Che fine ha fatto… Nightmare Creatures

Due action adventure dalle atmosfere interessanti e dalla buona giocabilità, un sequel in lavorazione ma poi sospeso: che fine ha fatto Nightmare Creatures?

RUBRICA di Massimo Reina   —   25/04/2020
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Indice

Che fine hanno fatto... è una rubrica a cadenza regolare che cerca di riportare alla luce quei franchise che per un motivo o per un altro sono caduti un po' nel dimenticatoio, raccontandone la storia, con la speranza di rivederli prima o poi sui nostri schermi.

Ci sono giochi che in qualche modo hanno segnato la vita dei videogiocatori e i loro ricordi. Titoli magari non sempre bellissimi, ma lo stesso in grado di ritagliarsi uno spazietto più o meno importante nei cuori di molti, e per questo meritevoli di continuare a "vivere" in più episodi. Purtroppo, però, alcuni di questi videogiochi si sono poi persi per strada, nel passaggio fra una generazione di console e l'altra, per divergenze produttive e artistiche all'interno del team di sviluppo, perché non capiti subito da una vasta fetta di utenza (fattore che ne hanno pregiudicato le vendite e dunque il futuro), o semplicemente per problemi di natura finanziaria. Tra i titoli che si sono fermati a qualche generazione fa, ma che meriterebbero di trovare spazio ai giorni nostri, c'è Nightmare Creatures, action adventure con elementi horror e picchiaduro che chi scrive ricorda con molto piacere.

Panico a Londra

Ambientato in una Londra vittoriana minacciata da terribili creature demoniache, il gioco era stato realizzato da Kalisto col suo all'epoca nuovo programma di sviluppo 3D proprietario, ovverosia il LibSys, e distribuito da Activision e Sony nel 1997. Nei panni di Ignatius Blackward, il "servo di Dio" esperto di Cabala e rituali occulti che viaggiava per il mondo per combattere il Male, o di Nadia Franciscus, la figlia del Dr. Jean Franciscus, storico ed esperto di società segrete, il videogamer doveva esplorare vaste aree come i docks, Westminster o Chelsea, dove affrontare a suo di colpi e combo decine di nemici fino al classico Boss di fine livello.

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Zombie, serial killer, gargoyle, uomini gorilla, erano solo alcune delle mostruosità generate dalla follia dello scienziato pazzo Adam Crowley, che nel tentativo di creare una super razza per dominare il mondo aveva finito per trasformare l'intera popolazione della città britannica in abomini. Nightmare Creatures proponeva una giocabilità divertente e immediata, ma capace al contempo di offrire, specie in alcuni momenti, un buon tasso di sfida. La struttura di gioco prevedeva l'alternanza tra fasi esplorative ad altre più incentrate sui combattimenti corpo a corpo, dove a seconda del personaggio scelto si potevano utilizzare armi che, tra primarie e secondarie, comprendevano spade, pistole, bombe a mano e magie, oltre che mosse e combo speciali.

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Queste ultime si rivelavano particolarmente utili se ben utilizzate in quanto consentivano di velocizzare il riempimento di una barra di adrenalina, che andava costantemente "alimentata" uccidendo i nemici, pena la perdita di salute. Nonostante qualche critica al sistema che gestiva le telecamere non sempre ben posizionate nelle fasi più caotiche, Nightmare Creatures si rivelò un successo sia di critica che commerciale. Le principali riviste del settore, infatti, ne esaltarono comunque la componente esplorativa, l'atmosfera e il design dei vari mostri che popolavano Londra. Mentre gli appassionati lo premiarono facendolo diventare uno dei giochi più in voga del momento, al punto che a gennaio del 2000 fece registrare 1.5 milioni di copie vendute in tutto il mondo sulla prima PlayStation, console dove il gioco vide per prima la luce, su PC Windows e Nintendo 64.

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Non c’è pace per i dannati!

Il buon successo di pubblico e critica generò quindi l'inevitabile sequel, che vide la luce proprio nel 2000 col titolo ovviamente di Nightmare Creatures II. Questa volta la storia si svolgeva a Parigi nel 1934, e ad affrontare il redivivo Adam Crowley era Herbert Wallace, che fin dall'infanzia era stata una cavia per gli esperimenti dello scienziato. Da questi aveva subito ogni tipo di tortura nel corso degli anni, al punto che la sua psiche era ormai profondamente minata: Herbert, di fatto, era una personalità disturbata che "sentiva" voci, aveva incubi catastrofici e via discorrendo.

