Anime e videogiochi: Gundam Build Divers  5

La più recente serie animata ispirata a Gundam affonda le sue radici nel mondo dei videogiochi e del modellismo

SPECIALE di Christian Colli   —   11/07/2018

Gundam è indubbiamente uno dei più popolari - se non il più popolare - tra i robottoni giapponesi che tuttora influenzano il nostro immaginario a più livelli: basti pensare che Gundam ha sostituito il molto meno famoso Leopardon nella battaglia finale cinematografica di Ready Player One, facendoci pensare a come sarebbe un film live action ambientato nell'universo di Gundam. Non dobbiamo averlo immaginato solo noi, in realtà, perché proprio pochi giorni fa, Sunrise ha annunciato l'inizio di una collaborazione con Legendary Pictures per portare Gundam al cinema. Il robot - anzi, il "mobile suit" - creato da Yoshiyuki Tomino nel lontano 1979 ha assunto moltissime forme attraverso una lunghissima serie di trasposizioni animate... e Bandai ha capitalizzato sul marchio inventandosi una linea di modelli da costruire che pian piano si è diffusa anche nel resto del mondo.

I "gunpla" (un neologismo sincratico che sta per "Gundam plastic model") spopolano tra i collezionisti e gli appassionati di modellismo e Bandai, qualche anno fa, ha avuto l'idea geniale di produrre una serie animata incentrata non tanto sui Gundam, quanto sui gunpla. Intitolata Gundam Build Fighters, la serie abbandonava lo scenario spaziale per puntare i riflettori sul nostro pianeta in un presente alternativo in cui i modellisti potevano fare combattere i loro gunpla personalizzati attraverso una specie di programma per la realtà virtuale. L'anno seguente, Sunrise tentava di bissare il successo della serie - e quindi di vendere ancora più modellini - con un sequel molto meno ispirato, Gundam Build Fighters Try. Dopo essere tornata a parlare di guerra e spazio per un paio di anni, il 2018 è stato il momento di ricominciare a vendere tonnellate di gunpla con una nuova serie che, però, questa volta, tocca da vicino i videogiocatori come noi.

La storia in pillole

Gundam Build Divers, pubblicata settimanalmente sul canale ufficiale di YouTube e sottotitolata in un ottimo italiano, è ambientata in un futuro prossimo in cui mezzo mondo gioca nei server del GBN, un vero e proprio Massive Multiplayer Online Role Playing Game in cui è possibile condurre una vita alternativa nei panni di un avatar personalizzato a piacere. Il GBN è un videogioco basato sulla realtà virtuale: chi non può permettersi l'hardware, può comunque collegarsi a pagamento nei centri appositi, indossare il visore dedicato e calarsi completamente nei panni del proprio alter ego. La particolarità di questo MMORPG spudoratamente ispirato a Sword Art Online? I Gundam. Nell'universo di Gundam Build Divers, Gundam è un fenomeno internazionale senza precedenti e in tantissimi si dedicano alla costruzione di gunpla personalizzati che il GBN riesce a scansionare e a materializzare nel videogioco. A quel punto, i giocatori possono pilotare i loro gunpla, svolazzare in giro e combattere in missioni cooperative e competitive di ogni genere. Il protagonista, Riku, è un novellino che entra nel GBN insieme al suo compagno di scuola Yukio e si appassiona enormemente al mondo dei gunpla, imparando a costruirli e a pilotarli insieme agli spettatori.

Ben presto, a Riku e Yukio si unisce un'altra compagna di classe, Momoka, e la misteriosa Sarah, una ragazzina costantemente spaesata che in qualche modo sa "percepire" i sentimenti dei Mobile Suit. Insieme a loro e a una serie di eccentrici personaggi, Riku fonda un clan chiamato, appunto, Build Divers, e comincia la scalata ai gradi più alti della leaderboard mondiale, attirando l'attenzione di nuovi alleati e rivali. Tra questi ultimi, nella prima metà della serie spiccano in particolare i Mass Diver, giocatori che ricorrono a speciali adesivi per interferire col codice sorgente e sfruttare disonestamente bug ed exploit. Nonostante la buona regia di Shinya Watada, nei primi 13 episodi Gundam Build Divers fatica però a raggiungere i livelli qualitativi del capostipite Gundam Build Fighters: la colpa è soprattutto della stucchevole sceneggiatura firmata da Noboru Kimura, già autore di alcune puntate nella serie Accel World.

