Assedio sotto terra  32

Primo incontro col terzo capitolo dell'interessante action RPG per la prima volta curato da una nuova software house, Obsidian

ANTEPRIMA di Pierpaolo Greco   e Matteo Santicchia   —   21/08/2010

Versione mostrata: Xbox 360

Nello stand Square-Enix, dietro le consuete porte chiuse che accolgono i titoli più importanti, Dungeon Siege III faceva bella mostra di sè in questa GamesCom edizione 2010. La demo era basata sulla stessa, identica build mostrata all'E3 di Los Angeles pochi mesi fa. Abbiamo quindi approfittato dell'occasione per ammirare con più dettaglio alcuni aspetti del gameplay, facendo anche qualche domanda agli sviluppatori presenti sul posto. Partiamo con i controlli: Dungeon Siege III potrà essere giocato su PC sia con l'accoppiata mouse e tastiera che con il joypad di Xbox 360, aprendo la strada al cooperative anche su questa piattaforma, solitamente snobbata per questa modalità di gioco multiplayer.

Abbiamo notato che il passaggio tra le stance del Guardian, così come tra le scuole di magie dell'Archon modificava le tre abilità collegate ai tre pulsanti X, Y e B del joypad: un ottimo modo per dare al giocatore diversi tipi di attacchi senza obbligarlo a strane combinazioni di grilletti e pulsanti. Purtroppo non ci sono maggiori dettagli su quella che sarà l'interfaccia PC essendo ancora in fase di progettazione. Siamo rimasti un poco dubbiosi in merito ad alcune scelte artistiche piuttosto audaci per un RPG occidentale dai chiari tratti medievali: vedere percorsi camminabili fluttuare nell'aria all'interno di una grotta non è così usuale. Abbiamo anche osservato con maggiore attenzione il combattimento con il boss finale notando una serie di fasi durante l'epica battaglia che scandiscono il cambio di pattern di attacco del nemico e un conseguente aggiustamento tattico richiesto al giocatore. Un po' come avviene per gli action più puri anche in Dungeon Siege III non basterà lanciarsi alla cieca contro il mostro di fine dungeon ma bisognerà studiare con attenzione le sue modalità di attacco e sfruttare eventuali buchi nelle difese per colpirlo senza rimanere invischiati a lungo in combattimento logoranti. Vi lasciamo di seguito con la nostra prima anteprima sul gioco.

Anteprima all'E3 2010

E' un periodo di grande impegni per Obsidian. Da poco meno di un mese è stato rilasciato Alpha Protocol, e ora hanno in cantiere due grossi progetti Fallout: New Vegas e, per l'appunto, Dungeon Siege III. Il passaggio da Gas Powered Games a Obsidian significa principalmente una cosa, che in questo diablesco action RPG la narrazione avrà un ruolo importante tanto quanto il combattimento. Sono presenti dialoghi a scelta multipla che andranno a influenzare pesantemente la progressione della storia e inoltre il lore sarà corposo, con decine di diari, oggetti e NPC con cui parlare che arricchiranno la descrizione dell'universo di gioco.

Luci nel buio

Il titolo si presenta come un classico hack'n'slash con visuale dall'alto, del tutto simile a Diablo, ma con l'accento posto sulla cooperazione tra giocatori. La demo mostrata ha visto scendere in battaglia due distinte classi, Guardian e Archon. Il primo è il classico cavaliere pesante, versato negli attacchi ravvicinati di spada, mentre il secondo è l'archetipo del mago, anzi maga in questo caso, dalla condotta più defilata, tutta dedita ad attacchi magici dalla distanza, ma soprattutto ad incantesimi curativi.

Per facilitare, o meglio, per invogliare a giocare in due è stato implementato un sistema di entrata e uscita dalle partite veloce senza nessuna transizione, e visto anche che frequentemente saremo accompagnati da un compagno di viaggio gestito dall'intelligenza artificiale, basterà semplicemente accendere il pad per entrare in partita. La missione mostrata è iniziata in un bosco pieno di enormi ragni, poco dopo il Guardian è entrato in una sorta di cripta, un vero e proprio dungeon (senza nessuna transizione e caricamento). Qui abbiamo potuto osservare entrambe le stances, gli stili di combattimento del personaggio. Il grosso guerriero può scegliere se attaccare un singolo nemico, arrecandogli una dose elevata di danni, o passare a un attacco più lento e meno potente, ma che riesce a colpire più nemici con un singolo fendente. Lo abbiamo visto anche eseguire un attacco magico, una sorta di proiettile in stile mortaio, capace di colpire molti nemici bruciandoli col suo fuoco azzurrino. Uccise le decine di scheletri e altre strane creature i due protagonisti si sono dedicati al saccheggio degli oggetti dai corpi, e con una scelta molto saggia la loro rarità e valore viene sottolineata dal cambio di colore del nome, scelta questa inaugurata da World of Warcraft, ma vista recentemente anche in Borderlands. La breve demo è terminata con lo scontro col boss Drakomir, uno strano incrocio tra un diavolo scheletrico e un samurai, anch'esso armato di un incantesimo ad area blu. La vocazione cooperativa del gioco in questo caso è sembrata palese, col Guardian in prima fila tutto intento a menar fendenti e prendere a spallate le schiere di scheletri evocate dal boss, mentre l'Archon si è dedicato ad attacchi dalla distanza alternati ad incantesimi curativi.

Da un punto di vista tecnico la scelta di Obsidian di realizzare un motore grafico proprietario invece che puntare su quelli già esistenti è sembrata decisamente vincente. Giocando da soli la telecamera è più ravvicinata, a rivelare un protagonista riccamente modellato e finemente dettagliato, mosso da fluide animazioni, animazioni che saranno peculiari per ogni classe. Più che la ricostruzione ambientale, anch'essa di ottimo livello, quello che è sembrato davvero stupefacente è l'illuminazione della scena, con diverse fonti di luci, tutte dinamiche, che dipingono letteralmente le mappe e gettano lunghe ombre in un modo davvero soprendente. Nel già citato scontro con Drakomir la buia cripta ha visto lo scontro tra le tremolanti luci delle torce sui muri e quella azzurrina abbacinante del mostro, creature e protaginisti cambiavano letteralmente colore investiti prima da una e poi dall'altra luce, con un effetto di grande impatto. Siamo rimasti insomma molto colpiti da questo primissimo incontro con Dungeon Siege III. Più che i contenuti, appena scalfiti nella presentazione, è stato l'aspetto tecnico a lasciarci letteralmente a bocca aperta, considerando anche che la versione mostrata era ben distante dal prodotto finale. Le premesse per un ottimo titolo ci sono tutte, aspettiamo insomma una prova più sostanziosa per capire qualcosa in più sulla progressione nel gioco e sugli aspetti più tipici del genere ovvero classi, abilità e customizzazione.

CERTEZZE

  • Tecnicamente di grande impatto
  • Accento posto sulla cooperazione

DUBBI

  • Quanto perderà giocato da soli?