La console war è finita?

Le parole di Phil Spencer circa le esclusive Bethesda su Game Pass riecheggiano ancora a distanza di giorni: la console war, così come la conosciamo oggi, è destinata a a morire?

SPECIALE di Giordana Moroni   —   19/03/2021
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"Voglio che tutti i possessori Xbox sappiano che questo accordo è stato fatto per realizzare grandi esclusive per tutti voi, che arriveranno sulle piattaforme che ospitano Game Pass" È stata così prorompente questa dichiarazione di Phil Spencer che a distanza di una settimana ne sentiamo ancora l'eco. Una frase che diventa ancora più interessante se contestualizzata all'interno di in un panorama più vasto, quello della console war: guardando la tavola rotonda nella settimana scorsa in tanti hanno avuto l'impressione di essere prossimi alla fine della console war, almeno, così come la conosciamo.

Console war vecchia scuola

Pensiamoci. Quando parliamo di console war ci riferiamo a un tipo di conflitto che si gioca esclusiva su esclusiva per determinare quale sia la console migliore; negli ultimi anni, però la situazione si è evoluta in modo decisamente diverso, vedendo una Microsoft che progressivamente si è sottratta a questo tipo di battaglia.

È innegabile che l'Xbox Game Pass, arrivato proprio durante gli ultimi anni della scorsa generazione, fosse una mossa che da una parte cercava lenire il rossore causato dagli schiaffi presi da Sony negli anni passati, ma dall'altra parte era altrettanto chiaro che Microsoft stava cercando di portare la competizione su un suolo inedito, cercando di fare qualcosa che gli avversari non avevano ancora fatto e quindi rimescolare un po' le carte in tavola... consapevole, probabilmente, del fatto che una console war "vecchio stile" non poteva essere portata più avanti dal colosso di Redmond in quel modo. Se non puoi sconfiggere il tuo nemico ad armi pari, allora confondilo. L'inserimento di Bethesda all'interno di questo panorama segna un punto importante all'interno della strategia Microsoft perché la pericolosità dell'affermazione fatta da Spencer non risiede ne "le esclusive Bethesda arriveranno su Game Pass" ma in "qualsiasi piattaforma ospiti Game Pass".

Un futuro imprevedibile

Da lì si sono aperte speculazioni, ipotesi e multiversi dove i più discussi e chiacchierati, proprio per la natura estremamente scabrosa delle suddette ipotesi, sono quelli che vogliono il possibile arrivo di Game Pass su console avversarie, quindi su in casa Nintendo e Sony. Per quanto tra queste due compagnie la più conservatrice sia ovviamente Nintendo, l'idea che Game Pass possa arrivare domani su Switch non sembra un'eventualità così impossibile agli occhi di chi scrive. Anche perché da un punto di vista d'immagine non verrebbe percepita dal pubblico come una vittoria o sudditanza di Microsoft su Nintendo, ma come un'incoraggiante apertura dell'azienda giapponese, che avrebbe poi solo da guadagnarci.

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La politica di Nintendo è estremamente consolidata e da un certo punto di vista chiusa, ma l'arrivo di un servizio come Game Pass, che permette ai giocatori Nintendo di usufruire di una grande libreria di giochi in cloud, è, come si dice, tutto grasso che cola. Discorso diverso con PlayStation che sempre stata percepita come il nemico giurato di Xbox e viceversa. È proprio su questo punto che vorremmo riflettere con voi circa la fine della console war così come la conosciamo; di battaglie commerciali tra questi due colossi dei videogiochi ce ne saranno sempre ma puntare sui servizi significa, come dicevamo prima, cambiare terreno di gioco ed è impossibile prevedere come andrà a finire tutto... ma è proprio lì il punto. La console war più tradizionale ci ha sempre abituato a qualcosa di estremamente diretto, quasi immediato, ed estremamente comprensibile.

Fallout 76 10

Qui invece stiamo parlando di una sfida che si giocherà su molti anni a venire e sono davvero tanti fattori in gioco da tenere in considerazione, alcuni con pro e alcuni con contro. Pensiamo ad esempio tutto il discorso relativo alle nuove tecnologie come cloud, streaming o la nuova generazione di TV con applicazioni integrate; ma anche le abitudini di consumo dei videogiocatori, dove molti di questi sono ancora legati alle versioni fisiche dei giochi, e una spiacevole resilienza del mercato dell'usato. Senza dimenticare gli strascichi della pandemia che abbiamo vissuto e stiamo tuttora vivendo, che da una parte ha compromesso il potere d'acquisto di molti acquirenti (colpiti da una crisi economica che lascerà ferite nel sistema mondiale impossibili da curare in breve tempo) ma che dall'altra ha finalmente spinto molti stati, tra cui l'Italia, a mettere in atto una transizione digitale seria in termini di connessione internet. Tutti fattori che avranno ripercussioni a lunghissimo termine e dunque di difficile previsione.

La guerra costa

C'è un ultimo, importante punto, ovvero la sostenibilità della situazione attuale. Perché se è vero che da una parte Microsoft sta ricostruendo la sua offerta con un linguaggio nuovo, puntando tanto su servizi e soprattutto su un'estrema flessibilità di fruizione del videogioco, dall'altra Sony sembra abbastanza granitica sulle sue convinzioni: piazzare la macchina attraverso le esclusive è un'equazione facile e che non ha mai portato delusioni... ma quanto potrà andare avanti? Se c'è una cosa che in questi anni il mercato ha insegnato, e chi scrive è profondamente convinta di questa filosofia, è che non è detto che il gioco tripla A da milioni di dollari siano sempre la scelta vincente.

Horizon Forbidden West 2 Iswvio2

Certo, grande spesa grande profitto, ma basta per piazzare la console? Per quanti anni Sony potrà puntare sulla produzione di giochi dal budget stellare solo ed esclusivamente per infilare la sua macchina nelle case dei giocatori di tutto il mondo? Ed ecco perché la console war così come la conosciamo è destinata a morire. Perché il campo di battaglia si sta spostando altrove e se è vero che PlayStation in molti stati, specialmente europei, è sinonimo di videogioco, sarà interessante vedere se la filosofia del "spendo €500 per una console solo per giocare a quelle due/tre esclusive l'anno" sopravvivrà. Ma forse ci stiamo sbagliando, forse Sony è stata così brava a fidelizzare il suo pubblico che probabilmente non si troverà mai di fronte a una difficoltà di questo tipo. Anche perché in tutto questo, tra le mille incognite imprevedibili, va aggiunta anche la strategia di comunicazione delle aziende dove tra tutte, storicamente, Microsoft è sempre quella peggiore, anche quando aveva una buona mano da giocare.

E voi cosa ne pensate le storie di Multiplayer.it? Siete convinti che la console war è destinata a morire e rinascere dalle sue ceneri per trasformarsi in una battaglia totalmente diversa o pensate che finché ci saranno esclusive la console war rimarrà più viva che mai?