Two Worlds - Recensione  41

Quando un mondo solo non basta per vivere un'avventura, arriva Two Worlds che ce ne offre addirittura due.

RECENSIONE di Stefano Brighenti —   17/05/2007

L'Ennesimo Eroe Sconosciuto

Ogni gioco di ruolo che si rispetti, almeno di quelli usciti sul computer, presentano tutti una grossa carenza logica: in questo Two Worlds impersoneremo i panni di un rude cacciatore di taglie, arrivato nella lande di Antaloor non per salvare il mondo, ma solamente per tirare fuori la sua (bonazza) sorella che guardacaso si è immischiata in qualcosa di grosso.
Di contorno, la parte sud del continente è stata invasa dai pacifici (quanto un prussiano irritato) Orchi, che per la prima volta sono stati riuniti sotto la guida di un carismatico quanto sconosciuto Messia: voi, volenti o nolenti, vi ritroverete non solo a dover portare a casa la pellaccia, la vostra e quella della sorellina, ma già che ci siete salverete anche il mondo dalla nuova, ripetitiva ed imminente catastrofe.

Tuttavia la trama pensata dai creativi di Reality Pump, per quanto possa sembrare il solito minestrone riscaldato, in realtà viene dipanata nel migliore dei modi, senza mai cadere in assurdi colpi di scena, ma ponderando con attenzione ogni singolo elemento narrativo: non vi sembrerà mai di adempiere al classico sistema “vai da A, esegui missioni, piglia la ricompensa”, ma verrete velocemente catturati dal vasto mondo messo a disposizione.
Non vi nascondiamo che, all’inizio, siamo partiti un po’ prevenuti: la somiglianza con Gothic 3 è assolutamente evidente, già solo per le sembianze del vostro alter ego, e per la onnipresente presenza degli Orchi: tuttavia siamo stati piacevolmente sorpresi dal constatare che invece Two Words riesce a discostarsi dai suoi concorrenti, mostrando una propria curata personalità: inoltre non corriamo alcun rischio di spoilerarvi niente se affermiamo che un mondo non bastava agli sviluppatori, ma ne avrete addirittura due a disposizione! (da qui il titolo, no?)

Ci aspetta questo nel 2007?

L’aspetto più dolente dell’intero gioco, purtroppo, è anche uno dei più evidenti: la grafica.
Pur avendo promesso meraviglie in fase di preview, alla prova di fatto Two Worlds presenta un engine decisamente altalenante, offrendovi contemporaneamente scorci e vedute da mozzarvi il fiato, con un rendering dell'acqua particolarmente realistico, mischiato con textures a bassa risoluzione ed effetti visivi decisamente scadenti, che fanno rovinosamente cadere la nostra valutazione.
Se possiamo in qualche modo sorvolare sulla povertà di alcune textures e sui non pochi problemi nel rendering degli alberi e specialmente delle ombre, che si presentano particolarmente squadrettate, anche l’utente più inesperto non potrà non notare delle animazioni decisamente scadenti.

Ci aspetta questo nel 2007?

Può sembrare una contraddizione, essendo le animazioni stesse prese usando la tecnica del motion capture, ma il risultato finale lascia a dir poco a desiderare: il vostro personaggio si muoverà con la stessa agilità di un pezzo di legno stagionato, e lo stesso può dirsi dei vostri avversari; se a questo aggiungete che le animazioni per ciascuna azione, specialmente in combattimento, si contano su una mano sola, potrete facilmente capire come l’intera atmosfera venga irrimediabilmente compromessa; la sensazione è quella di notare eccessivamente lo stacco da una singola animazione ad un'altra, effetto particolarmente sgradevole quando si compiono sequenze ripetitive come il correre o il combattere.
Tuttavia, malgrado ci si trovi distanti anni luce dalla grafica strabiliante di Oblivion, l'aspetto estetico passerà velocemente in secondo piano: dopo qualche ora di gioco vi sarete abituati a queste mancanze, e sarete inesorabilmente catturati dall'avventura confezionata dai creativi di Reality Pump e dai suoi retroscena.
Notate, tuttavia, che Two Worlds usa abbondantemente l’effetto HDR per simulare il fenomeno dell'abbagliamento, in questo caso limitato esclusivamente alla riflessione della luce su superfici di metallo (quali le armature): tuttavia, benché questa impostazione sia personalizzabile dal menù delle opzioni, vi sconsigliamo di modificare l’impostazione di default: rischierete di trovarvi davanti a delle torce accecanti, in grado di produrre un bagliore decisamente eccessivo.

