su The Council, l'avventura grafica targata Big Bad Wolf con la nostra recensione.

RECENSIONE di Davide Spotti —   04/12/2018

A otto mesi di distanza dalla pubblicazione del primo episodio, la storia di The Council è finalmente giunta alle battute conclusive. In concomitanza con l'arrivo del quinto capitolo, l'avventura grafica realizzata dal team francese Big Bad Wolf può ora essere acquistata in edizione completa. Così facendo è dunque possibile accedere fin da subito a tutte le cinque puntate di cui si compone l'opera, sia su PC che su PS4 e Xbox One. Come generalmente avviene quando si parla di un genere classico come quello delle avventure grafiche, anche The Council è stato pensato per esaltare in particolare l'uso dei dialoghi e la progressione narrativa: in questo senso, le interazioni con i personaggi chiave del racconto e i confronti con essi rappresentano uno dei capisaldi dell'opera. I rapporti sociali intrattenuti dal giocatore vengono affiancati dalla presenza di una moltitudine di attività d'indagine che prevedono l'osservazione di situazioni e il recupero di oggetti, ma anche la risoluzione di alcuni enigmi. Chi ha già avuto modo di consultare la nostra recensione dedicata alla prima puntata di The Council (The Mad Ones), saprà anche che il titolo ideato da Big Bad Wolf ha provato a spingersi oltre, ampliando la portata dell'interazione mediante alcuni interessanti escamotage di sponda ruolistica, che sono serviti a stravolgere un po' le carte in tavola rispetto ai tradizionali esponenti della categoria.

Storia: Louis De Richet e i misteri del Golden Order

Gli eventi rappresentati in The Council vengono filtrati dalla prospettiva di Louis de Richet, giovane membro di una società segreta denominata Golden Order. Come si intuisce nell'incipit, l'organizzazione possiede una certa influenza negli ambienti politici e diplomatici tardo settecenteschi, ma sembra anche essere invischiata in alcuni loschi intrighi. In cerca di risposte dopo la scomparsa nel nulla della madre, Louis viene invitato sull'isola di un misterioso aristocratico che tutti conoscono semplicemente come Lord Mortimer. Ben presto l'uomo scopre di essere in buona compagnia, poiché sull'isola albergano alcune illustri personalità della società dell'epoca, tra cui nientemeno che un giovane Napoleone Bonaparte, il primo presidente degli Stati Uniti d'America, George Washington, ma anche Manuel Godoy, politico spagnolo dalle spiccate doti diplomatiche. Attorno ad essi gravitano una serie di altri soggetti che, a loro modo, avranno un ruolo nel permettere al giocatore di districarsi tra misteriosi avvenimenti, omicidi da risolvere e accadimenti che non sembrano essere affatto delle semplici coincidenze. In precedenza avevamo osservato come The Council mostrasse di possedere del potenziale in virtù delle variabili messe sul piatto: dialoghi profondi, bivi narrativi, presenza di enigmi e alcuni legati alla progressione del personaggio a fare da contorno.

L'incognita principale era legata più che altro alla necessità di analizzare l'evoluzione della formula e la qualità dell'arco narrativo nel suo insieme. Dopo aver portato a termine i cinque episodi di cui si compone, possiamo confermare che il prodotto riesce a mantenere vivo l'interesse del fruitore, calando un po' di ritmo solo in un paio di fasi del racconto. Dopo un inizio promettente e una seconda puntata caratterizzata da una certa linearità, le vicende decollano definitivamente nella terza e quarta puntata, riuscendo a condurre efficacemente il giocatore per mano fino all'epilogo. Purtroppo il vero tallone d'Achille della produzione è insito nella sua realizzazione tecnica. Per quanto un'avventura grafica non abbia la necessità di offrire un grado di dettaglio di prim'ordine, potendo permettersi di puntare su altri fattori, non possiamo fare a meno di rimarcare l'eccessiva staticità dei personaggi, sempre troppo rigidi e poco espressivi, anche quando le vicende del racconto richiederebbero una reazione emotiva accompagnata da un linguaggio del corpo coerente con gli avvenimenti vissuti su schermo. Nel corso del gioco capita di cogliere alcune incertezze piuttosto grossolane, come la mancanza di sincronia tra doppiaggio delle voci e labiale dei personaggi, così come qualche errore nella corrispondenza tra dialoghi e sottotitoli, ma si colgono anche evidenti problemi di ottimizzazione per quanto riguarda l'edizione PC. A nostro avviso si sarebbe potuto fare di meglio anche nella selezione dei brani musicali utilizzati in alcuni momenti chiave della storia, che senz'altro avrebbero dato più coerenza e decisione ad alcune sequenze. A discapito di una parte tecnica su cui bisogna inevitabilmente chiudere un occhio, vale la pena segnalare che con l'arrivo della Complete Edition la fruizione dell'opera può ora essere effettuata anche attraverso i sottotitoli in italiano (in precedenza erano selezionabili esclusivamente quelli in inglese).

