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Vampire Crawlers, la recensione del piccolo/grande spin-off di Vampire Survivors

Lo spin-off di Vampire Survivors cambia genere pur conservando e riproponendo lo stesso gameplay di "flusso" del capostipite: un nuovo centro per Poncle.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   11/05/2026
L'artwork di Vampire Crawlers
Vampire Crawlers
Vampire Crawlers
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Vampire Crawlers è la dimostrazione empirica di come si possa restare fedeli ad una visione di gameplay ben specifica, pur cambiando tutte le carte in tavola; che sia possibile costruire ed amalgamare uno spin-off coerente e legittimo facendo leva sul tipo di esperienza offerta, sul tono, sullo stile e non sulla riproposizione e potenziamento di meccaniche ludiche precedentemente utilizzate.

Da bullet hell (o bullet heaven, che dir si voglia) a ibrido tra dungeon crawler e deck builder, la voragine da colmare era effettivamente un abisso in cui Poncle rischiava di affondare deludendo le aspettative e, in un colpo solo, mettendo a repentaglio notorietà e fama appena acquisite.

Se in termini prettamente commerciali il pericolo può già definirsi sventato, con il milione di copie vendute in circa tre settimane, anche sul fronte qualitativo non possiamo che promuovere il nuovo esperimento dello studio capitanato da Luca Galante, coadiuvato da Nosebleed Interactive. A patto che lo si osservi dal giusto punto di vista.

Da simulatore di social a esperienza profonda

Partiamo dall'ovvio e dall'evidente. La nuova creatura di Poncle eredita stile visivo, personaggi, nemici e buona parte delle ambientazioni da Vampire Survivors.
Antonio Belpaese, Poe Ratcho, Poppea Pecorina e tutti gli altri "survivors" sono nuovamente chiamati a combattere mostruosità di ogni genere. Prima andranno ovviamente sbloccati, uno dopo l'altro, completando i livelli, soddisfacendo condizioni che in alcuni casi influenzano pesantemente l'approccio alla partita e, ovviamente, sborsando il giusto quantitativo di monete. In modo del tutto simile, vi ritroverete ad esplorare da una prospettiva completamente inedita la Foresta Folle, ancora abitata da zombie e pipistrelli, la Biblioteca Intarsiata, dimora delle esplosive Signore Rossi, e altri scenari che utilizzano elementi e materiali già visti in passato. Si ripresentano, infine, il piacevole stile visivo in pixel art e il comparto sonoro composto in buona parte da brani noti, opportunamente riarrangiati, e da una marea di effetti tintinnanti, in stile slot machine, che concorrono inevitabilmente a creare la stessa assuefazione esperita ai tempi di Vampire Survivors.

Nonostante i tanti punti di contatto, Vampire Crawlers propone un gameplay completamente inedito. Selezionato il livello di turno, la visuale passa in prima persona come in un qualsiasi dungeon crawler. Muovendosi di casella in casella, ci si può imbattere in un tesoro, in un sacco pieno di monete, in un pollo che restituisce qualche punto vita e, ovviamente, in un manipolo di nemici.

Durante le battaglie, Vampire Crawlers cambia genere di riferimento, rifacendosi direttamente ai deck builder. Inizierete la partita con poche carte nel mazzo. Ognuna di esse ha un determinato costo in punti mana e precisi effetti. Ci sono quelle che infliggono danni, altre che aumentano il numero di offensive nemiche assorbite dall'armatura, carte che aumentano l'area d'attacco o donano altri bonus al personaggio per la durata del combattimento. Ogni volta che il livello d'esperienza dell'avatar aumenta, si può aggiungere una nuova carta al proprio mazzo, così da ampliare un po' alla volta le proprie possibilità strategiche.

