Il 2023 sarà l'anno dei picchiaduro?

Il 2023 ha il potenziale per essere uno degli anni più memorabili in assoluto per i videogiocatori, soprattutto per i fan dei picchiaduro.

Il 2023 sarà l'anno dei picchiaduro?
SPECIALE di Aligi Comandini   —   26/11/2022
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Per chiunque sia un appassionato di videogiochi il 2023 sembra sempre più vicino ad essere una sorta di giardino dell'Eden delle uscite. Con arrivi come The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, Final Fantasy 16, Starfield, Baldur's Gate 3 e un'infinità di altri nomi pesantissimi pronti a comparire sugli scaffali nei prossimi mesi, risulta davvero difficile guardare con pessimismo all'immediato futuro di questo medium. Persino tra tali blockbusteroni accuratamente posizionati per coprire ogni "quarto" dei dodici mesi che verranno, però, un gruppetto specifico di appassionati di genere sta annusando un banchetto potenzialmente più saporito degli altri. Stiamo parlando di chi adora le botte virtuali, ovviamente, perché persino tra i picchiaduro nel 2023 dovrebbero tornare alcuni dei pochi marchi in grado di smuovere realmente l'opinione pubblica, ed esiste addirittura la possibilità di vedere dei nuovi arrivi con alle spalle risorse tali da potersi affermare allo stesso livello.

Certo, prima di parlare dei "nuova era dell'oro dei picchiaduro", bisogna sempre andarci con i piedi di piombo: abbiamo visto sbandierare slogan simili molte volte nell'ultimo decennio, e anche con giochi di altissimo livello a supportare il tutto non abbiamo mai realmente assistito a quell'esplosione di notorietà del genere che molti dei suoi fan si aspettavano. Se tutti i pianeti dovessero allinearsi come sembra stiano per fare, però, questo potrebbe essere realmente il periodo della svolta, perché mai abbiamo visto sfidanti così agguerriti in campo.

Vediamo quali sono, e perché c'è tutto questo ottimismo nell'arena.

Street Fighter 6: il ritorno del re?

Con Street Fighter 6 Capcom sembra aver pronto un centro perfetto. Speriamo di poter affrontare a breve una nuova beta
Con Street Fighter 6 Capcom sembra aver pronto un centro perfetto. Speriamo di poter affrontare a breve una nuova beta

Il principale motivo di ottimismo per questa esplosione di positività legata alle botte virtuali è ovviamente la rivoluzione interna di Capcom, che dopo essersi liberata di Ono (personaggio iconico, ma ormai da anni vittima di un blocco creativo) ha rivoluzionato la sua divisione picchiaduro puntando tutto sulla serie forse più famosa in assoluto nel genere: Street Fighter. Con Street Fighter 6, infatti, il team giapponese ha messo in campo una mezza rivoluzione, che da una parte sembra poter (e voler) mantenere i canoni più riconoscibili della serie e dall'altra si lancia senza paura in una quantità di novità non sottovalutabili, peraltro in larga parte nate dal feedback dei fan.

La prima beta del gioco, per intenderci, è stata strabiliante, e non solo per la notevole qualità delle meccaniche. Il nuovo Street Fighter infatti vanta sì un sistema spassoso ed è già ora in grado di offrire match al cardiopalma (alcune partite tra i migliori giocatori al mondo erano già stellari dopo pochi giorni, e non osiamo pensare fino a dove si spingerà il livello in futuro), ma a lasciare realmente a bocca aperta sono le opzioni online, rafforzate da un rollback netcode straordinario che permette persino a giocatori separati da un oceano di sfidarsi senza sbalzi eccessivi. Aggiungete uno dei roster più interessanti degli ultimi anni - capace di mantenere le caratteristiche iconiche di ogni guerriero noto, e al contempo di portarne al limite lo stile - unito a contenuti singleplayer per una santa volta di tutto rispetto (almeno sulla carta), e potremmo avere per le mani uno dei migliori Street Fighter di sempre. Dopo il lancio non propriamente brillante di Street Fighter V c'era davvero bisogno di una fiammata simile, e potrebbe essere talmente luminosa da trascinarsi dietro tutti gli altri titoli della stessa tipologia. Davvero impossibile non essere fiduciosi, date le qualità già dimostrate; Capcom dovrebbe fare passi falsi impensabili per rovinare quanto già costruito.

Tekken 8: in 3D si combatte tutt'altra guerra

Tekken 8 non si è mostrato molto, ma la conferma dei Mishima non poteva mancare
Tekken 8 non si è mostrato molto, ma la conferma dei Mishima non poteva mancare

L'altra grossa corazzata in arrivo ricopre una formula molto diversa dai picchiaduro 2D basati sul neutral di cui Street Fighter è da anni uno dei dominatori incontrastati: parliamo ovviamente di Tekken 8... un nome così pesante che, pur avendo mostrato pochissimo, è ad oggi atteso quanto l'opera di Capcom appena descritta. L'ultimo pargolo di Bandai Namco non ha ancora svelato le sue carte, nessuno lo ha potuto testare (almeno non pubblicamente), e su di lui aleggiano dubbi molto più marcati, specialmente per quanto riguarda le prestazioni online; la longevità in campo competitivo di Tekken 7, aggiunta all'esperienza maturata dall'attuale team, lascia però poco spazio ai menagrami.

