Facciamo le volpi nella recensione di Super Lucky's Tale  21

La simpatica volpe Lucky approda su Xbox One con un nuovo platform

RECENSIONE di Giorgio Melani   —  9 giorni fa

La volpe Lucky è stata già protagonista di un primo platform uscito in esclusiva per Oculus Rift, ma una mascotte così simpatica e ben costruita (lo diciamo senza ironia, ci è davvero piaciuta) meritava di uscire dagli angusti confini del visore a realtà virtuale e raggiungere un pubblico più ampio. Accogliamo dunque con interesse questo Super Lucky's Tale, un vero e proprio seguito evoluto e potenziato del primo platform uscito qualche tempo fa, che ha perso ovviamente l'impostazione virtuale ma guadagnato qualcosa di più in termini di contenuti e struttura di gioco. Con le modifiche applicate, la nuova avventura di Lucky ha raggiunto una forma da videogioco completo, e nonostante sia distribuito comunque come titolo budget, Microsoft ci ha puntato abbastanza da inserirlo nella line-up di lancio di Xbox One X, console sulla quale sfoggia i famosi 4K nativi a 60 frame al secondo.

Non che si tratti proprio di un titolo adatto a dimostrare le potenzialità della nuova macchina, visto che il comparto grafico non è particolarmente avanzato, ma rappresenta comunque un'interessante aggiunta in un genere che risulta sempre drammaticamente scoperto in questi anni, almeno per quanto riguarda le piattaforme non Nintendo. Su questo fronte si può aprire la discussione maggiore sui problemi di Super Lucky's Tale: avrebbe le potenzialità per ritagliarsi un bello spazio come mascotte videoludica, vista la scarsità di concorrenti e l'ottimo lavoro fatto da Playful Corp. nella caratterizzazione del protagonista e del mondo circostante, ma alla prova del controller risulta un platform fortemente imperfetto. Che è un po' come dire che gli sviluppatori sono riusciti bene in tutto ciò che non è strettamente necessario al gameplay, inserendo giusto un paio di errori negli ambiti più importanti del gioco. Tutto questo riguarda però più un rammarico per il potenziale sprecato che non un giudizio complessivo sul prodotto, che comunque mantiene un certo equilibrio tra fastidiosi difetti e aspetti positivi.

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2 e mezzo, quasi 3D

Il canone classico dei platform si ritrova già dalle premessa narrativa, tanto semplice quanto efficace nel dare l'avvio all'avventura: Lucky si ritrova improvvisamente risucchiato da un vortice magico all'interno del misterioso "Tomo delle Ere", un libro magico rinvenuto dalla sorella avventuriera Lyra, con la necessità di risolvere vari problemi. C'è una "famiglia disfunzionale di coccolosi criminali" (citando direttamente dal gioco) che ha deciso di sfruttare il libro per seminare il caos tra i mondi in esso contenuti, e con Lyra rimasta all'esterno del vortice toccherà a Lucky rimediare al pasticcio, dando una lezione a ognuno dei felini delinquenziali. La struttura ibrida di Super Lucky's Tale alterna livelli in "2,5D puro" (ovvero con movimenti schiacciati su un piano bidimensionale ma grafica in 3D) a sezioni più propriamente tridimensionali, riuscendo in questo modo a introdurre varietà nell'azione ma al contempo perdendosi un po' tra le due impostazioni senza trovare una sintesi pienamente chiara.

Sono dunque in 3D soprattutto le parti che fungono da hub per entrare nei vari livelli, presentando quattro mondi differenti ognuno composto da diversi stage tra quelli principali e secondari. Scopo del gioco è essenzialmente raccogliere una certa quantità di quadrifogli che consentono di accedere ai mondi successivi, che possono essere conquistati raggiungendo semplicemente la conclusione dei livelli oppure attuando una serie di azioni secondarie che caratterizzano ognuno di questi (raccogliere tutte le lettere della scritta "Lucky", scoprire i quadrifogli nascosti, risolvere enigmi). Il level design è alquanto discontinuo e alterna momenti decisamente piatti ad alcune ottime idee - che emergono nelle situazioni più disparate o spesso nei combattimenti contro ai boss - che in generale dimostrano una certa vivacità nella costruzione dei livelli e una varietà notevole in cui è possibile incappare nel corso del gioco, almeno rispetto agli standard di un platform a due dimensioni e mezzo o "quasi tre".

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Pane e volpe

Ci sono dei buoni momenti nelle fasi platform, specialmente quando intervengono i segreti che aprono strade secondarie e giustificano un certo tasso di rigiocabilità sui vari livelli, che spesso devono essere visitati più volte per essere completati al massimo e trovare tutti i quadrifogli. Il problema è che non si intravedono grosse motivazioni ad aumentare il numero di questi, visto che per la normale progressione sono sufficienti quelli che si incontrano semplicemente avanzando verso la conclusione degli stage o poco più, dunque la spinta alla ricerca completa dev'essere dettata semplicemente dalla volontà di collezionare tutto il possibile. L'alternanza di livelli e richieste da portare a termine determina a volte una buona varietà di situazioni, che comprendono anche enigmi e puzzle di varia tipologia che contribuiscono a mantenere un buon livello di interesse e spingono ad andare avanti ed esplorare i nuovi mondi alla ricerca di ulteriori soluzioni di gioco.

