I grandi preparativi 11

A poco più di due mesi dall'uscita, facciamo il punto sulla beta di Company of Heroes 2

PROVATO di Umberto Moioli   —   15/04/2013

Di tanto in tanto anche gli eventi avversi possono avere dei risvolti positivi. Company of Heroes 2 è stato sviluppato sotto la bandiera di THQ, prima che questa fallisse e il team canadese Relic Entertainment passasse a SEGA. Morale della favola: il gioco ha subito un cambio di data di uscita, ora prevista per il 25 giugno, ed allo stesso tempo un titolo quasi pronto ha goduto di un supplemento di sviluppo. Qualche mese di lavoro extra culminato nella beta iniziata il 2 aprile, un banco di prova importante visto che i server multiplayer si sono improvvisamente aperti a tutti coloro hanno preordinato il gioco o sono stati così fortunati da ricevere una chiave d'accesso. Un evento tenutosi a Londra il dicembre scorso ci permise di discutere estensivamente i dettagli dell'esperienza, lasciandoci oggi il compito di valutare i progressi fatti e di capire dove invece servirà ancora lavorare per dare ai fan il seguito che da tanti anni stanno aspettando.

Campi di battaglia

Lanciato il client, menù e interfaccia sono grossomodo quelle che incontrammo alla fine dello scorso anno. Le due opzioni disponibili, a cui corrispondono una partita basata sulla presa dei Capture Point e un'altra che prevede semplicemente di annientare l'avversario, sono quelle di allora ma il pool di mappe a disposizione è cresciuto considerevolmente.

I boschi e le strade innevate di Kholodny, ad esempio, ospitano intense sfide uno contro uno, mentre in Steppes Frontline la primavera riscalda l'enorme ambientazione pensata per un massimo di otto giocatori, segnata da dolci colline e un fiume che rende quantomai complesso impossessarsi e rifornire il vertice basso del campo di battaglia. Ovunque si decida di vivere lo scontro, i punti di forza di Company of Heroes 2 restano quelli già sottolineati in più occasioni. Si tratta di un'esperienza strategica unica, vicina a quella del titolo originale ma modificata quel tanto che basta da mettere in discussione conoscenze e certezze pregresse.

I grandi preparativi
Gli ingegneri possono costruire fuochi da campo

L'aggiunta di maggior impatto emotivo è quella del freddo: il gelo del fronte russo scende con trenta secondi di preavviso mettendo a repentaglio la vita dei soldati lontani dalle fonti di calore, un problema da risolvere in fretta che viene ulteriormente complicato dalla neve alta e dalle lastre di acqua ghiacciata su cui passare a proprio rischio e pericolo. L'introduzione della cosiddetta Cold Tech e di tutte queste piccole variabili da tenere in considerazione, aumenta la drammaticità dello scontro ma non è quella che più di tutte lo distanzia dal passato. Poter installare un rifornimento di munizioni o carburante su un punto di controllo, modifica radicalmente le opzioni strategiche a disposizione e contribuisce ad ampliare la portata della sfida.

Il ritmo delle battaglie sembra aumentato, non frenetico al punto da compromettere l'attenzione alla micro gestione delle unità ma sufficiente a chiedere di ripensare almeno in parte il modo in cui si gioca.

I grandi preparativi
Trincee, muretti di sabbia e altri ripari permettono la copertura delle truppe

Scegliere i Russi, numerosi e capaci di scalare rapidamente le gerarchie delle costruzioni, anziché i tedeschi, che puntano sull'impatto di forze numericamente inferiori ma spesso devastanti, è un altro elemento da tenere in considerazione che influenza le qualità richieste al giocatore per vincere. Molto farà anche il bilanciamento, è ovvio, e in tal senso modifiche e aggiustamenti sono ancora tutti in divenire: i mortai, tanto per citare un esempio emblematico, vengono considerati alla stregua di alcuni mezzi troppo decisivi ai fini dello scontro, ma non è semplice dire se questo sia dovuto ad un problema reale del gioco o alla necessità che gli utenti si impratichiscano con le giuste contromosse. Il motore è stato modificato per supportare tutta una serie di novità visive ma non solo. Nuovi e migliori effetti, che coinvolgono soprattutto l'acqua, le fiamme e i particellari accompagnano la più sostanziosa introduzione del True Sight. Questo, pur non riproducendo fedelmente il cono visivo di ciascun soldato, cerca di approssimare in maniera credibile la percezione che si ha dell'ambiente circostante.

