CES 2019: le novità per PC e notebook 7

Gli annunci più importanti del CES 2019 per quanto riguarda il settore PC, quest'anno tra i protagonisti assoluti.

SPECIALE di Mattia Armani —   10/01/2019

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Non stiamo stati delusi da un'edizione del Consumer Electronic Show che in soli due giorni ci ha sommerso di notizie sull'imminente futuro del PC da gioco, un settore in cui AMD ha ripreso a galoppare con le sue CPU, mettendo in difficoltà una Intel che quest'anno risponderà con modelli a 10 nanometri, non a caso tra i protagonisti della manifestazione di Las Vegas. Ma i processori Ice Lake dovranno fare i conti con i nuovi Ryzen a 7 nanometri che promettono un incremento netto nella potenza di calcolo single core, decisamente rilevante nel caso di parecchi videogiochi. Inoltre AMD ha presentato la tanto vociferata versione gaming della Radeon Instinct MI60, dando finalmente una risposta alle nuove schede NVIDIA che si apprestano a invadere anche il settore dei laptop.

Amd Radeon Vega Vii

Intel al contrattacco

Anche escludendo gli inevitabili aggiornamenti di laptop, desktop e ultra-portatili, il CES di quest'anno è una miniera di informazioni su quello che ci aspetta dal mondo PC nel 2019. Partiamo con Intel che pur riservando spazio a reti neurali e 5G non si è dimenticata delle CPU, presentando i nuovi processori server Cascade Lake, capaci di arrivare a 48 core ma ancora vincolati ai 14 nanometri, oltre ai modelli mancanti della nona serie di processori Core. Ma non si tratta di modelli classici, ad esclusione del Core i5-9400 che è caratterizzato da 6 core, 6 thread e dalla familiare GPU integrata UHD 630. Una soluzione che non è presente sui Core i9-9900KF, Core i7-9700KF, Core i5-9600KF, Core i5-9400F e Core i3-9350KF, dove la K indica il moltiplicatore sbloccato e la F la mancanza della GPU integrata, probabilmente con lo scopo di diminuire il prezzo e guadagnare in competitività con i processori Ryzen. Tutto per tenere duro fino all'arrivo dei processori Ice Lake, finalmente in arrivo grazie alla risoluzione dei problemi di produzione dei transistor a 10 nanometri realizzati dalla stessa Intel. L'azienda può quindi finalmente passare alla produzione di massa che dal secondo trimestre del 2019 darà vita a diversi prodotti, a partire dalla serie Ice Lake-U, pensata per le soluzioni mobile con grafica integrata di Gen11 da 1 TFLOP di potenza, supporto per lo standard Thunderbolt 3 e Wifi 6 (WiFi 802.11ax). Tutto impacchettato in un singolo SoC dall'efficienza sensibilmente superiore a quella delle soluzioni attuali. E questo nonostante la promessa di un netto incremento nei calcoli single-thread che troveremo, assieme alla scalabilità e all'architettura ISA, anche nei modelli destinati al mercato desktop. La data di lancio di questi ultimi, purtroppo, è sconosciuta, ma sono note alcune particolarità come l'utilizzo di core basati su microarchitettura Sunny Cove, impiegabili in più ambiti come dimostrato dalla presentazione della piattaforma Lakefield pensata per le soluzioni all-in-one. In questo caso l'utilizzo del packaging 3D Foveros permette di combinare un core Sunny Cove con 4 Atom, realizzando un dispositivo minuscolo e dal consumo ridotto ma decisamente più potente rispetto a quelli attualmente in circolazione.

