WandaVision, la recensione degli episodi 1 e 2

Il Marvel Cinematic Universe torna sui nostri schermi con una rivoluzionaria miniserie per la piattaforma Disney+

RECENSIONE di Christian Colli   —   17/01/2021
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L'ultima volta che abbiamo visto il logo animato dei Marvel Studios è stato nel 2019 quando siamo andati al cinema per Spider-Man: Far from Home. Con tutto quello che è successo dopo, sembra quasi che sia passata una vita intera da quell'estate: i mesi si sono susseguiti tra rinvii e ritardi che hanno mandato all'aria tutti i piani che Kevin Feige e soci avevano per il Marvel Cinematic Universe e la cosiddetta Fase 4 che doveva cominciare con Black Widow al cinema quasi un anno fa, e che invece prende piede su Disney+ con WandaVision anziché con The Falcon and the Winter Soldier, che arriverà solo tra qualche mese.

Wandavision Olsen Bettany

Un bel casino, insomma, per un piano che doveva essere molto più articolato e sperimentale rispetto al passato. Per questo motivo, i primi due episodi di WandaVision difficilmente sazieranno la sete di cinecomic degli spettatori che non vedevano l'ora di trascorrere qualche ora in compagnia degli Avengers... e anzi siamo sicuri che spaccheranno in due il pubblico, perché WandaVision è qualcosa di completamente diverso dal solito: vi spieghiamo il motivo nella nostra recensione senza spoiler.

Wanda e Visione: dove eravamo rimasti?

Breve riassunto per chi si fosse dimenticato chi sono i nostri due protagonisti. Lei si chiama Wanda Maximoff, la interpreta Elizabeth Olsen ed è comparsa per la prima volta in Avengers: Age of Ultron (anzi, nello stinger dopo i titoli di coda di Captain America: The Winter Soldier). Inizialmente alleatasi con Ultron insieme al fratello Pietro per vendicare la morte dei genitori causata indirettamente da un ordigno della Stark Industries, Wanda in seguito si unisce agli Avengers. Gli esperimenti dell'HYDRA le hanno conferito il potere di manipolare l'energia e la materia, ma l'hanno resa anche piuttosto instabile. Visione, interpretato da Paul Bettany, è un androide in cui l'intelligenza artificiale JARVIS ha preso coscienza grazie alla gemma dell'anima: oltre a manipolare la materia entro certi limiti, Visione può volare e rendersi intangibile.

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L'amicizia che lega questi due personaggi in Captain America: Civil War diventa qualcosa di più in Avengers: Infinity War, dove sono diventati ufficialmente una coppia. Per impedire a Thanos di conquistare la gemma dell'anima, tuttavia, Wanda è costretta a distruggere Visione personalmente; poco dopo, Thanos riavvolge il tempo con un'altra gemma dell'infinito e uccide Visione per la seconda volta sotto lo sguardo della ragazza. Wanda è tra i miliardi di esseri viventi a sparire nel Blip e a ricomparire quando Hulk schiocca le dita col Guanto dell'Infinito alla fine di Avengers: Endgame, riuscendo peraltro a tenere testa a Thanos tutta da sola. Abbiamo visto Wanda per l'ultima volta al funerale di Tony Stark, in un momento trascorso insieme al suo mentore Occhio di falco in cui entrambi ricordano i loro caduti, Visione e Natasha.

Una coppia insolita?

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Quindi non si spiega com'è che WandaVision cominci con Wanda Maximoff e Visione, felicemente sposati, che traslocano - si fa per dire - in un sobborgo americano degli anni '50. Nessun riferimento agli Avengers e alle loro avventure, solo battute e gag incentrate sul fatto che Wanda possiede misteriosi poteri magici e lui è un robot costretto a trasformarsi in un essere umano per andare a lavoro. Perché siano lì, da quanto tempo siano sposati, come mai il 23 agosto sia un giorno così importante, cosa faccia esattamente Visione in ufficio... i nostri se lo chiedono spesso, quasi come fosse uno sketch divertente, e infatti il pubblico si fa un sacco di risate: in fondo stiamo guardando una sit-com che sembra uscire dal periodo a cavallo tra gli anni '50 e gli anni '60. Un po' Vita da strega, un po' Casa Vianello, WandaVision gioca con gli stereotipi del genere: la cena a sorpresa col capufficio e sua moglie, gli amici invadenti, le vicine ficcanaso e così via.

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Non vola un pugno, non c'è azione: al massimo Wanda fa volare qualche piatto e crea le portate per la cena con la magia, mentre Visione si fa in quattro per impedire che la loro natura sovrannaturale venga a galla. Si ride di gusto; è una commedia leggera, sobria, di quelle che andavano in onda una mezzoretta al giorno quando l'aria era più pulita e il pubblico, forse, era anche più innocente. Jac Schaeffer, che ha creato la serie, fa tutto quello che è in suo potere per sprofondare gli spettatori in questo universo idilliaco e spensierato, ma sa benissimo che non ci cascheranno. Sa benissimo che ogni canzoncina, ogni effetto speciale grezzo e antiquato, ogni doppio senso sta facendo scervellare i fan del Marvel Cinematic Universe. Qualcosa non quadra. Visione dovrebbe essere morto e quello che stiamo vedendo non ha nessun senso. E c'è un non so che di inquietante in quelle scene in cui Wanda e Visione, ma anche i loro vicini, esitano quando devono rispondere a semplici domande.

