Un inizio sfortunato

Nuovo incontro con Command & Conquer, questa volta alla GamesCom di Colonia

PROVATO di Umberto Moioli   —   22/08/2013
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Lo avevamo già visto durante l'E3 2013 di Los Angeles; siamo tornati a farlo a Colonia, dove Electronic Arts ci ha nuovamente permesso di metterci le mani sopra. Command & Conquer prosegue nel lungo percorso che lo porterà verso l'uscita digitale su PC, attraverso l'oramai immancabile formula free to play, e la versione pre-alpha a nostra disposizione ha grossomodo messo in evidenza luci e ombre di cui già abbiamo avuto modo di discutere in precedenza. Giocando una schermaglia uno contro uno con l'intelligenza artificiale, abbiamo apprezzato la solidità di un impianto ludico classico, basato sulla creazione e la gestione della base, quindi delle unità necessarie per sconfiggere l'avversario.

Un inizio sfortunato

Il gameplay non è dissimile da quello di Generals (e decine di altri prodotti simili) e forse solo un po' più lento. Il problema è che, proprio perché non ci si sta inventando nulla, ogni elemento dovrebbe essere rifinito al meglio per poter far distinguere il complesso dalla massa. E per il momento non sembrano intravedersi qualità così evidenti e cristalline. Anche senza considerare rallentamenti e bug, normali per lo stato preliminare della versione mostrata, per ora elementi importanti come il path finding, la risposta ai comandi e le collisioni delle unità con gli ostacoli della mappa lasciano a desiderare. Inoltre il look e il feeling delle forze in campo, sia per design che per animazioni, non riescono davvero a colpire l'immaginazione e anzi sembrano rendere le fazioni un po' troppo uguali tra loro. Certo l'annuncio delle missioni single player e cooperative dovrebbe allargare ulteriormente un'offerta già piuttosto strutturata, soprattutto in virtù della gratuità del pacchetto di base, ma nel complesso non riusciamo a dirci davvero convinti da questo esperimento. Attendiamo una versione più avanzata e magari qualche ora di gioco a disposizione per poterci esprimere compiutamente.

Command & Conquer si presenta in forma giocabile durante la GamesCom 2013

Generali all'E3

La corsa al free to play continua inarrestabile. Mentre le console di nuova generazione fanno capolino, pronte a inaugurare inediti trend e costumi videoludici, su PC molti grandi publisher cercano di inseguire successi come League of Legends, World of Tanks e DotA 2 provando a dire la loro nell'oramai affollatissimo panorama dei free to play. Electronic Arts ha di recente annunciato Dawngate, variante alla formula dei battle arena, ma all'E3 2013 ha deciso di concentrarsi unicamente su Command & Conquer. Il reboot della storica serie di strategici in tempo reale, nato con il nome di Generals 2, tenterà di fondere un ritorno alle origini con un modello di fruizione dei contenuti più moderno. Ci riuscirà? Noi lo abbiamo provato per una mezz'ora, troppo poco per poter dare giudizi definitivi ma abbastanza per affermare che la strada per il successo è ancora parecchio lunga.

La ricetta per la perfezione

Command & Conquer si fonda su idee talmente consolidate che è difficile pensare di poter sbagliare del tutto bersaglio: generando lavoratori e raccogliendo risorse possono essere costruite le strutture che danno accesso a unità e mezzi sempre più potenti. Quelli che servono per abbattere il nemico. Rispetto all'ultimo capitolo regolare della serie, insomma, qui non si cerca di stupire con colpi di genio o trovate originali, ma anzi sembra essere stata recepita forte e chiara la richiesta degli appassionati di ritornare entro certi binari più standard.

Un inizio sfortunato

A seconda di quale tre le tre fazioni si decide di utilizzare - tra Unione Europea, Alleanza Asiatica-Pacifica ed Esercito di liberazione globale - andrà selezionato anche un generale che influirà su certe unità ma soprattutto darà specifiche abilità speciali, che potranno incidere sullo stile di gioco. Qui si inserisce anche la componente free to play, con le micro transazioni che serviranno per pagarsi un numero di personaggi selezionabili superiore, pur senza impedire agli utenti non paganti di godere ugualmente di un'esperienza bilanciata. O quantomeno è quello che ci auguriamo. Le modalità di gioco comprenderanno partite single player, cooperative e competitive. Queste ultime avranno il ruolo di maggior rilievo, nonostante non sembra che lo strategico aspiri a diventare un faro per la comunità di giocatori interessata agli e-sport, mantenendo un certo equilibrio tra PvE e PvP. Scelta una fazione ci buttiamo in campo per provare un mappa cooperativa, prima, e una sfida competitiva, poi.

Un inizio sfortunato

L'interfaccia e i comandi sono quelli di mille altri esponenti del genere, quindi chi già avesse familiarità non solo con la serie ma con un qualsiasi strategico in tempo reale di stampo classico si troverà a casa propria. In compenso al momento ci sono diversi problemi di path finding che di tanto in tanto impediscono alle unità di muoversi in maniera del tutto sensata attraverso la mappa, e la sensazione è che la qualità generale della produzione necessiti di importanti miglioramenti. Nonostante il Frostbite 3 sia un motore potente e versatile, infatti, animazioni e collisioni sono ancora approssimative, rendendo il gioco non solo un po' grezzo ma ripercuotendosi anche sul gameplay. Lo stesso stile grafico potrebbe essere più incisivo; al momento il colpo d'occhio non è male ma manca quella personalità necessaria per distinguersi. Il mercato degli RTS, così com'è oggi, vive di un numero ristretto di prodotti molto riusciti che è necessario scalzare puntando su importanti valori produttivi. Command & Conquer si presenta ancora un po' grezzo e così com'è potrebbe non essere in grado di confrontarsi con i migliori. Bisogna comunque dire che il tempo per perfezionare l'opera non manca e vi aggiorneremo su tutte le novità che coinvolgono il titolo non appena ne avremo occasione

CERTEZZE
  • Un atteso ritorno
  • Certe meccaniche poco apprezzate sono state eliminate
DUBBI
  • Ancora troppo grezzo
  • La concorrenza sa essere agguerrita