L'interfaccia ricalca per sommi capi quella di un qualsiasi dungeon crawler
L'interfaccia ricalca per sommi capi quella di un qualsiasi dungeon crawler

A mano a mano che ci si insinua nelle profondità del dungeon e si ottengono determinate reliquie, si sbloccheranno ulteriori meccaniche di cui tenere conto. Reperendo i castoni potrete potenziare le carte, aggiungendo effetti secondari. I tarocchi arcani garantiscono specifici potenziamenti sin dall'inizio del livello, consentendo di imbastire di conseguenza la strategia in battaglia. Giocando le carte in ordine crescente rispetto al costo in mana richiesto si attiva il sistema di combo che moltiplica e potenzia ogni effetto.

A rendere avvincente l'esperienza ci pensa la progressione con cui, a poco a poco, il gameplay si svela e si approfondisce. Sulle prime, Vampire Crawlers assume le sembianze di un gioco in cui la componente strategica è fragilissima. Nei primissimi dungeon, difatti, i nemici sono talmente deboli che la sequenza con cui si giocano le carte del proprio deck non ha praticamente importanza. La partita si autogestisce, in sostanza, e l'esperienza risulta solo vagamente stimolante. Ci si diverte nell'eliminare orde di nemici con pochi tocchi sullo schermo, l'ottenimento di monete e l'aumento di esperienza del personaggio restano ganci sufficientemente solidi con cui restare aggrappati alla partita, ma la sensazione è quella di un prodotto fin troppo semplice e dal fiato tremendamente corto. Più che un gioco vero e proprio, vi sembrerà di essere alle prese con un social in cui si salta da un video all'altro a velocità luce, alla costante ricerca del contenuto più intrattenente.

All'inizio le cose sono molto, molto semplici da capire e da gestire
All'inizio le cose sono molto, molto semplici da capire e da gestire

Questione di un paio di dungeon completati con successo, fortunatamente. Da quel momento in poi, Vampire Crawlers entra nel vivo e offre una fase intermedia dannatamente divertente e impegnativa al punto giusto. I nemici diventano più forti, le insidie si fanno numerose. Tutte le meccaniche ludiche messe sul piatto, per quanto relativamente contenute nel numero, diventano improvvisamente imprescindibili per superare l'ostacolo di turno. Diventa fondamentale amalgamare un deck equilibrato ed efficiente. Riempirsi di carte offensive vi renderà facile preda degli attacchi nemici. Anellare combo, stando sempre ben attenti al consumo di mana, sarà l'unico modo per avere la meglio contro i boss.

Il "doom scrolling" delle prime partite diventa in breve un lontano ricordo. Non solo dovrete prestare attenzione alla strategia da adottare, ma vi toccherà tornare spesso e volentieri al villaggio per potenziarvi. L'hub di gioco è diviso in varie strutture, ognuna adibita ad un compito specifico. Spendendo le monete guadagnate nei livelli, potrete ovviamente assoldare nuovi eroi, ognuno con carte speciali dagli effetti ben specifici, potenziare il mazzo, aumentare le statistiche dell'avatar sin dall'inizio della partita, aumentare il numero di castoni, quindi di effetti passivi attivabili, per ciascuna carta.

Innegabilmente, parte del divertimento deriva anche dal riconoscere nemici, ambientazioni, situazioni già viste in Vampire Survivors
Innegabilmente, parte del divertimento deriva anche dal riconoscere nemici, ambientazioni, situazioni già viste in Vampire Survivors

A non venire mai meno, anche in questa fase in cui il gioco si complica, è quel gameplay di flusso che ha reso tanto assuefacente Vampire Survivors, reale punto di contatto con il seguito spirituale qui preso in esame. Esattamente come in passato, difatti, a mano a mano che si prende confidenza con le varie carte e si imparano a memoria effetti attivi e passivi di ciascuna, il ritmo di ogni alterco diventa estremamente adrenalinico, assuefacente, quasi ipnotico. Un rapido sguardo, qualche tocco allo schermo e si è già pronti per il turno successivo, mentre si calcola al volo se la propria armatura reggerà l'offensiva nemica o ci si dovrà preparare all'idea di perdere qualche punto vita.

