PC Magazine #109 24

Siete pronti per l'arrivo di SimCity? Il titolo Maxis apre le danze di un promettentissimo marzo

RUBRICA di La Redazione —   02/03/2013

Forse è solo un'impressiona ma uno dei più importanti eventi di questa prima parte dell'anno sta passando in sordina. È vero, in mezzo ai vari StarCraft II: Heart of the Swarm, Bioshock Infinite, Crysis 3 e Tomb Raider chiunque rischia di essere messo in penombra, ma sembra che pochi si ricordino che settimana prossima verrà marchiata a fuoco da SimCity. Con più di vent'anni sulle spalle si tratta di una proprietà intellettuale gloriosa che dopo molto tempo torna sugli schermi totalmente rivoluzionata. Non è semplice dire quale sarà il risultato finale e giocando si nota la volontà di mescolare la formula originale con una serie di tendenze considerate più moderne, però è indubbio che l'uscita di un nuovo SimCity può essere considerata un evento storico. Se volete saperne di più potete consultare le nostre preview dei mesi scorsi mentre a lato pubblichiamo un video in cui il leggendario Will Wright, che non è coinvolto direttamente in questo reboot, spiega il suo approccio alla costruzione delle città. Sotto - e qui scatta l'auto promozione - il nostro video realizzato all'interno degli studi di sviluppo, l'inizio di una copertura più vasta e articolata. Se poi foste in procinto di compare un nuovo PC da gioco, magari proprio in occasione di questa sfilza di interessanti uscite, vi consigliamo non solo di seguire PC Magazine settimanalmente ma anche di tenere d'occhio questa completissima tabella, aggiornata con costanza e punto d'incontro ideale per tutte le possibili combinazioni di prezzo e prestazioni. Passando agli articoli della settimana, Gamasutra ha intervistato i creatori di Natural Selection 2 realizzando il solito post mortem ricco di dettagli e dietro le quinte. La valenza del pezzo è doppia perché non solo si tratta di un prodotto di qualità, ma da un paio di giorni è anche disponibile un nuovo aggiornamento che aggiunge, in forma gratuita, contenuti inediti. GameSpot invece ha chiesto a un geologo di analizzare il mondo di gioco di Skyrim per valutarne la coerenza, realizzando un pezzo decisamente originale. Infine se volete fare un salto nel passato, su Polygon vengono pubblicati gli scambi "epistolari" tra Quintin Smith e Leigh Alexander, che passano al setaccio alcuni giochi che hanno segnato la loro esperienza videoludica.

di Umberto Moioli

PC Magazine #109

PC Magazine #109

Si parla tanto del fatto che la modalità per giocatore singolo (o single?) è destinata a scomparire, che la prossima generazione di videogiochi coinvolgerà i media sociali e punterà sull'interazione tra persone dentro e fuori dal gioco, e che nuove periferiche cambieranno la nostra vita. Guanti, occhiali, sonde... potremo infilarci un po' di tutto e dappertutto per giocare. Sarà davvero così il futuro? I progetti che si affacciano su Kickstarter spesso sono i più coraggiosi e aprono strade nuove. Seguirli può essere un modo per guardare avanti, come nel caso di There Came an Echo, che propone un controllo vocale pensato in funzione del gioco e non solo per stupire.

Bellissima idea quella dietro Project Cornerstone, o forse dovremmo dire bellissimo insieme di idee, perché è la somma delle parti a rendere così vivace il gioco di ruolo d'azione di Aidem Studios. Ambientato in un mondo aperto tridimensionale che ricorda molto Zelda: The Wind Waker, Project Cornerstone mette l'accento sull'esplorazione e le missioni non lineari, puntando sulla fisica e sulla strategia come elementi chiave nei combattimenti. Per fare un esempio citato dagli sviluppatori: un masso tirato in testa a un nemico farà più o meno danni a seconda delle sue dimensioni. Ci sarà inoltre un sistema di creazione degli oggetti ispirato a Minecraft e puzzle da risolvere. Le fonti di influenza sono tante e diverse tra loro. Noi ci vediamo un po' di Level-5 ma gli sviluppatori citano per esempio Shadow of the Colossus e Half-Life 2. Per fortuna il budget richiesto non è faraonico, perciò possiamo aspettarci che l'idea vada in porto.

