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Zombie Fuori Posto

In vista dell'uscita nei cinema di Orgoglio + Pregiudizio + Zombie abbiamo deciso di riproporvi alcuni titoli nei quali la presenza zombie può definirsi inaspettata o non convenzionale

SPECIALE di Davide Spotti   —   04/02/2016

Nella giornata di oggi esordisce nelle sale cinematografiche Orgoglio + Pregiudizio + Zombie, pellicola ispirata all'omonimo romanzo horror fantasy nato dalla penna dell'autore americano Seth Grahame-Smith (qui la scheda di Movieplayer.it con tutte le informazioni). Il film è stato girato da Burr Steers con il supporto di un autore d'esperienza come David O. Russell (The Fighter, American Hustle) alla sceneggiatura. Come si intuisce già dal titolo l'opera è piuttosto particolare, e va ad accomunare il grande classico di Jane Austen con l'immaginario romeriano. Il libro è diventato in questi anni un fenomeno editoriale di grande richiamo, ma in attesa di capire come sarà recepito il film abbiamo deciso di scrivere uno speciale nel quale parleremo di tutte quelle situazioni particolari o inaspettate che hanno avuto come protagonisti i tanto bistrattati zombie nel mondo dei videogiochi. Siete pronti?! Go-go-go!

Gli zombie si annidano ovunque, anche dove non te li aspetti!

Red Dead Redemption: Undead Nightmare

Red Dead Redemption è stato il titolo di punta del 2010 e viene ricordato come uno dei capolavori più prorompenti ad aver popolato la ludoteca della scorsa generazione. A quasi sei anni di distanza abbiamo ancora ben impresse nella memoria le avventure di John Marston, i molti omaggi al genere western racchiusi in un tortuoso percorso di redenzione, fino al brutale epilogo dell'eroe a pochi passi da casa. Nonostante Rockstar fosse riuscita a stupire di nuovo il suo pubblico e a farlo andare in visibilio, pochi mesi più tardi venne messa sul piatto anche l'espansione Undead Nightmare, grazie alla quale il Selvaggio West si trasformava in una delirante landa piagata da un'apocalisse zombie non convenzionale. Il gioco esordì il 26 novembre del 2010 e ne venne anche prodotta un'edizione retail, nella quale erano contenuti tutti i DLC e la modalità multiplayer Assalto dei Non Morti, con la quale veniva introdotto un approccio analogo a quello della modalità Orda di Gears of War. John Marston era di nuovo in sella, supportato dai Cavalli dell'Apocalisse e ben motivato a dare il suo contributo, ritrovando soggetti scomparsi e abbattendo zombie a profusione. Il pubblico e la critica reagirono particolarmente bene all'idea, nonostante fosse fisiologica la flessione contenutistica ed emotiva rispetto alla straordinaria esperienza principale. E' certamente, ancora oggi, annoverabile tra gli esperimenti zombie non convenzionali più riusciti.

Yakuza: Dead Souls

Il brand di Yakuza è ormai nutritissimo, nonostante molti capitoli non siano mai decollati dalle terre del Sol Levante per approdare nei nostri negozi europei. Da dieci anni a questa parte SEGA ci racconta le peripezie di Kazuma Kyriu e i complicati rapporti che si celano dietro alle famiglie più influenti della mafia nipponica. Lo stile visivo, l'atmosfera e i dialoghi hanno sempre avuto una parte preponderante, sebbene il sistema di combattimento e la struttura delle mappe siano stati notevolmente migliorati nel corso del tempo. Poi nel 2011 l'insana idea: realizzare un capitolo di Yakuza infestato dagli zombie. Ambientato nuovamente nel distretto di Kamurocho, dove si svolgevano anche i precedenti tre episodi principali della saga, vedeva Kazuma impegnato a resistere alla catastrofe imminente all'interno di una zona di quarantena organizzata dall'esercito giapponese. A supportarlo anche altri personaggi iconici per i fan come Ryuji Goda, Shun Akiyama e l'immancabile Goro Majma. Quale fu il problema principale della produzione? Semplice, il fatto di aver snaturato dalle fondamenta i cardini del gameplay, virando verso un'impostazione third person shooter che gli si addiceva ben poco. Se volete un consiglio e non vi siete mai avvicinati a Yakuza prima d'ora, potete dimenticare a cuor leggero questo spin-off e concentrarvi sui ben più validi episodi principali, nella speranza che anche Yakuza 0 prima o poi arrivi dalle nostre parti in una lingua comprensibile.

