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10 videogiochi mai usciti che non dimenticheremo

Questi videogiochi non hanno mai visto la luce, ma alcuni di essi continuano ad abitare le nostre menti e i nostri cuori, come spettri.

SPECIALE di Fabio Di Felice   —   12/04/2026
Impossibile non citare P.T. e Silent Hills in questa lista
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Il processo che ci porta ad affezionarci a un videogioco inizia ben prima della sua uscita. A volte ci innamoriamo di un'idea, di un trailer, di una storia e basta solo un'immagine intrigante o una promessa convincente. Solo che non sempre le cose vanno come speriamo. Il destino è capriccioso e ce lo insegna costantemente ogni volta che un titolo si rivela meno riuscito del previsto e quella promessa a cui abbiamo deciso di credere si rivela una mezza verità. Impariamo davvero da queste situazioni? Quasi mai. Ma qualcosa ce lo mettiamo in tasca. Forse la volta successiva ci crederemo di meno. Forse.

Ci sono casi in cui, invece, questo legame affettivo con un prodotto viene rescisso ancor prima di iniziare. Sono episodi violenti e ci resta solo l'amaro in bocca. Un taglio netto, un ricordo. Uno spettro. A volte resta solo il mito, uno dei più potenti meccanismi narrativi che costruisce su ciò che "sarebbe potuto essere". Oggi vogliamo celebrare dieci di questi miti che hanno accompagnato il giocatore per mesi, per anni. Hanno infestato le nostre menti, come fantasmi che non vogliono ferirti, solo attestare di essere esistiti per un certo periodo.

Silent Hills

Impossibile parlare di fantasmi senza citare il fantasma per definizione. Nel 2014, alla fine di un'edizione della Gamescom piuttosto debole, un videogioco sconosciuto fece la sua comparsa: P.T., dello studio 7780s. A giudicare dal trailer sembrava uno di quei videogiochi horror che andavano alla grande su YouTube. Benzina per i creator che amavano spaventarsi e che vedevano i loro numeri crescere assieme ai decibel delle loro urla. Ma ci si sbagliava: aperta la prima porta, fatto il primo giro, era chiaro che P.T. fosse qualcosa di diverso. Un loop, un inferno, che diventava sempre più oscuro e sempre più geniale a ogni iterazione, fino alla rivelazione finale: P.T. era l'antipasto a un nuovo Silent Hill, diretto da Hideo Kojima, il creatore di Metal Gear Solid.

Kojima era forse il nome più immediatamente riconoscibile per gli appassionati di videogiochi, ma non era l'unica star coinvolta nel progetto. Assieme a lui c'erano Guillermo del Toro, Norman Reedus e Junji Ito. Un team di gente che aveva fatto dello spaventare il prossimo la missione di una vita. Ci fu un altro trailer, al Tokyo Game Show e poi la triste notizia: Silent Hills non ce l'aveva fatta. Sarebbe rimasto solo il doloroso ricordo di quel perfetto simulatore di paura, che avrebbe infestato il genere per anni.

Scalebound

Sapete quando un progetto sembra avere tutti i dettagli al posto giusto? Era il 2014, Platinum Games era in uno dei suoi momenti d'oro. Negli ultimi due anni aveva realizzato Metal Gear Rising: Revengeance, Bayonetta 2, The Wonderful 101, tre esperienze che avevano affermato - se ancora ce n'era bisogno - quanto in gamba fosse il team capitanato da Hideki Kamiya. Il boss aveva le mani in pasta in un grande titolo in collaborazione nientemeno che con Microsoft Studios, che avrebbe dovuto rappresentare la buona volontà dell'azienda americana di imporsi in un mercato - quello giapponese - che aveva sempre fatto fatica a presidiare. Il videogioco si intitolava Scalebound.

