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Gli Avengers tra fumetti, cinema e videogiochi - Monografie

Mentre Infinity War distrugge il botteghino, scopriamo chi sono gli Avengers e i migliori videogiochi che hanno ispirato

RUBRICA di Christian Colli   —   10/05/2018

Destinato a superare il miliardo di dollari al botteghino internazionale in meno di due settimane, Avengers: Infinity War è il film che sta facendo discutere tutto il mondo e che ha portato al cinema anche i più feroci detrattori dei cinecomics, se non altro per la curiosità. Diciannovesimo film a comporre il Marvel Cinematic Universe cinematografico, Infinity War è stato descritto anche come "l'inizio della fine": il sequel che uscirà nel maggio del 2019, e che ancora non ha avuto un sottotitolo ufficiale, dovrebbe chiudere questo primo ciclo di storie e spalancare le porte a una nuova generazione di film e di eroi. Intanto, il successo del film si sta diffondendo a livello multimediale come una macchia d'olio. Il mercato videoludico non è certo estraneo ai supereroi - potremmo dire che ci va a braccetto - ma Infinity War sta avendo una risonanza incredibile: basti pensare alla possibilità di giocare nei panni del villain Thanos nel popolarissimo Fortnite. Abbiamo quindi deciso di dedicare questa puntata di Monografie agli Avengers: chi sono, come sono nati, quali sono i giochi migliori - e i più importanti - che sono usciti negli anni. Pronti? Via!

Le origini dei Vendicatori

Tutti sanno che Avengers è principalmente una serie a fumetti americana pubblicata dalla casa editrice Marvel Comics e che esce a cadenza mensile un po' in tutto il mondo, ma ormai sono in pochi a ricordare come sono nati veramente i Vendicatori. In Italia li abbiamo conosciuti con questo nome per decenni, anche se adesso va di moda chiamarli in inglese perché i film hanno restituito loro una popolarità che fino a pochi anni fa era molto più contenuta, specialmente se paragonata a quella di altri eroi che al cinema ci sono arrivati più spesso, come Spider-Man oppure gli X-Men, senza scomodare Superman e Batman della Distinta Concorrenza. In realtà, infatti, le origini dei Vendicatori a fumetti e di quelli cinematografici presentano non poche differenze. Le ragioni che spingono gli eroi a formare la squadra sono in realtà piuttosto simili a quelle che riuniscono i protagonisti dei primi film MCU in Avengers del 2012: Loki minaccia la Terra per vendicarsi del fratellastro Thor, e così il giovane Rick Jones chiama in aiuto Iron Man, Hulk, Ant-Man e Wasp. Sconfitto l'avversario, i cinque eroi decidono di continuare a collaborare, ma è Wasp a battezzare il team nel numero 1 di The Avengers, datato settembre 1963.

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Come avrete notato, il roster iniziale era abbastanza diverso e contava Ant-Man e Wasp, due personaggi entrati nel MCU soltanto molti anni dopo il primo film dedicato agli Avengers. Anzi, a dirla tutta, vedremo Wasp per la prima volta in Ant-Man and the Wasp, il sequel di Ant-Man che arriverà nei cinema solo ad agosto. Il team dei Vendicatori, comunque, cambia quasi subito: nel secondo numero Ant-Man diventa Giant-Man e Hulk, sempre più instabile, lascia la squadra. Al suo posto subentra finalmente Capitan America nel numero 4. Nei fumetti, insomma, gli Avengers originali non ruotano tutti intorno a Steve Rogers come nei film, ma del resto i Vendicatori sono sempre stati una squadra decisamente fluida che, nel corso di cinquant'anni, ha cambiato o guadagnato tantissimi membri, tra i quali spicca non solo Spider-Man, proprio come nei film, ma anche Wolverine, l'artigliato mutante canadese. In effetti, negli anni vari X-Men sono stati nominati Vendicatori: Rogue, per esempio, che inizialmente aveva persino rubato i poteri a uno di loro (quella che sarebbe poi diventata Capitan Marvel) ma anche Havok, il fratello del più famoso Ciclope.

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Le avventure degli Avengers hanno spesso ridefinito l'intero universo Marvel. Lo scontro con Thanos per il Guanto dell'Infinito (1991) ha ispirato proprio il film Infinity War, ma anche le innumerevoli battaglie con l'intelligenza artificiale Ultron sono servite come basi per il secondo film dedicato agli Avengers uscito nel 2015 e sottotitolato, appunto, Age of Ultron. La saga Civil War, che ha coinvolto non solo i Vendicatori ma anche gli X-Men e ogni altro supereroe Marvel, ha ispirato il terzo film incentrato su Captain America. Dal 1963 sono cambiate moltissime cose e le avventure dei Vendicatori sono diventate sempre più complicate, raccontando viaggi nel tempo e guerre spaziali contro alieni o entità cosmiche inarrestabili, grazie alle matite di innumerevoli disegnatori e alle penne di centinaia di sceneggiatori. Oggi la formazione dei Vendicatori a fumetti è molto diversa da quella che abbiamo visto nei film, anche perché nel frattempo l'universo a fumetti della Marvel ha subito un gigantesco cambiamento con la conclusione di un crossover (Secret Wars) che ha fuso vari mondi paralleli in uno solo. Ci sono dunque Avengers e Avengers anche in seno alla loro stessa storia editoriale e ogni anno diventa più difficile tracciare un profilo preciso. Nelle prossime righe ci dedicheremo quindi ai videogiochi in cui è possibile calarsi nei panni degli Avengers: ce ne sono parecchi, perciò abbiamo scelto i più rappresentativi e, ovviamente, i più divertenti.