CoD World At War - Modalità Zombie

Inutile spendersi in presentazioni di Call of Duty, sarebbe utile più o meno come spiegare cos'è il ghiaccio agli Eschimesi. Eppure in questa sede non si può fare a meno di parlare della modalità Zombie, inaugurata per la prima volta da Treyarch nel 2008 con il lancio di World At War. L'approccio era assimilabile alla modalità Orda proposta nel medesimo periodo in Gears of War 2, ma ne scaturivano qualità peculiari. In un primo tempo la modalità andava sbloccata dopo aver terminato con successo la campagna principale e solo in seguito, anche grazie all'ottimo successo riscontrato da parte dei fan, Treyarch decise di renderla accessibile fin dall'inizio. Caratterizzata per un'infinita quantità di ondate e la presenza di mappe stratificate, divenne in breve tempo un punto di riferimento per la community, al punto da indurre gli sviluppatori a realizzare tre map pack specificamente dedicati grazie ai quali venivano aggiunti nuovi scenari a svariati easter egg. La formula aveva colto talmente bene nel segno da essere riproposta anche nei nei capitoli successivi e con alcune varianti.

Typing of the Dead

Torniamo indietro nel tempo fino al 2001, anno dell'esordio europeo di Typing of The Dead su Dreamcast e PC. Gli zombie erano gli stessi del celebre sparatutto arcade House of the Dead 2, ma in questo caso le consuete light gun vennero sostituite da dei singolari comandi a tastiera. Il giocatore doveva infatti digitare una serie di parole che apparivano sullo schermo per poter sparare con successo alle creature ostili ed evitare di essere brutalizzato. Ovviamente la maggior velocità di esecuzione equivaleva ad una quantità più elevata di colpi esplosi, requisito particolarmente necessario durante le incursioni combinate. Il pubblico dell'epoca accolse con discreto interesse l'idea, anche per la presenza degli incontri con i boss di fine livello che richiedevano il completamento corretto di frasi più complesse rispetto a quelle ordinarie, o che implicavano di rispondere correttamente a delle domande. Nel 2004 venne pubblicato anche il porting per PlayStation 2 intitolato Typing of the Dead: Zombie Panic, che peraltro rimase confinato ai territori nipponici. Nel 2013 è invece stato proposto Typing of the Dead: Overkill, medesima interpretazione "tasti eristica" basata questa volta su House of the Dead: Overkill per Wii.

Rock of the Dead

Molti di voi avranno certamente provato almeno una volta nella vita uno degli innumerevoli capitoli di Guitar Hero o di Rock Band, ma siamo pronti a scommettere che in pochi possano dire di aver sperimentato il folle Rock of the Dead. Pubblicato alla fine del 2010 su Xbox 360 e PlayStation 3, questo titolo assumeva le componenti tipicamente shooter degli sparatutto arcade alla House of the Dead per mescolarle con meccaniche musicali estrapolate dei rhythm game musicali. Il risultato finale fu una dissacrante mattanza zombie da portare a compimento suonando combinazioni di note che comparivano di fronte ad ogni nemico. L'alternanza tra combinazioni semplici e complesse andava di pari passo con le categorie da dover affrontare e viveva il suo apice nella presenza dei boss di fine livello. La colonna sonora sfruttava una serie di licenze provenienti dall'universo metal e rock, e comprendeva anche otto tracce composte da Rob Zombie. Al contempo non mancavano nemmeno alcune opere di musica classica, tratte dalle composizioni di autori come Bach e Beethoven. Se dovessimo sintetizzarlo in breve: apoteosi trash.

Space, Pirates and Zombies

Concludiamo la nostra rassegna con Space, Pirates and Zombies, titolo del 2011 che a prima vista potrebbe sembrare un tradizionale shooter 2D ma in realtà si sviluppa nel bel mezzo di un'apocalisse zombie di portata galattica. Tra le principali fonti di ispirazione dell'opera ideata da MinMax Games ci sono stati titoli come Star Control, Mech Warrior II o Master of Orion e il gameplay accomunava le caratteristiche dei classici shoot'em up a criteri prettamente strategici. La galassia all'interno della quale si veniva proiettati era generata in modo casuale e popolata da un'ampia varietà di fazioni e nemici da sconfiggere, mentre il giocatore vestiva i panni di un pirata spaziale. Un elemento distintivo del gioco era costituito soprattutto dalla possibilità di gestire e potenziare la propria navicella attraverso la raccolta di risorse, mentre gli zombie erano a loro volta in possesso di tecnologie con le quali abbordare le strutture non ancora contaminate.