Coloni della rete

Siamo volati presso la sede di Blue Byte Studios per scoprire i segreti del successo e i piani futuri di The Settlers Online

PROVATO di Umberto Moioli   —   21/05/2013
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Scrivere di The Settler Online è compito un po' diverso dal solito: il titolo, rivisitazione in chiave free to play di una serie storica, non è una novità al punto da essere già passato attraverso una mole di aggiornamenti e nuove feature. Anzi si aggira per i browser di mezzo mondo da oramai un paio d'anni e nonostante non ci siano numeri definitivi, la sensazione è che si tratti di un successo di notevole portata. O quantomeno questo ci suggerisce la crescita esponenziale dello sviluppatore Blu Byte Studios, team tedesco che negli ultimi anni ha quintuplicato la sua forza lavoro, raggiungendo quota 250 persone impiegate, e si trova sempre più al centro dei piani d'espansione del publisher Ubisoft. Un ritorno tale da suggerire un'altra rivisitazione di un brand storico, quell'Anno Online in open beta da una manciata di giorni, e che di recente ha permesso a The Settlers Online di godere di una localizzazione in lingua italiana, passo quantomai importante per aprirsi ad un mercato storicamente avverso alla fruizione di contenuti in idiomi diversi da quello locale. Proprio per questa ragione siamo di recente stati invitati a salire su un aereo e raggiungere Dusseldorf, località della Renania Settentrionale, in modo da parlare con il team di sviluppo e offrirvi una panoramica su un'esperienza per certi aspetti diversa dallo standard a cui il giocatore hardcore è abituato, ma non di meno capace di esprimere interessanti valori produttivi.

Tra vecchio e nuovo

The Settlers Online non si discosta dall'idea che ha reso celebri i suoi predecessori, una serie lunga ben sette capitoli regolari che ci è stato confermato è ancora in sviluppo, quindi proseguirà parallela a questa incarnazione free to play. Il giocatore è chiamato a fondare, ampliare e gestire la propria città, esplorando l'isola a sua disposizione e allargando il centro abitato fino a raggiungere la massima densità abitativa possibile. Gameplay che prevede un ciclo di fasi piuttosto rigido, chiedendo di raccogliere risorse, di utilizzarle per costruire e creare unità, di cacciare i briganti e completare le missioni, quindi di ottenere delle ricompense grazie alle quali accedere a tecnologie e conoscenze che permettano di tornare alla fase edificazione con nuove strutture, capaci di accogliere più persone e rendere la popolazione più florida.

Coloni della rete

Un'idea che sulla carta si potrebbe rivelare ripetitiva se non fosse per una quantità di possibili soluzioni in costante crescita: il numero di risorse diverse, ad esempio, è salito nel tempo fino a 59 a cui vengono associate 26 catene produttive necessarie per realizzare prodotti fondamentali, come il pane, l'allevamento dei cavalli o strumenti di lavoro e guerra avanzati. Le 800 quest scritte e implementate negli anni, sono la dimostrazione della volontà di Blue Byte Studios di parlare anche ad un pubblico interessato a fruire The Settlers Online in maniera più guidata. Non solo a coloro appassionati dell'idea di approfondire la conoscenza di singoli sistemi complessi, come quello economico che permette di scambiare risorse senza ricorrere all'adozione di una valuta. Se il concept è fedele almeno in parte a quello originale, è evidente che le alchimie necessarie per far funzionare un browser game siano diverse da quelle applicate a produzioni tradizionali, come ci ha spiegato Markus Stark, senior producer del progetto. "Ci sono parecchi problemi che abbiamo dovuto affrontare, soprattutto durante le prime fasi di sviluppo, per replicare la formula di The Settlers all'interno di un browser game free to play.

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Un ottimo esempio è la velocità del gioco, che solitamente è più alta all'interno di un prodotto pensato per essere venduto in maniera tradizionale, da completare attraverso un numero inferiore di sessioni più lunghe. Un browser game punta a un'esperienza diluita nel tempo, segnata da partite di minor durata. La nostra soluzione è la costante iniezione di nuovi contenuti. Stimoliamo il giocatore a loggarsi con costanza dandogli sfide sempre diverse. Un anno e mezzo fa abbiamo introdotto l'Adventure System, che da questo punto di vista è stato una svolta per noi e i nostri utenti". L'altro problema "di scuola" quando si parla di free to play è quello della monetizzazione e degli equilibri che questa spesso intacca, ma Ubisoft è convinta anche in questo caso di aver trovato il giusto bilanciamento: "la nostra filosofia, come noto, è di mettere a disposizione di tutti ogni elemento di gioco. Quello che gli utenti paganti possono fare è guadagnare tempo, spedendo meno ore per raggiungere gli stessi risultati di chi invece si avvale unicamente della formula gratuita. In aggiunta, entro il prossimo mese aumenteremo la quantità di bonus disponibili a tutti: duplicheremo quelli per il log in giornaliero, per il superamento di un livello e così via". A qualche anno dalla beta originale e dall'apertura dei server nei primi territori europei, ci siamo fatti l'idea che la traduzione in lingua italiana sia arrivata nel miglior momento per iniziare a giocare: se infatti da una parte The Settlers Online ha assunto dimensioni, ludiche e di community, davvero notevoli facendo crescere esponenzialmente la propria offerta, dall'altra Blue Byte Studios ha lavorato per implementare turorial e guide informative in game utili a chi non ha grande dimestichezza con il genere.

