CES 2020, nuovi laptop e monitor da gioco nel segno di NVIDIA 2

Una panoramica sulle novità presentate da Nvidia al CES 2020, tra laptop e monitor

SPECIALE di Mattia Armani —   12/01/2020

Pur tacendo sulle nuove GPU attese durante il corso di quest'anno, NVIDIA ha avuto la sua parte di attenzione durante il CES 2020 grazie a diversi pannelli G-Sync, alcuni dei quali incassati nelle cornici di nuovi portatili, dalle caratteristiche decisamente spettacolari. Li abbiamo toccati con mano nei meandri dell'immenso casinò del Wyatt di Las Vegas dove, dopo aver attraversato una sala da gioco grande quanto una cittadina, siamo stati accolti in una suite immersa nel buio ma illuminata da neon verdi e da case, portatili e schermi tutti accomunati dalle GPU NVIDIA.

Portatili di nuova generazione e deep learning

Entrati nelle stanze riservate da NVIDIA per il CES 2020 ci siamo trovati di fronte a una saletta piena zeppa di computer di ogni taglia e formato dove abbiamo visto anche Wolfenstein Youngblood potenziato da ray tracing e DLSS proprio in occasione del CES. Sulla destra enormi case colorati. Sulla sinistra portatili professionali nati dalla collaborazione di vari marchi con NVIDIA. Nel centro un tavolo rotondo pieno di portatili di nuova generazione accomunati dal poter montare una GeForce RTX. Particolare quello Omen 25X con schermo secondario sopra alla tastiera e minuto lo Zephyrus G14, il più piccolo al mondo con accelerazione del ray tracing grazie a una GeForce RTX con design Max-Q. Certo, il piccolo laptop da gioco ASUS scalda più di altre soluzioni capaci di garantire maggior respiro all'hardware, ma gode di diverse grate una delle quali, piazzata nella parte alta della tastiera e pensata per espellere aria a filo con lo schermo, percorre l'intera lunghezza del portatile.

Dovrebbe quindi garantire un buon sfogo per il calore, avvertibile nonostante l'uso dei più freschi Ryzen 4000 che NVIDIA ha accettato di buon, nonostante la rivalità tra i due marchi, per poter combinare schede RTX e FreeSync grazie alla GPU Radeon installata nei processori AMD, risparmiando così sul modulo G-Sync, anche in termini di spazio, e potendo sull'ottimo rapporto tra potenza e prezzo delle nuove CPU mobile. Vittoria per tutti, quindi, in un momento in cui i portatili vendono di più e hanno margini di crescita notevoli, almeno fino a quando il gioco in streaming non prenderà piede capillarmente, abbassando i prezzi e riducendo le dimensioni. Nel frattempo il grosso del lavoro spetta ancora alla GPU che tutto intorno a noi era protagonista di diverse dimostrazioni volte a mostrare i vantaggi dei core specializzati delle GeForce RTX nel caso di programmi come Blender e software di montaggio video. Ma la demo più interessante era incentrata su un programma capace, sfruttando deep learning e migliaia di immagini, di trasformare una pennellata di colore in un fiume, una montagna o un prato, consentendoci di creare paesaggi di qualità quasi fotografica con semplici pennellate su una tavoletta grafica Wacom. Qualcosa di simile è già disponibile nella pagina dedicata ai progetti sperimentali della compagnia, ma in questo caso è gestita lato server. La dimostrazione che abbiamo invece provato era gestita interamente da una GPU RTX Quadro installata su un laptop.

360Hz e nuovi G-Sync Ultimate

Dopo aver fatto la conoscenza dei nuovi laptop e delle applicazioni professionali potenziate dalle GPU RTX, siamo stati finalmente condotti nella stanza dei monitor, dove ad attenderci abbiamo trovato diversi monitor tra cui alcuni pezzi forti del CES 2020. Diverse postazioni erano infatti dedicate all'ASUS ROG Swift 360Hz da 24,5 pollici, affiancato in un caso a un monitor da 240Hz di refresh e in un altro caso a un monitor da 60Hz, con l'obiettivo di mostrarci, tramite dimostrazioni realizzate con Counterstrike e DOTA II, i vantaggi di un framerate tanto elevato. Nel caso dello sparatutto Valve l'aumento di refresh si è tradotto in una fluidità estrema anche ruotando il mouse a velocità elevatissima, senza che l'immagine perdesse di definizione. Con DOTA II invece, abbiamo potuto constatare come l'aumento di refresh corrispondesse a un'immagine più definita e scritte più leggibili durante lo scrolling continuato dello schermo. Possiamo quindi affermare che per quanto la percezione di fluidità cambi quasi impercettibilmente passando da 240 a 360fps, i vantaggi non mancano di certo, soprattutto nell'ottica del gaming competitivo.

Si è trattato di puro spettacolo invece di fronte a un replay di Formula 1 lanciato su uno schermo 4K da 120Hz con diagonale 77 pollici, uno dei nuovi 12 televisori Big Format Gaming Display di LG dotati di G-Sync e di connettività HDMI 2.1 che non devono quindi ricorrere a doppi cavi, Chroma Subsampling o Display Stream Compression per mandare a schermo l'Ultra HD a 120 frame per secondo. Non possono però vantare una caratteristica che ci porta all'ACER X32 e all'ASUS PG32UQX, due nuovi due monitor che, evoluzioni a 32 pollici dei primi 4K a 144Hz da 27 pollici delle rispettivbe compagnie, vantano G-Sync Ultimate, Wide Color Gamut e ben 1400 nit di luminanza. Garantiscono tra l'altro una precisione assoluta nel gestire le zone di luce e ombre di una scena grazie alla combinazione tra tecnologia di sincronizzazione e una retroilluminazione a mini-LED da 1152 zone, decisamente superiore a quella da 384 zone, comunque capace di arrivare a 1000 nit, delle soluzioni precedenti. Non sono quindi un mero aggiornamento ma comportano un salto qualitativo netto e dimensioni più consone a sfruttare la rizoluzione 4K. Manca però ancora un prezzo che, come per molti altri pezzi da novanta di questo CES 2020, potrebbe risultare elevato. In questo caso dovrebbe però comportare un abbassamento di quello dei modelli 4K ad alto refresh già in circolazione.