I grandi preparativi
Gli specchi d'acqua possono diventare una trappola mortale

In fondo questa è la filosofia che permea l'intera esperienza di gioco di Company of Heroes 2: non è un titolo realistico e non prova nemmeno ad esserlo, basta osservare le dinamiche degli scontri per capirlo, ma sfrutta il contesto storico a suo vantaggio per rendere le battaglie tattiche e coinvolgenti. Se si possono muovere critiche all'Essence Engine 3.0, che comunque fa un'ottima figura, bisogna ammettere che certe superfici soprattutto del terreno non sono ad altissima risoluzione. Il path finding inoltre non è sempre ideale, un problema in parte bilanciato dall'abilità di ordinare alla fanteria di scavalcare muretti e basse recinzioni. Giocando al massimo del dettaglio sulla configurazione di prova - Intel Core i5 3570K, NVIDIA GeForce GTX 680 e 16 GB di RAM - non abbiamo riscontrato problemi di performance ma non si tratta certo del miglior test per verificarne la scalabilità. Il salto in avanti tecnico rispetto alla media delle produzioni non è comunque paragonabile a quello del primo Company of Heroes, quindi giocatori dotati di computer di fascia media non dovrebbero aver problemi.

A rapporto

Durante la beta altri problemi riscontrati hanno coinvolto il net code, con frequenti casi di lag e un matchmaking che non sempre funziona come sarebbe necessario. Nei mesi è stata invece rifinita tutta la parte di meta game che coinvolge i Commander e la scelta degli Intelligence Bullettins.

I grandi preparativi
Le texture del terreno non convincono appieno da vicino

Come già discusso in precedenza, tre Comandanti vanno ora selezionati prima di ogni partita e, accumulati sufficienti punti, se ne dovrà scegliere uno così da avere accesso ai potenziamenti che mette a disposizione. Le abilità, di solito buff per potenziare o ridurre il costo di specifiche unità ma anche veri e propri poteri attivi, sono raccolte in modo da favorire una tattica piuttosto che un'altra, agevolando il giocatore che si focalizza sull'uso dei mezzi pesanti, sulle squadre di supporto e così via. Di primo acchito sembra poca roba, ma rendendosi disponibili da metà scontro in poi riescono, se ben utilizzati, a cambiare l'inerzia di uno scontro e quindi potenzialmente dell'intera partita. Provate a bombardare a sorpresa il lago su cui larga parte delle truppe di un nemico stanno avanzando e vedrete come scombinerete i suoi piani! Gli Intelligence Bullettins sono bonus passivi fissi, che migliorano di qualche punto percentuale questa o quell'arma a nostra disposizione e vanno selezionati prima della sfida.

I grandi preparativi
Il motore fisico gestisce lo smembramento dei soldati e la distruzione di mezzi ed edifici

Non si tratta di nulla di speciale, davvero, ma essendo legati al sistema di progressione persistente e ad alcuni obiettivi supponiamo possano rappresentare delle gratificazioni a lungo termine. Lo stesso vale per le mimetiche con le quali modificare l'aspetto dei mezzi di trasporto e dei tank. Sono tocchi di modernità che non vanno a stravolgere l'anima di Company of Heroes 2, una solida base che deve tantissimo all'originale e non ne fa certo mistero. Le ore spese in beta ci hanno soddisfatto: il gioco necessita ancora di essere rifinito e probabilmente così sarà anche dopo l'uscita, esattamente come accade per quasi tutti gli strategici in tempo reale, ma è divertente e intratterrà per mesi e anni. Restiamo curiosi di testare la campagna, che a settanta giorni dal lancio ancora non si è fatta nemmeno intravedere. Da qui al 25 giugno, comunque, confidiamo anche in questa possibilità.

CERTEZZE

  • La solida esperienza strategica di sempre
  • Novità interessanti su più fronti
  • Tecnicamente è sempre un bel vedere...

DUBBI

  • ...nonostante necessiti di rifiniture e bilanciamenti
  • Attendiamo di mettere mano al single player