La software house indipendente Himalaya Studios è composta da due nerd magri e simpatici, noti agli appassionati di avventure per i remake di leggendari titoli Sierra della serie King's Quest, distribuiti gratuitamente sotto l'etichetta AGD Interactive. Dopo un tuffo nel mercato commerciale con Al Emmo, il duo è pronto ora per Mage's Initiation, un'avventura grafica ambientata in un mondo magico con una storia complessa, elementi di azione e una dose di gioco di ruolo. Il nostro eroe potrà infatti scegliere una scuola di magia appartenente a uno dei quattro elementi e spendere i punti esperienza accumulati nel corso del gioco. La scelta del proprio campo di studi esoterico influenza la soluzione di molti enigmi, lo stile di combattimento e perfino i dialoghi. Inoltre sembra che le nostre scelte avranno ripercussioni sulla storia narrata nei prossimi capitoli. Lo sviluppo del gioco è già in fase avanzata e splendide schermate mostrano gloriosi pixel in alta definizione. Non ci resta che donare qualche dollaro e sostenere l'intramontabile tradizione delle avventure grafiche.

Aveva ragione Platone, Atlantide esiste. O almeno devono pensarla così gli sviluppatori degli Ironsun Studios, che hanno deciso di svelarci la verità dietro il mito sviluppando Fathom. Certo che una città sottomarina con una tecnologia steampunk non è proprio il massimo dell'originalità. Ci mancano solo le bambine e i Big Daddy. La buona notizia è che Fathom non è uno sparatutto in prima persona ma un gioco di azione e avventura che ci mette ai comandi di una batisfera, con tanti puzzle da risolvere (anche con l'aiuto di Google), reliquie da esaminare e boss a vapore da spazzare via dai fondali marini. Il tutto in 2.5D. Gli sviluppatori hanno intenzione di rilasciare il gioco a capitoli e sembrano ben organizzati, con un team sparso in diversi paesi. Purtroppo centoventimila sterline sono tante per un gioco ancora in fase di progettazione con poco da mostrare. Speriamo il progetto non affoghi.

Non fatevi ingannare solo perché lo abbiamo lasciato per ultimo: There Came an Echo è di gran lunga il progetto più interessante della settimana, sebbene la campagna sia partita in realtà il 18 febbraio. Vale comunque la pena parlarne perché il team di Iridium Studios è vicino ad ottenere la cifra richiesta. There Came an Echo è un gioco di strategia con visuale isometrica, la stessa di X-Com: Enemy Unknown per intenderci, ma con una particolarità: tutti i comandi si possono impartire con la voce. Grazie a un vocabolario ristretto il riconoscimento vocale dovrebbe essere di alto livello. Inoltre gli sviluppatori consentiranno ai giocatori di creare una frase alternativa per ogni comando, così da imporre il proprio stile di gioco. Per evitare poi di farci sentire dei monomaniaci che parlano da soli con lo schermo, le nostre unità si rivolgeranno direttamente a noi informandoci sulla loro situazione e chiedendoci qual è il prossimo ordine, o se devono continuare a mantenere la posizione per esempio. Tramite la voce si potranno compiere tantissime azioni, come decidere quali mine detonare sul campo. Comunque non sarà obbligatorio parlare, perché il gioco risponderà anche a un set di comandi tradizionali. Il grosso della cifra raccolta, come spiegano gli sviluppatori sulla pagina di Kickstarter, servirà per pagare un art director e dei modellatori 3D, così da offrire ai giocatori uno stile grafico personale e al passo con i tempi. Che dire, non vediamo l'ora di provarlo e da come si stanno mettendo le cose sembra proprio che per la fine dell'anno potremo farlo.

di Andrea Rubbini

PC Magazine #109

Siete stati al mare questa settimana? Che significa che è Febbraio, fa freddo e quindi al mare non si va? Bisogna approfittare di periodi come questo per farsi una bella nuotata. Certo, poi si muore congelati in acqua, ma intanto il mare è più pulito, la spiaggia è più silenziosa e le maledette zanzare ancora non sono uscite dalle loro uova per venirci a disturbare di notte, quando l'unico contatto tra noi e il mondo è il colino di bava sul cuscino. Come avrete capito dall'introduzione, PC Magazine si rinnova per l'ennesima volta e da questa settimana Underground diventa una rubrica dedicata alla prova costume e alle creme solari, che tenterà di rispondere all'annosa domanda: il pareo blu sta bene con il bikini arancio?

