Bella, ciao  56

A quattro anni di distanza dagli eventi di Resistance 2, circa il 90% degli esseri umani sono stati eliminati o trasformati in Chimera. Per l'ex soldato Joseph Capelli, però, la battaglia non è ancora finita...la nostra prova della beta!

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   01/08/2011

Il concetto di "resistenza", nella trilogia di Insomniac Games, viene espresso in modo letterale. Nel primo capitolo della serie, il conflitto fra umani e Chimera si riflette nella lotta del sergente Nathan Hale contro il suo stesso corpo, infetto dal virus alieno. Lotta che purtroppo Hale non può vincere, e che nel secondo capitolo vede la sentinella Joseph Capelli testimone del suo epilogo. Il sacrificio di Nathan Hale e dei suoi numerosi compagni sembra purtroppo non sia stato sufficiente: a quattro anni di distanza, gli Stati Uniti d'America ormai non esistono più, e i pochi superstiti sopravvivono nascondendosi tra le macerie.

Bella, ciao

Capelli è lì con loro, insieme a sua moglie e a suo figlio, rassegnato a un lento declino sotto l'avanzata dei Chimera. Un giorno, però, il dottor Malikov gli espone un piano in grado di infliggere un duro colpo alle forze aliene. Non c'è una garanzia di riuscita, ma per Capelli tanto basta: saluta la sua famiglia e si incammina in un viaggio che lo porterà ad attraversare un'America deturpata dall'invasione, dall'Oklahoma a New York. Per resistere ancora un po'. Come dovranno resistere i fan della serie in attesa dell'uscita di Resistance 3, fissata per il 7 settembre. Abbiamo avuto il privilegio di poter provare l'esclusiva beta multiplayer rilasciata da Insomniac Games pochi giorni fa, e quelle che seguono sono le nostre impressioni a caldo.

Una mattina mi son svegliato...

Neanche uscita e già aggiornata con una bella patch da 1,4 GB, la beta presenta nella schermata di avvio sette differenti opzioni: matchmaking, per accedere a una partita online "classificata"; private game, per creare una partita privata; change loadout, per modificare l'equipaggiamento di default del personaggio; edit character, per cambiare la skin utilizzata dal nostro alter ego, che si tratti di un umano o di un chimera (è possibile vestire i panni di Tommy Dean, Joseph Capelli, Lester e Susan Capelli da un lato, di un ibrido normale, di fanteria, d'elite o "undertaker" dall'altro); profile, per controllare il livello raggiunto e gli achievement sbloccati; leaderboard, per consultare la classifica globale, anche in riferimento ai nostri amici; invite player, per invitare appunto un giocatore a unirsi a un match. I numeri di questa versione preliminare di Resistance 3 vedono due mappe presenti ("Trainyard", ambientata a Bogotà, in Colombia, e "Seaside", ambientata a Glamorgan, nel Galles), due modalità (deathmatch e chain reaction), un massimo di sedici giocatori (otto per squadra), un level cap fissato a venti, quattro equipaggiamenti fra cui scegliere (survivor, infected, specter e warden) e un totale di otto abilità speciali.

Bella, ciao

La mappa "Trainyard", com'è facile intuire, ci pone all'interno di una stazione ferroviaria abbandonata. Il complesso è formato da alcuni edifici di discrete dimensioni, che si estendono su due piani, e da un nugolo di rotaie tutto intorno, con una serie di vagoni vuoti che possono fungere da riparo e altri su cui è possibile salire per appostarsi. Ci è sembrato un ottimo campo di battaglia, con una buona alternanza di spazi aperti e zone al chiuso, e dunque adatto a scontri frontali ma con diverse possibilità di fuga, in perfetta sintonia con la gestione dell'energia vitale pensata dagli sviluppatori: come nella maggior parte degli attuali FPS, il nostro personaggio può sopravvivere a brevi raffiche ma deve assolutamente sottrarsi all'attacco per non soccombere, e dopo qualche istante la sua energia viene ripristinata. La mappa "Seaside" ci è piaciuta di meno, in quanto troppo "aperta" e con una disposizione dei ripari frammentaria. Il paesaggio è quello tipico di una piccola cittadina, dunque con una serie di casette adiacenti, un pontile coperto e un paio di edifici più grossi alle estremità della location.