Difficile dire quanto la formula di Tekken, così forte ed elaborata da essere andata avanti senza cali eccessivi per anni con una miriade di combattenti DLC, possa evolversi, ma il brevissimo trailer di gameplay mostrato fa già assaporare un balzo tecnico non indifferente, ed è da tanto che Harada parlotta con la fanbase sui social, lasciando intendere interventi su vari punti critici. Pur con una posizione sul rollback netcode non completamente condivisibile - il noto producer continua a ripetere che Tekken ne implementa già una forma, tuttavia buona parte della fanbase concorda nel dire che la latenza online del gioco va affrontata, specie su console - risulta difficile pensare che con i passi avanti fatti dal sempre conservatore Giappone in questo campo la sua squadra possa essersi isolata al punto da voler adottare ancora il vecchio codice.

Invero, forse è sbagliato anche definire il Tekken Team "la squadra di Harada", dato che ormai tutto è in mano a Michael Murray e ai suoi, e che questa combriccola ha dimostrato ampiamente di poter sorreggere la serie senza troppi inciampi. L'unica reale mancanza che si può imputare al gruppo è una certa difficoltà a bilanciare i personaggi, perché dopo Leroy, Fakhumram e altri, sembra abbastanza cristallina la tendenza a tarare i numeri verso l'alto da quelle parti. Parliamo comunque di una software house molto competente, supportata da una fanbase fedele, numerosa e vocale, e al lavoro già da molto tempo su questo progetto. La probabilità di trovarsi di fronte a un picchiaduro 3D di qualità mostruosa è ancora una volta altissima, peccato solo che con Tekken la certezza di un'uscita l'anno prossimo ancora non esista. È venuto fuori recentemente come l'obiettivo sia il 2023, eppure lo sviluppo potrebbe protrarsi ben oltre; vedremo.

Nuovi player, vecchie glorie

Con un marchio fortissimo alle spalle e un team di veterani, Project L potrebbe essere la sorpresona dell'anno prossimo. E sarà pure free to play
Con un marchio fortissimo alle spalle e un team di veterani, Project L potrebbe essere la sorpresona dell'anno prossimo. E sarà pure free to play

Nel bel mezzo di questi due colossi delle botte, ci sono tutta una serie di altri protagonisti che potrebbero cambiare completamente il campo di battaglia. Il primo, e forse quello con più risorse su cui contare, è Riot Games, che ha costruito un team di luminari del genere per dar forma a Project L. Questo picchiaduro ambientato nell'universo di League of Legends, non solo può contare su un'infrastruttura online mostruosa, su un marchio incredibilmente forte, e su personaggi riconoscibili, ma è capeggiato dai fratelli Cannon, gli inventori del rollback netcode. Con queste basi, online il gioco dovrebbe andare una favola.

L'intento di Riot sembra peraltro quello di creare un titolo incredibilmente accessibile per i neofiti, con input semplificati in modo non dissimile a quanto osservato in Granblue Versus o DNF Duel; i veterani della casa hanno però assicurato che solo l'esecuzione verrà facilitata: Project L manterrà meccaniche complesse e personaggi incredibilmente variegati, in grado di sfruttare meccaniche offensive e difensive di tutto rispetto. L'intento, d'altronde, è dar vita a una scena esport competitiva e spettacolare. Ah, il gioco sarà anche free to play, con una formula plausibilmente vicina a quella dei MOBA e già consolidata dall'attuale successo di Multiversus. Si tratta di una serie di fattori che potrebbe far diventare l'opera di Riot rapidamente uno dei picchiaduro più giocati e seguiti di sempre, se le basi meccaniche dovessero risultare solide a sufficienza.

Dimenticarsi di Arc System, qui in mezzo, sarebbe un errore gravissimo. Sono da molti considerati maestri del genere, e potrebbero aver per le mani qualcosa di grosso da presentare
Dimenticarsi di Arc System, qui in mezzo, sarebbe un errore gravissimo. Sono da molti considerati maestri del genere, e potrebbero aver per le mani qualcosa di grosso da presentare

Già che abbiamo citato due loro giochi, ovviamente non bisogna dimenticarsi di Arc System Works. La software house giapponese ad oggi è considerata una delle migliori in assoluto in questo campo (specialmente dal punto di vista del comparto tecnico) e non dubitiamo che siano al lavoro su qualcos'altro, considerato che le dichiarazioni recenti mostrano una chiara volontà di lavorare su IP esterne. Voci di corridoio danno addirittura per possibile che il prossimo Killer Instinct sarà opera loro e la capacità di Arc di adattarsi a quasi ogni tipo di picchiaduro potrebbe corroborare tale teoria, tuttavia è davvero dubbioso che sia quello il loro prossimo annuncio. Vedere la casa di Guilty Gear e Blazblue alle prese con un marchio così alieno al loro stile più consolidato sarebbe ad ogni modo un vero spettacolo.

E NetherRealm? Beh la casa madre di Mortal Kombat ha a sua volta chiaramente qualcosa in cantiere, e chissà che non si tratti di un titolo crossover di qualche tipo (con di mezzo DC, la Marvel o entrambe?) o di un ritorno di forma dei loro marchi più noti. Se le stelle dovessero allinearsi, comunque, potremmo ritrovarci persino loro in questo turbinio di talenti. Sì, insomma, che sia nel giro di un anno, o di poco di più, i fan dei picchiaduro hanno molto in cui sperare, e il potenziale di venir sommersi da capolavori del genere di rado è stato più alto. Da aficionados degli schiaffi online in tutte le loro forme... non vediamo l'ora di vedere cosa ci aspetta.