Tranquilli, si scherza. Si parla sempre di scena indipendente videoludica e per dimostrarvelo iniziamo subito a disquisire del primo titolo, Avadon 2: The Corruption di Spiderweb Software, il secondo capitolo della trilogia di Avadon, annunciato su PC, Mac e iPad per l'autunno. Come tradizione della software house vuole, sarà un gioco di ruolo isometrico di ambientazione fantasy in cui bisognerà evitare di far scoppiare una guerra civile. Il giocatore potrà scegliere tra cinque classi di personaggi e ci saranno finali multipli. Nonostante sia un secondo capitolo, non ci sarà bisogno di aver finito il precedente per goderselo appieno, visto che la trama sarà slegata da quella del primo.

Da un videogioco in uscita a uno uscito il passo è breve, soprattutto se è sempre un gioco di ruolo pensato per un pubblico che non deve chiedere mai. Il secondo titolo di cui vogliamo parlarvi è Driftmoon di Instant Kingdom. Sviluppato in sette anni, presenta una serie di caratteristiche molto interessanti, come un articolato sistema di crafting e una gestione profonda del personaggio e dell'inventario. Gli amanti del modding saranno felici di sapere che il gioco arriva completo di tool di sviluppo, in modo da permettere subito la creazione di avventure personalizzate. Se siete interessati, dal sito ufficiale potete scaricare anche una demo per provarlo. Cosa volere di più? Ma un filmato in computer grafica che non faccia vedere nulla del gioco e ci convinca comunque a comprarlo! Che domande sceme che facciamo certe volte...

Torniamo agli annunci e parliamo del remake del capolavoro Midwinter in lavorazione. Se ne sta occupando Christopher Jon Wild, già autore del remake di un altro classico del compianto Mike Singleton, The Lords of Midnight. Midwinter è un gioco di esplorazione/avventura/strategia/ruolo 3D uscito all'epoca dei 16 bit, quando il 3D non era scontato com'è oggi. Pur mescolando elementi molto diversi tra loro, lo faceva davvero bene e offriva al giocatore una longevità davvero incredibile. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma intano Wild è riuscito a ottenere il consenso dei familiari di Singleton e a coinvolgere nell'impresa Dave Gautrey, che lavorò alla versione originale. Insomma, per vederlo girare sui nostri schermi ci vorrà ancora un po' (si parla di uno o due anni di lavoro), ma intanto i primi passi sono stati fatti e le prospettive sono davvero buone.

Ancora una segnalazione, questa volta di un titolo che dovreste conoscere abbastanza bene. È finalmente uscita la versione PC di Brutal Legend, disponibile nei migliori negozi di DD. Il gioco, pubblicato originariamente sotto etichetta EA per console, esce su PC come titolo completamente indipendente. La nuova versione include di base i due DLC pubblicati per l'originale, Tears of the Hextadon e The Hammer of Infinite Fate, oltre a essere state migliorata graficamente.

Veniamo a qualche titolo da giocare subito. Partiamo da Prism Panic, platform pubblicato sul portale Adult Swim che offre una buona grafica in pixel art e un gameplay raffinato, nonostante non sia certo definibile innovativo o migliore di altri titoli dello stesso genere. Il protagonista deve superare alcuni livelli raccogliendo delle gemme. Per farcela potrà saltare e scattare. Provatelo che fate prima.

La seconda segnalazione freeware riguarda un'avventura testuale, o interactive fiction che dir si voglia: Castle of the Red Prince. Giocabile via browser o scaricabile, si tratta di un gioco ben scritto che sicuramente farà felici gli appassionati del genere. Non è molto lungo e ovviamente richiede di conoscere l'inglese per essere fruito, ma ne vale la pena.

Il meglio delle segnalazioni freeware questa volta ce lo lasciamo per il finale, con Patchwork, avventura grafica disegnata a mano davvero molto bella. Non è molto lunga e racconta la storia di un scienziato e di una maga che devono evitare che i loro mondi entrino in contatto, riparando a un errore che hanno fatto. Provatelo che ne vale la pena.

