Hunt: Showdown è il jolly di Crytek

Crytek stupisce con un titolo multiplayer di grande prospettiva: lo abbiamo provato

PROVATO di Emanuele Gregori   —   20/02/2018
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Che Crytek non navighi in acque limpide e serene è ormai cosa abbastanza nota: la casa dello sparatutto tecnicamente più chiacchierato dell'ultimo decennio è stata data per fallita già un paio di volte nell'ultimo lustro. Nonostante la compagnia abbia spostato il proprio focus sulla distribuzione online e sia sempre riuscita a superare i momenti difficili, sappiamo bene come il settore videoludico possa essere crudele. Per questo i ragazzi tedeschi, creatori di Crysis e Far Cry, hanno deciso di puntare le loro carte su di un titolo online che cerca di ridefinire il concetto di "caccia al mostro". Ecco che ne scaturisce Hunt: Showdown. Titolo presentato allo scorso E3 e in grado di alzare un polverone quasi inimmaginabile nei giorni della release della alpha chiusa. Noi abbiamo messo le mani su un codice di invito e lo abbiamo testato piuttosto a fondo. Vediamo qual è attualmente lo stato dei lavori.

Caccio io che ti cacci tu

Hunt: Showdown è un titolo piuttosto atipico. Presentato dalla stessa Crytek come qualcosa di ispirato anche a Monster Hunter (non nascondiamo che abbiamo creduto più volte che fosse una battuta dei burloni tedeschi) non si può nascondere il fatto che il progetto si riveli interessante e piuttosto ispirato. Si fatica a trovare qualcosa di conosciuto dal pubblico che attui un sistema simile a quello di Hunt, e per aiutarvi a comprendere di che gioco stiamo parlando il modo migliore è partire dalle fondamenta. Hunt: Showdown è un titolo multiplayer cooperativo e competitivo, che vive questa sua duplice natura nella costruzione delle situazioni di gioco e nei diversi obiettivi esistenti. Una volta fatta iniziare un partita (che siate in solitaria o in coppia poco cambia) il gioco vi lancerà in un punto casuale della bella ma attualmente unica mappa realizzata dal team tedesco. Per mezzo dell'hunter che avete reclutato e schierato in battaglia, il vostro compito primario sarà quello di scoprire, raggiungere, uccidere e bandire il boss presente, prima di scappare dalla mappa tramite una delle stazioni di posta segnalate. Il tutto si svolge come un classico FPS, ma con comandi e possibilità ben limitate rispetto ad uno sparatutto. La mappa è costellata da punti di interesse nei quali ricercare equipaggiamento, munizioni e siringhe per recuperare energia, salvo il fatto che, per liberare le zone ed agire indisturbati, sarete chiamati ad uccidere quanti più nemici possibili per accumulare esperienza che vi verrà assegnata alla fine delle partite.

Hunt: Showdown è il jolly di Crytek

Abbiamo detto come il titolo abbia anche una componente competitiva, e questa si manifesta nella presenza sulla mappa di altri giocatori reali con il vostro stesso obiettivo. Una taglia uguale per tutti che vi richiederà tattica e gioco di squadra per essere portata a termine. Data la grandezza della mappa e lo spawn casuale del mostro, avrete la possibilità, tramite la pressione del tasto E, di entrare in una modalità "spettro" che vi segnalerà visivamente con delle "lucciole" i luoghi dove trovare degli indizi. Raggiungerli ed esaminarli vi permetterà di ridurre la porzione di mappa dove il mostro è localizzato, con un conseguente accumulo di esperienza. Una volta trovati tutti e tre gli indizi, vi verrà segnalato il luogo dove si nasconde l'obiettivo primario e starà a voi decidere se andare a combatterlo, iniziando una sorta di boss battle in un ambiente chiuso, o attendere che altri giocatori lo uccidano per voi e tentare di rubare successivamente la loro taglia. Non esiste una tecnica migliore o più semplice delle altre: ognuna ha le proprie peculiarità. Troverete giocatori dediti alla caccia, altri che preferiscono attendere nell'ombra e altri ancora completamente indifferenti al mostro e che penseranno a vivere la loro partita semplicemente uccidendo nemici minori in giro e cercando di accumulare esperienza nella maniera più semplice e indolore possibile. Al momento il tutto si riduce a questo, con la scelta di due possibili mostri: un ragno piuttosto cresciuto e un macellaio dalla stazza prominente che è possibile cacciare di giorno o con il favore della notte.