Il Duello

In Two Worlds alcune delle frecce scoccate raggiungono il bersaglio, come accade per il combattimento: inutile nasconderlo, passerete buona parte del tempo ad esplorare la mappa e a mazzuolare i vostri nemici, vuoi con la mazza, vuoi con le arti magiche: questo capiterà con una tale frequenza che vi sembrerà quasi di essere davanti ad un Hack n' Slash alla Diablo piuttosto che ad un gioco di ruolo nel senso puro del termine.

tuttavia, malgrado ci si trovi distanti anni luce dalla grafica strabiliante di Oblivion, l'aspetto estetico passerà velocemente in secondo piano

Il Duello

Il sistema di combattimento, che tanto ha deluso in Gothic 3, nel titolo di Reality Pump è decisamente ben strutturato: all’occhio del giocatore superficiale potrebbe sembrare che basti premere furiosamente il pulsante d’attacco (quello sinistro del mouse) per avere la meglio in qualsiasi combattimento, seguendo l’assioma del “più veloce clicco, più danni faccio”.
Non vi nascondiamo che, inizialmente, ci siamo cascati anche noi, ignorando completamente le strategie offerte dagli sviluppatori: se avrete invece la pazienza di apprendere i più reconditi segreti del combattimento, potrete scoprire che il vostro personaggio non solo è in grado di bloccare automaticamente i colpi degli avversari (in percentuale alla vostra abilità, ovviamente), ma anche di ricorrere a sporchi trucchi come il lanciare della sabbia negli occhi per guadagnare qualche utile secondo, od ustionare la faccia dell'avversario con una torcia.

Il Duello

La bella pensata degli sviluppatori è stata l’introduzione di una comoda barra inferiore che riporta tutte le azioni effettuabili dal personaggio, che si modifica automaticamente secondo le vostre esigenze: se estrarrete la spada verranno resi disponibili tutti gli attacchi speciali che avete appreso, mentre quando la riporrete potrete scegliere tra altre possibilità, come il muoversi silenziosamente o piazzare trappole: questo semplifica notevolmente la scelta di quali azioni effettuare.
Inutile quindi dire che, avendo un briciolo di pazienza in più, i combattimenti che affronterete diverranno molto più coinvolgenti, aggiungendo un piccolo tocco di strategia che vi permetterà di avere la meglio anche su nemici molto più forti di voi (utilissima la schivata all’indietro), senza ovviamente mai cadere nell’assurdo (un contadino, armato di soli pugni, non ucciderà mai un cavaliere corazzato), cosa che invece accadeva nel concorrente prodotto da Piranha Bytes.

Stupido Cavallo, Stupido!

Se il combattimento si rivela molto più profondo di quanto si possa immaginare, lo stesso si può dire del livello generale del gameplay: forse presi da un eccesso di zelo, i programmatori di Pump Reality hanno eccessivamente spinto sul livello di difficoltà del gioco, specialmente ai livelli più bassi; un esempio lampante è rappresentato dai primi banditi armati di arco e frecce: con un solo colpo saranno in grado di portarvi al game over, senza che abbiate alcuna possibilità di difendervi.
A differenza di quanto accadeva negli altri GdR, se la vostra barra vitale verrà ridotta a zero non sarete costretti a ricaricare il vostro ultimo salvataggio, ma il gioco vi ripoterà al più vicino Altare della Rinascita (nome altisonante per indicare un respawn point) dove il vostro alter ego rinascerà con l’energia piena e come se niente fosse successo, senza subire alcuna penalità.
Si tratta, chiaramente, di un escamotage utilizzato dagli sviluppatori per rendere il gioco meno frustrante per i futuri possessori della versione 360, considerando che su PC non si sentiva assolutamente la mancanza di questa introduzione.
Tuttavia non ci sentiamo di penalizzare eccessivamente questa scelta: se all'inizio vi troverete a maledire il gioco qualche volta di troppo, non appena il vostro personaggio acquisirà qualche livello inizierete ad avere la meglio, portandovi altrettanta soddisfazione che vi ricompenserà di tutte le volte che un lupacchiotto spelacchiato vi aveva portato al game over.
Passi il livello di difficoltà particolarmente elevato all’inizio, ma il vero punto in cui Two Worlds collassa rovinosamente è rappresentato da quello stesso punto di forza di cui si vantava in fase di preview, vale a dire l'esplorazione ed il combattimento a cavallo: oltre ad avere un ritardo di qualche secondo da un qualsiasi vostro input, il vostro fedele equino presenterà non pochi problemi a muoversi nell’ambiente di gioco, incastrandosi contro il 99% degli oggetti dello scenario, talvolta mostrando assurde reazioni, come potete vedere dalle immagini qui sotto.