È forse nelle fasi pienamente 3D che Super Lucky's Tale dimostra maggiormente il suo potenziale, con un'articolata costruzione degli scenari a cui si associa una buona dotazione di movimenti per il protagonista, che è in grado di camminare, correre a quattro zampe, colpire agitando la coda, saltare e scavare tunnel sotterranei in un mix piuttosto fluido di azioni possibili. Tuttavia, queste buone basi sono fortemente minate in particolare da due difetti che in un platform possono risultare fatali, specialmente perché tendono a sommarsi tra loro in un mix frustrante: un'inquadratura inadatta e qualche incertezza nel sistema di controllo. Se nelle fasi 2,5D la questione ovviamente non si pone, quando il gioco si apre alla tridimensionalità pura il fatto che la telecamera non sia pienamente controllabile a 360 gradi risulta strano e fortemente limitante. Soprattutto perché i controlli richiedono spesso una grande precisione nel calcolo dei movimenti e ci si trova a volte a non capire esattamente le distanze e le prospettive in cui ci si trova ad agire. Su questo fronte, avrebbe aiutato molto l'aggiunta di qualche movimento correttivo in grado di rendere più addomesticabile il margine d'errore, come la possibilità di aggrapparsi alle sporgenze o un controllo maggiore sulle traiettorie dei salti.

Obiettivi Xbox One

23 obiettivi sbloccabili per il solito totale di 1000 punti da aggiungere al Gamerscore sono il bottino nascosto dentro a Super Lucky's Tale. Molti di questi achievement si raggiungono semplicemente avanzando nel gioco, alcuni di questi anche piuttosto ricchi, dunque si prospetta un'ottima raccolta per i cacciatori di punti anche senza dover scavare troppo a fondo.

Eclettismo bucolico

La caratterizzazione scelta per il gioco è molto piacevole e ricorda da vicino i classici platform 3D dell'epoca Nintendo 64 e dintorni, inserendosi nel filone nostalgico che proprio in questo periodo sta prendendo piede dopo un lungo digiuno di titoli di questo genere. Dopo Yooka-Laylee e A Hat in Time, anche Super Lucky's Tale mette in scena un suo mondo faceto e colorato, in questo caso alquanto fiabesco anche se non privo di un certo spirito umoristico e ironico. Le quattro ambientazioni principali vanno da una campagna bucolica con influssi western al deserto a tema natalizio, tanto per fare degli esempi sulle bizzarre contaminazioni scelte per giocare sui cliché del genere, tutte con ulteriori variazioni visibili nei livelli sotterranei o nei singoli livelli accessibili dai mondi-hub. A fronte di un impianto grafico non troppo impegnativo sarebbe stato l'ideale avere i 60 frame al secondo anche su Xbox One standard, invece tali performance sono riservate esclusivamente a Xbox One X, sulla quale il gioco sfoggia anche un 4K nativo di grande effetto. Su una normale Xbox One S, Super Lucky's Tale mantiene inalterato il fascino della sua caratterizzazione cartoonesca anche a 1080p ma la fluidità si attesta sui 30 fps. Si tratta comunque di performance decisamente stabili, ma vista la complessità non eccessiva uno sforzo in più in termini di frame-rate in un gioco di questo genere sarebbe auspicabile. Anche l'audio riflette il registro estetico scelto dagli sviluppatori, con musiche orecchiabili e allegre ed effetti sonori che ricordano i classici del genere, con tanto di voci e parole campionate ad accompagnare le fasi di gioco. Da notare, su questo fronte, il doppiaggio completamente in italiano.

Versione testata
Xbox One
Digital Delivery
Xbox Store
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (13)

8.0

Il tuo voto

Lasciando perdere paragoni assurdi e scomodi con altri titoli usciti in questo periodo altrove, è un piacere veder tornare un platform 3D su Xbox One, tanto più sotto l'egida di Microsoft Studios a garantirne un minimo di spinta in occasione del lancio di Xbox One X. Super Lucky's Tale avrebbe potuto raggiungere ben altri risultati con una maggiore cura nel sistema di inquadratura e qualche raffinamento nei controlli, perché ci sono diverse buone idee sparse per i livelli e la caratterizzazione risulta sempre piacevole e coerente, costruendo un mondo in cui è facile immergersi. Purtroppo ha dei difetti difficili da trascurare in un platform: ci auguriamo solo che questo possa portare a un'evoluzione ulteriore della serie perché c'è un gran bisogno di giochi di questo tipo.

PRO

  • Si sente la mancanza di platform 3D da queste parti
  • Caratterizzazione piacevole e accogliente
  • Alcune interessanti situazioni tra piattaforme ed enigmi
  • Prezzo particolarmente accessibile

CONTRO

  • Controlli poco malleabili
  • Inquadratura limitata che crea problemi
  • Non molto lungo e con scarsa spinta al completamento totale