Intel Lakefield

AMD a 7 nanometri, tra schede video e processori

Il futuro della grafica targata Radeon si chiama Navi e su questo non ci sono dubbi, ma nel frattempo AMD ha deciso di colmare le evidenti lacune nell'offerta di fascia alta con la Radeon Vega VII, la rumoreggiata versione da gioco della Radeon Instinct MI60. Parliamo di una GPU a 7 nanometri che promette prestazioni complessive, su carta, paragonabili a quelle di una RTX 2080, con un 29% di incremento sulla Vega 64 in titoli come Battlefield V. Il tutto per 699 dollari che sono 100 in meno rispetto al prezzo della Founders Edition della soluzione NVIDIA. Certo, la GeForce dispone di nuove tecnologie capaci anche di aumentarne le prestazioni, ma la nuova Radeon promette di arrivare anche al 40% di incremento nei giochi con supporto per le librerie Vulkan e vanta 16GB di memoria HBM2, con un terabyte al secondo di banda passante, che lasciano ampio spazio di manovra all'ottimizzazione. Inoltre la scheda AMD potrebbe sorprenderci grazie all'overclock che non sarà alieno alla versione reference vista la dissipazione, non più blower, a tre ventole. E ci auguriamo che sia così, vista l'attuale supremazia di NVIDIA nel campo delle GPU discrete. Tutto il contrario di quello che accade nel mondo delle CPU grazie a Ryzen, punta di diamante di una AMD che facendo leva sul rapporto tra prezzo e prestazioni si è ripresa una bella fetta del mercato dei processori. Ma la CEO Lisa Su vuole di più e punta a ottenerlo anche grazie alle nuove soluzioni Ryzen Mobile che vanno dai 2 core e 4 thread del Ryzen 3 3200U, equipaggiato con una modesta GPU integrata Vega 3, fino ai 4 core e 8 thread dei Ryzen 7 3750H e Ryzen 7 3700U che montano una soluzione integrata Vega 10, senza dubbio capace di dare qualche soddisfazione con il gaming. Il tutto supportato da frequenze superiori, consentite dal passaggio dai 14 ai 12 nanometri, che arrivano a 4.0GHz per i due modelli di punta, pensati per soluzioni laptop di fascia alta.

Ryzen Mobile 3000

Ma non è su questi che si è concentrata l'attenzione della platea. Indubbia protagonista della conferenza AMD è stata la nuova architettura Zen 2 a 7 nanometri che a partire dalla metà del 2019 ci porterà sia nuove soluzioni Threadripper da 32 core che Epyc da 64 core, con la promessa di prestazioni aumentate in modo drastico, il tutto condito dal PCIe 4.0 che troveremo anche nelle CPU desktop Ryzen di nuova generazione. Ed è su queste, che ci interessano più di tutto il resto in quanto giocatori, che ci lanciamo a capofitto. Partiamo col dire che in quel di Las Vegas non si è vista traccia modelli a 12 o 16 core, anche se questo non vuol dire che non esistano visto che i 7 nanometri lasciano spazio libero in abbondanza nel die della CPU mostrata da AMD al CES 2019. Ma è presto per parlarne visto che i lavori sono ancora in corso e le specifiche delle nuove CPU Ryzen non sono ancora state finalizzate. Ciononostante il sample da 8 core e 16 thread utilizzato da AMD per i benchmark ha dimostrato di poter competere praticamente alla pari con il Core i9-9900K, almeno in Cinebench R15, e con frequenze molto probabilmente destinate a salire da qui al lancio. Non male, segno che l'IPC dei nuovi processori AMD è migliorato notevolmente di fronte a un consumo del 30% inferiore rispetto al processore consumer di punta Intel. E buona parte del merito va senza dubbio ai 7 nanometri, grazie ai quali dovremmo vedere anche un incremento dei margini di overclock. Certo, dobbiamo mettere sul conto che una tecnologia più sofisticata potrebbe portare a un incremento dei prezzi, ma visti i risultati ottenuti da AMD con le prime due serie di Ryzen ci aspettiamo comunque prezzi aggressivi.