Uno sguardo al futuro

"Abbiamo piani a lungo termine per The Settlers Online" ci spiega Markus Stark, "se dai un'occhiata al nostro team di sviluppo, nel tempo siamo cresciuti in modo da rendere più veloce e abbondante la produzione di aggiornamenti. I nostri progetti in questo momento coinvolgono almeno i prossimi due o tre anni. Gli utenti possono insomma stare certi che non ci sarà alcun rallentamento nello sviluppo. Allo stesso tempo cerchiamo di essere ricettivi con le richieste che provengono dalla community, ci piace l'idea che il gioco sia il frutto degli sforzi congiunti nostri e loro".

Coloni della rete

Un compito a cui spesso non è semplice dare costanza, ma che viene in qualche modo favorito dalla struttura modulare del gameplay: inserire un nuovo tipo di risorsa, ampliare la portata dell'esplorazione delle isole gestite dai personaggi non giocando o creare nuove interazioni è più una questione di bilanciamento che altro, quindi c'è spazio per ogni tipo di trovata fantasiosa. Nel corso dell'anno si susseguono eventi stagionali o creati ad hoc per occasioni specifiche, come i mondiali di calcio, ma le iniezioni contenutistiche di maggior spessore si segnalano all'interno di patch dedicate. Tra poco, per restare a quanto mostratoci concretamente, verrà messo a disposizione dei giocatori il così detto Science System, che se debitamente sviluppato darà accesso a possibilità finora inedite. La creazione di strutture nelle quali raccogliere i volumi, ad esempio, spalancherà la strada a figure come il geologo, utile per individuare i depositi minerari. Ma nel tempo si apriranno anche altri tech tree interessanti, come quello dell'esploratore. Guardando avanti, entro la fine dell'estate i piani di Ubisoft contemplano novità per i giocatori esperti, a cui verrà dato un nuovo scenario con cui confrontarsi, di cui purtroppo al momento non si può rilevare nulla. La componente social all'interno di un gioco come The Settlers Online potrebbe considerarsi relegata ad un ruolo secondario, lasciando di fatto libero chi lo volesse di muoversi come se si trattasse di un'esperienza single player.

Coloni della rete

In realtà negli anni l'implementazione delle gilde, che di tanto in tanto si arricchiscono di caratteristiche inedite, ha reso più allettante il gioco di gruppo, introducendo aspetti come le missioni da completare collaborando con altri utenti. Le idee per aumentare le interazioni tra coloni non si fermano qui, e un po' tra le righe ci è stato confermato che in futuro ci sarà modo di aver accesso ad una modalità player versus player. O quantomeno queste sono le intenzioni. Lo scenario competitivo, comunque dovesse concretizzarsi, si svolgerà su isole dedicate e separate dalle altre, un modo come un altro per proteggere coloro meno avvezzi a questo genere di sfida. Non sappiamo ancora come si potrebbero svolgere le partite, ma ci è stato confermato che coinvolgeranno anche le gilde, per un massimo di venti persone per fazione. C'è insomma tanta carne al fuoco, per il presente ma anche per il futuro del titolo. Abbastanza da spingere a dire che The Settlers Online è uno di quei browser game che recentemente stanno facendo capolino in mezzo ad un marasma di produzioni poco ispirate, e che possono effettivamente interessare anche giocatori abituati a valori produttivi di un certo livello. Resta vero, d'altra parte, che la formula si presta naturalmente ad un ritmo e a certe meccaniche che tanti non riescono a digerire e con cui anche qui si troveranno a scontrarsi. Ma, essendo gratuito, il consiglio è quello quantomeno di provarlo - a questo indirizzo - e capire se soddisfa il proprio palato.

CERTEZZE

  • Contenutisticamente oramai maturo
  • Disponibile in italiano
  • Costante iniezione di novità
  • Formula free to play via browser equilibrata...
DUBBI
  • ...ma ancora non adatta a tutti i palati
  • Tecnicamente meno avanzato rispetto a prodotti simili, come Anno Online
  • Chi cerca a tutti i costi esperienze harcore dovrà rivolgersi altrove