MotoGP 17 esports championship Finals  10

Mentre gli esports acquistano sempre più importanza, Milestone dà una prova di forza non indifferente nel settore con una competizione mozzafiato

SPECIALE di Aligi Comandini —  10 giorni fa

Già da anni i titoli competitivi online più importanti smuovono cifre da capogiro, ma la febbre degli esport non ha mai toccato temperature paragonabili a quelle osservate in questo specifico periodo storico. Ormai quest'argomento non è più dominio dei soli siti specialistici e dei forum: tra quotidiani, televisione, e distinto rumore di fondo se ne parla praticamente ovunque. Persino in Italia la carriera dell'atleta esport - prima quasi una chimera irraggiungibile - inizia ad acquistare una concretezza quasi palpabile, pur restando un percorso più che mai irto di ostacoli. Oggi però non siamo qui a discutere del futuro degli esports, del loro effettivo valore culturale dalle nostre parti, o del loro riconoscimento come sport; se li abbiamo tirati fuori è solo perché recentemente abbiamo assistito a un evento che ce li ha fatti apprezzare in modo molto diverso dal solito, ed è addirittura riuscito a spostare la lancetta della nostra bilancia verso una visione ottimistica del loro futuro: la finale mondiale esports di MotoGP 17.

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Sedici proiettili

Milestone ha fatto le cose in grande per il suo titolo di punta: migliaia di giocatori si sono sfidati in una serie di prove a tempo con moto e piste predefinite, e solo sedici di loro - quasi tutti europei - sono stati in grado di guadagnarsi un posto sul palco allestito al circuito Ricardo Tomo di Valencia. Primo premio: una BMW M2 nuova di zecca (accompagnata da svariati altri premi di tutto rispetto). Noi, da paese di corridori quale siamo, avevamo addirittura cinque rappresentanti alle finali, tutti giovanissimi. Hanno dato tutto, in una situazione dove la tensione si poteva tagliare col coltello e un solo errore era sufficiente a buttare al vento gli sforzi fatti. L'intervista con quattro di loro è stata particolarmente interessante: al di fuori di IOTIFOROSSI - nome reale Davide La Morgia - di 24 anni, stiamo pur sempre parlando di giocatori sotto i vent'anni con riflessi da pantera e tante belle speranze (non che Davide non li avesse, semplicemente era lui l'assente).

In particolare ci siamo divertiti molto chiacchierando con Vindex813 (Michael Amara), Ivangamer2346 (Ivan Avella) e Luigi48GP (Luigi Attruia) - i primi due solo sedicenni, il terzo diciottenne - che sono riusciti a delineare con grande lucidità la situazione e a definire favoriti e "pericoli" ore prima della gara, dopo aver fatto risultati notevolissimi alle prove generali del giorno precedente. Non avevamo davanti dei maniaci del competitivo o degli squali da pad, solo semplici giocatori appassionati: Ivan e Vindex ci hanno rivelato di esser grandi amanti dei racing games (hanno cominciato con MotoGP 15) e di aver provato a partecipare solo dopo aver notato di non avere reali sfidanti nelle corse online. Luigi, peraltro, già lo conoscevano: nelle competizioni in rete era l'unico a stare sempre lì, non ferratissimo sulle prove a tempo ma un drago nelle sfide dirette. I loro risultati durante le qualificazioni sono stati così validi da porli automaticamente tra i favoriti del torneo.

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Da Roma con furore

Lorenzo Daretti è arrivato dopo: non il più giovane del gruppo, ma forse il più emozionato. "Noi tre già ci conoscevamo", ci hanno spiegato Vindex e Ivan, "poi è arrivato lui e ci siamo detti: ma chi ca... è sto Trastevere73? È fortissimo". Il ragazzo infatti era l'outsider del gruppo, giocatore più di RIDE che di MotoGP, ma comunque grandissimo fan di racing simulativi a sua volta (staccato il registratore ha iniziato a descriverci certi cambiamenti dei giochi dei MotoGP passati che non aveva apprezzato, oltre a parlottare di numerosi altri titoli di guida tutti rigorosamente da giocare con volante e postazione).