Indie della settimana
Questa settimana vi parliamo in dettaglio di Super House of Dead Ninjas, titolo di Megadev, pubblicato da Adult Swim sul suo portale web, che è piaciuto così tanto al pubblico da essersi meritato una versione commerciale distribuita tramite Steam. Il concept è semplicissimo: nei panni di un ninja bisogna scendere da una torre percorrendone tutti i piani. Ovviamente tra il dire e il fare ci sono di mezzo nemici generici, trappole e boss, che renderanno la percorrenza del piccolo ninja un vero inferno. Il gameplay immediato di questo platform non inganni, perché si tratta di un titolo di una difficoltà eccezionale che richiede riflessi fulminei e grandi capacità per essere completato, soprattutto al livello hard dove non si può continuare. All'inizio di ogni partita è possibile selezionare l'equipaggiamento da portarsi dietro, tra armi da corpo a corpo, armi da fuoco e bombe varie. Per le prime partite la scelta sarà limitata, ma giocando sarà possibile sbloccare nuovi oggetti e diversi potenziamenti utili. Questi ultimi sono di due tipi: quelli fissi, che migliorano alcuni valori del personaggio (numero di esplosivi trasportabili, quantità di proiettili, barra della vita e così via), e quelli variabili, che vanno trovati in gioco e danno poteri particolari come il triplo salto, la repulsione di alcuni nemici e così via. Di base lo sblocco di ogni extra è collegato ad alcune azioni da compiere in partita, come ad esempio raggiungere un certo piano o uccidere contemporaneamente un certo numero di nemici con una data arma. Ovviamente i bonus migliori sono i potenziamenti migliori sono i più difficili da ottenere, con alcuni che richiedono prima lo sblocco di altri oggetti per essere acquisibili. Super House of Dead Ninjas ha due livelli di difficoltà selezionabili, il normale, in cui la torre è formata da tre macro sezioni e richiede di sconfiggere tre boss, e il difficile, in cui le sezioni diventano quattro e non si può continuare in caso di morte. In più c'è un dungeon speciale, accessibile tramite dei ticket che si guadagnano raccogliendo delle lettere durante le partite regolari, e c'è la possibilità di creare e giocare dei dungeon personalizzati. Il gioco è disponibile sia in versione gratuita, sul sito di Adult Swim, sia in versione commerciale (costa poco meno di cinque euro). Le differenze tra le due sono notevoli, con la seconda che ha parecchi contenuti in più. La versione browser è comunque ottima per rendersi conto della qualità del gioco.

di Simone Tagliaferri

Titolo: Super House of Dead Ninjas
Sviluppatore: Megadev
Distribuzione: DD
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare

PC Magazine #109

Final Fantasy XIV
Avete letto il nostro lunghissimo Provato della nuova Fantasia Finale numero quattordici? Male! Mentre la leggete, potreste anche cominciare a scaricare la nuova patch del client Beta: il prossimo test è previsto per domenica 3 marzo dalle 4 antimeridiane alle 10 antimeridiane di lunedì 4 marzo. Ce ne sarà un altro allo stesso orario dall'8 all'11 marzo, in pratica un giorno in più. Gli orari sono un po' scomodi, ma che ci volete fare: sono giapponesi!

Vi ricordiamo che questa è ancora la prima fase della Beta, perciò tanti contenuti sono ancora bloccati o comunque in lavorazione. Intanto, Naoki Yoshida in alcune interviste ha rivelato delle gustose informazioni riguardanti la storia del gioco, che vuol rendere il più vicina possibile alle intricate trame dei Final Fantasy offline e infarcirla di citazioni di tutta la saga. A quanto pare le Magitek Armor sono già state sviluppate dal team interno, e ci sono ancora dei piani per integrare nel gioco la Golden Saucer di Final Fantasy VII e altri elementi presi dai vari capitoli, tra i quali Gilgamesh. Per saperne di più su che fine abbiano fatto Bahamut e Louisoux i giocatori dovranno però giocare le quest avanzate e i vari raid; nel frattempo, Yoshida intende espandere la storia di Eorzea, parlando anche dell'intero pianeta e della sua coscienza, il Mother Crystal. Naturalmente dovremo aspettare le fasi avanzate della Beta o addirittura la versione definitiva del gioco per saperne di più, ma una cosa è sicura: lo stravagante direttore del progetto ci sta lavorando con grande passione. L'intenzione sembra proprio quella di creare il Final Fantasy definitivo: ci riusciranno?

Guild Wars 2
Non ci siamo dimenticati del MMORPG di ArenaNet, tranquilli: la prossima settimana vi delizieremo con uno specialino sulla patch uscita questa settimana, The Gathering Storm. Qui vi ricordiamo i punti salienti: un nuovo pezzo di "living story", una nuova mappa per il PvP strutturato, il revamp dei boss di Ascalonian Catacombs, un nuovo sistema per missioni Daily e Monthly, anteprima degli oggetti al Trading Post, vari fix alle professioni, nuovi oggetti Ascended e la modifica che più ha sconvolto i giocatori: un solo forziere per evento epico al giorno. In realtà ArenaNet ha nettamente migliorato i contenuti del forziere, perciò non è poi questo gran dramma, e il mondo si è un po' ripopolato (benché uccidere Tequatl in moviola non sia poi così divertente).

