Intel Coffee Lake: ecco i Core i7-8700K, i5-8600K e i5-8400

La serie di processori Coffee Lake punta sul maggior numero di core ed è a tutti gli effetti una risposta di Intel alle CPU AMD Ryzen

SPECIALE di Mattia Armani —   06/10/2017
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Ne abbiamo già parlato a più riprese, ma con il lancio ufficiale dei processori Coffee Lake siamo finalmente liberi dai rumor e possiamo concentrarci sulle prestazioni. L'architettura affonda sempre le radici in Skylake (oramai in vendita da un bel po'), ma l'ottava serie della generazione Core ha compiuto un passo in avanti molto importante che tra l'altro, come scoperto dall'overclocker HKEPC, comporta l'utilizzo di un die più lungo. Con i nuovi processori Intel ha aumentato il numero di Core per tutti i modelli mainstream seguendo la strada battuta da una AMD che adottando questa strategia con gli economici processori Ryzen ha registrato un successo strepitoso.Successo che ha costretto Intel a fornire delle risposte, la più importante delle quali è proprio la serie CPU Coffee Lake S, quella destinata al settore desktop, che non arriva fino gli otto core dei Ryzen 7 ma può contare su frequenze ancora più elevate, transistor a 14nm ulteriormente migliorati e IPC superiore. Inoltre, mettendo in campo sei core nelle serie Core i5 e Core i7, ha tutte le carte in regola per dare la sufficiente potenza extra agli streamer e a chiunque abbia necessità multitasking ma non voglia spendere le elevate cifre richieste dai processori di fascia estrema.

Intel Coffee Lake: ecco i Core i7-8700K, i5-8600K e i5-8400

Compromessi, vantaggi e svantaggi del passaggio ai sei core

La risposta di Intel all'offensiva AMD arriva a sette mesi dal lancio delle CPU Ryzen 7 ed è degna di nota anche grazie all'incremento - il primo da dieci anni a questa parte - di due core per tutti i modelli. I prezzi invece restano simili, benché in alcuni casi poco più elevati o poco più bassi, a quelli dei modelli precedenti, con 359 dollari per il Core i7-8700K, 303 per il Core i7-8700, 257 per il Core i5-8600K, 182 per il Core i5-8400, 168 per il Core i3-8350K e 117 per il Core i3-8100. Inoltre la serie Core i5 utilizza lo stesso chipset grafico della serie precedente, con qualche MHz in più, e non è dotata di Hyperthreading, accontentandosi di soli 6 core fisici al contrario dei Ryzen 5 che possono contare sul Simultaneous Multithreading. Infine il chipset della serie 300, necessario per poter usare le nuove CPU nonostante lo sfruttamento del vecchio socket LGA1151, potrebbe non avere lunga vita al contrario dell'AM4 di AMD che dovrebbe supportare anche le prossime due famiglie di processori basati su architettura Zen. Il cambiamento, però, garantisce alcune novità rilevanti che vanno dall'efficienza all'aumento della Smart Cache passando per margini di overclock superiori, riduzione dei pin della CPU riservati, supporto per le memorie Optane e tutta la connettività possibile. Tutte cose importanti anche se quello che preme a noi nel caso di CPU di questo tipo è quanto possano rendere in ambito gaming. Non a caso la maggior parte delle redazioni ha ricevuto il Core i7-8700K, Core i5-8600K e il Core i5-8400, tutti modelli i cui corrispettivi passati sono risultati piuttosto graditi alle diverse fasce di giocatori PC. Il modello di punta, manco a dirlo, è il Core i7-8700K dotato di sei core e dodici thread che possono essere spinti senza problemi fino a 4.9GHz con un sistema di raffreddamento di buon livello. La frequenza di punta, d'altronde, è di ben 4.7GHz in modalità turbo ed è più alta di 200MHz rispetto a quella massima del corrispettivo Kaby Lake, ma in questo caso la CPU punta su un core in particolare. Il clock base, invece, è di soli 3.7GHz, con i 6 core che determinano un calo di ben 500MHz rispetto al Core i7-7700K, ma questo sacrificio, dal peso relativo visto che parliamo comunque di 100MHz in più rispetto ai corrispettivi Ryzen, contribuisce a mantenere il fabbisogno energetico contenuto. I consumi del Core i7-8700K crescono di 4 watt arrivando a quota 95 e lo stesso identico discorso vale per il Core i5-8600K, 3.6GHz di frequenza base e 4.3GHz di picco, che consuma, come il modello superiore, 30 watt in più delle versioni con frequenze bloccate. Queste ultime, quindi, viaggiano a quota 65 watt, esattamente come gli analoghi della serie Kaby Lake, mettendoci di fronte a consumi ottimi, soprattutto nel caso del Core i5-8400 che oltre a mettere in campo 6 core perde solo 200MHz rispetto ai 3GHZ del Core i5-7400 e guadagna 500MHz in modalità Turbo 2.0.