Hunt: Showdown è il jolly di Crytek

Se muori, sei morto

È parecchio curioso vedere come negli ultimi tempi stiano tornando in voga quel genere di esperienze "hardcore" che si erano andate perdendo nello scorso decennio. Hunt: Showdown non fa eccezione e la caratteristica che lo rende estremamente più affascinante della media dei titoli multiplayer sul mercato è la sua componente legata al permadeath. Vi abbiamo detto come partita dopo partita sarete chiamati a schierare uno degli hunter che avrete reclutato. Questo perché ogni volta che il vostro alter ego morirà, non avrete possibilità di recuperarlo. Ciò che è morto, è morto insomma. Con tutto il proprio equipaggiamento e con buona pace dell'esperienza accumulata dal vostro personaggio e dei punti spesi per potenziarlo. Questa meccanica, che allontanerà parecchi giocatori della domenica dal titolo di Crytek, è a ben vedere l'aspetto che lo rende affascinante e appetitoso. Ogni partita vive dell'adrenalina dell'inaspettato e la possibilità di salutare per sempre il personaggio sul quale avete speso già parecchie ore di potenziamenti, aggiunge un fattore di pericolo che giova all'esperienza. All'interno del menù di gioco, avrete la possibilità di scegliere sempre tra quattro (più altri quattro se non siete soddisfatti) hunter da reclutare spendendo moneta in gioco. Ognuno equipaggiato con armi e accessori differenti e tutti al livello base. Una volta riusciti a scappare dall'inferno delle partite, l'esperienza accumulata si incanalerà in due diverse direzioni: da una parte il vostro livello generale, con il quale potrete sbloccare nuovi armamenti, accessori e skill da comprare o attribuire ai vostri hunter; dall'altra farà crescere il singolo personaggio, che accumulerà punti abilità utili per espandere la propria energia, incrementare gli slot di equipaggiamento e assegnare skill passive in grado di potenziarne i tratti come il recupero della stamina o la forza bruta. Il sistema e l'economia attualmente funzionano già in maniera più che positiva; certamente nel corso dei mesi verranno effettuate delle modifiche ma, dato il lavoro attuale, siamo fiduciosi per la direzione che il titolo sta prendendo nella gestione delle meccaniche di crescita e potenziamento. Chiude la carrellata di possibilità attuali lo shop, nel quale è possibile comprare una delle (già tante) armi disponibili, che vanno dalle pistole, agli shotgun, passando per fucili da cecchino e armi melee. Accompagnate dai consumabili, come i medikit, le siringhe di adrenalina e gli esplosivi, non ci si può certo lamentare dell'armamentario presente attualmente.

Hunt: Showdown è il jolly di Crytek

Scalabilità, questa sconosciuta

Dal punto di vista tecnico, Hunt: Showdown vive di tutte le gioie e i dolori classici di un titolo di Crytek. Visivamente straordinario e al top di un classico gioco tripla A, vedere cotanto ben di Dio muoversi all'interno di un prodotto di questo genere e tutto votato al multiplayer fa effettivamente molto effetto. Modelli e texture sono di pregevole fattura e, se è vero che l'interattività con gli scenari è ridotta all'osso, la quantità di elementi presenti sulla mappa e la gestione dell'illuminazione e dei particellari è di livello magistrale. Il tutto ovviamente deve fare i conti con delle richieste in termini di risorse hardware estremamente esigenti. Abbiamo la fortuna di poter giocare su una macchina piuttosto performante, ma già scendendo sotto la serie 10XX di Nvidia, i cali di frame e la fluidità generale, soprattutto in combattimento, ne risentono in maniera non indifferente. Per giunta, Crytek ha pensato bene di evitare, in questa fase, di aggiungere scelte dal punto di vista grafico, obbligando i giocatori a trovare escamotage diversi per abbassare le richieste del gioco. Cercando online troverete varie discussioni in grado di aiutarvi nella gestione delle risorse, ma tutto sempre al di fuori del classico menù di gioco. Nulla di irreparabile, parliamo sempre di un titolo ancora nelle prime fasi dello sviluppo e non aperto al pubblico, ma anche solo un paio di settaggi generali sarebbero stata cosa estremamente gradita.

Crytek tenta la via del multiplayer hardcore per rilanciarsi definitivamente nell'olimpo degli sviluppatori. La scommessa sembra vinta, almeno sulla carta, con un titolo dal forte carisma e una straordinaria capacità di immedesimazione. Solo i mesi ci diranno se l'obiettivo sarà stato centrato a pieno. Ciò che fa ben sperare è la chiarezza con cui il team tedesco sta lavorando, avendo già fatto presente la roadmap del 2018 con i vari elementi da implementare nel corso dell'anno. Torneremo certamente a parlarne, approfondendo i vari aspetti. Nel frattempo, buona caccia!

CERTEZZE

  • Il carisma di Crytek è insopprimibile
  • L'economia di gioco e la crescita dei singoli hunters è gestita piuttosto bene
  • Visivamente è straordinario...
DUBBI
  • ...ma vive dei compromessi hardware di ogni titolo Crytek
  • Una singola modalità e ancora nessun obiettivo secondario (ma arriveranno)
  • Vorremmo qualche dettaglio grafico intermedio