Stupido Cavallo, Stupido!

I programmatori, incredibile a dirsi, hanno pensato anche di implementare la vostra cavalcatura non solo per facilitarvi gli spostamenti, ma potrete anche utilizzarla come “piattaforma” d’attacco, sferrando micidiali fendenti contro i vostri nemici: su carta si tratta, senza dubbio, di qualcosa che mancava in tutti i precedenti GdR, ma purtroppo è stata realizzata pessimamente: oltre ad essere praticamente impossibile colpire qualcosa in corsa, visto che se urterete un nemico col cavallo il modello di questo verrà traslato a qualche metro da voi, non potrete nemmeno provare a cavalcare e falciare un accampamento di nemici al galoppo, visto che il vostro destriero si fermerà anche solo se avrete davanti una piccola pietra, costrigendovi a rovinose retromarce, che vi porteranno ad una prematura morte.
Il nostro consiglio resta quindi quello di utilizzare il quadrupede unicamente se dovete spostarvi su tratti pianeggianti o per le lunghe distanze, ma resta comunque possibile esplorare l'intero mondo a piedi, visto che il vostro alter ego si muoverà ad una velocità piuttosto sostenuta, pari a quella di un atleta dopato: un punto negativo che però, fortunatamente, è anche facilmente risolvibile da una nuova, imminente patch,

Perché proprio a me!

Bisogna tuttavia dire che Two Worlds rappresenta uno di quei titoli che nessun redattore vorrebbe trovarsi a recensire: i continui alti e bassi, tipici del titolo di Reality Pump, rendono estremamente difficile formulare una valutazione oggettiva; se il free roaming è minato da qualche bug di troppo negli spostamenti, come evidenziato nel precedente paragrafo, non si può che rimanere favorevolemente colpiti dalla scelta degli sviluppatori di introdurre diverse fazioni nel gioco: questo vi costringerà a dover pensare con quale schierarvi (due o più) e molte delle quest che affronterete porteranno a delle ripercussioni, sia favorevoli che negative, per una piuttosto che l’altra.

Il concetto, benché non sia una novità, è senza dubbio molto ben integrato con il gameplay: una maggiore reputazione vi porterà dei benifici notevoli, che cresceranno con l’aumentare della stessa; inizialmente si parlerà di semplici sconti su oggetti in vendita, ma progredendo potrete arrivare anche a sbloccare delle nuove armi ed armature personalizzate, oltre ad ottenere il supporto dei membri della vostra gilda.
Particolamente azzeccata è anche la scelta di non vincolare la spesa dei vostri punti esperienza: nel corso del gioco potrete incontrare dei Santuari che vi permetteranno, dietro lauto pagamento, di modificare i PE spesi in determinati attributi, rendendoli nuovamente disponibili per potenziare altre abilità: una scelta che si scosta notevolmente dalla concezione classica di GdR, ma che permette una maggiore malleabilità del vostro personaggio (oggi guerriero, domani negromante, dopodomani redattore di Multiplayer.it... Una gran carriera).

L'altro aspetto, assolutamente positivo, è rappresentato dalla varietà delle quest e dalla libertà di scelta che gli sviluppatori vi hanno lasciato: oltre a dovervi confrontare con missioni investigative ed esplorative, che si discostano dal solito "vai e ammazza il bersaglio", molte di queste possono essere risolte con diversi approcci, tutti ugualmente validi, e terminate scegliendo quale fazione prediligere: può capitare che una quest, assegnata da un membro di una Gilda, vi richieda di consegnare un pacco di vitale importanza ad un soggetto; sarete liberi di scegliere se consegnarlo, adempiendo al vostro incarico, oppure venderlo alla fazione concorrente, ottenendo magari un discreto guadagno monetario, ma una notevole perdita di rispetto presso l'originale datore di lavoro.

Anche il multiplayer?