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Applicazioni, giochi e considerazioni finali

Snocciolate le specifiche di base passiamo alle prestazioni effettive che sono decisamente più interessanti. Partiamo con i consumi in idle che si abbassano a 36 gradi per i tre modelli in questione, con il Core i7-8700K che risulta più freddo di 5 gradi rispetto al Core i7-7700K. La situazione, però, si ribalta quando le CPU vengono messe sotto sforzo intensivo e risultano più calde di una quindicina gradi rispetto ai modelli precedenti. In ballo, però, ci sono ben sei core e di fronte a questo i 134 gradi del Core i7-8700K, 6 in meno rispetto al Core i7-7740K da quattro core, evidenziano i vantaggi delle modifiche architetturali. Modifiche in gran parte funzionali ai sei core che vedono il Core i5-8600K primeggiare sul Ryzen 5 1600X in Blender e perdere in Cinebench R15 con scarti paragonabili. Parliamo però di una CPU che può contare solo sui core fisici mentre il Core i7-8700K, che può contare su 12 thread, vince in tutti i casi sul Ryzen 5 1600X e lo fa con uno scarto rilevante, tanto da arrivare a una manciata di punti dagli otto core del Ryzen 7 1700, grazie alla combinazione IPC e frequenze. Inoltre la CPU di punta della serie Coffee Lake supera tutte le CPU mainstream, battagliando giusto con il Ryen 7 1800X, nei test PCMark 8, conquistando parecchi punti in relazione al rapporto tra prezzo e prestazioni complessive. Rapporto che si mantiene con diversi giochi, ovviamente al di sotto del 4K dove le differenze tra le CPU si fanno più nette, che premiano un buon rapporto tra numero di core e frequenze come Ashes of the Singularity: Excalation, Civilization VI, che digerisce bene anche le CPU Zen, e Grand Theft Auto V, affine alle CPU Intel come Overwatch. Anomalo invece il comportamento di Rise of the Tomb Raider, che favorisce il Core i5-8600K rispetto al modello superiore, mentre nella gran parte dei casi il Core i7-7740K e il Core i7-7700K, caratterizzati da frequenze base più elevate, restano i processori da gioco più performanti. Ma con i suoi sei core, prestazioni complessive elevate e numeri spesso in linea con il più costoso Ryzen 7 1800X, il Core i7-8700K, che è seguito a distanza piuttosto breve dal Core i5-8600K, è senza dubbio un processore da tenere in considerazione per un sistema mainstream a tutto tondo. E lo stesso vale, scendendo di fascia, nel caso del Core i5-8400 che spesso se la gioca con i Core i5-7500 e 7600 per batterli, in alcuni casi, di parecchie lunghezze. Ma la cosa non ci stupisce visto che Intel ha perso piede nella fascia media ed è proprio quello il punto in cui ha colpito più duramente, con l'ovvio obiettivo di mettere in secondo piano il Core i5 1600. E nei giochi ci riesce, perdendo meno dei modelli superiori in quanto a clock base e guadagnando di più in relazione alla frequenza massima, anche se deve arrendersi sul piano delle applicazioni professionali a causa della mancanza del Simultaneous Multithreading. Non può inoltre contare sull'overclock, a differenza dei modelli K che sono stati spinti senza troppi problemi a 4.9GHz con una buona ventola recuperando il gap con il Core i7-7700K, e stiamo parlando di tutti i core con guadagni superiori al 10% per il più potente, che parte da una frequenza più elevata, e di quasi 20 punti percentuali per il Core i5-8600K. Tra l'altro in alcuni casi quest'ultimo è stato spinto anche a 5.3GHz, ma il sample ricevuto da altre redazioni ha avuto problemi già a 5GHz, segno che ci troviamo già oltre la soglia in cui la qualità costruttiva può essere d'ostacolo. I risultati, comunque, sono eccellenti e ci assicurano la possibilità di compensare le frequenze base più basse rispetto alle CPU Kaby Lake. Inoltre la potenza del Core i7-8700K riesce quasi a farci dimenticare che manca ancora un'opzione a otto core in una serie fatta di prodotti, potenti, bilanciati e versatili, forti di un ottimo rapporto tra prezzo, consumi e prestazioni che garantisce a Intel un'entrata in grande stile nel mondo dei processori mainstream a sei core.