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Captain America and The Avengers

Captain America and The Avengers è il primo videogioco ispirato effettivamente ai Vendicatori e risale al 1991: si tratta di un picchiaduro a scorrimento sviluppato da Data East inizialmente come cabinato e poi convertito per le principali piattaforme SEGA e Nintendo dell'epoca. I giocatori possono scegliere tra Capitan America, Iron Man, Occhio di Falco e la Visione: ogni personaggio dispone di un attacco a distanza caratteristico (Cap lancia lo scudo, per esempio, mentre Occhio di Falco scocca le frecce) da usare insieme a calci e pugni. Raccogliendo certi power-up, appaiono sullo schermo supereroi come Wasp, Wonder Man e Quicksilver che aiutano il giocatore per un periodo di tempo limitato. L'obiettivo è arrivare alla fine di ogni stage spazzando via le ondate di scagnozzi del Teschio Rosso, nonché boss e miniboss che i fan dei fumetti riconosceranno facilmente, tra i quali spiccano le Sentinelle, il Fenomeno, Klaw, Ultron, Crossbones e così via. All'epoca il gioco riscosse un buon successo sia perché sfruttava finalmente la licenza degli Avengers, sia perché offriva una buona varietà nel gameplay, alternando alle sequenze picchiaduro anche delle brevi sessioni sparatutto.

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Marvel Super Heroes

Secondo picchiaduro a incontri Capcom su licenza Marvel, seguito spirituale di X-Men: Children of the Atom, Marvel Super Heroes è stato l'ultimo titolo stand-alone prima di quella che in seguito sarebbe diventata la serie Versus, a cominciare dal successivo X-Men Vs. Street Fighter. Datato 1995, Marvel Super Heroes riuniva gli eroi più forti della Terra e i loro nemici in una caccia alle gemme dell'infinito che si ispirava vagamente alla maxisaga Il Guanto dell'Infinito di qualche anno prima: nel gioco era possibile selezionare anche Thanos, infatti, oltre a Capitan America, Iron Man, Spider-Man e Hulk. Nel roster comparivano però anche alcuni X-Men, come Wolverine e Psylocke, e qualche villain più generico come il Fenomeno, Magneto e il Dottor Destino. Soddisfacendo determinati requisiti durante i combattimenti, comparivano sul campo di battaglia le gemme dell'infinito, e i giocatori che le raccoglievano potevano attivare dei power-up temporanei che dipendevano dalla gemma utilizzata. Vale la pena precisare che in Marvel Super Heroes non c'era ancora il tag team: era un picchiaduro abbastanza classico che nel gameplay si rifaceva a Street Fighter Alpha.

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Marvel Super Heroes in War of the Gems

Capcom doveva essersi proprio innamorata della storyline legata al Guanto dell'Infinito perché nel 1996, dopo aver riscosso un buon successo con Marvel Super Heroes, decise di sviluppare un picchiaduro a scorrimento per Super Nintendo ispirato alla stessa saga, anche se in qualche modo più fedele. Il gioco ricordava molto X-Men: Mutant Apocalypse, sempre di Capcom, che era uscito un paio di anni prima, nel senso che all'inizio del gioco si sceglieva un personaggio tra Capitan America, Iron Man, Hulk, Wolverine e Spider-Man... cioè gli stessi Avengers giocabili in Marvel Super Heroes. A livello di gameplay, tuttavia, il titolo per SNES era completamente diverso. Adam Warlock riuniva gli eroi per trovare le gemme dell'infinito prima di Thanos, e questo significava affrontare una serie di livelli a scorrimento saltando da una piattaforma all'altra e picchiando nemici su nemici, fino a scontrarsi con un immancabile boss di fine stage. Pur essendo piuttosto semplice nelle dinamiche, War of the Gems era una chicca per i fan dei fumetti e le differenze tra gli eroi controllabili favorivano parecchio la longevità dell'esperienza.

