Nuove classi per Fable 66

Alla GamesCom abbiamo provato a fare i maghi con Fable Legends

PROVATO di Antonio Jodice —   18/08/2014

Stessa demo, ma nuove classi e informazioni, per Fable Legends, anche a Colonia. Confermata la struttura di gioco con un villaggio centrale che fa da snodo a tutte le quest della campagna che possono essere affrontate da soli con tre personaggi mossi dalla CPU o online con tre amici e anche vestendo i panni del cattivo sino alla fine. Ci saranno quest principali e secondarie che si attiveranno parlando con gli NPC del villaggio e la storia, unica, avrà dialoghi e scene diverse a seconda di quali compagni porteremo nelle diverse missioni.

Dovendo difendere un villaggio assediato e in fiamme, si otterranno ricompense e dettagli inediti se decidessimo di portare il personaggio che, magari, è nato nel villaggio stesso. Venendo poi al giocato, abbiamo provato il "damage dealer", una maga, che fa capire quanto Lionhead stia studiando il bilanciamento di classi e poteri. La nostra è in grado di lanciare due mele: rosse per fare danni, verdi per abbassare le difese dei nemici a favore di tutti gli altri eroi del team. Le altre magie a disposizione erano una bomba ad area, delle trappole che bloccavano gli avversari infliggendo danni e la possibilità di scambiarsi di posizione con uno qualsiasi dei mostri rompendo così i gruppi compatti e potendo scompigliarne le fila. Le ambientazioni dei dungeon andranno da foreste a miniere e ci saranno pozioni e tesori da scovare. Il gioco è interessante, quanto meno da provare, viene da chiedersi se i giocatori riusciranno ad amare una formula tanto diversa da quella di Fable e che combina un RTS e un RPG d'azione. Noi, senz'altro, lo giocheremo a fondo e prenderemo parte alla beta a fine anno!

Una nuova classe da provare e un po' di info su Fable Legends alla GamesCom di Colonia

La cronaca dell'E3 2014

Un Fable che non t'aspetti, questo è Legends, finalmente, giocabile qui all'E3 di Los Angeles dopo essere stato presentato un po' a sorpresa alla Gamescom del 2013. Iniziamo subito col dire che siamo ancora in alto mare, dato che quelli che come noi si aspettavano di poterci mettere le mani sopra in tempo per natale si dovranno accontentare di una beta pubblica, mentre per la versione definitiva la strada è ancora lunga, iniziata com'è soltanto nel 2012. Legends è un gioco multiplayer fino al midollo in cui fino a cinque giocatori possono affrontare insieme l'intera campagna che ha più punti di vista, uno per ognuno dei quattro personaggi positivi e uno per il cattivo. Perché questa volta le meccaniche action tipiche della saga sono appannaggio dei buoni, mentre per chi decide di fare il cattivo resta il ruolo da dungeon master in una forma di piccolo strategico con cui interferire nel progresso degli altri giocatori. Ovviamente, chi vuole può giocare tutto da solo avvalendosi dell'intelligenza artificiale, ma non vediamo come possa essere anche solo lontanamente paragonabile perché in mezzo a un po' di aspetti ancora da sistemare ce ne sono almeno un paio quantomeno interessanti, ma andiamo con ordine.

Faccio il cattivo

Abbiamo giocato due volte a Legends, vestendo da prima i panni della valchiria, il tank del gruppo dei quattro eroi che si possono muovere, il personaggio deputato a farsi strada per primo e a prendere colpi mettendosi in parata col possente scudo. Il grilletto sinistro lo si usa per colpire i nemici con un'onda energetica, mentre col destro si tirano i fendenti con la spada. Con LB ci si para e con i quattro pulsanti del pad si effettuano altrettanti colpi speciali che vanno dal taunt per attirare su di sé gli attacchi nemici, ad un fascio energetico che li avvicina per poi colpirli, fino ad una sfera protettiva che avvolge tutto il gruppo. Ognuno di questi ha un tempo di ricarica diverso e delle caratteristiche che a quanto pare cambiano e si migliorano col proseguire del gioco e della storia. In pieno stile Fable si trovano forzieri da violare per raccogliere denari per acquistare pozioni, poi utilizzabili con la croce digitale, armi ed equipaggiamento. Questi si acquistano nella città che, sulla falsariga estetica di Bowerstone, fa da hub centrale rispetto alle avventure e fa da punto di incontro per i giocatori prima che possano giocare online. Dicevamo che ci sono un po' di problemi nella gestione della telecamere, ma anche nella potenza dei colpi sferrati col grilletto analogico che, anche a causa di animazioni dei nemici poco all'altezza, si faticano a sentire fisicamente. Nel gioco il manipolo di eroi avanza evitando trappole, distruggendo palizzate che gli si parano innanzi e, ovviamente sconfiggendo i nemici. Carina sembra l'interazione tra gli eroi che possono incrociare i poteri come nel caso del mago che può sì congelare i nemici, ma anche i compagni così da renderli momentaneamente invulnerabili, questo fino al raggiungimento del prossimo livello, che nel nostro caso si chiudeva con lo scontro con un orco gigantesco. Quando si passa a fare i cattivi le cose si fanno più interessanti, rispetto ad un action che senza la componente esplorativa e ironica dei capitoli precedenti potrebbe fare fatica a conquistare i fan. La visuale si allontana di molto e diventa in isometrica e per ogni sezione di dungeon, il cattivo ha una serie di truppe ognuna associata ad uno dei quattro colori del pad di Xbox One. Per non stare a perdere tempo nel selezionare le truppe da spostare, basta impostare il cursore nel punto dello schermo in cui si vuole che queste si spostino e premere il pulsante del colore corrispondente. Le truppe base, ma col salire dei livelli potranno essere cambiate, sono costituite dai goblin forti nel corpo a corpo, dagli arcieri a distanza, dal dinamitardo e da un goblin fortissimo a colpire alle spalle. Ognuno di questi gruppi ha poteri speciali che si attivano col grilletto destro e che si devono ricaricare col tempo. La cosa più divertente del gioco è che, vestendo i panni del cattivo, ci si rende conto di come quando si era buoni, fosse così evidente il risultato del non affidare ad un essere umano la gestione delle routine di comportamento degli avversari. Fable: Legends sembra in grado di regalare discrete soddisfazioni da questo punto di vista, in grado di offrire partite imprevedibili in ogni frangente. Il solo problema sarà verificare l'evolversi della storia e la bontà del combat system di fronte a mappe più complesse, laddove il gioco sembra uno dei pochi casi in cui il cattivo può vincere. La grafica è quella dell'unreal engine che come al solito a fronte di poca interattività col fondale offre ottime soluzioni per le luci e per la solidità dell'impianto in attesa di capire come sarà la varietà degli ambienti. Insomma un titolo atipico che però potrebbe funzionare col giusto gruppo d'amici e con un sistema in grado di evolversi di livello in livello, sempre che i fan siano disposti a seguire questo nuovo esperimento di LionHead

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