Brave Fencer Musashi, che fine ha fatto?

Che fine ha fatto Brave Fencer Musashi, il buffo e divertente action-RPG di Square sulla prima PlayStation?

RUBRICA di Massimo Reina   —   03/07/2020
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Che fine hanno fatto... è una rubrica a cadenza regolare che cerca di riportare alla luce quei franchise che per un motivo o per un altro sono caduti un po' nel dimenticatoio, raccontandone la storia, con la speranza di rivederli prima o poi sui nostri schermi.

Vi ricordate Brave Fencer Musashi, il videogioco pubblicato nel 1998 su PlayStation da Square con protagonista un simpatico samurai dai capelli blu? Un titolo inedito in Europa (uscì solo in Giappone e Nord America), ma rimasto nei cuori di chi ebbe all'epoca la fortuna di giocarlo d'importazione, al punto che ancora oggi è ritenuto da molti appassionati un prodotto decisamente moderno, minato all'epoca solo dai limiti dell'hardware PlayStation e da qualche ingenuità di troppo. Tutto l'opposto del suo seguito. Ricordiamoli insieme.

Azione samurai

Brave Fencer Musashi non era propriamente un gioco di ruolo, ma una sorta di titolo avventuroso con elementi d'azione e RPG alla The Legend of Zelda. Certo, lo splendido videogame di Nintendo è almeno una o due spanne sopra questa produzione targata Square, ma credeteci se vi diciamo che su PlayStation si difendeva bene. Caratterizzato da una grafica colorata e un character design super deformed, opera di Koji Matsuoka e del grande Tetsuya Nomura, Brave Fencer Musashi raccontava una versione demenziale della leggenda del mitico spadaccino errante.

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La principessa Fillet evocava il giovane Musashi, reincarnazione dell'omonimo leggendario spadaccino che aveva liberato il regno di Allucaneet da un mostro centocinquanta anni prima, per salvare il suo trono dalle grinfie dell'impero di Thirstquencher. Il samurai però rifiuta, salvo poi ritornare sui propri passi per motivi che preferiamo non spoilerare, al punto da convincersi a trovare perfino le sacre spade Fusion e Lumina per dare battaglia ai nemici. Da quel momento in poi scaturiva e si evolveva una trama a dir poco fuori di testa, con numerose gag memorabili, situazioni al limite del ridicolo e i nomi dei vari personaggi che richiamavano quelli di popolari bevande gassose occidentali (alcolici, nell'edizione giapponese).

Brave Fencer Musashi, che fine ha fatto?

A rendere ancora più divertente l'esperienza ci pensava poi una giocabilità incentrata sui combattimenti che, nonostante la mancanza di frenesia, risultavano piacevoli e facevano leva proprio sull'utilizzo delle due spade magiche che potevano assorbire i poteri elementali e le abilità dei nemici, conferendoli a Musashi. E poi c'erano un sistema di controllo non perfetto al 100%, ma comunque buono, e le classiche fasi esplorative utili per racimolare oggetti utili o interagire con altri personaggi, all'interno di un mondo strutturato in macro-sezioni separate da caricamenti che si appoggiavano a un importante ciclo giorno/notte. Quest'ultimo obbligava perfino i giocatori a tenere conto della stanchezza di Musashi per farlo dormire quando necessario.

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La leggenda continua… si fa per dire!

Il successo fu immediato: Brave Fencer Musashi venne infatti apprezzato dalla critica per la grafica, ritenuta molto avanti per l'epoca se paragonata a quelli di altre produzioni analoghe, e per gli elementi action che ne caratterizzavano gran parte della giocabilità. In Giappone, nel solo primo anno, vendette addirittura 648,803 copie. Motivi che convinsero Square a pianificarne subito un sequel. In realtà, tra rinvii e ritardi dovuti anche all'accavallarsi di altri progetti interni, il gioco venne realizzato solo molti anni dopo e su un'altra piattaforma, ovverosia PlayStation 2, dove esordì nel 2005, stavolta anche in Europa, col titolo di Musashi: Samurai Legend.

Brave Fencer Musashi, che fine ha fatto?

"Quando la principessa Mycella evoca Musashi attraverso lo spazio e il tempo per salvare nuovamente il suo popolo dal pericolo, questa volta costituito dal malvagio Gandrake, il coraggioso samurai si ritrova in uno strano e nuovo mondo fatto di intrighi e avventure dove dovrà affinare le sue tecniche di combattimento per sconfiggere un sinistro rivale." Questo l'incipt da cu partiva la nuova avventura che però, nonostante le buone premesse e la presenza di quasi tutto lo staff del precedente episodio, finì per deludere le aspettative dei più. Giudicato infatti da molti redattori e da parecchi appassionati come lento, noioso e con un livello di sfida estremamente basso, non venne considerato un degno successore.

Brave Fencer Musashi, che fine ha fatto?

Pur proponendo una buona grafica in cel-shading e riprendendo in parte la formula originaria di Brave Fencer Musashi, Samurai Legend fu un mezzo flop, anche perché struttura e gameplay venivano riproposti in una forma peggiorata in quasi tutti i loro aspetti, compreso un sistema di telecamere ritenuto funzionale per le aree esterne, meno per quelle interne, dov'era difficile da controllare al punto da impallarsi o impedire di vedere bene. Per non parlare dei frequenti rallentamenti e degli ambienti che in alcune aree finivano per risultare ripetitivi.

Brave Fencer Musashi, che fine ha fatto?

Qui termina la storia di un franchise, se così possiamo definirlo, che non ha trovato poi ulteriori seguiti per una serie di motivi mai chiariti: c'è chi parla di problemi di licenza per le performance del cast vocale inglese, chi di semplice disinteresse di Square Enix nel proporne nuovi episodi. In ogni caso, noi speriamo che prima o poi il simpatico Musashi possa tornare, magari col classico reboot-remake del primo, e dopo evolversi di pari passo con i gusti dei nuovi utenti e l'hardware delle nuove console.