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...e ho trovato l'invasor

Le due modalità disponibili nella beta permettono di farsi un'idea abbastanza precisa di ciò che ci aspetterà nella versione finale di Resistance 3, ovvero delle dinamiche che regolano gli scontri nonché delle eventuali strategie praticabili per mettere all'angolo il team avversario (a patto di possedere un headset, è chiaro). I deathmatch sono di stampo classico, possono essere personalizzati ma di default vengono vinti dalla squadra che per prima raggiunge i diecimila punti, ottenibili secondo valori ben precisi: cento punti per ogni uccisione, venti per ogni "assist".

È possibile cambiare l'equipaggiamento liberamente a ogni respawn, modificando il proprio stile a seconda di come si sta evolvendo lo scontro: se gli avversari si sono appostati con fucili da cecchino, dovremo cercare di rispondere allo stesso modo e non tentando l'approccio ravvicinato con un fucile a pompa, ad esempio. Un fattore ancora più importante nella modalità territoriale chain reaction, in cui i due team devono prendere il controllo di cinque diverse postazioni e difenderle fino all'attivazione completa delle stesse. Un'operazione che può durare anche un bel po', se non si pongono limiti di tempo alla partita. Le quattro configurazioni disponibili all'inizio ci vedono imbracciare la cara vecchia carabina M5A2 (survivor), un Bullseye (infected), un fucile di precisione Deadeye (spectre) e un potente Rossmore (warden), alternando granate standard e granate "a riccio" a seconda dei casi. I primi due equipaggiamenti si rivelano validi per tutte le stagioni, discretamente bilanciati anche grazie alle armi secondarie (il lanciagranate per la carabina, il "marker" per il Bullseye), mentre le configurazioni spectre e warden sono agli antipodi in quanto si prestano ad attacchi dalla lunga o dalla breve distanza, senza vie di mezzo. Raggiungendo il massimo livello consentito dalla beta è possibile sbloccare ulteriori armi dall'efficacia devastante, come l'Auger. Ci sono poi le abilità speciali, molto utili in determinate situazioni: possiamo utilizzare un'esca olografica per confondere il nemico, un potente scudo d'energia che ci ripara dai colpi per un po' di tempo, una stazione di ricarica proiettili, un visore a infrarossi e persino la mimetizzazione con l'ambiente. Alcune abilità si ottengono unicamente grazie alle "strisce vincenti" in termini di uccisioni, altre fanno parte di default dell'equipaggiamento.

Meglio Resy?

Abbiamo potuto testare la beta per un buon numero di partite, raggiungendo il livello dieci e sperimentando un po' tutte le possibilità che le due mappe e le due modalità ci hanno messo a disposizione. La prima sensazione è stata quella di trovarsi di fronte a un nuovo Resistance e non a qualcosa di diverso: Insomniac è evidentemente partita dall'esperienza fatta con i due precedenti episodi e ha pensato a una serie di elementi per migliorare il franchise, ma senza rivoluzionare alcunché.

Trovarci ad affrontare persone che nel primo giorno di test già vantavano un livello venti è stato ovviamente un po' traumatico, ma con un po' di pratica siamo riusciti quantomeno a distanziarci dagli elementi più scarsi presenti in ogni team. Quello che ci ha lasciati un po' perplessi è stato l'evidente lag che regola gli scontri a fuoco ravvicinati, e che per il momento avvantaggia (come da tradizione) gli utenti d'oltreoceano, seppure non in modo evidentissimo (per la cronaca, abbiamo giocato utilizzando una connessione a 20 Mega, con meno di 40 millisecondi di ping e 1 MB in upload). Il Dual Shock 3 si presta bene alle varie evoluzioni del nostro personaggio, non abbiamo notato "zone morte" per quanto concerne lo stick analogico destro e anzi ci siamo divertiti di tanto in tanto a "camperare" e a centrare dalla distanza i nostri avversari. Sul fronte tecnico, da un lato abbiamo molto apprezzato la gestione della luce, specie quando si entra in un edificio buio e il gioco simula l'adattamento degli occhi all'oscurità, rischiarando dopo qualche istante l'ambiente; dall'altro ci sono delle cose che non ci hanno propriamente entusiasmato e che speriamo vengano limate prima dell'uscita ufficiale: le texture non sempre all'altezza, la visuale che "impazzisce" quando inquadra l'avversario che ci ha eliminato e soprattutto i modelli poligonali dei personaggi durante tali frangenti. C'è comunque tempo, siamo molto fiduciosi e abbiamo motivo di ritenere che il terzo episodio di Resistance sarà il migliore del lotto.

CERTEZZE

  • Frenetico e divertente
  • Un buon numero di armi e abilità extra
  • Interessante gestione della luce

DUBBI

  • Grafica tra alti e bassi
  • Una delle due mappe non ci ha convinto
  • Al momento è fin troppo tradizionale