Gameplay interessante ma qualche problema tecnico di troppo

Come dicevamo poc'anzi, The Council prova a mescolare i tradizionali elementi delle avventure grafiche con alcune variabili provenienti dal versante RPG. Superato il filmato introduttivo, è possibile selezionare una delle tre classi con le quali è possibile definire le caratteristiche e i talenti di Louis. Scegliendo di esaltare la abilità diplomatiche si può godere di alcuni vantaggi nell'abilità di indirizzare l'andamento dei dialoghi, sbloccando opportunità che vengono rese possibili dalla propria eloquenza. Viceversa, optando per l'abilità da Detective si ottengono alcuni vantaggi nel corso delle attività d'indagine e nella raccolta degli indizi. In alternativa è possibile propendere per il ramo da Occultista, che dà accesso alla pratica delle scienze e arti oscure. A seconda della propria preferenza varierà anche l'albero delle abilità di cui si può servire il giocatore durante lo svolgimento delle attività d'indagine sull'isola.

Investendo gli Effort Point ci si garantisce l'accesso a una serie di risposte e opportunità che variano proprio in relazione al modo in cui si è deciso di far evolvere il proprio personaggio, con evidenti influssi sui confronti resi possibili di volta in volta con gli altri ospiti della tenuta. Il numero di individui con cui Louis deve vedersela nel corso della sua indagine varia e si amplia progressivamente; ciò contribuisce ad instaurare una varietà di situazione, talvolta diametralmente contrapposte, che contribuisce a tenere vivo l'interesse durante la progressione. Ciò nondimeno dal giocato emerge una tendenziale semplicità: The Council avrebbe potuto mettere a dura prova le abilità logico-deduttive del giocatore, ma in realtà è stato preferito adottare un approccio un po' più moderato. Al di là di qualche incertezza, abbiamo comunque apprezzato il tentativo di Big Bad Wolf di mantenere vivo l'interesse, anche mediante l'introduzione di nuove varianti di gameplay che subentrano nella seconda parte del gioco. Fattori utili a giustificare alcuni avvenimenti accaduti in precedenza e ad invogliare il fruitore a completare l'avventura. Da questo punto di vista non si può certo asserire che gli sviluppatori abbiano mancato d'iniziativa, e dicendo questo pensiamo soprattutto ai lavori dell'ormai defunta Telltale, dove al contrario l'interazione si manteneva inalterata dall'inizio alla fine del racconto.

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam
Prezzo
29.99 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (4)

8.2

Il tuo voto

Se considerata nel suo insieme, The Council resta una buona avventura grafica, creata partendo da alcuni spunti interessanti, sebbene caratterizzata da una tendenziale semplicità nella risoluzione degli ostacoli posti d'innanzi al giocatore. Nel tentativo di percorrere la strada del rinnovamento, Big Bad Wolf ha dimostrato di non volersi limitare a creare un contesto narrativo avvincente, ma ha fatto in modo di sostenere la storia con una struttura un po' più estesa e variegata rispetto a quella che siamo stati soliti sperimentare in altri esponenti del genere. Dispiace per le lacune di carattere tecnico, senza le quali l'avventura di Louis de Richet avrebbe potuto risplendere con maggior vigore.

PRO

  • Struttura dei dialoghi e Confronti
  • Progressione del personaggio
  • Trama intricata e personaggi variegati
  • Ora fruibile anche con sottotitoli in italiano

CONTRO

  • Carente sul piano tecnico
  • Espressività dei personaggi ridotta ai minimi termini
  • Enigmi piuttosto basilari