La scommessa di BioWare  54

Command & Conquer, Frostbite 2 e BioWare: un cocktail potenzialmente esplosivo!

ANTEPRIMA di Mattia Armani —   21/12/2011

Command & Conquer: Generals è stato l'ultimo C&C a godere di giudizi nettamente positivi ed è stato anche l'ultimo capace di generare vendite elevate. Ma la scelta di Bioware di riprendere in mano questa specifica branca del brand Westwood dipende anche dall'ambientazione che, secondo gli sviluppatori, è attuale e soprattutto malleabile. I toni non cambieranno e nemmeno la trama principale, con due superpotenze ingaggiate da una potente organizzazione terroristica, ma ci sarà maggiore attenzione per il single player con tanto di scene di intermezzo realizzate con il Frostbite 2. E proprio dall'uso del motore grafico di Battlefield 3 dipendono anche due delle novità maggiori che andranno ad alterare il gameplay della serie. Si tratta ovviamente della fisica e della distruttibilità che, stando alle parole dei dirigenti Bioware, consentiranno a Command & Conquer: Generals 2 di raggiungere un grado di realismo incredibile. Ma con la trasformazione di Victory Games, ora Bioware Victory, si aprono altri orizzonti che hanno ovviamente a che fare con gli RPG, genere d'elezione di Bioware. Cosa questo comporterà non è ancora chiaro, ma qualche allettante indiscrezione è già trapelata.

Stesso concept, nuovo gioco

Due delle tre fazioni che si contenderanno il pianeta sono già state svelate e si tratta di Europa e GLA. Per una volta insomma, anche se una superpotenza europea sembra attualmente improbabile, anche l'UE è al centro di un videogioco ad alto profilo, mentre l'armata di liberazione terroristica sarà probabilmente transnazionale, ovvero integrerà scontenti e cattivi di tutto il mondo. Il concept in sostanza resta il medesimo del predecessore con gli argomenti trattati da Generals attualissimi allora, quando avevamo appena imparato a conoscere Bin Laden, e attuali ancora oggi con il mondo che deve ancora affrontare un lungo periodo di rivoluzioni, assestamenti e subbuglio. Bioware ha optato per un sequel dopo aver considerato anche l'opzione reboot, ma l'assorbimento di Victory Games e l'utilizzo di un engine massiccio come il Frostbite 2, ci fanno senza dubbio pensare a qualcosa in più di una semplice seguito potenziato da un motore grafico moderno. E proprio in merito ai cambiamenti, anche se in questo caso si tratta di un ritorno al passato, il capoccia di Bioware Victory, Jon Van Caneghem, ha affermato che con Command & Conquer: Generals 2 il team vuole recuperare lo spirito originale della serie. Uno spirito fatto di attacchi massicci, caciaroni e veloci anche se, ovviamente, sempre caratterizzati un certo tenore strategico. Il multiplayer sarà ovviamente importante: Bioware ha assicurato che gli sforzi saranno suddivisi in egual misura tra campagna, missioni cooperative e PvP agonistico.

L'ingrediente Bioware

Non ci è ancora dato sapere quale sarà l'apporto della filosofia Bioware alla formula di Command & Conquer, anche se è chiaro che questo ci sarà e non sarà solo un contentino. Gli sviluppatori hanno specificatamente parlato di elementi storytelling che fanno ovviamente pensare alla possibilità di effettuare delle scelte narrative.

Ma saranno scelte legate alla singola missione? Oppure ci saranno elmenti laterali che influiranno sulla campagna? O avremo la possibilità di scegliere quale territorio attaccare muovendoci anche in un'ottica macrostrategica? O ancora, sulle orme di King Artur, ci troveremo di fronte ad un'autentica esperienza RPG/RTS, senza dubbio allettante, che per una volta non sarà ambientata nel fantasy medievale? D'altronde creare un titolo specificatamente per PC lascia delle libertà notevoli in quanto a complessità, e questo sia dal punto di vista dei controlli sia per quanto riguarda le possibilità di gioco. Inoltre il mondo degli strategici ci ha abituato agli exploit e alle contaminazioni sin dagli albori e non solo su PC. Uno tra tanti è Robin Hood: Prince of Thieves, che nella versione per NES mescolava action, RPG e battaglie di massa in modo forse approssimativo ma allo stesso tempo avveniristico.

La sublimazione del Frostbite 2?

Immaginare un'esplosione nucleare con la fisica del Frostbite 2 è terribile e allo stesso tempo affascinante. Ovviamente non conosciamo ancora quali saranno gli arsenali di Command & Conquer: Generals 2, ma tiriamo a indovinare pensando a quanto abbiamo visto nel primo Generals. Ma palazzi che si sgretolano e carri avvolti dalle fiamme che deflagrano realisticamente saranno la normalità, almeno secondo quanto promesso dagli sviluppatori che hanno garantito la totale distruttibilità delle mappe.

Inoltre il nuovo motore garantirà una fisica all'altezza di un action moderno e quindi con un potenziale decisamente superiore anche a quello di Company of Heroes. Non a caso Bioware e Bioware Victory hanno presentato il titolo con spettacolari immagini caratterizzate da veicoli proiettati verso l'alto con tanto di ex occupanti sbalzati fuori. A questo va aggiunto che il Frostbite 2 ha dalla sua scenari immensi, dettaglio elevato, la capacità di gestire simultaneamente centinaia di esplosioni definite e realistiche oltre a un sistema di illuminazione dinamico da mascella a terra. Senza contare infine nebbia e situazioni climatiche che per quanto limitate per varietà in quanto a qualità sono di primissimo livello. Insomma il potenziale è davvero elevato e rischia persino di creare aspettative esagerate. Per ora non c'è traccia di un'eventuale deformazione del territorio, invece, anche se con un anno di sviluppo ancora davanti è molto probabile che non tutte le feature siano state messe in campo. Possibile invece un editor, anche se per ora si tratta di mera speculazione. In ogni caso un tool di editing complesso e versatile basato sul Frostbite 2, appare senza dubbio allettante.

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CERTEZZE

  • Un nuovo inizio per Command & Conquer
  • Comparto tecnico spaccamascella
  • Integrazione di vari generi per un single player d'eccezione

DUBBI

  • Si fa presto a fare promesse in questo campo
  • L'uso di un engine così complesso rende il bilanciamento del multiplayer piuttosto arduo