Dalla plastica ai videogiochi

Gli spin-off di Gundam incentrati sui gunpla esistono soprattutto per un motivo: vendere i modellini. Bandai non ne ha mai fatto mistero e ha sfornato fin da Gundam Build Fighters decine e decine di nuovi kit, approfittando delle più piccole variazioni per immettere nuove scatole sul mercato. Nonostante le evidenti intenzioni commerciali, Gundam Build Fighters è rimasta nel cuore dei fan del Mobile Suit per tutta una serie di ragioni: era un prodotto fresco e originale, i protagonisti erano assolutamente deliziosi, i toni della storia sapevano essere fanciulleschi al punto giusto e non disdegnavano sfumature più adulte e le citazioni si contavano a decine in ogni puntata. Per un appassionato di gunpla, era semplicemente uno spasso riconoscere tutti i dettagli nei Mobile Suit costruiti dai protagonisti che pescavano pezzi qua e là, assemblando alcuni tra i Gundam più memorabili nella lunga storia del franchise.

Purtroppo già Gundam Build Fighters Try ha abbassato l'asticella della qualità a favore del fanservice e della mercificazione, ma è riuscita a essere quantomeno godibile soprattutto grazie ai collegamenti narrativi con la serie prequel. Gundam Build Divers, scrollandosi di dosso quei collegamenti per abbracciare un setting completamente nuovo e giustificare l'aspetto fantascientifico attraverso le dinamiche di un videogioco, fallisce nel tentativo di appassionare gli spettatori attraverso dialoghi puerili, situazioni prevedibili e intrecci completamente nonsense. Sul fronte dell'azione, si sente il tocco di Masami Obari, e i combattimenti non deludono, sfruttando un mix di scontri a fuoco e corpo a corpo che raramente ricorre a mezzucci e artifici per risparmiare sulle animazioni. Quel che davvero guasta Gundam Build Divers, però, è proprio la natura videoludica scelta per rappresentare l'universo in cui si svolge la vicenda. Il GBN è un videogioco che segue regole e dinamiche più o meno precise: Riku e i suoi compagni non mancano di descrivercele nel dettaglio ogni volta che capita l'occasione, appesantendo le puntate che, a tratti, ricordano quegli sgradevoli tutorial che dobbiamo sciropparci quando invece vorremmo soltanto impugnare il joypad e divertirci.

Nonostante tutto, la prima metà di Gundam Build Divers si è rivelata un piacevole passatempo, solo ben lontano dalla profondità delle serie incentrate sulle guerre e gli intrighi che sono sempre stati il marchio di fabbrica di Gundam. Non essendo necessaria alcuna conoscenza del franchise - che comunque aiuta parecchio a cogliere le varie citazioni - Gundam Build Divers potrebbe piacere soprattutto ai videogiocatori e ai fan dei MMORPG che riconosceranno nelle disavventure di Riku e soci qualche momento di vita vissuta tra missioni PvP, scoperte e bottini, problemi di clan, giganteschi raid boss: ve ne abbiamo voluto parlare su queste pagine proprio perché, nonostante la qualità purtroppo non particolarmente alta della scrittura, la nuova serie di Gundam riesce a catturare perfettamente lo spirito dei videogiochi online, rappresentando per gli appassionati un ottimo modo per conoscere questa icona sempreverde della cultura pop. A fine stagione tireremo le somme su questa nuova incarnazione di Gundam.

CERTEZZE

  • I fan dei MMORPG apprezzeranno i numerosi dettagli sulle dinamiche di gioco
  • Le scene d'azione sono girate molto bene
  • La colonna sonora

DUBBI

  • La trama lascia parecchio a desiderare
  • I Mobile Suit sono meno ispirati del solito
  • I vari spiegoni diluiscono il ritmo delle puntate