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Fuggito da un ospedale psichiatrico e armato di ascia, l'uomo si lanciava alla ricerca di Crowley per vendicarsi. In termini di gameplay, il prodotto ripartiva dalle basi del predecessore puntando quindi molto sull'azione e i combattimenti, ma meglio impostati e rifiniti, con in più la presenza di fatality, da eseguire come mosse finali sui nemici morenti, e in meno la barra legata all'adrenalina. L'ottima accoglienza riservata anche a questa produzione, in particolare dai possessori della prima console Sony (il gioco era uscito anche su Dreamcast), convinse nuovamente gli sviluppatori a iniziare a lavorare su un terzo capitolo già nello stesso anno.

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Questa volta, però, si trattava di un progetto ancora più ambizioso, che sarebbe dovuto uscire sulle più performanti console che all'epoca si stagliavano all'orizzonte, cioè a dire PlayStation 2 (commercializzata il 4 marzo del 2000 in Giappone), Gamecube e Xbox (già annunciate), oltre che su PC. Il titolo del progetto era ovviamente Nightmare Creatures III: Angel of Darkness e avrebbe dovuto avere come protagonista una ragazza di nome Sandra. La storia sarebbe stata ambientata nella magica Praga del diciannovesimo secolo, pare da Vyšehrad giù verso Josefov (il Quartiere Ebraico) passando per Staré Město e Malá Strana, e di nuovo su verso il castello.

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Da Londra a Praga, via Parigi

Oltre ai soliti mostri creati da Crowley, il videogiocatore avrebbe dovuto affrontare anche figure appartenenti alla mitologia e alla tradizione della cittadina ceca, dal famosissimo Golem del rabbino Judah Loew ben Bezalel al cavaliere templare senza testa della città vecchia. Novità anche per il gameplay, con l'aggiunta di una maggiore componente puzzle legata alla presenza di un corvo, compagno d'avventura della protagonista. Il volatile, infatti, l'avrebbe accompagnata durante tutta l'avventura per aiutarla a raggiungere oggetti altrimenti inaccessibili e risolvere particolari enigmi, un po' come avveniva in Haunting Ground di Capcom fra la protagonista e il suo cane.

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Inoltre avrebbe avuto un discreto peso anche durante le fasi esplorative nell'individuare in anticipo la posizione di qualche nemico, e all'interno del battle system, incentrato come sempre sugli scontri corpo a corpo con l'utilizzo di armi bianche, da fuoco e altre meno convenzionali. Dulcis in fundo Sandra avrebbe dovuto possedere il potere di trasformarsi in una sorta di "angelo delle tenebre" dai poteri sovrannaturali, cosa che avrebbe di fatto apportato a sua volta cambiamenti in determinati scenari, in particolare sempre nel modo di affrontare i combattimenti. Nightmare Creatures III prevedeva infatti una sorta di alternanza tra giorno e notte che avrebbe influito sulla presenza di diverse creature nelle varie aree di gioco, ma anche sulla personalità e sul fisico della ragazza, che alla luce del sole avrebbe avuto forma umana, mentre si sarebbe trasformata nella sopra citata creatura alata col calare delle tenebre.

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Purtroppo a causa del fallimento di Kalisto nel 2002 la produzione del gioco venne bloccata nonostante fosse già circolata una demo e il gioco fosse, sembra, a buon punto. Un vero peccato, perché le atmosfere e le ambientazioni di Nightmare Creatures avevano un certo fascino, e certamente, pur con una struttura di gioco non originalissima, pensiamo che un titolo simile opportunamente rielaborato per i gusti della nuova utenza e l'hardware a disposizione oggi degli sviluppatori, non avrebbe sfigurato e non sfigurerebbe fra le produzioni videoludiche attuali. Chissà quindi che Ubisoft, che ne detiene i diritti, non si ricordi un giorno di questo brand e si convinca di quanto abbiamo appena scritto, decidendo di rispolverarlo e riproporlo.

Bbsenza Titolo 1