eFootball PES 2020, un nuovo provato 51

Siamo tornati a provare eFootball PES 2020: il calcio secondo Konami si rinnova tra conferme e novità

PROVATO di Luca Porro   —   25/06/2019

Dopo la prova svoltasi all'E3 di Los Angeles, siamo tornati a testare eFootball PES 2020, il calcistico di casa Konami che quest'anno, già a partire dal nome, si rinnova con più di uno sguardo rivolto alla branca eSport del calcio virtuale. E così, tra una partita e l'altra, ci siamo trovati di fronte un titolo sì migliorato e rinnovato, ma decisamente conservatore dello spirito classico del franchise più di quanto ci potessimo aspettare. Se paragonassimo i due modi attuali di intendere il calcio ai due grandi brand videoludici che ogni anno si contendono la fetta di mercato del rettangolo verde virtuale, diremmo che PES è il portabandiera del "Sarrismo" mentre FIFA in questi anni ha rappresentato più una filosofia simile al "Cholismo". Il motivo è presto detto: il bel gioco dei maestri di calcio come Guardiola, Sarri e Sacchi si può rispecchiare nella cura dell'estetica ricercata da PES, mentre il pragmatismo di allenatori come Allegri, Simeone o Pochettino può essere paragonato all'arroccamento di FIFA sul piedistallo dell'infrastruttura di gioco e delle licenze.

Il calcio al centro del gioco

La prova di due ore di eFootball PES 2020 non ha previsto nessun tipo di presentazione: la build era la medesima dell'E3 e la modalità disponibile soltanto una: Quick Match. L'obiettivo era quello di permetterci di vivere le novità del titolo a livello di gameplay con calma, senza la fretta classica degli hands-on in fiera. Barcellona, Arsenal, Flamengo, Palmeiras, River Plate, Boca Juniors, Francia e PES Legends, queste erano le squadre disponibili, sufficienti a capire quanto la differente caratura dei giocatori impatti notevolmente sul tipo di gioco attuabile. Una tattica basata sui fraseggi corti, ora più che mai, risulta meglio caratterizzata e visibile se effettuata con il centrocampo blaugrana, di contro un approccio composto da maggiori verticalizzazioni e recupero palla repentino sarà più soddisfacente e remunerativo se effettuato con una squadra come l'Arsenal.

Insomma, la differenziazione del gioco finalmente acquista valore in base alle squadre utilizzate proprio perché la cura estetica, citata in precedenza, si tramuta in questo eFootball PES 2020 in una messa in pratica di valore assoluto in quella che è la riproduzione dei giocatori. Tante nuove animazioni e un ritmo di gioco più compassato sono le scelte più evidenti fatte da Konami e percepibili pad alla mano. Quelle che ogni anno sottolineiamo come scelte interessanti riguardo la "gestione della fisica di palla e giocatori", quest'anno più che mai, vedono delle interessanti migliorie e dei perfezionamenti che si traducono in quel fotorealismo non solo grafico che tanto va ricercando la casa di Tokyo. Un esempio è sicuramente il nuovo Finesse Dribling, nato dalla collaborazione col campione Andrés Iniesta, che esalta i giocatori più tecnici permettendogli, alla leggera pressione dell'analogico destro, di spostare repentinamente la palla per mandare fuori tempo l'avversario. Se prendiamo in esempio la carriera del campione nato a Fuentealbilla (basata certo sul talento innato, ma anche sull'intelligenza, sulla tecnica e sulla velocità di pensiero) ci risulta facile capire perché Konami si sia affidata a lui per realizzare dei movimenti tecnici e tattici che potessero esaltare non solo la realisticità del tutto, ma anche la bellezza del giocare bene al calcio. E quindi utilizzare Pogba, Coutinho e Tevez sarà differente che impostare il gioco con Torreira o finalizzare un'azione con Scocco o Gabriel Barbosa, ma sarà in egual misura soddisfacente proprio perché il titolo vi permetterà di adattare lo stile di gioco alla squadra utilizzata. Anche i tiri hanno visto una notevole rivisitazione, con variabili quali la postura del corpo e la posizione di calcio della palla che ora influiranno in maniera più marcata sulla buona riuscita di una conclusione si essa normale o al volo.

E allora diventa chiaro il perché questa prova si sia concentrata sul farci semplicemente giocare al titolo nella sua maniera più pura, ovvero quella che all'inizio era l'essenza dei titoli calcistici: il couch gaming. Perché eFootball PES 2020 vuole essere bello da giocare ma anche da guardare, con i suoi volti pressoché identici alla realtà, con i giocatori che a fine partita si tolgono la maglia e con gli spalti gremiti di tifosi che, in un Camp Nou tutto esaurito, intonano i cori che ogni domenica possiamo ascoltare guardando una partita in TV. Restano però quelli che alla fine dei conti sono nodi essenziali nella valutazione di un videogioco calcistico: le modalità. L'infrastruttura ludica di PES in termini di contenuti di gioco è sempre stata il cruccio dei fans, andandosi a scontrare con quel colosso che è la modalità FUT di FIFA, e ad oggi purtroppo rimanendo ancora un'incognita. Non avendo avuto modo di approfondire né con una presentazione né provando con mano le novità in questo ambito, possiamo solo che rifarci a quanto annunciato finora e sperare che la rinnovata Master League e l'introduzione della modalità Matchday siano una chiave di volta importante per ampliare lo spettro ludico del titolo.

La nostra seconda prova di eFootball 2020 ci ha consegnato un titolo frizzante e divertente che ripropone un gameplay solido e ben strutturato come ai fasti di un tempo. Basterà per riportarsi sul gradino del vincitore questo 10 settembre quando il titolo uscirà per PC, PS4 e Xbox One? Purtroppo, non possiamo ancora dirlo data l'assenza di una prova concreta delle novità in tema di modalità e contorno. Quello che però ci sentiamo di rimarcare è l'efficacia di un gameplay che trasmette tanto amore per il rettangolo verde.

CERTEZZE

  • Gameplay più ragionato e realistico
  • Quantità di animazioni spropositata
  • Ora il controlla palla è tutto

DUBBI

  • Le modalità di gioco sorreggeranno il gameplay?
  • Da comprendere se ci saranno aggiunte o modifiche all'impianto eSport