Vi ricordiamo inoltre che adesso i tornei in PvP strutturato sono completamente gratis: i nuovi tornei sono giocabili in partite da uno o tre turni, e la squadra che vince le partite da un turno riceve un forziere pieno di ricompense. I vecchi biglietti per i tornei a pagamento potranno essere scambiati per varie ricompense presso un apposito NPC. Questo cambiamento è stato reso necessario dall'introduzione del sistema a rank, che ha reso obsoletala suddivisione tra tornei a pagamento e gratuiti: adesso i giocatori potranno scegliere il formato di torneo che preferiscono e il sistema provvederà a combinare le partite a seconda di quello selezionato. Approfondiremo la questione fra qualche giorno, intanto ci sono delle notizie in merito alle modifiche in cantiere per il WvWvW: le vedremo nella patch di marzo e rimuoveranno il culling (cioè il meccanismo che "nasconde" gli altri personaggi nel campo visivo del giocatore, quando sono troppi, per alleggerire la macchina) per aggiungere un sistema di ranghi personali che offrirà ai giocatori vari bonus e abilità. I giocatori guadagneranno nuovi ranghi guadagnando un tipo speciale di punti esperienza sui campi di battaglia del WvWvW, e ad ogni nuovo rango si riceveranno abilità passive come la possibilità di trasportare più risorse o infliggere più danni con le armi d'assedio. ArenaNet ha già dichiarato di voler esplorare ulteriormente questa nuova feature nei prossimi mesi, in modo che per i fan del WvWvW diventi un modo alternativo di crescere il personaggio dopo aver raggiunto il massimo livello. La patch marzolina dovrebbe insomma essere davvero ricca: Angel McCoy ha dichiarato che ArenaNet nei prossimi mesi aumenterà sempre di più i contenuti del gioco, sia in ambito PvP che PvE. Curiosi?

World of Warcraft
La nuova patch, Il Re del Tuono, è sempre più vicina, ma in una recente intervista il capo dei quest-designer, Dave Kosak, si è preso un po' di tempo per parlare addirittura di quelle successive, che dovrebbero continuare a essere rilasciate ogni due o tre mesi, alternando lo sviluppo della storia del gioco con l'introduzione di nuovi raid-dungeon (o incursioni, se giocate in italiano).

Purtroppo i piani per le quest di classe sono cambiati: a quanto pare gli sviluppatori hanno dovuto scegliere tra lo sviluppo delle Steppe di Tonglong e le varie missioni specifiche, ma non è escluso che vedremo qualcosa di simile alla quest per il "fuoco verde" degli Stregoni già in un prossimo futuro. Il team al momento sta progettando le prossime patch in modo che l'ultima non ci separi troppo a lungo dalla prossima espansione di World of Warcraft, anche se a quanto pare introdurrà dei contenuti top-secret che terranno impegnati i giocatori molto a lungo. Non è chiaro di quale patch si tratti, ma Kosak ha confermato che la 5.4 conterrà il famigerato assedio di Orgrimmar e un punto di svolta cruciale nella storia del franchise. Si è parlato del settimo Sha, di Lor'themar Theron come nuovo capo dell'Orda e di un possibile ritorno dei Titani... Insomma, c'è parecchia carne al fuoco. Tornando con i piedi per terra, Kosak afferma che i nuovi contenuti nella patch 5.2 sono stati progettati tenendo a mente le lamentele dei giocatori riguardo alle patch precedenti, a cominciare dalle missioni quotidiane che saranno meno obbligatorie e dai nuovi Scenari che saranno più brevi ma intensi. Per saperne di più sulla patch 5.2 non vi resta che aspettare il nostro imminente speciale dedicato.

di Christian La Via Colli

PC Magazine #109

L'era del James Bond da scrivania
Le strategie comunicative moderne, che serializzano suffissi e desinenze per creare trend riconoscibili, hanno fatto apparire la cyberguerra come una cosa recente, nata con il diffondersi del web. In verità è una guerra che si combatte da tempo, da quando gli USA hanno dato vita all'"Advanced Research Projects Agency NETwork" (ARPANET) per sviluppare nuove tecnologie di comunicazione a uso militare. La concorrenza, ovviamente, si è aggiornata al volo, e con la nascita, nel 1983, di Internet governi e studenti informatici si sono lanciati da subito nel mezzo della nuova frontiera. Una terra nuova e piena di possibilità che, compattando milioni di lettere in pochi byte, ha portato a fenomeni come WikiLeaks, cosentendo a milioni di informazioni riservate di rimbalzare per la rete. La guerra, insomma, si combatte da tempo e poco è cambiato alla base, al di là della velocità di trasmissione, tranne il quantitativo di informazioni "connesse" e il numero di PC collegati.

