Birra, pallottole e robot  5

Shoot Many Robots si avvicina a grandi passi alla sua uscita e Ubisoft ci ha dato la possibilità di dare un'occhiata più approfondita ad una build provvisoria

PROVATO di Giorgio Melani   —   03/03/2012

Versione testata: Xbox 360

Abbiamo visto in questi anni come i canali di digital delivery all'interno delle console si siano configurati sempre più come luoghi ideali per la riproposizione di generi più o meno desueti, legati a produzioni che si adeguano male a quelle ricchissime e alle conseguenti altissime aspettative. Lo sparatutto, al giorno d'oggi, deve seguire i canoni imposti dai codici che il mercato ha modellato intorno agli FPS e ai TPS; non sembra esserci spazio per gli sparatutto di una volta. A meno che non ci si rivolga alla distribuzione digitale, ed ecco che si aprono nuove strade, si libera la creatività degli sviluppatori e si può proporre sul mercato, nel 2012, uno sparatutto con impostazione in 2D classica che ha per protagonista un beone che spara contro i robot e si intitola Shoot Many Robots.

Non è una cosa che si vede normalmente tra i moderni prodotti retail, in effetti. Attenzione però, i Demiurge Studios non sono propriamente un team di piccola dimensione o privo d'esperienza: il portfolio comprende produzioni di alto livello come collaborazioni per Bioshock, Mass Effect e Borderlands e il lavoro alla base di Shoot Many Robots lo dimostra. Nonostante l'impostazione classica, il gioco ha una grafica costruita interamente in 3D con un raffinato cel shading che ricorda, non per nulla, il look dell'RPG multiplayer di Gearbox, così come il bilanciamento e la precisione delle meccaniche del gameplay dimostrano una grande esperienza nello sviluppo videoludico. Insomma, il divertissement appare evidente nella trama semplice, nella caratterizzazione dei personaggi e degli elementi tipici del genere, come i nomi e l'aspetto di armi ed equipaggiamento, vere e proprie parodie dei videogiochi action più seriosi, ma la struttura sottesa ad una forma così faceta è decisamente seria, un meccanismo perfettamente costruito e limato per suscitare divertimento secondo la vecchia ricetta dello sparatutto a scorrimento.

Run and many guns

Walter Tugnut è un tipo che sa il fatto suo: americano vero, di quelli conservatori che amano la bandiera a stelle strisce, il fucile e l'NRA, potrebbe rappresentare l'ultima speranza dell'umanità contro l'apocalisse robotica che ha ormai invaso il pianeta. Va bene, si concede un po' troppo all'alcool, ma cosa si può pretendere da un uomo che vive in un camper corazzato e gira armato fino ai denti per liberare l'America dai robot malvagi. E poi tra l'altro la birra ristabilisce la salute, non lo sapevate? Insomma, Walter è chiaramente la caricatura dell'eroe classico da sparatutto, che affronta da solo (o con un amico) un nemico ridicolmente più forte e soverchiante, andando a capo fitto verso la fine del mondo armato fino ai denti e caricato a birra. I titoli che saltano in mente subito, appena entrati in contatto con il gioco, sono Metal Slug e Contra, probabilmente, due capisaldi del genere sparatutto a scorrimento.

Ci troviamo infatti anche qui a muovere il personaggio avanzando da sinistra verso destra e saltellando sulle piattaforme all'interno di varie ambientazioni, raggiungibili viaggiando per l'America con il fido camper customizzato di Walter, liberando le zone dalle infestazioni di robot fino ai classici scontri con i boss. Uno stick muove il personaggio, l'altro consente di direzionare lo sparo a 360 gradi, mentre i tasti consentono ovviamente di sparare, saltare, cambiare l'arma ed effettuare alcune mosse corpo a corpo che consentono di liberarsi dalle mischie più asfissianti o anche, con il giusto tempismo, rimandare al mittente le pallottole più voluminose. I nemici con cui ci troviamo a che fare sono tutti robot ma si differenziano in svariate categorie, ognuna caratterizzata da un aspetto diverso e soprattutto da un comportamento particolare, in termini di capacità e pattern di attacco e difesa, costringendo il giocatore a variare frequentemente l'azione di gioco per poter eliminare ogni avversario nel modo richiesto. Come vuole la regola, con l'avanzare tra i livelli aumenta la quantità di nemici e il loro livello di potenza, costringendo ad una sempre maggiore velocità, attenzione e precisione nel fare fuoco, nello schivare colpi, nella scelta delle armi giuste e nella gestione di queste e degli equipaggiamenti.

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Gioiosa apocalisse

Un elemento che dona maggiore spessore all'altrimenti classica dinamica da sparatutto in 2D è la gestione del personaggio, che subisce una progressione continua con l'avanzare nel gioco in termini di livello d'esperienza e potenza dell'equipaggiamento. L'eliminazione dei robot consente la raccolta di punti esperienza che fanno aumentare il livello di Walter, ma altrettanto importanti sono i dadi che vengono rilasciati alla distruzione dei robot. Questi funzionano come una sorta di moneta con la quale possiamo acquistare nuove armi, nuovi equipaggiamenti e relative migliorie, nel mercatino appositamente creato all'interno del camper del protagonista. L'arsenale è estremamente vasto e contiene non solo armi a potenza progressiva ma anche con caratteristiche in grado di modificare lo stile di combattimento, pertanto è importante tenere sempre attive due tipologie di armi complementari in grado di consentire approcci differenziati in battaglia (ad esempio, un mitragliatore con alto rateo di fuoco e un'arma più lenta ma maggiormente potente).

D'altra parte è estremamente importante anche curare l'abbigliamento del protagonista, con l'applicazione di abiti e accessori in grado di aumentare la difesa e ampliare le possibilità di movimento come ginocchiere, giubbotti antiproiettile, caschi e quant'altro, in grado di aggiungere anche nuovi attacchi al repertorio di Walter. Anche l'aspetto estetico di Shoot Many Robots pare essere un omaggio alla tradizione degli sparatutto, in particolare richiamando sotto diversi aspetti lo storico Metal Slug ma attualizzato secondo le moderne tecniche di rappresentazione grafica. Dunque ci troviamo di fronte ad una struttura in 3D coperta di aggraziato cel shading in grado di rendere tutto molto simile ad un cartone animato, riproponendo anche dal punto di vista grafico quella caratteristica commistione tra 2D e 3D che caratterizza l'intero gioco nel suo complesso. Si rileva qualche momento di caos nelle situazioni in cui i nemici sono veramente numerosi, tanto da coprire in parte il protagonista e far perdere un po' il punto della situazione, ma è comunque un'altra caratteristica mutuata dalla struttura storica del genere. In definitiva, per quanto visto finora Shoot Many Robots sembra davvero un promettente ritorno al buon vecchio "run and gun" con in più una certa cura nella progressione del personaggio e del suo equipaggiamento, unendo dunque la leggerezza tipica del genere, tutta fatta di velocità e riflessi, ad una certa componente tattica data dalla scelta delle armi e delle attrezzature specifiche. Per il resto, gli elementi per un arcade in piena regola ci sono tutti: tante armi, boss giganteschi e molti, molti robot a cui sparare.

CERTEZZE

  • Divertente e immediato, da vero sparatutto 2D
  • Ottima la gestione del personaggio con armi ed equipaggiamento variabile
  • Grafica e caratterizzazione di ottima fattura

DUBBI

  • Auspicabile una maggiore varietà di situazioni e nemici
  • Durata da verificare
  • Il rischio monotonia è connesso con il genere stesso