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L’orrore cooperativo di State of Decay 2

Armati di coraggio ci siamo immersi in un mondo decaduto e pericoloso, affrontando una letale orda di zombie

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   15/06/2017
State of Decay 2
State of Decay 2
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C'era una volta il mondo dei giochi indipendenti: piccole produzioni sperimentali, titoli nati dalla voglia di pochi coraggiosi che puntavano tutto su idee nuove e meccaniche originali. Oggi quel mondo esiste ancora ma è cambiato, o meglio si è allargato anche a progetti più solidi dal punto di vista tecnico ma anche vasti e articolati. Qualcosa che, in certi casi, prende il posto delle produzioni di medio livello che oramai i grandi publisher hanno abbandonato in favore di un numero limitato di rilasci su cui investire tutto il proprio potenziale, economico e d visibilità. State of Decay 2 rientra in questa logica: è il seguito di una produzione piccola ma non troppo, che ha avuto grande successo mettendo in luce valori importanti, anche dal punto di vista tecnico. L'idea non è, o quantomeno non è più, poi così originale ma tornare ancora una volta in un gigantesco open world per combattere orde di zombie assassini sarà di certo un piacevole passatempo per diversi giocatori. All'E3 2017 abbiamo avuto l'opportunità di incontrarlo da vicino...

La strategia vincente

Parte del successo dell'originale si deve alla formula che mescolava e mescola una componente gestionale alla classica azione ammazza zombie. Anche in questo seguito torna quindi la necessità di gestire la propria comunità di sopravvissuti, potendo passare da uno all'altro in qualsiasi momento per sfruttarne le peculiarità e scegliendo di volta in volta come sfruttare le risorse accumulate. Avere una fonte di cibo, magari rappresentata da un piccolo orto, richiede un personaggio abile nel giardinaggio ma ci permette di rendere felice un certo numero di persone, andando a influire sul valore che regole il morale generale. Ovviamente eventuali perdite di vite, eventi avversi o condizioni di vita non all'altezza delle aspettative abbasseranno questo indicatore, andando a influire negativamente sulle prestazioni dei nostri piccoli, grandi eroi. Basta che manchi qualche letto per abbassare lo spirito comune, una regola a cui non si pensa normalmente ma che in situazioni estreme emerge in fretta. Come nell'originale, anche in State of Decay 2 questa diversità viene espressa attraverso alcuni tratti che spiegano cosa il nostro (o la nostra) facesse prima che le cose si mettessero per il peggio, ma adesso i background sono saliti vertiginosamente verso le mille unità, dalle duecento precedenti. Torna anche il sistema di progressione che affianca ad alcune statistiche di base, come la salute e la resistenza, altre specifiche. Un ex poliziotto, ad esempio, non solo sarà più incline ad essere usato in combattimento ma è anche più probabile che sviluppi la capacità di sviluppare particolari specializzazioni sia a mani nude, sia con le armi. Il numero di variabili è davvero enorme e ci dovrebbe volere un bel po' per vederle tutte.

L’orrore cooperativo di State of Decay 2

Quando il gioco si fa duro

Se la parte gestionale esce potenziata e ingrandita rispetto al primo episodio, un simile trattamento è stato riservato anche alla metà action di State of Decay 2. Come in passato in qualsiasi momento si può uscire dal proprio accampamento - fortezza, salire in macchina e andare alla ricerca di case e negozi da saccheggiare per cercare qualcosa di prezioso. Il rischio è ovviamente rappresentato dai non morti che, soprattutto attirati dal rumore, convergono su di noi per cercare di mangiarci: il sistema di combattimento è sempre improntato all'immediatezza, ci sono numerose armi sia da corpo a corpo che da fuoco e abbondano le animazioni tra spettacolari esecuzioni con tanto di smembramenti e orribili scene di morte quando uno dei nostri compagni viene aggredito. Oltre agli avversari standard, che abbondano e diventano sempre più numerosi mano a mano si genera attorno a noi del rumore, tornano quelli con tanto di abilità speciali. Ne abbiamo visti un paio: uno dopo qualche proiettile esplodeva in una nuvola di fumo tossico, rendendo impossibile passare nell'area circostante, l'altro era un enorme bestione capace di incassare un gran quantitativo di colpi prima di accasciarsi al suolo. Le ondate sono tra l'altro procedurali, quindi è impossibile sapere cosa aspettarsi ed è meglio sempre essere pronti al peggio. La novità principale comunque è il multiplayer cooperativo: in qualsiasi istante si può richiamare in partita un amico oppure un giocatore casuale, quindi andare con lui in cerca di avventure.

L’orrore cooperativo di State of Decay 2

È ovvio che sterminare nemici con un compagno o due è certamente più interessante che farlo con l'intelligenza artificiale, soprattutto perché certi piccoli tocchi, come l'abilità di aprire entrambe le portiere per "stendere" gli zombie, facilitano la realizzazione di quei momenti di pura ilarità che rendono ogni partita diversa da quella precedente. Purtroppo c'è un però: la cooperativa si svolge solo all'interno di una delle due partite, quindi o voi invitate qualcuno o viceversa, ma non c'è un mondo condiviso in cui due comunità possono essere costruite e collaborare. Questo limita moltissimo l'orizzonte della modalità multiplayer, rendendola di fatto un contorno o poco più. Peccato perché forse in quattro anni, tanti ne sono passati dal rilascio, si sarebbe potuto fare qualcosa di più anche considerando che il genere survival è cresciuto tantissimo e oggi l'offerta, specialmente su PC è vasta e composta da prodotti di grande spessore. Lo stesso vale anche per la componente visiva: ci sono state diverse migliorie relative soprattutto alla quantità di dettagli e al numero di oggetti ma anche strutture presenti, quindi nel complesso State of Decay 2 ha un look più interessante e vario, però sotto il profilo strettamente tecnico non è nulla per cui strapparsi i capelli. Bisogna sempre ricordarsi, insomma, che si tratta di un progetto di dimensioni relativamente contenute. Non sappiamo su quale piattaforma girasse la demo osservata, di certo considerando la portata visiva di State of Decay 2, è lecito attendersi che su Xbox One X e PC giri fluidamente a 4K e 60 immagini al secondo. Sarebbe davvero un peccato se non riuscisse a raggiungere tale obiettivo. L'uscita è attesa per la primavera del 2018, quindi c'è ancora un po' di tempo per sistemare le incertezze rimaste e presentarsi al meglio al proprio pubblico.

L’orrore cooperativo di State of Decay 2

State of Decay 2 è un "more of the same" in positivo, una rivisitazione della formula originale che non stravolge il lavoro di quattro anni addietro ma lo amplia sotto ogni punto di vista. La componente gestionale è stata resa più profonda e articolata, mentre l'azione conta su un gran numero di nuove armi, mezzi e situazioni. L'aggiunta della cooperativa sarebbe potuta essere la ciliegina sulla torta, peccato quindi che risulti essere piuttosto limitata. In modo simile i quattro anni passati non hanno portato in dote un salto in avanti tecnico stratosferico, mettendo in mostra i limiti di una produzione comunque piuttosto limitata.

CERTEZZE

  • Più grande e cattivo
  • Aggiunge il multiplayer...

DUBBI

  • ...anche se con modalità un po' poco incisive
  • Tecnicamente non c'è stato un salto in avanti clamoroso