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Marvel: Ultimate Alliance

A cavallo tra il 2004 e il 2005, la serie X-Men Legends di Raven Software aveva riscosso un buon successo e convinto Activision a produrre un altro gioco di ruolo isometrico ambientato nell'universo Marvel. Lo sviluppatore statunitense fece le cose in grande, convertendo il gioco per numerose piattaforme e coinvolgendo decine di eroi e villain. Nonostante possa sembrare un gigantesco minestrone, Marvel: Ultimate Alliance riesce a catturare l'attenzione con una storia sorprendentemente ben scritta e un gameplay solido e accattivante. Per affrontare una coalizione di super criminali, lo SHIELD chiama a raccolta non solo i più potenti eroi della Terra, ma anche gli X-men e i Fantastici Quattro: i personaggi giocabili sono più di venti e quindi si possono formare tantissime squadre diverse, magari rispettando anche le controparti a fumetti per sbloccare ulteriori bonus. Ogni personaggio possiede abilità e poteri fedeli alle fonti, ma il bello del gioco è vedere interagire così tanti personaggi differenti nel contesto di quello che sembra un crossover a fumetti interattivo. Nel 2009 uscì anche un seguito, intitolato Marvel: Ultimate Alliance II e ispirato alla saga Civil War, in cui era possibile controllare ancora più eroi e villain.

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Marvel Heroes

La complicata e sfortunata storia di Marvel Heroes comincia con un addio: David Brevik, cofondatore di Blizzard North e lead designer dello storico Diablo II, lascia gli studi di Irvine e fonda, poco dopo, Gazillion Entertainment. In seguito, nelle mani di Brevik finisce la licenza di sviluppare un MMO ambientato nell'universo Marvel, e così nasce Marvel Heroes, un titolo free to play che ricorda tantissimo Diablo, non fosse per il fatto che i giocatori possono scegliere tra decine di supereroi popolarissimi e non. Il titolo fece il suo esordio nel 2013 e quindi, manco a dirlo, comprendeva fin da subito gli Avenger più famosi e decine di skin per personalizzarli, comprese quelle basate sui film Marvel/Disney. Nonostante la partenza burrascosa e piena di incertezze, Marvel Heroes è stato ristrutturato più volte nel corso degli anni, fino a raggiungere un livello qualitativo decisamente interessante. Purtroppo nel 2017, poco dopo l'uscita di una versione per console intitolata Marvel Heroes Omega, Disney ha tagliato i ponti con Gazillion e ha messo fine al progetto, facendo chiudere i server. Peccato, perché si trattava di un titolo davvero divertente e pieno di cose da fare, per di più in larga parte gratuito.

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LEGO Marvel Super Heroes

I titoli LEGO possono piacere o non piacere: sono pensasti soprattutto per i più piccoli e tendono a essere molto ripetitivi, ma LEGO Marvel Super Heroes, uscito nel 2013, è un vero gioiellino: un tripudio di citazioni divertentissime, realizzato col cuore e con passione. La storia pesca a piene mani nell'universo fumettistico e permette di controllare decine di supereroi diversi, facendoci esplorare una New York free roaming ricca di collezionabili e missioni secondarie. Ovviamente, come da tradizione LEGO, ogni personaggio possiede poteri particolari che consentono di risolvere determinati rompicapi, perciò sta al giocatore rivisitare gli stage con le combinazioni di eroi che preferisce per scoprire ogni segreto nascosto. Qualche anno dopo, sulla scia del successo dei cinecomic, ha visto la luce anche LEGO Marvel's The Avengers, ispirato proprio ai film: il gioco ripercorreva, sotto forma di parodia, le scene più famose di film come Avengers o Age of Ultron, ma nell'adattamento si era persa un po' la magia del primo titolo. Lo scorso anno è inoltre uscito LEGO Marvel Super Heroes II: a questo punto il gameplay è diventato fortemente derivativo, ma lo spassoso incrocio di universi e timeline parallele ha fatto la felicità dei giocatori che amano i LEGO e i fumetti Marvel.

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Disney Infinity: Marvel Super Heroes

Non potevamo concludere la nostra breve carrellata senza menzionare la versione 2.0 di Disney Infinity, il popolare videogioco sandbox che ha chiuso i battenti un paio di anni fa a seguito della chiusura dello sviluppatore Avalanche Software. Per chi non lo sapesse, Disney Infinity era una piattaforma che consentiva di affrontare livelli creati attraverso un editor oppure già pronti, espandendo le possibilità di gioco grazie a una serie di bellissime statuine che andavano posizionate su un apposito piedistallo in grado di leggerle, un po' come si faceva con gli Skylanders. I minigiochi ispirati agli eroi Marvel, e in particolare agli Avengers, non erano chissà quale trionfo di originalità e divertimento, ma intrattenevano i bambini e, soprattutto, abbellivano le mensole dei giocatori più grandicelli: Disney ha sfornato una quantità impressionante di statuine ispirate non solo agli Avengers, ma anche ad altre proprietà intellettuali Marvel come Guardiani della Galassia e Spider-Man.

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