Alienware Legend Area 51M

Portatili e nuovi monitor da sogno

NVIDIA le sue carte se l'è giocate l'estate scorsa, durante la GamesCom, ma in questi mesi non è stata con le mani in mano. Mentre preparava il lancio della GeForce RTX 2060, una scheda da 375 euro capace di coniugare le nuove tecnologie NVIDIA con la potenza di una GTX 1070, la regina delle schede video ha lavorato con i produttori per realizzare una valanga di laptop equipaggiati con le nuove GPU Turing RTX. Parliamo di ben 40 modelli tra i quali troviamo anche l'Alienware Legend Area-51M da 17 pollici a 144Hz, con 2070 Max-Q o 2080 Max-Q abbinabili anche a un Core i9-9900K, e i due MSI GS65 Stealth e GS75 Stealth, due portatili compatti e leggeri, entrambi equipaggiati con CPU Intel di ottava generazione, ma differenziati l'uno dall'altro dalle dimensioni che vanno dai 15.6 ai 17 pollici. Entrambi possono però montare fino alla GeForce RTX 2080 Max-Q, senza dubbio capace di sfruttare a pieno schermi IPS che pur accontentandosi del Full HD sono in grado di arrivare a 144Hz. Gli stessi della versione 1080p del Dell G7 che sarà acquistabile anche nel modello 4K, tra l'altro con pannello OLED nella versione da 15 pollici, limitato però a 60Hz. Anche in questo caso si parla di CPU Intel di ottava generazione e anche in questo caso si va dalla 2060 Max-Q fino alla 2080 Max-Q, passando ovviamente per la 2070 Max-Q, che dovrebbero garantire prestazioni eccellenti, nonostante il limiti dettati dalla declinazione mobile delle GPU. Limiti che saranno meno pesanti con l'aumento di titoli con supporto la tecnologia DLSS, l'upscaling 4K delle nuove GPU NVIDIA che è stato ufficializzato anche per l'atteso Anthem. Inoltre NVIDIA sta lavorando alla versione DLSS 2X e sta lavorando anche ai modelli di fascia bassa della serie 2000, anche se questi potrebbero non disporre delle tecnologie RTX, a causa dei limiti prestazionali.

Omen Xp Emperium

Ma non è il caso di mettere le mani avanti di fronte a una NVIDIA sempre capace di sorprendere, come nel caso dell'annuncio della compatibilità della tecnologia G-Sync con alcuni monitor Freesync. Si parla di appena 12 modelli, tutti capaci di gestire refresh rate variabili, che potrebbero però risultare particolarmente appetibili visto il prezzo inferiore rispetto a quelli dotati di modulo G-Sync. Ma non sono le opzioni budget quelle che hanno attirato l'attenzione sullo showfloor del CES. Tra i monitor più interessanti in arrivo, oltre all'LG 34GK950G che abbiamo potuto provare a dicembre e oltre a diversi laptop con monitor OLED, troviamo il primo monitor Razer, il Raptor, un IPS da 27 pollici che vanta specifiche decisamente buone pur non osando ancora mettere piede nel campo del 4K ad alto refresh. Si accontenta infatti del 1440p, spinto però a 144Hz, con la coperture 95% dello spazio colore DCI-P3 e ben 420 Nits di luminosità. Inoltre sarà disponibile sia in versione Freesync che G-Sync, accontentando un po' tutti. Tutti, escludendo chi vuole 4K e refresh elevato, finendo di fronte al primo monitor da gioco OLED. A presentarlo è stata Dell e, pur non sapendo ancora il prezzo, possiamo affermare senza alcun dubbio che la compagnia non ha certo pensato ai risparmiatori. Parliamo infatti di un 55 pollici da 120Hz che può contare sul caratteristico design Alienware, impreziosito dall'ormai immancabile illuminazione RGB. Un monitor del genere è destinato a costare parecchio, anche se probabilmente costerà meno di un altro pezzo da 90 che si è fatto notare tra gli innumerevoli annunci di ultra-wide, aggiornamenti di modelli vecchi, esperimenti di design e via dicendo. Parliamo dell'HP Omen X Emperium, una bestia da 65 pollici che combina 4K, 144Hz, soundbar e luci RGB con il mostruoso prezzo di lancio di 5000 dollari. La buona notizia è che sarà disponibile non appena finito il CES, ma dubitiamo che ci sarà la fila per acquistarlo.

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