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Diabolik nei videogiochi: la retrospettiva di una serie tutta italiana

Ripercorriamo la storia delle riduzioni videoludiche di Diabolik, il personaggio nato da Angela e Luciana Giussani che dal 1962 tiene compagnia ai lettori italiani.

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   22/12/2021
Diabolik: The Original Sin
Diabolik: The Original Sin
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Diabolik è un personaggio dei fumetti che, almeno nel nostro paese, non dovrebbe avere bisogno di presentazioni, visto la fama di cui gode. Nato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani e pubblicato dalla casa editrice Astorina sin dal 1962, è da allora una presenza fissa nelle edicole della penisola ed è arrivato a diventare un vero e proprio fenomeno di costume.

Diabolik è un criminale spietato e senza scrupoli che si avvale di ogni mezzo a sua disposizione per compiere i suoi colpi. Fidanzato con Eva Kant, che è anche sua complice nel male, sembra essere imprendibile dalla polizia, nonostante rischi continuamente la vita per raggiungere i suoi scopi.

In occasione dell'uscita del secondo film che lo vede protagonista, Diabolik dei Manetti Bros. (il primo risale al 1968 e fu diretto da Mario Bava), abbiamo deciso di realizzare una veloce retrospettiva per scoprire tutti i videogiochi di Diabolik, da quelli più conosciuti, fino a quelli meno conosciuti.

Prime tracce: un Diabolik per Commodore 64

Diabolik per C64 non è mai stato completato
Diabolik per C64 non è mai stato completato

Le prime tracce di Diabolik nel mondo dei videogiochi si hanno con una breve demo animata per Commodore 64 del 1992 realizzata da Simulmondo, che, a quanto si capisce anche solo guardandola (è scaricabile liberamente da diversi siti di retrogaming), non è andata avanti nello sviluppo. La demo, recuperata a posteriori, è composta da una prima animazione, in cui una figura in secondo piano avanza verso il centro dello schermo rivelando infine di essere Diabolik, cui segue il logo del gioco messo sopra gli iconici occhi del personaggio, quindi da altre due immagini, una del criminale dietro a un vetro rotto e la seconda di un pugnale con cui sembra essere stata appena aperta una borsa piena di diamanti. Il tutto si conclude con una schermata nera che riporta la scritta: "Presto sugli schermi del vostro Amiga, PC VGA 256 colori".

Le informazioni sul progetto sono scarse. Il sito Games That Werent ipotizza che la versione C64 del gioco fu cancellata sul nascere in favore di quella Amiga. Nel 2010 Roberto Nicoletti del sito Ready64 chiese ai due autori della demo, Ivan Venturi (grafica) e Nicola Ferraioli (codice) numi su quel Diabolik.

Alla fine della demo di Diabolik per C64 c'era un rimando ad altre versioni del gioco
Alla fine della demo di Diabolik per C64 c'era un rimando ad altre versioni del gioco

Inizialmente entrambi faticarono a ricordare di averlo sviluppato, quindi emerse che sostanzialmente fu l'opera di un paio di sere di lavoro, poi abbandonata in favore di altri giochi. A confermare questa versione è stato Venturi stesso, che abbiamo contattato direttamente. Stando al suo racconto, Diabolik fu messo in coda a Dylan Dog: Gli Uccisori (1992), che uscì nei negozi in versione C64, PC e Amiga. Di Diabolik per l'8-bit di casa Commodore non fu sviluppato niente di giocabile, quindi possiamo considerarlo come una mera curiosità, più che come qualcosa di concreto.

Cattivik

Merita una piccola citazione in questo speciale anche Cattivik: The Videogame, titolo del 1992 sviluppato dalla software house italiana Idea e pubblicato solo su Amiga. Era un platform game 2D a scorrimento orizzontale, lineare, ma ben fatto, che aveva come protagonista la strambo personaggio creato da Bonvi nel 1968 come parodia di Diabolik.

Diabolik in edicola: la collana di Simulmondo

La collana di Diabolik di Simulmondo uscì solo in edicola
La collana di Diabolik di Simulmondo uscì solo in edicola

Il primo gioco, anzi i primi giochi di Diabolik effettivamente pubblicati risalgono alla fine del 1992 e sono i dodici episodi di una collana da edicola di Simulmondo con protagonista l'inafferrabile criminale, che ha tenuto banco per buona parte del 1993. All'epoca la storica software house italiana aveva puntato moltissimo sulla distribuzione in quello che era un canale poco battuto dai videogiochi, inventando di fatto anche le avventure episodiche (ben prima di Telltale). Lanciò diverse collane con uscite mensili dedicate a tre personaggi dei fumetti italiani: Dylan Dog, Tex e, appunto Diabolik e altre dedicato a delle proprietà intellettuali originali: Simulman e Time Runners. L'idea era quella di affiancare i videogiochi ai fumetti, il cui pubblico spesso coincideva. Anche il prezzo della singola uscita, 14.900 lire (poco più di cinque euro), era inferiore a quello di un qualsiasi gioco commerciale di allora. Si trattava di action adventure visualizzati lateralmente, che condividevano lo stesso motore grafico del già citato Gli Uccisori. Erano abbastanza legnosi, molto simili tra loro nelle animazioni e nelle dinamiche, ma non di meno piacevoli, soprattutto se si era fan dei personaggi.

Il gameplay alternava delle sequenze narrative, a dei semplici combattimenti alla risoluzione di puzzle molto lineari, che costringevano a fare avanti e indietro per le schermate fisse da cui erano composti i mondi di gioco.