Scalebound sembrava troppo bello per essere vero... e infatti
Scalebound sembrava troppo bello per essere vero... e infatti

Le premesse erano tutte giuste: i re dell'action stavano realizzando un videogioco che strizzava l'occhio a Devil May Cry (inventato da Kamiya in persona). Ambientato in uno scenario fantasy, prevedeva anche la presenza di enormi draghi, scontri tra creature e una colonna sonora elettronica che faceva da sottofondo musicale alle azioni del nostro strafottente protagonista. Sembrava materiale prezioso nelle mani di Kamiya-san. Certe storie d'amore, però, semplicemente "non s'hanno da fare" e Platinum Games e Microsoft si sono mollate, portando alla cancellazione di Scalebound nel 2017.

Dante’s Purgatorio

Nel 2010 Visceral Games aveva deciso di reinterpretare la Divina Commedia sulla base di un altro videogioco d'azione che imperversava in quegli anni ispirato alla mitologia greca, ovvero God of War. Il videogioco vedeva Dante Alighieri in una veste assai singolare: un crociato armato di un'enorme falce, da uomo di penna a uomo d'azione, intento a salvare la sua amata Beatrice dalle grinfie dell'inferno. Il videogioco si intitolava Dante's Inferno. Benché non fosse stato salutato come un capolavoro, questo videogioco si era ritagliato una fetta di appassionati che gli aveva riconosciuto il coraggio e l'audacia di prendere un'opera fondamentale dell'umanità e ripensarla.

Dante's Purgatorio avrebbe raccontato la guerra tra inferno e paradiso
Dante's Purgatorio avrebbe raccontato la guerra tra inferno e paradiso

Così, Visceral aveva cominciato a realizzare un seguito: Dante's Purgatorio, nel quale il Sommo sarebbe stato impegnato in una guerra che avrebbe visto contrapposti l'inferno e il paradiso. Una storia scritta dal co-sceneggiatore di Assassin's Creed 2, Joshua Rubin. Il videogioco avrebbe perfino previsto un'enorme battaglia finale contro Lucifero nel Giardino dell'Eden. Peccato che, nel mezzo del cammin della produzione, EA decise di uscire a rivedere le stelle, lasciando questo videogioco - è il caso di dirlo - nel limbo.

Star Wars 1313

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, LucasArts era al lavoro su un videogioco di Star Wars che avrebbe cambiato le cose, e per un sacco di validi motivi. Questo titolo avrebbe raccontato dei primi anni di attività di Boba Fett, avrebbe messo da parte le spade laser e i poteri della Forza per concentrarsi maggiormente sui cacciatori di taglie. Boba Fett avrebbe avuto a che fare con una serie di avversari che si nascondevano in un'area sotterranea di Coruscant conosciuta come Livello 1313. Da lì, il titolo: Star Wars 1313.

Star Wars 1313 avrebbe offerto una prospettiva diversa sul brand
Star Wars 1313 avrebbe offerto una prospettiva diversa sul brand

I problemi di quest'opera però non tardarono ad arrivare: prima di tutto George Lucas voleva essere coinvolto in prima persona in tutte le decisioni. Anzi, voleva partecipare attivamente al processo di scrittura. Lucas però era abituato ai tempi cinematografici, dove cambiare in corsa un dettaglio di sceneggiatura non era un gran problema. In un videogioco invece sì. Ma poi arrivò la scure di Disney che, dopo aver acquistato Lucasfilm, nel 2013 calò la lama (laser) sulla testa del progetto, chiudendolo una volta per tutte.

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake

Nel 2003 Ubisoft pensò di riproporre uno dei videogiochi più famosi della sua scuderia, ovvero Prince of Persia, e di darlo in mano nientemeno che all'uomo che aveva dato vita alla saga in origine: Jordan Mechner. Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo è stato un titolo di enorme successo, asceso allo status di cult assoluto, e ha rivoluzionato il modo di raccontare i videogiochi d'avventura. Una ventina d'anni più tardi, Ubisoft aveva pensato che, per rivitalizzare questa saga che non se la passava esattamente bene, il trucchetto poteva funzionare una seconda volta: fare un remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo. Era il 2020.

