Scontro fra titani  16

A metà strada fra l'approccio hardcore di Street Fighter IV e le semplificazioni dei recenti crossover, Street Fighter X Tekken arriva su PC con un po' di ritardo e qualche incertezza

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   14/05/2012

L'occasione era ghiotta: racchiudere nello stesso prodotto due serie di culto per il genere dei picchiaduro a incontri, che per certi versi si sono passate il testimone nel corso degli anni '90 e hanno conquistato un enorme numero di appassionati. La filosofia alla base di Street Fighter e Tekken è simile nella forma ma differente nella sostanza, dunque c'era grande curiosità su come Capcom avrebbe realizzato un progetto così ambizioso, traducendo nel proprio linguaggio le dinamiche a base di combo, mosse di schiena e contromosse che caratterizzano il franchise Namco Bandai.

Da questo punto di vista, possiamo dirlo senza timore di smentita, la casa di Osaka ha fatto un lavoro eccellente: laddove la metà del roster tratta da Street Fighter riprende infatti quanto abbiamo visto nel quarto capitolo per animazioni, repertorio e peculiarità, l'altra metà è stata adattata in modo intelligente al medesimo stile, ricorrendo a semplici combinazioni di colpi che richiamano le più celebri manovre d'attacco di Tekken e aggiungendovi alcune spettacolari super mosse basate anche sulla natura "tag" del titolo. La trama del gioco vede la caduta di un misterioso meteorite in Antartide che si rivela essere un oggetto di natura extraterrestre, un contenitore che viene ben presto battezzato "Pandora" e che, come il leggendario vaso, al suo interno pare contenga un'energia su cui alcune organizzazioni senza scrupoli vogliono mettere le mani: da una parte la Mishima Corporation, dall'altra la Shadaloo. I due gruppi non sono però gli unici a voler entrare in contatto con il manufatto alieno, sulle cui tracce si mettono anche decine di altri guerrieri, spinti dalle motivazioni più disparate: Ryu e Ken vogliono impedire che l'energia entri nelle mani sbagliate, Jin e Xiaoyu intendono provare a sfruttarla per contrastare il terribile "gene del Diavolo" che affligge il primo, Chun Li e Cammy sono state incaricate dall'Interpol di indagare sulla faccenda e così via.

Siamo la coppia più bella del mondo

Il gameplay di Street Fighter X Tekken si rifà fondamentalmente a quello del recente Marvel Vs. Capcom 3, riducendo però a due i componenti di ogni tag team e introducendo alcuni elementi in grado di aumentare lo spessore dell'esperienza. Sulle prime il gioco dà infatti l'impressione di essere stato fin troppo semplificato, allo scopo di allargare l'utenza e attrarre anche quei giocatori che di norma si fanno intimorire dall'eccessiva complessità dei picchiaduro, specie in ottica multiplayer.

La presenza di combo realizzabili tramite l'alternanza di attacchi deboli, medi e forti, del "lancio" che consente al compagno di sostituirci rapidamente e di un adeguamento dei comandi per determinate mosse, unitamente alla cosiddetta "modalità semplice" per l'esecuzione delle special, va di certo nella direzione di una maggiore accessibilità. Contemporaneamente, però, gli sviluppatori hanno introdotto un interessante discorso con i potenziamenti a base di gemme (che possono valorizzare le abilità dei nostri personaggi in termini di attacco, difesa, velocità, assist, ecc.), un pizzico di strategia per quanto concerne la gestione del tag e finanche la possibilità, ricorrendo alla "modalità Pandora", di cambiare all'ultimo momento le sorti di un incontro, sacrificando il proprio compagno e assorbendone l'energia vitale in modo da poter contare, seppure per dieci secondi soltanto, su di un sostanziale boost delle proprie capacità.

Forma e sostanza

Street Fighter X Tekken si gioca che è un piacere, al di là dei discorsi sulla caratterizzazione del gameplay verso una direzione piuttosto che un'altra: Capcom sa rendere la sensazione dell'impatto meglio di chiunque altro e ci tiene a ribadirlo, con sequenze che valorizzano ancora di più i nostri sforzi e non possono che lasciarci col sorriso sulle labbra quando riusciamo ad eseguirle nel modo giusto.

In termini di sostanza, però (come giustamente rilevato nella recensione della versione console), si poteva fare di più, considerando che lo story mode si completa relativamente in fretta (ma bisogna riconoscere lo sforzo in termini di sequenza conclusiva per ognuno dei tag team presenti, al di sopra della media rispetto alle precedenti produzioni della casa di Osaka) e le venti missioni della modalità Sfida, per quanto complesse, non possono svolgere un vero e proprio ruolo di comprimario nel quadro della longevità del gioco. In tale frangente si inserisce il multiplayer online, che però al momento su PC ha un bel po' di problemi e riporta alla mente quando accaduto anche su Xbox 360 e PlayStation 3 prima dell'uscita della patch che ha messo a posto le cose (o quantomeno ha migliorato la situazione) e implementato l'analisi del replay. Insomma, capita di frequente che i match siano afflitti da lag importante e sorprende che non si sia pensato di inserire le correzioni nativamente, prima della release su Steam.

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In conclusione...

Seppure non vanti ottimizzazioni fantasmagoriche, la versione PC di Street Fighter X Tekken si presenta come la migliore finora disponibile, in termini tecnici. Questo grazie anche a un engine relativamente leggero, che sulla configurazione di prova non fa fatica a mantenere i sessanta frame al secondo alla risoluzione di 1920 x 1080 pixel, con tutti gli effetti al massimo e la sincronia verticale attivata (quest'ultima necessaria per evitare il forte effetto tearing altrimenti visibile).

Per quanto riguarda i contenuti, come già accennato è stato fatto un ottimo lavoro di "conversione" per i personaggi appartenenti al roster Namco Bandai, che si muovono e combattono in modo davvero convincente. Ottime anche le sequenze "di raccordo" fra un round e l'altro, con lo scenario che subisce delle modifiche di conseguenza. A proposito delle location, purtroppo la qualità generale non è elevatissima e manca un po' di ispirazione, anche se questo limite viene efficacemente tamponato grazie ai tantissimi riferimenti ad altri videogame delle due case. Per giocare è assolutamente necessario munirsi di un dispositivo di input adatto: noi abbiamo utilizzato il classico controller per Xbox 360, senza riscontrare grossi problemi nell'esecuzione delle mezzelune, ma la scelta migliore rimane quella di un arcade stick. L'accompagnamento sonoro, infine, non ci ha entusiasmato ma si tratta di una questione marginale rispetto a quelli che sono i problemi di questa conversione, in particolare il comparto online, che va messo a posto in tempi celeri.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore AMD Phenom II X4 955
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
Requisiti minimi
  • Processore Intel Dual Core da 1,8 GHz, AMD Athlon II X2
  • 1 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 6600, ATI Radeon X1600
  • 10 GB di spazio libero su hard disk
  • Sistema operativo Windows XP
Requisiti consigliati
  • Processore Intel Core 2 Duo da 2,60 GHz, AMD Phenom II X2
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 8800, ATI Radeon X1950
  • 10 GB di spazio libero su hard disk
  • Sistema operativo Windows Vista, Windows 7