Dall'intervista coi quattro siamo usciti quindi con due consapevolezze: "gli italiani possono tutti vincere la finale" e "i più pericolosi sono sicuramente gli spagnoli". Prevedibilmente questi due precetti si sono rivelati veri appena le corse sono cominciate, nonostante una delusione durante la prima semifinale. Erano due gli italiani a vedersela in questa sfida infatti, e sono volati entrambi a terra, mentre il favorito Mandzukic17 (Christian Montenegro Sanchez, spagnolo, nonostante il nickname) staccava il gruppo grazie a una prestazione dominante. Laddove Vindex però non è riuscito ad andare oltre il quinto - dopo esser stato praticamente buttato fuori, a dimostrazione della sua comunque impressionante perseveranza - Luigi48GP ha sfoggiato un'abilità quasi sovrannaturale, arrivando secondo nonostante la caduta. Qui abbiamo iniziato a vedere la grandezza del gioco in campo esports: la gara è stata esaltante, adrenalina pura, grazie a una serie di sorpassi folli e a ragazzi che, invece di sedersi sugli allori e rafforzare la posizione, si sono battuti fino all'ultimo secondo per dare spettacolo e dimostrare la loro forza (seriamente, bastava una delle prime quattro posizioni per passare, e la griglia di partenza della finale sarebbe stata comunque decisa da una gara a tempo successiva).

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La grande vittoria

La scelta di competizioni da 10 giri è stata brillante per MotoGP 17: rende il tutto a tratti più godibile di una gara reale per chi non ha troppo tempo da consumare, poiché al di là di qualche impatto non proprio realistico, quelle che appaiono sullo schermo sono sfide tra piloti che non devono temere per la propria vita. Saranno pur state virtuali, ma le gare di queste finali ci hanno spesso fatto salire il cuore in gola, specie sapendo che per i ragazzi coinvolti già essere a Valencia a correre a un passo dai loro idoli rappresentava un sogno. Giustamente, anche la seconda semifinale si rivela una bomba, con Paul_IG capace di staccare inizialmente il gruppo, ma poi ripreso sia da Ivan sia da Trastevere, mentre un aggressivo Motero (anche lui spagnolo) soffia a IOTIFOROSSI la possibilità di qualificarsi. Trastevere, dal canto suo, dimostra di averne superando Paul_IG a fine gara e assicurandosi la vittoria. Meno esaltante la qualifica a tempo, per ovvie ragioni, anche se i favoriti si fanno notare subito: Daretti e Sanchez sono staccati di soli 50 millesimi, e già si sente l'odore di una sfida all'ultimo sangue tra i due. Con tali scintille nell'aria la finalissima parte alla grande, un gruppo si forma subito dietro a Trastevere e Mandzukic, e Luigi sfortunatamente cade quasi subito (non riuscirà purtroppo a recuperare come fatto nella gara precedente, per via del livello generale stavolta troppo elevato).

Mentre ad ogni modo nelle retrovie si consuma una sfida incredibile tra Ivan e l'unico corridore tedesco dell'evento, TimothymcGarden, è però proprio la testa del serpente ad offrire lo spettacolo migliore: Trastevere resta incollato a Mandzukic fino alla fine, lo sorpassa verso la fine della gara, e tiene la testa con dei giri impeccabili che gli garantiscono la vittoria. Esplode di emozione alla fine, quasi incredulo di essere arrivato a fare tanto, mentre Ivan si guadagna un terzo posto glorioso per lo stivale. È un successo; non tanto per la vittoria nostrana, quanto per come si è svolto il tutto: l'organizzazione dell'evento è stata impeccabile (anche perché curata da Dorna Sports), non ci sono stati problemi tecnici seri, le gare sono risultate una gioia per qualunque appassionato e l'evento ha avuto una risonanza mediatica impressionante grazie al commento di Valentino Rossi su Movistar e di Guido Meda e Favij su Sky (anche se il coinvolgimento di Dorna ha portato a una concentrazione sui "vecchi" medium e quindi a una minor diffusione su canali tipici come Youtube e Twitch).

È stata una grande prova da parte di Milestone, e una dimostrazione che al fianco di titoli di non facile comprensione come gli strategici in tempo reale e gli sparatutto tattici possono coesistere discipline esports apprezzabili anche da chi non si intende necessariamente di videogame. MotoGp è solo la punta dell'iceberg se si fa mente locale delle possibilità, ma è indubbiamente una punta dura come il diamante dopo lo show di Valencia. Ora non resta che attendere, e capire se le cose possono fare un ulteriore balzo di qualità nei prossimi anni; intanto, congratulazioni a Trastevere, a Mandzukic, a Ivan e a tutti gli altri ragazzi coinvolti. Siete stati grandi.