Il principe era pronto a tornare?
Il principe era pronto a tornare?

Qualcosa, però, non sembrava tornare nel piano di Ubisoft, soprattutto per quanto riguardava le risorse dedicate a questo videogioco, uno dei più importanti della sua lunga storia. Inizialmente messo nelle mani di Ubisoft Mumbai e di Ubisoft Pune, il titolo era stato poi spostato nel 2022 a Ubisoft Montreal, ma non c'era molto da gioire: una serie di rinvii sempre più martellanti suggeriva che il progetto non fosse in buona salute. Nel 2026 è stato cancellato durante la grande ristrutturazione che ha interessato la compagnia a gennaio.

Everwild

Un po' come Balto, il cane lupo dell'omonimo cartone animato, Everwild di Rare sapeva soltanto ciò che non era. Nel 2014 aveva già trascorso diverso tempo in una fase embrionale, senza che il team capisse bene da che parte andare. Nel 2019, dopo il lancio di Sea of Thieves, Rare lo aveva presentato al pubblico. Il progetto era nelle mani di Gary Napper, lead designer di Alien: Isolation. I dettagli erano pochi e confusi. Nel 2020 il videogioco fu comunicato come un ibrido tra un titolo di avventura e un god game alla Black & White. Ma Rare fu svelta a precisare che il team era ancora alla ricerca di idee di gameplay.

Sapremo mai cos'era Everwild?
Sapremo mai cos'era Everwild?

Nel 2021 lo sviluppo di Everwild ricominciò da capo. Qualche anno dopo era diventato, secondo chi aveva avuto la possibilità di vederlo, un videogioco strategico, sullo stile di Viva Piñata, precedente titolo Rare che aveva avuto un buon successo in epoca Xbox 360. Nel 2025 è stato cancellato dopo che una serie di licenziamenti hanno interessato i team interni di Xbox e Microsoft. Non sapremo mai cos'era davvero.

Perfect Dark

Strana storia questa di Perfect Dark, soprattutto perché contiene al suo interno una vicenda ancora più assurda, quella di The Initiative. Nel 2018 Xbox Game Studios dà vita a questo team di superstar capitanato da Darrell Gallagher, per anni ai vertici di Crystal Dynamics. Con lui una serie di altre personalità del settore con grande esperienza: sceneggiatori e produttori provenienti dagli studi più importanti al mondo come Naughty Dog, Santa Monica, Blizzard e Rockstar. Il loro primo videogioco sarebbe stato il reboot di Perfect Dark. Secondo Phil Spencer era anche l'occasione di restituire a Microsoft un'icona videoludica come Joanna Dark.

Il ritorno di Joanna Dark è rimandato a data da destinarsi
Il ritorno di Joanna Dark è rimandato a data da destinarsi

Tutto sembrava studiato per il lancio di un titolo che avrebbe scosso il mercato. Ma a poco a poco molti dei talenti di The Initiative cominciarono a darsela a gambe, portando a un continuo ricambio di ruoli. Nel 2021 Crystal Dynamics si fece avanti per supportare The Initiative, ma nonostante l'aiuto il progetto sembrava bloccato in una fase di stallo. Gli anni passavano, ma Perfect Dark continuava a essere un cantiere senza futuro fino a quando il progetto non sembrò troppo impantanato per tirarne fuori qualcosa di buono. Così, alla fine del 2025, Perfect Dark è stato cancellato e The Initiative è stata chiusa con zero videogiochi all'attivo.

The Last of Us Online

"Ci rendiamo conto che molti di voi aspettavano notizie su The Last of Us Online. Non c'è un modo facile di dirlo: abbiamo preso la decisione incredibilmente difficile di bloccare lo sviluppo del gioco." Con queste parole, nel 2023, Naughty Dog decise di comunicare la sofferta decisione di interrompere i lavori sul loro primo, nuovo videogioco dopo The Last of Us Parte 2. Le voci di una possibile cancellazione del progetto si erano inseguite per mesi, ma non avevano mai davvero convinto il pubblico. D'altronde Naughty Dog sembrava l'azienda infallibile. Sembrava, appunto.