Staccarsi dal gioco diventa estremamente difficile. Sia perché la velocità di ogni partita è ideale per concedersene un'altra senza sentirsi troppo in colpa, sia perché la ricompensa per ogni attacco portato a segno è immediata, ma anche perché, come già detto, la progressione è molto più studiata rispetto a Vampire Survivors.

Un gioco da rompere

Proprio sulla progressione si registra il maggior pregio, ma anche il più grande limite di Vampire Crawlers. L'avventura proposta nel gioco di Poncle è molto più concreta, tangibile e misurabile rispetto al passato. Ci sono dei livelli con una vera e propria conclusione. C'è un'avventura con un inizio ben specifico e una fine dichiarata. Il potenziamento dei vari personaggi è palese e se ne può tenere traccia molto più facilmente. Gli obiettivi da raggiungere, insomma, sono più facilmente individuabili.

Con il giusto tipo di carte potrete naturalmente aumentare la riserva di mana e pescare altre carte, così da ampliare la durata e portata del vostro turno
Con il giusto tipo di carte potrete naturalmente aumentare la riserva di mana e pescare altre carte, così da ampliare la durata e portata del vostro turno

D'altro canto, almeno in questa fase iniziale, Vampire Crawlers è anche un gioco molto più limitato del prequel. I segreti sono molti meno, la progressione è più lineare e anche per questo meno intrigante per certi versi, proprio perché c'è molto meno da scoprire. In una ventina di ore può essere completato quasi del tutto. Siamo certi che Poncle stia già lavorando ad una marea di contenuti aggiuntivi ed espansioni, ma allo stato attuale la situazione è questa.

Inoltre, dopo la fase intermedia, Vampire Crawlers entra in uno stadio del tutto simile a quello già incontrato in Vampire Survivors, dove diventa impossibile non "rompere" il gioco. I potenziamenti, oltre che l'esperienza personale del videogiocatore, fanno sì che qualsiasi partita, qualsiasi dungeon diventi una passeggiata di salute. Fortunatamente, si raggiunge questa tappa quando ormai i titoli di coda sono prossimi, o quando ci si sta impegnando nel totale completamento del gioco, ma è un passaggio inevitabile. Si torna così a fare "doom scrolling" e se il divertimento non si azzera mai completamente, certamente diminuisce il fattore sfida e, di conseguenza, il livello d'attenzione.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 9.99 €
Multiplayer.it
8.5
Lettori (30)
8.5
Il tuo voto

Nonostante il cambio di genere di riferimento, chi ha amato Vampire Survivors, finirà inevitabilmente per amare anche Vampire Crawlers. Il flusso dell'esperienza è assolutamente identico, con due sole differenze fondamentali: una progressione più netta in questo spin-off, al costo di una minor presenza di segreti ed elementi secondari da scoprire un tentativo dopo l'altro. Se sulle prime la nuova creatura di Poncle sembra deficitaria sul piano della profondità, in realtà rende necessario lo sfruttamento di ogni meccanica poco a poco, immergendo gradualmente il videogiocatore in una struttura ludica sì adrenalinica e immediata, ma non per questo del tutto priva di un'importante componente strategica. Assuefacente e relativamente longevo, vi serviranno almeno venti ore per completarlo, è l'ideale anche per chi si è sempre tenuto a distanza di sicurezza dai deck builder perché percepiti come troppo cervellotici o dai ritmi eccessivamente blandi. Vampire Crawlers è l'ideale sia per una partita rapidissima, sia per chi cerca un'esperienza con cui mettere a repentaglio vita sociale e ciclo sonno-veglia.

PRO

  • Meccaniche facili da apprendere
  • Progressione ben scandita
  • Artisticamente valido almeno quanto il prequel

CONTRO

  • Meno segreti e longevità più contenuta rispetto al prequel
  • Sulle prime vi sembrerà fin troppo semplice e limitato
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