Naturalmente la componente narrativa era la più curata, soprattutto per le collane dedicate ai personaggi dei fumetti. In media non ci voleva molto per finire un singolo episodio, ma la longevità non era certo il loro obiettivo principale, visto che venivano realizzati pensando soprattutto alla durata dei fumetti. Ricorda proprio Ivan Venturi che all'epoca era direttore della linea delle avventure di Simulmondo e che ancora oggi è attivissimo sulla scena italiana dello sviluppo: "Il gioco (si riferiva a Dylan Dog, ma il concetto è applicabile anche ai Diabolik ndr) era progettato per durare il doppio del tempo di vita di un fumetto. La quantità di soldi che ci spendevi per il tempo che ci dedicavi era paragonabile a quella del fumetto." Le confezioni di ogni uscita, ben curate e pensate proprio come se fossero dei volumi di albi a fumetti, quindi facilmente collezionabili e poco esosi in termini di spazio occupato, contenevano due diverse versioni: Amiga e PC. Solitamente le versioni Amiga erano più brevi lineari per via della minore capienza dei floppy disk, mentre quelle PC offrivano dei piccoli bivi che aumentavano il fattore rigiocabilità, caratteristica di cui Simulmondo stessa si faceva vanto e che non mancava di far notare in fase di marketing, probabilmente per attirare il crescente pubblico di videogiocatori PC. Interessante notare come il dodicesimo episodio, Terrore a Teatro, sia di fatto considerato perduto.

Una delle sequenze d'intermezzo di Inafferrabile Criminale
Una delle sequenze d'intermezzo di Inafferrabile Criminale

Molti credono che dopo i Diabolik di Simulmondo, il personaggio non si sia più affacciato nel mondo dei videogiochi fino al 2007. In realtà non è proprio così. Nel 2001 fu infatti pubblicato da Rizzoli il misconosciuto Diabolik: Il Gioiello della Torre, sostanzialmente un'avventura interattiva per PC legata alla serie TV Diabolik: Track of the Panther, in cui si seguiva una storia di Diabolik, con interazioni limitate e un focus particolare sulla narrazione. Purtroppo su questo prodotto non esistono informazioni utili, nel senso che non ci sono filmati su YouTube o altrove e nessuno sembra averlo provato o recensito. Attualmente se ne trova una copia su Ebay, che se vogliamo testimonia almeno della sue esistenza, perché per il resto sembra quasi che nessuno ne abbia mai sentito parlare o se ne sia mai interessato.

I Titoli dei dodici episodi della collana di Simulmondo di Diabolik

  1. Inafferrabile Criminale
  2. La Gemma di Salomone
  3. La Fuga
  4. Trappola d'Acciaio
  5. Ore Pericolose
  6. La Notte della Paura
  7. 4 Diamanti Unici
  8. Un Piano Perfetto
  9. A Caro Prezzo
  10. All'Ultimo Sangue
  11. Inganno Fatale
  12. Terrore a Teatro

Diabolik: Original Sin

Diabolik: Original Sin aveva delle sequenze d'intermezzo realizzate davvero bene.
Diabolik: Original Sin aveva delle sequenze d'intermezzo realizzate davvero bene.

Diabolik: Original Sin di Artematica è il videogioco più avanzato in termini tecnologici, nonché l'ultimo in quelli cronologici, dedicato al personaggio. Fu pubblicato nel 2007 su PC, Nintendo Wii, PSP, PS2 e Nintendo DS. Si tratta di un'avventura grafica 3D di buona fattura, in cui si controllano sia Diabolik, sia la sua compagna Eva Kant. È proprio ai comandi di quest'ultima che inizia la storia: qualcuno l'ha rinchiusa in una cella e lei deve riuscire a liberarsi. Il suo carceriere vuole sfruttarla per ricattare Diabolik e obbligarlo a rubare un'opera d'arte chiamata The Original Sin, prima che arrivi al museo di MaryVille. Se non ce la farà, la ucciderà. Da qui si dipana una trama ricca di colpi di scena e di situazioni pensate per appassionare in primo luogo gli estimatori del personaggio, ma allo stesso tempo per essere apparezzate anche da chi non lo conosce affatto. A mettere i bastoni tra le ruote a Diabolik c'è un altro dei personaggi classici della serie, l'immancabile ispettore Ginko, ben introdotto all'interno della storia.

In termini di gameplay ci troviamo di fronte a un'avventura punta e clicca molto classica, con puzzle basati sulla deduzione logica e l'uso di oggetti, il tutto condito da qualche mini gioco atto a evocare alcune caratteristiche del personaggio (tipo la sua abilità con la cerbottana).

Original Sin era un'avventura punta e clicca molto classica
Original Sin era un'avventura punta e clicca molto classica

Ci sono anche molte sequenze d'intermezzo, ben realizzate per l'epoca, che aiutano non poco nella costruzione del tessuto narrativo. A differenza di tutti gli altri giochi di Diabolik di cui abbiamo parlato in questo speciale, Diabolik: Original Sin è il più facilmente reperibile, sia in versione PC, sia per console, quindi non dovreste avere problemi nel caso vogliate giocarci.

Peccato che dopo Diabolik: Original Sin il personaggio delle sorelle Giussani sia di fatto sparito dalla scena videoludica. Probabilmente il suo "peccato originale" è quello di essere seguito quasi esclusivamente in Italia, nonostante l'esistenza di traduzioni dei suoi albi in moltissimi paesi europei e nonostante la vecchia serie animata Diabolik: Track of the Panther, che uscì in Italia, USA e Francia tra il 1999 e il 2001. Chissà se in futuro lo vedremo tornare protagonista di una nuova avventura virtuale.