The Last of Us Online avrebbe compromesso lo sviluppo dei successivi capitoli single player secondo Naughty Dog
The Last of Us Online avrebbe compromesso lo sviluppo dei successivi capitoli single player secondo Naughty Dog

The Last of Us Online doveva essere un sequel della modalità Factions introdotta con il primo capitolo della serie, con elementi però che avrebbero approfondito alcune delle caratteristiche narrative della seconda parte. Secondo la versione ufficiale, la scala di questo progetto era talmente impressionante che il supporto post lancio avrebbe impegnato tutte le risorse di Naughty Dog, con un imprevedibile impatto sui progetti single player dello studio. Da tempo però circolavano rumor secondo cui le valutazioni all'interno del progetto non erano buone e che il videogioco era stato fortemente ridimensionato.

LMNO

Nel 2005 un annuncio sorprendente aveva gettato le basi per un progetto che sembrava finalmente il punto di contatto tra il cinema hollywoodiano e il mondo dei videogiochi. EA Los Angeles e Steven Spielberg - uno dei registi più famosi al mondo - univano le forze con Arkane Studios per realizzare un videogioco che aveva in sé tutti gli stilemi spielberghiani. In LMNO un ragazzo aiutava un'aliena di nome Eve a fuggire da un laboratorio governativo sulla costa orientale degli Stati Uniti. Una sorta di Area 51. I due si mettevano in viaggio in auto fino alla costa occidentale.

In LMNO avremmo aiutato Eve, un'aliena, a fuggire
In LMNO avremmo aiutato Eve, un'aliena, a fuggire

Questo epigono di E.T. sarebbe stato un titolo d'azione a cui Spielberg aveva posto una sola regola: nessuno scontro a fuoco. Spielberg non era di certo nuovo al mondo dei videogiochi. Persona curiosa ed eccezionale creativo, il regista aveva contribuito in prima persona all'ideazione del brand Medal of Honor nel 1999, collaborando proprio con EA. LMNO sembrava l'incontro perfetto tra lo stile sentimentale di Spielberg e il mondo ipercinetico dei videogiochi. Come E.T. ed Elliott che si toccano le punte delle dita. Purtroppo il videogioco non è mai andato oltre la fase di prototipo. Possiamo dire che Eve non ha mai telefonato a casa.

Abandoned

Troppo poco spazio per raccontare l'Odissea di Abandoned, titolo che di storie assurde al suo interno ne nasconde un bel po'. Annunciato come esclusiva per PlayStation 5 nell'aprile del 2021, questo videogioco ha goduto di enorme attenzione mediatica per una serie di somiglianze proprio con l'horror che apre questo articolo: Silent Hills. Una parte della rete si è data alla pazza gioia immaginando che Hasan Kahraman, CEO di Blue Box Games, fosse in realtà un bislacco tentativo di nascondere la vera identità del creatore di Abandoned: Hideo Kojima.

Abandoned è uno dei grandi misteri videoludici moderni
Abandoned è uno dei grandi misteri videoludici moderni

C'è da dire che ogni vicenda che circondava questo videogioco era davvero strana: Abandoned fece avanti e indietro, presentandosi e tirandosi indietro quand'era il momento di mostrarsi al pubblico. Fu lanciata un'app su PlayStation Store che avrebbe permesso di pubblicare trailer e mantenere aggiornati i fan del progetto, ma poi rimase del tutto vuota, fatta eccezione per un unico teaser di un uomo che camminava su un pavimento, che tra l'altro era già stato pubblicato su Twitter. Kahraman promise che il trailer ufficiale sarebbe stato presentato alla Gamescom del 2021, salvo poi sparire misteriosamente nel nulla. Ancora oggi si sa poco di questo progetto se non che quel titolo sembra ormai una promessa.