Al diavolo PlayStation 67

Abbiamo messo le mani sulla versione console di Diablo III!

PROVATO di Umberto Moioli   —   23/03/2013

Diablo III per PlayStation 3 non è l'esordio della serie su console, già il primo capitolo approdò sull'originale console Sony nel lontano 1998. I risultati allora non furono indimenticabili e da quel momento in avanti la società californiana si è quasi unicamente dedicata al mondo PC, sfornando una quantità di successi commerciali a dir poco impressionante. Il ritorno su sistemi casalinghi, ad ogni modo, doveva avvenire e la conversione dell'hack and slash pubblicato lo scorso anno era già stata al centro di rumor e dichiarazioni che portavano in una sola direzione. La presentazione di PlayStation 4 il mese scorso ha fatto il resto, con l'annuncio ufficiale dell'uscita per entrambi gli hardware nonostante eventuali ritardi di una sull'altra al momento non vengano discussi. Mentre quindi prosegue il processo di rifinitura del gameplay a suon di patch, un percorso che su PC non si è praticamente mai fermato dall'uscita, un secondo team ha lavorato sul porting che abbiamo provato nel corso del PAX East 2013. Manifestazione statunitense dove abbiamo scoperto un titolo identico ma allo stesso tempo profondamente diverso.

Un passo a lato di Diablo III

In termini contenutistici, Diablo III per piattaforme Sony è identico alla controparte PC e Mac. Stessa campagna divisa in quattro atti, medesimi livelli di difficoltà, modalità hardcore e impronta fortemente cooperativa. Lo stesso prodotto, aggiornato alla patch 1.0.7 rilasciata qualche settimana fa e comprensivo di tutte le modifiche implementate dall'agosto scorso ad oggi.

La demo presente all'evento, l'inizio del terzo capitolo giocabile liberamente fino ad un massimo di quindici minuti, ha quindi presentato un titolo che in termini di quest, mostri e ambienti non ha nulla di inedito. Preso in mano il pad però, i cambiamenti non tardano a mostrarsi. Con lo stick sinistro si sposta il personaggio - nella demo erano disponibili solo Barbaro e Cacciatore di Demoni - mentre con il destro si esegue una schivata che vede il nostro alter ego fare una rapida capriola di lato, utile a evitare i colpi e guadagnare una migliore posizione d'attacco.

Le modifiche al sistema di movimento, che da quello indiretto punta e clicca diventa diretto e addirittura guadagna un'importante mossa evasiva, danno una sensazione di maggior rapidità nonostante il ritmo di spawn e la quantità di nemici a schermo non siano stati rivisti in maniera sostanziale. Anzi la modifica fatta alla telecamera, che ora è più vicina e bassa, riduce la porzione di mappa visualizzata restringendo anche il nostro campo d'azione. Sono tutti cambiamenti fatti per creare un'esperienza più immediata e meglio fruibile con il pad, un risultato che possiamo dire viene centrato anche grazie ad una disposizione dei tasti, frontali e dorsali per le abilità, che non complica la vita al giocatore senza allo stesso tempo ridurne la libertà d'azione.

L'interfaccia sposta tutte le informazioni utili nell'angolo basso a sinistra, una posizione ottimale per lasciare il resto del pannello televisivo all'azione e non disturbare la fruizione del gioco dal divano. Oltre ai menù radiali, richiamabili premendo select, la maggior differenza in termini di user interface è quella che coinvolge una sorta di suggeritore che si attiva ogni qual volta un oggetto potenzialmente interessante viene lasciato a terra.

Premendo la freccia direzionale verso l'alto, questo indicatore mostra quali vantaggi e svantaggi porterebbe quel pezzo d'equipaggiamento se utilizzato, segnalando in maniera visuale i cambiamenti alla forza, all'energia vitale e così via. Tutta la cosiddetta itemization, gli algoritmi che regolano la creazione casuale del bottino, è stata modificata per meglio adattarsi all'esperienza console. Meno oggetti saranno rilasciati dai nemici, innanzitutto, per evitare di intasare la visuale con troppe scritte. Inoltre il loot sarà fortemente centrato sulla classe utilizzata dal giocatore e questo perché Diablo III su console non prevede alcun tipo di casa d'aste, né a soldi virtuali né tanto meno a soldi reali. In compenso il titolo, che potrà essere fruito offline, manterrà la cooperativa a quattro giocatori offrendo la possibilità di scambiarsi i pezzi inutili o di troppo. Sono cambiamenti che riaccenderanno una polemica vecchia quanto il gioco stesso: Blizzard dice che la casa d'aste avrebbe comportato un certo grado di autenticazione dei salvataggi e dei dati, quindi la connessione permanente, ma l'assenza della feature non rende più necessaria questa precauzione.

Tra l'altro l'imponente struttura di Battle.Net viene interamente rimpiazzata da PlayStation Network, che si occupa di ogni cosa: dall'invito degli amici fino ai trofei. Volendo la coop sarà sperimentabile in locale, tutti seduti all'interno di un solo salotto, anche se si è scelto di non adottare alcuna forma di split screen in favore di un'unica schermata dentro la quale tutti i quattro personaggi dovranno coesistere. Probabilmente facilitati da un aggiustamento della telecamera, che però non abbiamo osservato in azione. Altre modifiche coinvolgono il bilanciamento stesso del gioco, influendo su aspetti all'apparenza secondari come le pozioni. Queste saranno di un solo tipo e faranno sempre recuperare una quantità di punti vita proporzionale al totale, in questo momento il valore è fissato al 60%. Per facilitare l'individuazione di un nemico quando la folla di creature da spazzare via si fa numerosa, basta premere L2 per agganciarlo e tenerlo sempre nel mirino. In termini di resa grafica la versione PlayStation 3 gira ad una risoluzione di 720p mentre per quanto riguarda la fluidità gli sviluppatori ci hanno detto che puntano a raggiungere le sessanta immagini al secondo.

Ora come ora ci sono diversi rallentamenti e l'immagine non è sempre pulita, ma con ancora - presumiamo - diversi mesi di lavoro davanti ci sarà modo di perfezionare la confezione tecnica. Nel complesso Diablo III si presenta cambiato in alcuni aspetti fondamentali, come i controlli, ma lo spirito del gioco dovrebbe restare intatto. Le modifiche e le peculiarità del controller facilitano la fruizione di una classe da corpo a corpo come il Barbaro, ma dopo un paio di partire le nuove meccaniche ci sembra possano rendere giocabile anche il Cacciatore di Demoni o il Mago. Ci auguriamo solo venga rifinito a dovere, sistemando alcuni riscontri tecnici non esaltanti e garantendo un lancio meno turbolento di quello originale. Per chiudere un piccolo mistero: abbiamo chiesto a proposito della possibile versione Xbox, sentendoci rispondere che al momento Blizzard non parla di altre eventuali piattaforme. Aprendo la cartella stampa però, le immagini riportavano per metà la dicitura PS e per metà quella Xbox... tra l'altro a risoluzione di 1280x720, facendoci pensare a 360. Un quesito che si unisce ad altri, come quello sulle specifiche dell'incarnazione PlayStaion 4, della quale non ci è stato possibile sapere nulla. Toccherà insomma restare in attesa ancora un po' e osservare l'evolvere della vicenda, sperando di avere quanto prima una data d'uscita ufficiale.

CERTEZZE

  • La conversione dei controlli appare riuscita
  • Giocabile anche offline
  • Conterrà tutte le patch uscite sinora

DUBBI

  • Tecnicamente da perfezionare
  • Andrà verificato ai livelli di difficoltà più alti