Marvel Wandavision Agatha Harkness Kathryn Hahn

Ogni rumore improvviso, che poi si rivela essere un ramo che sbatte per il vento contro la finestra, ci mette in guardia. Pensiamo sempre che stia per succedere qualcosa, ma poi puntualmente non succede nulla. Nel secondo episodio, introdotto da una deliziosa sigla a cartoni animati, Wanda e Visione si esibiscono su un palcoscenico con i nomi d'arte Illusion e Glamour, risvegliando l'interesse dei lettori Marvel con più di qualche decennio sulle spalle. Alla fine non succede niente di speciale e anche la seconda puntata si conclude nel giro di una trentina di minuti col sorriso, la musica e la magia del colore. Perché qualcosa, invece, è successo quando Wanda ha trovato un giocattolo colorato in una sit-com in bianco e nero. Perché qualcuno sembrava chiamarla dalla radio. E dai tombini esce gente in tuta di contenimento. E Kevin Feige ci ha detto che WandaVision farà da ponte con Doctor Strange in the Multiverse of Madness e siamo proprio curiosi di scoprire come.

Un esperimento pericoloso

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Insomma, che cosa sia WandaVision è ancora presto per dirlo. Certo è un esperimento coraggioso, perché per uscirsene con una sit-com in bianco e nero dopo quasi due anni senza supereroi e superpoteri Marvel ci vogliono due noci di cocco formato famiglia. È anche vero che la Fase 4 su Disney+ avrebbe dovuto aprirla The Falcon and the Winter Soldier con qualcosa di più tradizionale ed esplosivo, non fosse stato per il COVID che ha rallentato la produzione, costringendo i Marvel Studios ad anticipare WandaVision e rimandare tutto il resto. Nonostante ciò, il regista Matt Shakman si diverte a stuzzicare gli spettatori e gli appassionati con un vero e proprio omaggio alla storia della televisione, ma un omaggio fatto col cuore, che si nota nei dettagli e nei particolari più deliziosi e ricercati, dagli effetti speciali antidiluviani impiegati per rappresentare i poteri di Wanda e Visione, al formato dell'immagine, alle musiche, alle pose che assumono i comprimari e specialmente l'irriverente Agnes di Kathryn Hahn.

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In questo senso, WandaVision è un prodotto televisivo curatissimo in cui nessun dettaglio è lasciato al caso. Tutto deve alimentare l'illusione che questa sarà veramente una sit-com in nove episodi, quando probabilmente non lo è affatto. Chi conosce anche soltanto le versioni a fumetti di questi personaggi, e in particolare di Wanda, si sarà già fatto un'idea di quello che stia accadendo, e nei Marvel Studios sono piuttosto sicuri che chi, invece, non le conosce, si sia già andato a informare su Google. E così WandaVision se la gioca sulle aspettative, prende in giro il pubblico e alimenta una specie di sfida di resistenza mentre semina un mistero inquietante fatto di suggestioni, immagini e suoni. Un omaggio sentito e un esperimento televisivo di quelli che servivano per spezzare con la prevedibilità di un qualunque altro live action Marvel.

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Ma è un anche un esperimento rischioso, perché quello che abbiamo visto potrebbe tranquillamente annoiare, scocciare o più precisamente infastidire chi si aspettava esattamente quello: un live action Marvel in tutta la sua esplosiva prevedibilità. E non ci sarebbe nulla di male in questo. I primi due episodi di WandaVision, per quanto spassosi e ingenui, non danno nessuna idea precisa della direzione che la miniserie prenderà nelle prossime settimane. Sì, okay, c'è un mistero in ballo, ma gli indizi sono talmente risicati che passa completamente in secondo piano per perdersi tra le risate registrate del pubblico. Probabilmente fa parte del gioco anche questo, ma dalla prossima settimana si torna al ritmo di un episodio da trenta minuti alla volta, e la serie dovrà già cominciare a mostrare i suoi veri muscoli se vorrà tenere gli spettatori incollati alle poltrone.

Commento

Multiplayer.it

7.0

WandaVision è una lettera d'amore alla TV negli spensierati salotti d'altri tempi, un omaggio al formato della sit-com e la cosa più strana e originale che vi sia capitato di vedere dopo il logo dei Marvel Studios. È anche qualcosa di completamente diverso dal solito e non possiamo biasimare chi sia rimasto scottato da questo cambio di registro, specialmente dopo aver aspettato il ritorno del Marvel Cinematic Universe per tutto questo tempo. Siamo fiduciosi nelle storie a fumetti che hanno ispirato questa miniserie e nelle potenzialità di una produzione che sembra voler instaurare un rapporto giocoso col pubblico, sfidandolo a lasciarsi sorprendere. Sfida accettata.

PRO

  • La messinscena della televisione d'antan è deliziosa
  • È totalmente diverso da qualunque altra produzione Marvel
CONTRO
  • È totalmente diverso da qualunque altra produzione Marvel
  • Il formato della sit-com non piacerà a tutti