Proseguendo con gli alti e bassi, ecco arrivare un’altro punto negativo: il multiplayer.
Essenzialmente, accedendo alla Grande Rete, avrete modo di scegliere tra due modalità: una cooperativa, dove si affronteranno con altri giocatori una serie di quest, ma vincolando comunque il free roaming a piccole aree ben definite, ed una denominata Arena, per chi invece desidera affrontare altri giocatori in una terrificante versione di Capture The Flag o Team Deathmatch.
Le idee, come tutte quelle del titolo, sono potenzialmente ottime, ma risultano mal implementate: oltre a soffrire di notevoli problemi di natura tecnica, come un lag particolarmente accentuato, l’idea di affrontare con altre persone in carne ed ossa delle quest basate sul lavoro di squadra potrebbe essere gratificante, se non fosse che purtroppo in realtà si ripresentano gli stessi problemi della campagna single player, vale a dire spostamenti eccessivi dei nemici, accentuanti dal lag dovuto alla connessione, che rendono particolarmente difficile il riuscire a colpire un avversario, sia con le armi che con le vostre magie.
Un ulteriore aspetto negativo è rappresentanto dalla scelta obbligata della classe: non sarete liberi di creare un vostro personaggio da zero, come accade nel single player, ma dovrete necessariamente optare per uno tra gli otto proposti dagli sviluppatori, salvo poi modificarlo in futuro ottenendo punti esperienza: inoltre scordatevi di poter potenziare un personaggio nella modalità cooperativa per poi fargli malmenare qualche sfortunato avversario nell'Arena, visto che non potrete assolutamente utilizzarlo al di fuori della modalità con cui l'avete creato.
Forse vedremo implementata questa modalità in una prossima patch? Le speranze non mancano e il support tecnico neanche.

Commento

Alla fine, i ragazzi di Reality Pump sono riusciti a sfornare un ottimo gioco, rifugando qualsiasi dubbio sorto in fase di preview.
Two Worlds presenta dei continui alti e bassi, ma fortunatamente gli aspetti positivi superano nettamente quelli negativi: ad un aspetto estetico altalenante si contrappone una trama sufficientemente articolata e sviluppata in modo magistrale, in grado di coinvolgervi coi suoi retroscena e i misteri che permeano ogni personaggio principale: più di una volta ci siamo sentiti dei burattini nella mani di qualcuno più potente, sensazione che contribuisce a coinvolgere il giocatore nel mondo di Antaloor.
Sorvolando su alcuni difetti, su tutti le cavalcature mal programmate, quest'ultimo GdR saprà regalarvi ore ed ore di divertimento, che in fin dei conti è quello che più conta in un videogioco.
Siamo sicuri che, con le prossime patch e migliorie, Two Worlds diventerà uno di quei titoli che non potranno mancare nella vostra libreria.

Pro

  • Confezione allo stato dell'arte
  • Sistema di combattimento intrigante
  • Trama coinvolgente e ben sviluppata
  • Alta longevità
Contro
  • Qualità grafica altalenante
  • Animazioni legnose
  • Odierete i cavalli
  • Multiplayer insipido

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • Processore: Pentium 4 2.0 GHz o AMD 2200+
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 64MB e PS 2.0
  • Spazio su disco: 6.0 GB
Requisiti Consigliati:
  • Processore: Intel Core Duo o AMD FX
  • RAM: 1024 MB
  • Scheda Video: Compatibile Direct 3D con 128MB e PS 3.0
  • Spazio su disco: 6.0 GB
Configurazione di Prova:
  • Processore: Intel Core Duo E6700 a 2.7 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: NVIDIA BFG 8800 GTX
  • Sistema Operativo: Windows Vista Ultimate
Sul sistema di prova abbiamo ottenuto un framerate variabile dai 30 ai 60 FPS (soglia massima), talvolta scendendo a 24-25 durante le scene più affollate.
Un plauso invece per i tempi di caricamento, pressochè immediati durante la partita e intorno ai pochi secondi per il caricamento di qualsiasi salvataggio, sia esso uno rapido che uno normale: sotto questo aspetto, Two Worlds è uno dei migliori titoli usciti nell'ultimo anno, decisamente superiore sia ad Oblivion che a Gothic 3.

Bella storia

Vedendo la sua elegante confezione, sulla falsariga di quella di Gothic, con un manuale a colori di ben 120 pagine e una mappa particolarmente dettagliata non si può che rimanere favorevolmente colpiti.
Fortunatamente, alla bellissima scatola corrisponde un altrettanto gratificante contenuto, non privo di qualche neo, ma che comunque sarà in grado di trasportarvi in un magnifico universo... Uno solo? Ma che diciamo, ben DUE diversi!
E chi se lo aspettava dai semi-sconosciuti Reality Pump?