PC Magazine #109

Un tempo, sembrerà strano, non tutto passava dal web, mentre oggi anche gli enti più riservati, persino quelli che non hanno un database online, hanno bisogno di trasmettere continuamente dati sensibili per mantenere ritmi di lavoro adeguati e non perdere terreno rispetto alla concorrenza. In sostanza la vulnerabilità dell'informazione è aumentata, rendendo plausibili le accuse relative a un dilagante conflitto informatico, e le continue accuse tra nazioni che parlano dell'esistenza di hacker militari impegnati in missioni sporche evocano timori d'ogni sorta. Una delle paure più diffuse è, nemmeno a dirlo, la vulnerabilità del cittadino di fronte alla gestione totalitaria, o corrotta, di alcuni stati. Ma anche senza scomodare la privacy del singolo, già a rischio laddove l'hacking non c'entra nulla, la cosiddetta cyberguerra sembra avere preso risvolti piuttosto seri. Effetti perversi che riportano internet nel contesto militare, con il rischio vero e proprio di reazioni violente. Ovviamente, oggi, è difficile che si arrivi alla guerra tra superpotenze, con le grandi economie quasi tutte legate da crediti e debiti astronomici. Cifre che molti si chiedono a cosa servano ma che, pur essendo spesso vincolate a speculazione e sfruttamento poco etico, preservano equilibri delicati. Ovviamente, vista la volubilità dei mercati, il soldo non basta, così come non basta il Prodotto Interno Lordo, e chi vuole mantenersi in corsa è costretto ad accumulare un diverso tipo di moneta che si chiama informazione. Ecco perché non è certo il caso di essere stupiti di fronte alla guerra informatica, soprattutto se chi si stupisce o si spaventa giustifica, con un pragmatismo dai tratti deliranti, il sistema di mazzette che regola il mondo dei grandi investimenti. Ma se non altro chi giustifica questo tipo di comportamenti può facilmente accettare che in questa guerra, molto probabilmente, ci sono dentro tutti, chi più chi meno. Ed eccoci arrivati al punto della questione. La Cina, infatti, ha affermato di aver subito attacchi via web che sono partiti dal suolo degli Stati Uniti d'America. Nulla di cui stupirsi, anche se tutto quanto è basato su mere ipotesi e speculazioni, visto che gli USA hanno sempre lavorato con l'intelligence informatica ed è lecito presumere che, grazie a un bagaglio tecnico che precede di molto la nascita di ArpaNET, abbia osservato in lungo e in largo antagonisti politici, culturali ed economici anche via web.

PC Magazine #109

D'altronde se qualcuno può permettersi di mettere una spia in un paese straniero, per quale motivo non dovrebbe usare l'hacking? Ma la dichiarazione del Ministero della Difesa cinese, che afferma di aver rilevato circa 100.000 attacchi provenienti dagli Stati Uniti, potrebbe essere letta come un tentativo di giustificarsi o di distogliere l'attenzione dalle accuse recentemente subite. Infatti, oltre 140 grandi aziende americane, Microsoft inclusa, hanno recentemente lamentato di aver subito, dal 2006, furti informatici per centinaia di terabyte di dati. Gli specialisti in cyber security di Mandiant dicono di aver ricondotto l'attivita hacker all'Unità 61398 della People Liberation Army (ovvero l'esercito cinese) di Shangai, indicando addirittura una sede e un quartiere in cui lavorerebbero migliaia di persone dotate di competenze informatiche e di conoscenza dell'inglese. Prevedibilmente, in seguito alle accuse, il Ministro degli Esteri cinese ha negato tutto, definendo poco professionale il comportamento di Mandiant, vista la carenza di prove. Ma il solo nascere del battibecco, quando fino a poco prima la Cina negava di condannare aspramente qualsiasi tipo di hacking, ammette implicitamente l'esistenza di movimenti cyber-militari che potrebbero portarci nel mezzo di una nuova guerra fredda. Questa volta, però, l'Italia potrebbe non essere così rilevante, vista l'arretratezza tecnologica a cui ci siamo condannati sostenendo, per una sessantina di anni, la politica dei favori, dell'immobilità e delle promesse a vuoto.

di Mattia Armani